Lo stupore del bambino conosce il mistero della realtà

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di Giovanni Fighera
 
L’atteggiamento di stupore proprio del bambino rappresenta l’impeto dell’uomo che entra con curiosità nell’avventura della realtà per conoscerla. Proprio questo stupore è l’atteggiamento da cui nasce la filosofia. Il fascino che la realtà desta diventa il mezzo che attira e che cattura il bambino tanto da far sorgere in lui le domande: «Che cos’è questo oggetto? Come si chiama? A che cosa serve?». La conoscenza avviene attraverso la creazione di un legame con l’oggetto incontrato fino al desiderio di comprendere il suo fine e la sua utilità. Senza questo stupore tutto diventa inutile e insignificante. Per questo si può correttamente affermare che solo lo stupore conosce.

La realtà c’è, è un dato che esiste prima di noi. La realtà ci provoca, ci suggestiona, ci sollecita, ci suggerisce un Mistero che sta oltre il sensibile e il visibile. Ci affascina con la sua bellezza purché noi la guardiamo con stupore e meraviglia, anche quando siamo immersi in problemi e portiamo pesanti croci. Talvolta, però, ci si dimentica che la realtà esiste, non ci si stupisce più e allora la monotonia e le difficoltà quotidiane ci schiacciano. Continua a leggere

Contemplare l’uomo per scoprire il Mistero

Dostoevskij

di Giovanni Moleri
 
Cristo è l’immagine “ridata” dell’uomo: è la sua Bellezza; e la sua Bellezza è comunione e vita di relazione “assolutamente vissuta” con lo Spirito Santo ed il Padre; è il rendersi perfetto nella “volontà del Padre che sta nei cieli”. Arte, creatività, cultura, insomma il lavoro umano, diviene espressione dell’essere individuale universale, della fatica umana, quella di trasfigurare la realtà riportandola al suo creatore.

È il compito della vocazione umana che si fa cultura consacrando il mondo, restituendogli la sua sacralità originaria, riportando la divisione demoniaca all’unità della comunione divina. Così la creatività non diviene semplice copia, riproduzione della natura e della sua necessità meccanicista ma la trasfigura alla realtà ultima, quella del Regno, rivelatasi nella croce di Cristo; la creatività umana diviene contributo al compimento della stessa fatica divina. Continua a leggere

È nata stamattina. Da zero a uno, come è possibile, come si può immaginare?

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di Marina Corradi
 
Un’amica mi manda un Whatsapp con una foto della sua ultima nipote. È nata all’alba, due ore fa, in una città lontana. È bellissima, perfetta, e già è evidente – nonostante tutte le storie che ci raccontano – che è una femmina. Che è una bambina, nelle linee aggraziate, nell’armonia del piccolissimo ovale. Guardo la foto e penso che è incredibile: nove mesi fa di questa bambina non c’era niente, nulla sulla faccia della terra – e ora, guardate.

Vorrei rifare il suo viaggio a ritroso, da una notte apparentemente come le altre; da un punto infinitesimale, da un microscopico incrocio, da una scintilla, che sprigionò qualcosa che non c’era. E subito quell’affollarsi di cellule, apparentemente disordinato, in realtà antichissimo e sapiente: due, quattro, otto frammenti che si aggregano, veloci, in un impercettibile palpito. Continua a leggere

La risposta più convincente ai problemi del nostro tempo

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(…) In tutto questo, lasciatemi dire, riconosciamo l’ironia di Dio. All’invadenza del potere, che avanza apparentemente incontrastabile, Cristo non oppone un altro potere, ma una scalcagnata compagnia umana, «una compagnia di uomini» scelti da Lui, perché la Sua presenza non venga mai a mancare nel tempo e nello spazio, e con essa, come disse una volta Giussani con un’immagine stupenda, «contende palmo a palmo il terreno alla notte» (L. Giussani, Tutta la terra desidera il Tuo volto, San Paolo, Cinisello Balsamo-Mi 2015, p. 116). Ne abbiamo avute molte di testimonianze…
Quando vedo alcuni dei nostri ragazzi che si vogliono bene come non si crede più possibile oggi, in un modo così puro, intenso e insieme trasparente, spalancato a tutti, vedo in loro la risposta più convincente e contagiosa ai problemi che riempiono le discussioni sulla morale del nostro tempo. Concedetemi di leggervi quello che scrive un nostro ragazzo di 24 anni a un amico: Continua a leggere

