Verona: approvata mozione pro vita

Il Consiglio comunale vota a maggioranza, 21 voti, la mozione che vuole la città «a favore della vita». Tra loro anche Carla Padovani, capogruppo del Pd, che ha rilasciato un’intervista a Tv2000
 
(Avvenire, 5.10.18)
 
Il Consiglio comunale di Verona vota a maggioranza, 21 voti, la mozione che vuole la città «a favore della vita». Tra quei 21 c’è anche quello di Carla Padovani, capogruppo del Pd; gli altri sono della Lega e di Forza Italia. Gli altri dem votano contro, insieme al M5s e alla sinistra, arrivando a quota 6. Un no quasi pregiudiziale perché la mozione di Alberto Zelger, della Lega Nord, di fatto pone in discussione la 194. Apriti cielo. Il Pd pone Padovani sotto processoA Roma, più ancora che in riva all’Adige.

La signora Carla è una persona tranquilla ma ferma nei suoi principi “pro vita” e a favore della famiglia (cattolica, a suo tempo si è battuta contro le unioni civili sfidando anche allora le ire del suo partito). Confida di aver solo rispettato l’articolo 2 dello Statuto comunale che già da anni prevede che «la vita di ogni persona, dal concepimento alla morte naturale, venga accolta e protetta in tutti i suoi aspetti». E anche l’articolo 2 del codice etico del suo partito, che prevede la libertà di coscienza.

Ma nel Pd non la pensano tutti così. Anzi. Se il segretario nazionale Maurizio Martina giudica «un grave errore il voto della capogruppo, perché non si può tornare al Medioevo». Nicola Zingaretti, candidato alla segreteria, è altrettanto drastico: «Non si procede con colpi di mano ideologici su temi così delicati». Matteo Mauri, coordinatore della segreteria, prova a spiegare che si tratta di «una scelta individuale», ancorché non condivisa, ma Sergio Lo Giudice, responsabile diritti dei dem, sostiene addirittura l’incompatibilità di Padovani con il partito. Alessia Rota, veronese, vicepresidente del gruppo alla Camera, va oltre e invita la concittadina a dimettersi, perché «ha tradito i valori fondanti del nostro partito». «Esterrefatta e schifata» si dice Monica Cirinnà. Mentre per l’ex ministro Andrea Orlando non ci sono dubbi: Padovani va espulsa. Anche con il suo voto – insiste il Pd del Veneto – si torna al Medioevo.

In serata arriva una precisazione dello stesso leghista Zelger: «Questa non è una mozione contro la legge sull’aborto ma per prevenire l’aborto, come infatti chiede anche la stessa 194, che andrebbe applicata appieno nella prima parte». Ma aggiunge: «Se devo parlare a livello personale ritengo che l’aborto sia una cosa orrenda e che, dopo 40 anni, non sia una scandalo chiedere che alla 194 sia fatto il tagliando». Continua a leggere