PAPA/ Fine vita, cos’è il “supplemento di saggezza” chiesto da Francesco

Il discorso del Papa al Meeting europeo della World Medical Association sulle questioni del fine-vita non cambia la dottrina della Chiesa, nondimeno dice qualcosa in più
 
di CARLO BELLIENI
 
Il discorso del Santo Padre al Meeting regionale europeo della World Medical Association sulle questioni del cosiddetto “fine-vita” tenutosi ieri a Roma è un forte richiamo alla responsabilità personale del curante. Rimette al centro della cura il rapporto medico-paziente così tanto messo in discussione dalla medicina burocratizzata e aziendalizzata, rapporto che si trova strattonato ora dal lato di un intestardirsi con le cure quando non servono, o ancor più frequentemente dal lato di un abbandono del paziente che non è solo l’abbandono in fine-vita ma un abbandono morale troppo spesso riscontrato. Il papa richiama ad un concetto antico, da lui espresso in termini dinamici con l’espressione “la vicinanza responsabile”. “L’angoscia della condizione che ci porta sulla soglia del limite umano supremo, e le scelte difficili che occorre assumere, ci espongono alla tentazione di sottrarci alla relazione. Ma questo è il luogo in cui ci vengono chiesti amore e vicinanza, più di ogni altra cosa, riconoscendo il limite che tutti ci accumuna e proprio lì rendendoci solidali”.

Questo, si capisce bene, non riguarda solo un atto della vita, ma tutta la vita stessa e tutta la condizione del rapporto medico-malato. Per questo sarebbe puerile ridurre il discorso del Papa ad un’indicazione sul fine-vita, che pure c’è, ed è chiara e semplice: prendersi sempre cura, non abbandonare nessuno in particolare nel momento delle decisioni gravi, non avventurarsi in percorsi curativi futili. Ma porta ad estendere questa osservazione a tutta la sanità e a domandarsi se ormai “quello che facciamo” lascia in secondo piano “come lo facciamo”. Cioè se invece di “essere vicini” lasciamo scattare automatismo, protocolli, routine. Continua a leggere

La Parola è un dono. L’altro è un dono

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Il Messaggio di Papa Francesco per la Quaresima 2017
 

Cari fratelli e sorelle,

la Quaresima è un nuovo inizio, una strada che conduce verso una meta sicura: la Pasqua di Risurrezione, la vittoria di Cristo sulla morte. E sempre questo tempo ci rivolge un forte invito alla conversione: il cristiano è chiamato a tornare a Dio «con tutto il cuore» (Gl 2,12), per non accontentarsi di una vita mediocre, ma crescere nell’amicizia con il Signore. Gesù è l’amico fedele che non ci abbandona mai, perché, anche quando pecchiamo, attende con pazienza il nostro ritorno a Lui e, con questa attesa, manifesta la sua volontà di perdono (cfr Omelia nella S. Messa, 8 gennaio 2016).

La Quaresima è il momento favorevole per intensificare la vita dello spirito attraverso i santi mezzi che la Chiesa ci offre: il digiuno, la preghiera e l’elemosina. Alla base di tutto c’è la Parola di Dio, che in questo tempo siamo invitati ad ascoltare e meditare con maggiore assiduità. In particolare, qui vorrei soffermarmi sulla parabola dell’uomo ricco e del povero Lazzaro (cfr Lc 16,19-31). Lasciamoci ispirare da questa pagina così significativa, che ci offre la chiave per comprendere come agire per raggiungere la vera felicità e la vita eterna, esortandoci ad una sincera conversione. Continua a leggere

Papa Francesco: non si elimina la sofferenza sopprimendo chi soffre

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Occorre diffondere “un concetto di scienza che si fa servizio e non seleziona”: è quanto afferma il Papa in un messaggio, a firma del cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, ai partecipanti al Convegno promosso al Policlinico Gemelli di Roma sul tema “Custodire la vita: l’Hospice perinatale, una risposta scientifica, etica e umana alla diagnosi prenatale”.

di Sergio CentofantiRadio Vaticana

Papa Francesco invita “al quotidiano impegno di attuazione del progetto di Dio sulla vita proteggendola con coraggio e amore, con lo stile della vicinanza e della prossimità, prendendo le distanze dalla cultura dello scarto, che propone solo itinerari di morte pensando di eliminare la sofferenza sopprimendo chi soffre”. Il Pontefice auspica il raggiungimento di “nuovi traguardi nel servizio della persona e nel progresso della scienza medica in costante riferimento ai perenni valori umani e cristiani, cercando di rispondere al massimo della povertà quale è la situazione del bambino con gravi patologie, con il massimo dell’amore”. Continua a leggere