La percezione della nostra finitudine e altri segni per accorgersi del Mistero

Viandante

di Angelo Scola*
*arcivescovo di Milano

anticipazione del libro Capaci di infinito (Marcianum Press 2015)
 
Quando introduciamo la parola, mistero, ci riferiamo a un dato che è proprio dell’uomo come tale, del cuore dell’uomo di ogni tempo. Ovviamente, la modalità con cui questo proprium viene percepito muta a seconda del clima culturale in cui l’uomo vive ed agisce.

Io credo che l’uomo di oggi sia chiamato a guardare fino in fondo i tratti fondamentali dell’esperienza umana. Il primo e più importante è la capacità di cogliere il senso della realtà: la realtà è intelligibile e chiede di essere ospitata dalla nostra intelligenza. Già questo implica una trascendenza, cioè un andare oltre l’immediato Continua a leggere

Omelia di Papa Francesco per l’Epifania, testo integrale

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Durante la Messa presieduta nella Basilica Vaticana nella Solennità dell’Epifania, Papa Francesco ha tenuto la seguente omelia di cui pubblichiamo il testo integrale:
 
Gesù è venuto per tutta l’umanità
Quel Bambino, nato a Betlemme dalla Vergine Maria, è venuto non soltanto per il popolo d’Israele, rappresentato dai pastori di Betlemme, ma anche per l’intera umanità, rappresentata oggi dai Magi, provenienti dall’Oriente. Ed è proprio sui Magi e sul loro cammino alla ricerca del Messia che la Chiesa ci invita oggi a meditare e a pregare. Questi Magi venuti dall’Oriente sono i primi di quella grande processione di cui ci ha parlato il profeta Isaia nella prima Lettura (cfr 60,1-6): una processione che da allora non si interrompe più, e che attraverso tutte le epoche riconosce il messaggio della stella e trova il Bambino che ci indica la tenerezza di Dio. Ci sono sempre nuove persone che vengono illuminate dalla luce della stella, che trovano la strada e giungono fino a Lui. Continua a leggere

Se per Veronesi il cancro è la prova che Dio non esiste

Umberto Veronesi

di Luigi Santambrogio

(da lanuovabq.it, 18.11.14)
 
Umberto Veronesi, chirurgo e direttore scientifico dell’Istituto europeo di oncologia, si racconta nel libro Il mestiere di uomo, da oggi nelle librerie. Repubblica ne ha offerto un’anticipazione e si può ben immaginare che il libro mette per iscritto quando è duro e drammatico Il mestiere di vivere, se il paragone con Cesare Pavese non suonasse un tantino pretenzioso e sproporzionato. Ma il chirurgo Veronesi, ed è verità indiscutibile, è bravo a guarire il cancro mentre Pavese si arrese davanti all’impossibilità di curare il tumore che l’esistenza è in se stessa. Storia drammatica ma affascinante, quella che il professore racconta, perché ci rimette in faccia questioni forti e disperate che la cultura del Novecento ha sempre rimpallato senza dare mai offrire risposte convincenti. Però, più che nelle risposte, è nella domanda che si nasconde la verità, se non tutta almeno una sua piccola scheggia. Al centro dell’indagine di Veronesi ci sono il male, il dolore e le loro crudeli pretese di spadroneggiare sulle vite degli uomini. Continua a leggere

Durante la Messa meglio niente applausi

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di A. Giuliano, da Avvenire, del 19.06.2014, pag. 25
 
