Dopo il restauro. La Resurrezione di Piero della Francesca ritrova la sua luce

La Resurrezione di Piero della Francesca a Sansepolcro dopo il restauro

La Resurrezione di Piero della Francesca a Sansepolcro dopo il restauro

Domani pomeriggio verrà presentato al pubblico presso il Museo civico di Sansepolcro il restauro della Resurrezione, capolavoro supremo dell’arte di Piero della Francesca. L’intervento, durato tre anni, è stato realizzato dall’Opificio delle pietre dure di Firenze sotto la direzione di Cecilia Frosinini. Dal restauro, che ha consolidato e ripulito la superficie pittorica dallo sporco e da interventi ottocenteschi, è emersa nuovamente la luce adamantina di Piero che si spande nel cielo è tornato azzurro e terso, donando nuovo vigore e volume ai corpi e lucentezza ai colori. Nel paesaggio (da tempo in gran parte perduto a causa di un lavaggio scellerato con acqua e soda caustica) sono tornati visibili castelli ed edifici. Pubblichiamo un testo, scritto per l’occasione da Timothy Verdon, direttore del Museo dell’Opera del Duomo di Firenze e grande studioso della pittura sacra del Rinascimento, e alcune immagini che mettono a confronto il dipinto prima e il dopo restauro.

La nuovamente restaurata Resurrezione di Cristo di Piero della Francesca, nel Palazzo Pubblico di Borgo Sansepolcro, è un’icona del cristianesimo rinascimentale. Eseguita intorno al 1463 con una tecnica tra l’affresco e la pittura “a secco”, mette in grande evidenza l’elemento da cui la cittadina prende nome, il sepolcro di Gesù, e – sebbene il restauro che viene presentato domani al pubblico abbia confermato un antico spostamento del muro su cui la Resurrezione è dipinta – verosimilmente l’opera fu concepita per la sede governativa. Riprende l’assetto della identitaria Resurrezione dipinta per l’altar maggiore del duomo di Borgo nel Trecento, ma aggiorna la pala medievale con un Cristo in cui traspare l’ammirazione per la statuaria greco-romana. Continua a leggere