Il Papa: Ragazzi siate coraggiosi e controcorrente

papa4_49086973_300 “Siate coraggiosi e controcorrente.. Con Lui possiamo fare cose grandi; ci farà sentire la gioia di essere suoi discepoli, suoi testimoni. Scommettete sui grandi ideali!”.
Lo scrive il Papa nel Messaggio per il giubileo dei giovani, che si svolgerà dal 23 al 25 aprile e coinvolge i ragazzi dai 13 ai 16 anni.

 
Carissimi ragazzi e ragazze,

la Chiesa sta vivendo l’Anno Santo della Misericordia, un tempo di grazia, di pace, di conversione e gioia che coinvolge tutti: piccoli e grandi, vicini e lontani. Non ci sono confini o distanze che possano impedire alla misericordia del Padre di raggiungerci e rendersi presente in mezzo a noi. Ormai la Porta Santa è aperta a Roma e in tutte le Diocesi del mondo.
Questo tempo prezioso coinvolge anche voi, cari ragazzi e ragazze, e io mi rivolgo a voi per invitarvi a prenderne parte, a diventarne i protagonisti, scoprendovi figli di Dio (cfr 1 Gv 3,1). Vi vorrei chiamare uno a uno, vi vorrei chiamare per nome, come fa Gesù ogni giorno, perché lo sapete bene che i vostri nomi sono scritti in cielo (Lc 10,20), sono scolpiti nel cuore del Padre che è il Cuore Misericordioso da cui nasce ogni riconciliazione e ogni dolcezza. Continua a leggere

Il messaggio di papa Francesco al Meeting di Rimini

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«La vita non è un desiderio assurdo, la mancanza non è il segno che siamo nati “sbagliati”, ma al contrario è il campanello che ci avverte che la nostra natura è fatta per cose grandi»
 

Eccellenza Reverendissima,

a nome del Santo Padre Francesco e mio personale, rivolgo un cordiale saluto a Lei, agli organizzatori e ai partecipanti al XXXVI Meeting per l’amicizia fra i popoli.

La suggestiva e poetica espressione scelta come tema di quest’anno – “Di che è mancanza questa mancanza, cuore, che a un tratto ne sei pieno? (Mario Luzi) – pone l’accento sul “cuore” che è in ciascuno di noi, e che san’Agostino ha descritto come “cuore inquieto”, che mai si accontenta e ricerca qualcosa all’altezza della sua attesa. È una ricerca che si esprime in domande sul significato della vita e della morte, sull’amore, sul lavoro, sulla giustizia e sulla felicità. Continua a leggere

Messaggio del Pontificio Consiglio per la Famiglia agli organizzatori della manifestazione del 20 giugno

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AL COMITATO “DIFENDIAMO I NOSTRI FIGLI”, IN OCCASIONE DELLA MANIFESTAZIONE DEL 20 GIUGNO 2015 – ROMA, PIAZZA SAN GIOVANNI

Cari amici del Comitato Difendiamo i nostri figli, con piacere intendo far giungere alla manifestazione da voi promossa questo Messaggio, a nome del Pontificio Consiglio per la Famiglia.

Papa Francesco, incontrando alcuni giorni fa dei vescovi europei, ha detto loro, citando la Sua preziosa Esortazione Evangelii Gaudium: Desidero con voi condividere la mia ferma volontà di promuovere la famiglia, quale dono di Dio per la realizzazione dell’uomo e della donna creati a sua immagine e quale «cellula fondamentale della società», «luogo dove si impara a convivere nella differenza e ad appartenere ad altri e dovei genitori trasmettono la fede ai figli” Queste parole del Papa testimoniano l’amore della Chiesa per il nostro mondo e il nostro tempo. Continua a leggere

Medjugorje. Messaggio del 2 giugno 2015

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Ecco il testo dell’ultimo messaggio di Medjugorje straordinario dato dalla Regina della Pace alla veggente Mirjana:
 