La Messa è finita. Nel sen­so che ormai pare stia an­dando a farsi benedire l’osservanza delle più ele­mentari norme liturgiche. Che non ci sia più religione in alcu­ne celebrazioni eucaristiche è una questione seria. E padre Se­rafino Tognetti, monaco e pri­mo successore di don Divo Bar­sotti alla guida della Comunità dei Figli di Dio, non può fare a meno di rilevarlo in questo pro­vocatorio volumetto. In appen­dice a un testo denso di stupo­re per il paradosso del cristia­nesimo la cui forza si sprigiona nella debolezza («Cercate voi in tutta la letteratura di tutto il mondo, antica e moderna, stu­diate tutte le religioni del mon­do e ditemi se trovate un re­agnello o una divinità che si fac­cia mite, vittima») ecco alcune osservazioni appassionate sul­la realtà sconfortante di certe Messe odierne. Sotto la sua len­te finisce quindi l’uso «ultima­mente in voga» di applaudire in chiesa. Continua a leggere

Il mistero di Giuda

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Il predicatore della Casa Pontificia padre Raniero Cantalamessa ha offerto un’impressionante riflessione sulla figura di Giuda. «Non era nato traditore e non lo era al momento di essere scelto da Gesù; lo divenne». Tradì perché era un ladro, aveva già rubato dalla cassa comune degli apostoli e tradì per denaro. «Mammona, il denaro, non è uno dei tanti idoli; è l’idolo per antonomasia». Non il denaro in sé, ma l’attaccamento al denaro è la radice di tutti i mali.
 
di Massimo Introvigne
 
Il 18 aprile 2014, Venerdì Santo, Papa Francesco ha presieduto in San Pietro la celebrazione della Passione del Signore e ha quindi compiuto la tradizionale Via Crucis al Colosseo. Il Papa si è limitato a brevi saluti e ai gesti tanto significativi del Giorno della Passione, lasciando spazio alle meditazioni dell’arcivescovo di Campobasso mons. Giancarlo Bregantini al Colosseo e all’omelia del predicatore della Casa Pontificia padre Raniero Cantalamessa in San Pietro. Continua a leggere

Eucarestia e matrimonio, così si ripete il passaggio del Mar Rosso

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(dal sito La nuova Bussola Quotidiana)

 Suor Maria Gloria Riva ripercorre la storia di alcuni miracoli eucaristici per introdurci al Mistero dell’Eucaristia, con tutte le sue implicazioni.
 
di Maria Gloria Riva

In alcune miniature medievali, che adornavano i libri di preghiera, il talamo coniugale veniva messo in relazione con il roveto ardente di Mosè. Tale e tanta era la coscienza della sacralità del matrimonio che spesso, accanto al giaciglio dove giacevano gli sposi, erano visibili le calzature che i due avevano abbandonato, similmente a Mosè che si era tolto i sandali per non calpestare la terra santa. Continua a leggere

E’ nell’ostia la forza del matrimonio

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(dal sito La nuova Bussola Quotidiana)
 
Il dibattito accesosi attorno alla questione dei divorziati risposati e del loro non poter accostarsi all’Eucarestia, ha messo in evidenza – come ampiamente documentato da La Nuova BQ – che molti cattolici e anche importanti fette dell’episcopato non solo hanno perso il significato del valore sacramentale del matrimonio, e quindi il suo carattere di indissolubilità, ma anche quello dell’Eucarestia. La riduzione della Comunione a un diritto e la pratica ormai diffusa in Europa di accostarsi alla Comunione anche in stato di peccato grave e senza sentire il bisogno di confessarsi, ne sono una lampante dimostrazione. Per questo abbiamo pensato di proporre un itinerario che aiuti a recuperare il significato dell’Eucarestia, affidandolo a una firma ben nota ai nostri lettori che è anche suora adoratrice del Santissimo Sacramento. Suor Maria Gloria Riva ripercorrerà la storia di alcuni miracoli eucaristici per introdurci al Mistero, con tutte le sue implicazioni. Si comincia proprio dal rapporto tra Eucarestia e fedeltà matrimoniale e dal miracolo di Santarem. Continua a leggere

Papa Francesco: “Il silenzio è quello che custodisce il mistero del nostro rapporto con Dio”

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Stamane a Santa Marta il pontefice ha sviluppato la sua omelia sulla tematica del “mistero” e del “silenzio” che caratterizza il rapporto tra Dio e il suo Popolo: l’esempio di Maria.

