Non andare a Messa la Domenica è così grave?

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Spesso si sente dire dai preti che non andare a Messa la domenica è peccato mortale. Ma come si può paragonare un peccato del genere con l’omicidio o l’adulterio o la truffa a danno dei poveri che sembrano cose assai più gravi del non andare alla Messa che può rientrare, a seconda dei casi, nel peccato di superficialità, di ignoranza o di dimenticanza e che in fondo non lede la fede né il comportamento morale del cristiano?
 
Come lei ben sa, andare a Messa la domenica rientra nel Terzo Comandamento del Decalogo: «Ricordati di santificare le feste».

Certamente uno può avere tanti motivi per non andare alla Messa domenicale, e forse tra questi possiamo mettere anche, come dice lei, la sbadataggine o la dimenticanza, ma è certo che un vero cristiano, cioè uno che crede le cose che ha insegnato Gesù Cristo, non si dimentica di Lui, del suo Sacrificio, della sua opera di Salvezza che vive e persiste integra ed efficace nel sacramento dell’Eucaristia che si celebra in ogni Santa Messa. Continua a leggere

L’America che marcia per la Vita. Il Card. O’Malley: “We shall overcome”

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Un fiume umano ha raggiunto Washington tra mercoledì e giovedì scorso, quello dei partecipanti alla Marcia per la vita. Giunta alla sua edizione numero 42, la Marcia si è confermata anche quest’anno come l’iniziativa più rappresentativa ed “ecumenica” di tutto il grande mondo pro-life statunitense.

Mercoledì sera, alla vigilia dell’evento, il cardinale Sean O’Malley ha celebrato una Messa presso la Cattedrale della Santa Croce. Nell’omelia ha sottolineato come negli Usa sia sta verificando un sorprendente cambiamento dell’opinione pubblica riguardo all’aborto, nel silenzio dei media. Un fenomeno «generazionale» che il porporato attribuisce appunto ai «giovani», oggi «il segmento pro life più importante». E ha aggiunto una serie di considerazioni ispirate, di cui riportiamo qui uno scampolo: Continua a leggere

Il rito della pace a Messa: meglio non farlo che farlo “in un modo qualsiasi”

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Lo scambio del segno di pace durante la Messa non cambia collocazione nel Rito romano, restando prima della comunione eucaristica, ma dovrà diventare più sobrio, senza confusioni né via vai di persone, e senza canti particolari. Una lettera del cardinal Cañizares spiega come compiere bene questo gesto liturgico.

Nei dibattiti del Sinodo dei vescovi sull’Eucaristia (2005, Propositio 23) si è posta la questione dell’opportunità o meno del “segno” della pace nel modo e nel momento in cui si trova oggi nell’Ordinario della Messa. Per chiarire le cose, papa Benedetto XVI nella sua esortazione apostolica post-sinodale Sacramentum caritatis (del 22 febbraio 2007) ha invitato al n. 49 (con la nota n. 150) la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti a studiare il tema. Continua a leggere

Udienza generale. Il Papa: è molto importante andare a Messa la Domenica, l’Eucaristia è salvezza

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Oltre 25 mila fedeli presenti oggi in Piazza San Pietro nonostante la pioggia per partecipare all’udienza generale del mercoledì. Il Papa ha dedicato la sua catechesi sui Sacramenti all’Eucaristia che – ha detto “si colloca nel cuore dell’«iniziazione cristiana», insieme al Battesimo e alla Confermazione, e costituisce la sorgente della vita stessa della Chiesa. Da questo Sacramento dell’amore, infatti, scaturisce ogni autentico cammino di fede, di comunione e di testimonianza. Quello che vediamo quando ci raduniamo per celebrare l’Eucaristia, la Messa, ci fa già intuire che cosa stiamo per vivere. Al centro dello spazio destinato alla celebrazione si trova l’altare, che è una mensa, ricoperta da una tovaglia, e questo ci fa pensare ad un banchetto. Continua a leggere

«Il cristiano rifiuta il pensiero debole e pensa secondo Dio»

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Il cristiano pensa secondo Dio e per questo rifiuta il pensiero debole ed uniforme. Lo ha sottolineato papa Francesco nella Messa di stamani alla Casa Santa Marta. Il Papa ha affermato che, per capire i segni dei tempi, un cristiano non può pensare solo con la testa, ma anche con il cuore e con lo spirito che ha dentro.

Il Signore insegna ai suoi discepoli a comprendere i “segni dei tempi”, segni che i farisei non riescono a cogliere. Papa Francesco ha preso spunto dal Vangelo odierno per soffermarsi sul “pensare in cristiano”. Chi segue Gesù, ha osservato, non pensa solo con la testa, ma anche con il cuore e “lo spirito che ha dentro”. Altrimenti non si può comprendere “il passo di Dio nella storia”: Continua a leggere

Sorpresa, la Chiesa non è in liquidazione

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Papa Francesco ad Assisi spiazza gli oltre mille giornalisti che si attendevano un annuncio eclatante sulla rinuncia della Chiesa ai beni materiali. La cosa di cui spogliarsi è lo «spirito del mondo», ha invece detto il Papa. E ha fatto a pezzi l’immagine di un san Francesco sdolcinato ed ecologista: l’amore per i poveri, il rispetto per il Creato e il desiderio di portare la pace hanno un nome: Cristo.

A seguire in questi giorni stampa e tv, il 4 ottobre sarebbe dovuto essere una sorta di Dies Irae: papa Francesco ad Assisi che fa un gesto eclatante di rottura con il passato, vaticanisti e anche qualche prelato che anticipavano una rinuncia clamorosa a tutte le ricchezze della Chiesa, ovviamente nella Sala della Spoliazione dove era previsto l’incontro con i poveri. Continua a leggere

Il posto giusto

Benedetto XVI

Benedetto XVI

Il posto giusto per noi è quello vicino a Cristo che scende per servire. Così il Papa emerito nella Messa con i suoi ex-allievi
 
(01-09-2013 – Radio Vaticana)
 
Ci troviamo sulla via giusta se proviamo a diventare persone che “scendono” per servire e portare la gratuità di Dio. Così in sintesi il Papa emerito Benedetto XVI nella Messa celebrata stamani, alle 9.30, nella cappella del Governatorato in Vaticano, in occasione del tradizionale seminario estivo dei suoi ex-allievi, il cosiddetto Ratzinger Schülerkreis. L’incontro degli studenti come di consueto è organizzato a Castel Gandolfo ma quest’anno Benedetto XVI non vi ha partecipato. Questa 38.ma edizione è stata dedicata a “La questione di Dio sullo sfondo della secolarizzazione” alla luce della produzione filosofica e teologica di Rémi Brague, teorico francese premiato l’anno scorso con il “Premio Ratzinger” per la teologia. Continua a leggere