«Cari figli, desidero operare per mezzo di voi, miei figli, miei apostoli, affinché alla fine possa radunare tutti i miei figli là dove tutto è preparato per la vostra felicità. Prego per voi, affinché con le opere possiate convertire, perché è arrivato il tempo per le opere della verità, per mio Figlio. Il mio amore opererà in voi, mi servirò di voi. Abbiate fiducia in me, perché tutto quello che desidero, lo desidero per il vostro bene, l’eterno bene, creato per mezzo del Padre Celeste. Voi, figli miei, apostoli miei, vivete la vita terrena in comunità con i miei figli che non hanno conosciuto l’amore di mio Figlio, coloro i quali non mi chiamano madre. Non abbiate però paura a testimoniare la verità, perché se voi non avete paura e testimoniate con coraggio, la verità miracolosamente vincerà. Ricordate: la forza è nell’amore. Figli miei, l’amore è pentimento, perdono, preghiera, sacrificio e misericordia, perché se saprete amare con le opere convertirete gli altri, permetterete che la luce di mio Figlio penetri nelle anime. Vi ringrazio. Pregate per i vostri pastori, loro appartengono a mio Figlio. Lui li ha chiamati. Pregate affinché sempre abbiano la forza e il coraggio di brillare della luce di mio Figlio.»
 
(fonte: lalucedimaria.it)
 

Medjugorje: Messaggio alla veggente Marija (25 Marzo 2015)

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“Cari figli! Anche oggi l’Altissimo mi ha permesso di essere con voi e di guidarvi sul cammino della conversione. Molti cuori si sono chiusi alla grazia e non vogliono dare ascolto alla mia chiamata. Voi figlioli, pregate e lottate contro le tentazioni e contro tutti i piani malvagi che satana vi offre tramite il modernismo. Siate forti nella preghiera e con la croce tra le mani pregate perché il male non vi usi e non vinca in voi. Io sono con voi e prego per voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”
 
(fonte: Radio Maria)
 

Francesco ai giovani: “andate controcorrente, non banalizzate l’amore!”

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Un Messaggio bellissimo del Papa ai giovani in preparazione della prossima Giornata mondiale della Gioventù. Da ignorare, come sempre, titoloni fuorvianti che già circolano su web e giornali. Il Papa richiama ancora una volta l’insegnamento della Chiesa, il che basta a smentire le parole (mai pronunciate) attribuitegli in queste ore dai media.
 
Nel 2015 Papa Francesco aveva annunciato che avrebbe preparato la Giornata Mondiale della Gioventù di Cracovia del luglio 2016 attraverso tre messaggi sulle beatitudini evangeliche, diffondendo il primo sui poveri in spirito (clicca qui). Il 17 febbraio 2015 ha pubblicato il secondo messaggio, sul tema: «Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio» (Mt 5,8), con un forte richiamo ai giovani a riscoprire la purezza in un’epoca in cui l’amore è «banalizzato» e ridotto alla sola sessualità.

Il Pontefice ha ricordato che la parola “beati”, cioè “felici”, compare nove volte in questo discorso di Gesù: è «come un ritornello che ci ricorda la chiamata del Signore a percorrere insieme a Lui una strada che, nonostante tutte le sfide, è la via della vera felicità». Questo i giovani lo capiscono facilmente. Vogliono essere felici. Continua a leggere

Medjugorje. Messaggio del 2 febbraio 2015

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«Cari figli, eccomi, sono in mezzo a voi!

Vi guardo, vi sorrido e vi amo come solo una Madre può fare. Per mezzo dello Spirito Santo, che viene tramite la mia purezza, vedo i vostri cuori e li presento a mio Figlio.

Già da lungo tempo vi sto chiedendo di essere miei apostoli, di pregare per coloro che non hanno conosciuto l’amore di Dio. Chiedo una preghiera detta per amore, una preghiera che compie opere e sacrifici.

Non perdete tempo a pensare se siete degni di essere miei apostoli. Il Padre Celeste giudicherà tutti, ma voi amatelo e ascoltatelo. Continua a leggere

Messaggio di Medjugorje, 25 gennaio 2015

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“Cari figli! Anche oggi vi invito: vivete nella preghiera la vostra vocazione. Adesso, come mai prima, Satana desidera soffocare con il suo vento contagioso dell’odio e dell’inquietudine l’uomo e la sua anima. In tanti cuori non c’è gioia perché non c’è Dio ne la preghiera. L’odio e la guerra crescono di giorno in giorno. Vi invito, figlioli, iniziate di nuovo con entusiasmo il cammino della santità e dell’amore perché io sono venuta in mezzo a voi per questo. Siamo insieme amore e perdono per tutti coloro che sanno e vogliono amare soltanto con l’amore umano e non con quell’immenso amore di Dio al quale Dio vi invita. Figlioli, la speranza in un domani migliore sia sempre nel vostro cuore. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”
 
