Papa Francesco: Non c’è umiltà senza umiliazione

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Una folla a piazza San Pietro per la domenica delle Palme
 
“Al centro di questa celebrazione, che appare tanto festosa, c’è la parola che abbiamo ascoltato nell’inno della Lettera ai Filippesi: «Umiliò sé stesso».” E’ l’umiltà, e l’umiliazione che sempre ne consegue, al centro dell’omelia di Papa Francesco, oggi, alla domenica delle palme che ha visto una grande folla gremire piazza San Pietro per ascoltare le parole del Pontefice e assistere alla grande, solenne processione. “Questa parola ci svela lo stile di Dio e, di conseguenza, quello che deve essere del cristiano: l’umiltà. Uno stile che non finirà mai di sorprenderci e di metterci in crisi: a un Dio umile non ci si abitua mai! Umiliarsi è prima di tutto lo stile di Dio: Dio si umilia per camminare con il suo popolo, per sopportare le sue infedeltà. Lo si vede bene leggendo la storia dell’Esodo: che umiliazione per il Signore ascoltare tutte quelle mormorazioni, quelle lamentele! Erano rivolte contro Mosè, ma in fondo andavano contro di Lui, il loro Padre, che li aveva fatti uscire dalla condizione di schiavitù e li guidava nel cammino attraverso il deserto fino alla terra della libertà. Continua a leggere

«È la mondanità spirituale che uccide la Chiesa»

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ll 4 ottobre 2013 Papa Francesco si è recato in pellegrinaggio ad Assisi, dove ha pronunciato diversi discorsi. Come ha rilevato su queste colonne Riccardo Cascioli, qualcuno si attendeva novità radicali sulla rinuncia della Chiesa alle sue vere e presunte ricchezze, ma Francesco ha liquidato le anticipazioni giornalistiche come «fantasie», una grande lezione a chi prende per buono il Papa riveduto e corretto dai giornalisti.

«In questi giorni – ha detto Francesco incontrando i poveri della Caritas nella Sala della Spoliazione del vescovado di Assisi – sui giornali, sui mezzi di comunicazione, si facevano fantasie. Continua a leggere

Smascheriamo gli idoli che ci impediscono di amare Dio

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Omelia, giovedì 6 giugno, Casa Santa Marta.

Papa Francesco: “Quando lo scriba avvicina Gesù per chiedergli quale sia, secondo Lui, “il primo di tutti i comandamenti” è probabile che la sua intenzione non fosse tanto innocente. Papa Francesco comincia l’omelia valutando il comportamento dell’uomo che, nel racconto evangelico della liturgia odierna, si rivolge a Cristo dando l’impressione di “metterlo alla prova”, se non proprio di “farlo cadere nella trappola”. E quando – alla citazione biblica di Gesù: “Ascolta, Israele. Il Signore è nostro Dio, è l’unico Signore” – lo scriba replica approvando, il Papa richiama l’attenzione sul commento di Cristo: “Non sei lontano dal Regno di Dio”. Continua a leggere