Papa Francesco: “Colonizzazioni ideologiche distruggono la famiglia”

Papa en Chiapas 

«Oggi vediamo e viviamo su diversi fronti come la famiglia venga indebolita e messa in discussione. Come si crede che essa sia un modello ormai superato e incapace di trovare posto all’interno delle nostre società che, sotto il pretesto della modernità, sempre più favoriscono un sistema basato sul modello dell’isolamento. E si insinuano nelle nostre società – che si dicono società libere, democratiche, sovrane – si insinuano colonizzazioni ideologiche che le distruggono, e finiamo per essere colonie di ideologie distruttrici della famiglia, del nucleo della famiglia, che è la base di ogni sana società.
Certo, vivere in famiglia non sempre è facile, spesso è doloroso e faticoso, ma, come più di una volta ho detto riferendomi alla Chiesa, penso che questo possa essere applicato anche alla famiglia: preferisco una famiglia ferita che ogni giorno cerca di coniugare l’amore, a una famiglia e una società malata per la chiusura o la comodità della paura di amare. Preferisco una famiglia che una volta dopo l’altra cerca di ricominciare a una famiglia e una società narcisistica e ossessionata dal lusso e dalle comodità. .. Preferisco una famiglia con la faccia stanca per i sacrifici a una famiglia con le facce imbellettate che non sanno di tenerezza e compassione».

(Papa Francesco, Incontro con le famiglie in Messico, 15.02.16)
 

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Di seguito il Testo integrale del discorso del Papa allo stadio di Tuxtla Guterrez, in Chiapas, per l’Incontro con le famiglie (15 FEBBRAIO 2016): Continua a leggere

Papa Francesco: “Con il demonio non si può dialogare!”

di ANDREA TORNIELLI
 
Lo afferma Papa Francesco parlando senza leggere il testo dell’omelia e alzando la voce: «Se ricordiamo le parole che abbiamo sentito nel Vangelo, Gesù non risponde al demonio con nessuna parola propria, ma risponde con le parole di Dio, le parole della Scrittura. Mettiamocelo bene in testa: con il demonio non si può dialogare, non è possibile dialogare. Perché vincerà sempre. Solo la forza della parola di Dio può vincere». Afferma anche: la ricchezza, la vanità e l’orgoglio, sono le tre tentazioni con cui «il cristiano si confronta quotidianamente», tre tentazioni che «cercano di degradare, di distruggere e di togliere la gioia e la freschezza del Vangelo». Francesco celebra la messa a Ecatepec, che in lingua nàhuatl signfica «collina ventosa», una città unita alle periferie della capitale federale, abitata per lo più da pendolari che lavorano a Città del Messico. Per il Vescovo di Roma, un bagno di folla: nell’area campestre del Centro di Studi superiori hanno trovato posto oltre 300mila persone. Continua a leggere

Francesco e quella preghiera davanti alla Vergine meticcia

Papa Bergoglio, il primo vescovo di Roma nato in America Latina, può finalmente guardare e lasciarsi guardare dalla Madonna di Guadalupe che è all’origine dell’identità dei popoli latinoamericani, Madre «degli sfollati e degli emarginati». Prega da solo, in silenzio, nel Camarin, dove è riposta l’immagine della Patrona delle Americhe. Nell’omelia in Basilica dice: tutti sono necessari, «soprattutto coloro che non sono “all’altezza delle circostanze” o non “apportano il capitale necessario” per la costruzione delle stesse»

di ANDREA TORNIELLI

«Non sono forse tua madre? Non sono qui? Non lasciarti vincere dai tuoi dolori, dalle tue tristezze…». Papa Francesco, il primo vescovo di Roma nato in America Latina, può finalmente guardare negli occhi, da vicino, la Madonna di Guadalupe, l’immagine della Vergine meticcia che è all’origine dell’identità dei popoli latinoamericani. Continua a leggere

Il “cristero” 14enne José, morto martire, sarà santo

Il 22 gennaio papa Francesco ha firmato il decreto che riconosce un miracolo al giovane José Sanchez del Rio, autorizzando così la sua canonizzazione. Il 14enne messicano è morto martire nel 1928 durante la rivolta dei “cristeros”, che si opposero alle persecuzioni anticattoliche ordinate dall’allora presidente del Messico imbracciando le armi.

«VIVA CRISTO RE!». Il giovane si era unito alla rivoluzione per amore di Cristo Re e della Madonna di Guadalupe. Troppo piccolo per combattere, era diventato il portabandiera di quello strano esercito. Il 6 febbraio 1928, nella cruenta battaglia di Cotija, venne catturato dall’esercito governativo. I soldati gli offrirono la liberazione e ogni bene, chiedendogli in cambio di rinnegare la sua fede. Continua a leggere

Aborto e passerelle. Confessioni di una ex top model

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Amada Rosa Pérez offre la sua testimonianza
 
Che l’aborto sia un tema sempre più comune e più relativizzato nel nostro mondo non è una novità. Ne abbiamo sentito parlare tanto che forse ormai ci siamo abituati. Oggi speriamo di trovare in questo video qualche novità. La protagonista è un’ex modella che ci racconta la sua esperienza, ed è necessario perché ci ricorda come gli ideali mondani relativi a bellezza e successo portino le donne a sottoporsi a un aborto senza tener conto delle conseguenze (non solo per le modelle).

Amada Rosa Pérez è colombiana. Come qualsiasi ragazza carina voleva trarre profitto dalla propria bellezza diventando modella e attrice (e in questo non c’è niente di male), ma quando la pressione sociale aumenta in un mondo pieno di standard e criteri superficiali su come deve essere la donna e in cui si dà grande importanza a ciò che dicono gli altri, è sempre più difficile distinguersi dalla massa e fare scelte conseguenti, scelte che implicano la rinuncia a una vita “perfetta”. Continua a leggere

Il celibato sacerdotale? “Una grande immoralità”

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In una recente ricerca, altri retroscena della persecuzione che diede vita alla “Cristiada”

Dalle prime fasi della Rivoluzione messicana (1924-1928) sono emersi «numerosi progetti per far sì che il clero abbandonasse il celibato […]. Nel “Diario de los Debates del Congreso Constituyente”, si può rinvenire l’intervento del deputato Alonso Romero, nel quale si affermava che la confessione auricolare e il celibato sacerdotale costituivano “una grande immoralità”». A documentare questo ulteriore crudo aspetto della persecuzione inflitta alla Chiesa negli anni 1920 e ’30 in Messico, che diede poi vita alla “Cristiada”, è adesso anche un grosso volume, appena pubblicato da due ricercatori della Pontificia Università della Santa Croce (PUSC) di Roma, Laurent Touze e Marcos Arroyo, intitolato “Il celibato sacerdotale – Teologia e vita” (Editore Edusc, Roma 2012). Continua a leggere

L’epopea dei “cristeros” nel Messico martire

di Marco Respinti

Pochi, purtroppo, ricordano che nel cuore nero del Novecento il Messico martire offrì una testimonianza di fede e di fedeltà al Soglio di Pietro pressoché unica al mondo.

Dall’inizio del secolo, il Paese nordamericano era stato squassato da una serie di colpi di Stato inframmezzati a faide politiche che altro non erano se non “guerre civili” intestine all’unico apparato massonico-laicista costantemente al potere, che, attraversato pure da inquietanti atmosfere giacobino-nazionalistiche e da forti pulsioni socialistiche, era rigorosamente definito dall’anticattolicesimo “scientifico”. Continua a leggere