“Il Signore sempre ha avuto cura del mistero e ha coperto il mistero. Non ha fatto pubblicità del mistero. Un mistero che fa pubblicità di sé non è cristiano, non è il mistero di Dio: è una finta di mistero! E questo è quello che è accaduto alla Madonna qui, quando riceve suo Figlio: il mistero della sua maternità verginale è coperto. E’ coperto tutta la vita! E Lei lo sapeva. Quest’ombra di Dio, nella nostra vita, ci aiuta a scoprire il nostro mistero: il nostro mistero dell’incontro col Signore, il nostro mistero del cammino della vita col Signore”. Continua a leggere

Udienza generale. Il Papa: il giudizio finale è già cominciato

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Oggi all’udienza generale, Papa Francesco ha svolto l’ultima catechesi sulla professione di fede, trattando l’affermazione «Credo la vita eterna». In particolare si è soffermato sul giudizio finale. “Ma – ha subito detto – non avere paura! Sentiamo quello che dice la Parola di Dio. Al riguardo, leggiamo nel vangelo di Matteo: Allora Cristo «verrà nella sua gloria, con tutti i suoi angeli… E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra… E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna» (Mt 25,31-33.46). Continua a leggere

«La povertà più grande è la mancanza di Cristo»

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di Massimo Introvigne
 
Il 18 agosto 2013, con un messaggio trasmesso dal cardinale Bertone, Papa Francesco ha fatto pervenire i suoi auguri ai partecipanti al XXXIV Meeting per l’Amicizia fra i Popoli di Rimini, dedicato al tema «Emergenza uomo». Il messaggio contiene una profonda riflessione sulla condizione dell’uomo contemporaneo, cui mancano molte cose, ma manca soprattutto la verità – anche su temi scomodi, come la difesa della vita – e ribadisce che la povertà più grave è la povertà spirituale, la quale è appunto la carenza di verità e di fede, e che, nel discorso al Corpo diplomatico del 22 marzo, Francesco aveva identificato con quella «dittatura del relativismo» tante volte evocata da Benedetto XVI. «La povertà più grande – ha scritto ora il Papa – è la mancanza di Cristo». Continua a leggere

…E vissero per sempre felici e sorpresi

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di Cara Ronza
 
«La vita – scriveva John Lennon nel 1980 – è quello che ti accade mentre sei impegnato a fare altri piani». A tale evidenza prima o poi dobbiamo arrenderci tutti ed è quello che presto o tardi il più delle volte succede. Questa raggiunta consapevolezza, però, non è un punto di arrivo, come non lo è l’incontro con colui che nelle fiabe si chiama Principe Azzurro.

Il secondo libro di Marcella Manghi (Parma, 1974) inizia esattamente qui. Dove le fiabe si concludono, assicurando ai protagonisti eterna felicità, ma dove nella vita vera si apre per tante fanciulle la porta misteriosa del proprio destino che, lo fa subito presente il titolo, è in genere Qualcosa di diverso da quanto si era sognato e progettato. Continua a leggere

La gratitudine dello stupore

Jacob Philippe Hackert

Lo sguardo ci apre all’orizzonte
ha a che fare con l’assoluto.
Ciò che è libero da qualsiasi determinazione
ci fa percepire l’infinito.
Ed è quel che viviamo:
la gratitudine dello stupore.
Lo sguardo del credente non ha paura del Mistero
perché, come insegna Abraham Heschel,
«oltre il mistero c’è la misericordia».