(fonte: http://medjugorje.altervista.org/)
 

 Il Papa: «la prima comunicazione è nella famiglia»

La prima comunicazione è in famiglia

Il 23 gennaio 2015 Papa Francesco ha reso pubblico il messaggio per la 49a Giornata delle Comunicazioni sociali. Mentre negli anni passati i Pontefici – da san Giovanni Paolo II a Francesco, passando per Benedetto XVI – avevano dedicato in gran parte i loro messaggi sulla comunicazione ai temi di Internet e dei social network, un po’ a sorpresa il messaggio del 2015 tratta di come comunicare non sulla Rete ma in famiglia. «La famiglia», scrive Francesco, «è del resto il primo luogo dove impariamo a comunicare. Tornare a questo momento originario ci può aiutare sia a rendere la comunicazione più autentica e umana, sia a guardare la famiglia da un nuovo punto di vista».

Il Papa parte dalla visita di Maria a Elisabetta descritta nel Vangelo di Luca: «Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: “Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!”». Da qui impariamo anzitutto che la comunicazione è «un dialogo che si intreccia con il linguaggio del corpo». Continua a leggere

Papa Francesco: «menzogna dire che ci sono vite non degne di essere vissute»

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“Quale grande menzogna invece si nasconde dietro certe espressioni che insistono tanto sulla “qualità della vita”, per indurre a credere che le vite gravemente affette da malattia non sarebbero degne di essere vissute!”

“Il nostro mondo dimentica a volte il valore speciale del tempo speso accanto al letto del malato, perché si è assillati dalla fretta, dalla frenesia del fare, del produrre, e si dimentica la dimensione della gratuità, del prendersi cura, del farsi carico dell’altro. In fondo, dietro questo atteggiamento c’è spesso una fede tiepida, che ha dimenticato quella parola del Signore che dice: «L’avete fatto a me» (Mt 25,40)”.

Sono alcuni passaggi del Messaggio di Papa Francesco pubblicato oggi per la Giornata Mondiale del Malato, che sarà celebrata l’11 febbraio 2015.
 
Di seguito il testo integrale del Messaggio: Continua a leggere

«Si è fatto povero per arricchirci con la sua povertà»

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Riporto di seguito il Messaggio scritto da Papa Francesco per la Quaresima di quest’anno.

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Cari fratelli e sorelle,

in occasione della Quaresima, vi offro alcune riflessioni, perché possano servire al cammino personale e comunitario di conversione. Prendo lo spunto dall’espressione di san Paolo: «Conoscete infatti la grazia del Signore nostro Gesù Cristo: da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà» (2 Cor 8,9). L’Apostolo si rivolge ai cristiani di Corinto per incoraggiarli ad essere generosi nell’aiutare i fedeli di Gerusalemme che si trovano nel bisogno. Che cosa dicono a noi, cristiani di oggi, queste parole di san Paolo? Che cosa dice oggi a noi l’invito alla povertà, a una vita povera in senso evangelico? Continua a leggere

“Giovani, abbiate il coraggio della felicità”

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Di seguito il Messaggio del Santo Padre Francesco per la Giornata mondiale della Gioventù 2014.

«Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli» (Mt 5, 3)

Cari giovani,

è impresso nella mia memoria lo straordinario incontro che abbiamo vissuto a Rio de Janeiro, nella XXVIII Giornata Mondiale della Gioventù: una grande festa della fede e della fraternità! La brava gente brasiliana ci ha accolto con le braccia spalancate, come la statua del Cristo Redentore che dall’alto del Corcovado domina il magnifico scenario della spiaggia di Copacabana. Sulle rive del mare Gesù ha rinnovato la sua chiamata affinché ognuno di noi diventi suo discepolo missionario, lo scopra come il tesoro più prezioso della propria vita e condivida questa ricchezza con gli altri, vicini e lontani, fino alle estreme periferie geografiche ed esistenziali del nostro tempo. Continua a leggere

Festa della Madonna di Guadalupe. Il Papa: “America rispetti la vita umana in tutte le sue fasi”

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All’udienza generale, Papa Francesco, parlando in spagnolo, ha ricordato la festa della Madonna di Guadalupe, Patrona di tutta l’America, che si celebra il 12 dicembre. Un’occasione per rivolgere il suo saluto a tutti gli abitanti del continente.

