Fecondazione artificiale: per ogni bimbo nato, 12 vengono sacrificati

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Ogni anno viene trasmessa al Parlamento e pubblicata sul sito del Ministero della Salute un Relazione annuale circa l’attuazione della Legge 40/2004, relativa alla cosiddetta “Procreazione medicalmente assistita”, meglio nota come fecondazione artificiale.

Il quadro relativo al 2013 si presenta in questi termini: sono stati 369 i centri di PMA attivi, cui hanno fatto ricorso 71.741 coppie, trattate con tecniche di procreazione medicalmente assistita di primo, secondo e terzo livello. I cicli di trattamento iniziati sono stati 91.556, mentre le gravidanze ottenute sono state 15.550 e 13.770 le gravidanze monitorate (le informazioni sugli esiti di 1.780 gravidanze, cioè l’11,4%, sono state perse al follow-up). I parti sono stati 10.350, per un totale di 12.187 bambini nati vivi, ossia che il 2,4% del totale dei nati in Italia nel 2013. Continua a leggere

Aborto. In Italia troppi obiettori di coscienza? Tutte balle, come dimostrato dagli ultimi dati della Sanità

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La relazione del ministero della Salute afferma che «il numero di non obiettori è congruo» e che i punti abortisti sono anche troppi. Gli aborti calano del 4,2% ma restano sopra i 100 mila nel 2013
 
Un esercito di obiettori di coscienza impedisce alle donne di abortire e costringe i pochi non obiettori a un lavoro sproporzionato alle loro forze. È questa la tesi che circola spesso su tanti quotidiani italiani. Eppure la relazione del ministero della Salute sull’attuazione della legge 194 afferma che «il numero di non obiettori è congruo rispetto alle Ivg (interruzione volontaria di gravidanza) effettuate» e che «la numerosità di punti Ivg appare più che sufficiente», se non esagerata.

I MEDICI NON MACANO. I dati del ministero indicano che «il numero totale delle strutture con reparto di ostetricia e ginecologia risulta pari a 630» e che i reparti che effettuano aborti sono «403 (64% del totale)». Ecco perché, salvo due casi «relativamente a regioni molto piccole», «la copertura è più che soddisfacente». E anche in quei casi la colpa è di «una inadeguata organizzazione territoriale». Non della mancanza di medici non obiettori. Continua a leggere

Pillole del giorno dopo: interpellanza urgente al Ministero della Salute

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di Anna Fusina

Nella seduta n. 207 dell’8 aprile scorso, gli On. Gian Luigi Gigli e Lorenzo Dellai hanno presentato un’interpellanza urgente al Ministero della Salute riguardo alla revisione da parte dell’AIFA della scheda del Norlevo (pillola del giorno dopo), pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 4 febbraio scorso. Quest’ultima elimina ogni riferimento a possibili effetti antinidatori dell’embrione in utero che potrebbero verificarsi a causa dell’assunzione di detta pillola.

I deputati Gigli e Dellai rilevano come sia stata cancellata la vecchia dicitura che riportava che «il farmaco potrebbe anche prevenire l’impianto», sostituendola con «inibisce o ritarda l’ovulazione» e come dunque la pillola in questione sia stata classificata tout-court come farmaco antiovulatorio. Continua a leggere