[Fonte: Lo Straniero – Facebook]
*(dipinto di Jacob Philippe Hackert)

Quel volto nascosto in tutto ciò che è bello

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di Giovanni Fighera

Qual è l’«utilità» della bellezza nella nostra vita? Qual è il legame tra il bello e la civiltà, tra il bello e le altre discipline, tra il bello e le dimensioni concrete dell’esistenza? Affermare che la bellezza sia «disinteressata» coincide con l’attestazione della inutilità della bellezza?
Iniziamo col dire che la bellezza ha una suprema funzione educativa. Se, infatti, il bello produce sull’uomo l’effetto della contemplazione, allora esso ci educa a cogliere la realtà per quella che è, per il suo valore estrinseco. Di fronte al bello, l’uomo è portato, come primo, iniziale e puro impeto, a contemplarlo: è, quindi, educato a trasformare l’amore di concupiscenza in amore per l’oggetto in sé stesso. Questo sguardo puro, distaccato e contemplativo di fronte alla bellezza del reale si chiama verginità. Continua a leggere

Embrioni amati dall’Eternità

Pubblico una bella riflessione di Padre Aldo Trento a proposito della recente sentenza della Corte Europea dei diritti umani che ha “bocciato” la legge 40 nella parte in cui non consente la diagnosi preimpianto degli embrioni.

La Corte ha spiegato che “il sistema legislativo italiano in materia di diagnosi preimpianto degli embrioni è incoerente”, poiché vi è un’altra legge dello Stato che permette l’aborto terapeutico nel caso in cui il feto sia malato. Continua a leggere

Mistero Gesù

L’unico modo per spiegare il Gesù storico è il Cristo della fede. Se si separano i due, abbiamo due cose incomprensibili: Gesù e il cristianesimo. Se non diventiamo cristiani, non possiamo dare spiegazioni sensate al mistero Gesù di Nazareth. O quell’uomo era Dio oppure non c’è alcuna soluzione percorribile: come può essere nato il cristianesimo senza un fondatore? Continua a leggere

Il velo divino nel silenzio della natura

Per comprendere quale bene per l’uomo sia la natura occorre andare alle immagini più semplici e nello stesso tempo più impressionanti che tale parola suscita in noi. Pensiamo al mare, agli oceani, ai tesori immensi di vita che essi custodiscono nei loro abissi e di cui conosciamo e usufruiamo soltanto una parte. Continua a leggere…

Perché credo nella Chiesa del Cristo

Spesso sentiamo dire: “Credo in Cristo, ma non nella Chiesa”. Ma è un’affermazione che nega l’esplicita volontà di Gesù. Ecco perché.
Riflessioni tratte dall’ultimo libro di mons. Girolamo GrilloPerchè credo. I miei interrogativi sulla fede” (Marietti, pp. 300), con prefazione di mons. Luigi Negri. Continua a leggere…

Il Mistero della Croce

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di padre Livio Fanzaga

All’inizio della Settimana Santa ciò che si presenta davanti a noi in un’ottica cristiana è il mistero della Pasqua, che è il mistero della nostra redenzione e della nostra salvezza. Questo è l’annuncio fondamentale del cristianesimo: siamo stati salvati. Salvati dalla condizione esistenziale di persone che nascono nel peccato, sotto l’impero delle tenebre e quindi nascono lontani da Dio e con la condanna a morte. Perché non c’è dubbio che se la morte da un certo punto di vista è un fatto naturale, dal punto di vista teologico, dal punto di vista della fede è lo stipendio del peccato, come dice san Paolo. Per invidia del diavolo è entrata la morte nel mondo, dice il libro della Sapienza. Continua a leggere

In Quaresima, Gesù ci prende per mano

Di fronte all’imponenza della Quaresima, nei giorni in cui il passo di Dio viene a solcare profondamente la nostra terra, si svelano in modo più palese la nostra fragilità e la futilità delle cose. La diffusa fatica del vivere, le difficoltà del lavoro e dell’economia, lo smarrimento di ciò è vero e buono, non potranno mai venire risolti rifugiandosi nella distrazione e negli azzardi della fortuna. Continua a leggere

Come la meraviglia vanificò l’agguato del nulla

Qual è il segreto di una persona? Per scoprirlo bisogna innanzitutto credere che esista un segreto nascosto in ogni persona. Superato questo scoglio – e non è così semplice – la cosa migliore è incontrare questa persona, anzi lasciarsi incontrare da essa, il che equivale, sempre, a lasciarsi sorprendere. Continua a leggere