Quando la Madonna apparve all’indio Juan Diego, nel 1531, sulla collina di Tepeyac, il suo volto era quello di una donna meticcia e i suoi vestiti erano pieni di segni della cultura indigena. “Come Gesù – ha osservato il Papa – Maria è vicina ai suoi figli, come una madre affettuosa che accompagna il suo cammino, condivide le gioie e le speranze, le sofferenze e le angustie degli uomini di Dio, che sono chiamati a far parte di tutti i popoli della terra”. Continua a leggere

Più nascite creano più ricchezza

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di Tommaso Scandroglio

“Prega per noi ora e nell’ora della nostra nascita”. L’aforisma è di Thomas Eliot e ben si attaglia al contenuto del Messaggio per la Giornata nazionale per la vita della Conferenza Episcopale Italiana, giornata che cadrà il prossimo 2 febbraio. Il documento, dal titolo “Generare futuro” e pubblicato lo scorso 4 novembre, tra gli altri aspetti tocca anche quello dell’aborto e fa comprendere come questo fenomeno sia la prima causa del rigidissimo inverno demografico che sta colpendo l’Italia da anni, inverno che non conosce stagioni tanto si è fatto lungo. Infatti se andiamo a prendere l’ultima Relazione del Ministro della Salute sullo stato di attuazione della legge 194, resa pubblica lo scorso 13 settembre, si scopre che gli aborti sono circa un quinto dei nati vivi. In altre parole su cinque bambini concepiti uno non vedrà mai la luce. Senza l’aborto dunque il paese avrebbe il 20% in più di nascite ogni anno. Continua a leggere

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Messaggio della CEI per la 36ª Giornata Nazionale per la Vita

di Antonio Gaspari

Con la data del 4 novembre è stato pubblicato sul sito della Conferenza Episcopale Italiana il Messaggio del Consiglio Episcopale Permanente per la 36ª Giornata Nazionale per la vita che si svolgerà il 2 febbraio 2014.

Si tratta di un messaggio forte, che invita a sostenere la famiglia naturale nella sua vocazione di amare e aver cura di tutti, soprattutto delle persone più fragili come concepiti e anziani.

Nel messaggio, papa Francesco è ampiamente citato, soprattutto nei suoi appelli per custodire la vita, ricordando che “generare ha in sé il germe del futuro”. Continua a leggere

«La povertà più grande è la mancanza di Cristo»

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di Massimo Introvigne
 
Il 18 agosto 2013, con un messaggio trasmesso dal cardinale Bertone, Papa Francesco ha fatto pervenire i suoi auguri ai partecipanti al XXXIV Meeting per l’Amicizia fra i Popoli di Rimini, dedicato al tema «Emergenza uomo». Il messaggio contiene una profonda riflessione sulla condizione dell’uomo contemporaneo, cui mancano molte cose, ma manca soprattutto la verità – anche su temi scomodi, come la difesa della vita – e ribadisce che la povertà più grave è la povertà spirituale, la quale è appunto la carenza di verità e di fede, e che, nel discorso al Corpo diplomatico del 22 marzo, Francesco aveva identificato con quella «dittatura del relativismo» tante volte evocata da Benedetto XVI. «La povertà più grande – ha scritto ora il Papa – è la mancanza di Cristo». Continua a leggere

GMG 2013 – Una bambina anencefala accolta sull’altare da Papa Francesco

Con la Messa finale della XXVIII Giornata Mondiale della Gioventù Papa Francesco ha voluto inviare al mondo un messaggio potentissimo per la vita e implicitamente contro l’aborto. Durante l’offertorio, ha accolto sull’altare una bambina piccolissima, anencefala, tenuta in braccio dal padre. Francesco ha baciato la piccola e ha benedetto l’intera famiglia. Continua a leggere

Quale segno nel deserto?

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Nell’Angelus in piazza San Pietro il Papa ha parlato oggi dell’Avvento e del suo messaggio alla cultura di oggi.

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Cari fratelli e sorelle!

Oggi la Chiesa inizia un nuovo Anno liturgico, un cammino che viene ulteriormente arricchito dall’Anno della fede, a 50 anni dall’apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II. Il primo Tempo di questo itinerario è l’Avvento, formato, nel Rito Romano, dalle quattro settimane che precedono il Natale del Signore, cioè il mistero dell’Incarnazione. La parola «avvento» significa «venuta» o «presenza». Continua a leggere