Ezio Bosso. Da dove nasce la musica

 
di Anna Leonardi 28.03.2018

(dal sito clonline.org)
 
«Il pianoforte è mio fratello. Perché io ho bisogno del rapporto fisico con la musica e lui me lo regala ogni giorno». Ezio Bosso, sbottonato nella parola e nel look – stivaletti, skinny jeans e cinturone di pelle -, non sembra uscire dal mondo compunto della musica classica. Eppure si è esibito nei teatri più prestigiosi come direttore d’orchestra e pianista: dall’Opera House di Sydney alla Carnegie Hall di New York, dalla Royal Festival Hall di Londra alla Scala di Milano. Ha anche firmato colonne sonore per il cinema di Salvatores e il maestro Claudio Abbado gli ha lasciato in eredità l’Associazione Mozart14, di cui è ambasciatore internazionale.

Ma più che ai successi Bosso è attaccato al suo pianoforte che lo ha aiutato a tornare alla musica dopo gli anni di pausa forzata cominciata nel 2011, quando, a 38 anni, subisce un intervento al cervello per un melanoma e scopre anche di avere una grave malattia autoimmune. Ha dovuto ricominciare tutto da zero: esercizi per parlare, per camminare, per muovere le dita. E poi ha dovuto reimparare a suonare. «È come se fossi rinato», racconta sempre. «Il cambiamento del mio corpo mi ha fatto andare ancora più a fondo di ciò che amo fare».

La risalita è stata lenta: tanto buio e silenzio, ma ad un certo punto gli è nato il coraggio di fare quello che non aveva mai fatto. Nel 2015 ha sorpreso il mercato discografico con un doppio cd (The 12th Room) e una tournée da solista. E nel febbraio 2016 anche il grande pubblico lo ha conosciuto per la sua esibizione a Sanremo. Oggi è direttore del Teatro Verdi di Trieste. Il suo pianoforte in questi anni è cambiato con lui: ha subìto varie modifiche per permettergli di suonare pur non potendo più sedersi come prima, e i tasti sono più leggeri, perché le sue dita ora sono più fragili. Per questo, viaggeranno insieme durante il tour estivo in Italia. Un po’ come facevano Rachmaninov e i grandi pianisti del passato. Ma non è un vezzo, è l’esigenza di continuare a suonare. Il dialogo con lui inizia proprio da qui: al pianoforte e sulle note dell’Oratorio di Natale di Bach.

Cos’è la musica per lei?
È la domanda più difficile che esista. La musica è ciò che abbiamo dentro, è ciò in cui esistiamo, in cui ci muoviamo. Il vento che scuote gli alberi, la pioggia sul mare, ma anche la tristezza e la gioia. Il creato è già musicalmente fatto. La musica c’è a prescindere da noi. L’uomo è andato a cercarla per poter scrivere questa grandiosità, per poterla ripetere quando non c’è. Perché la musica, come tutta la bellezza, è una necessità. Quindi la vera domanda non è “cos’è la musica per me?”, ma “cosa posso fare io per la musica?”. Continua a leggere

Eminem chiede perdono al suo bambino mai nato

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Eminem, il celebre rapper americano, noto per le sue rabbiose diatribe contro la società, nel suo nuovo album “Revival”, ha pubblicato un singolo che parla di una esperienza dolorosa che ha vissuto: l’aborto di suo figlio ed i traumi che ne sono seguiti.

I media, accorti nel cogliere, all’interno dell’album, le varie tematiche politiche, hanno trascurato quel brano che senza dubbio ha più toccato la sfera intima dell’artista, oltre che un vero e proprio dramma sociale mascherato, spesso, da conquista.

È proprio intorno a questo inganno – racconta un articolo di LifeNews – che si costruisce il testo di “River”: una dolorosa confessione del suo crimine ed un potente grido di perdono rivolto al piccolo ed alla madre.

Eminem è senza veli nella descrizione di tutta la storia. Ammette di essere un imbroglione seriale, un «tossicodipendente» che dopo aver avuto una relazione con una donna, Suzanne, l’ha abbandonata ed allontanata dalla sua vita. Ciò che, di lui, però, non poteva abbandonarla era il figlio concepito insieme e della cui vita Eminem non voleva prendersi cura. Continua a leggere

DjFanny: il ragazzo con la Sla che compone il suo “Sì alla Vita”

Andrea e il coraggio di dire “si” alla vita

Il 17 Settembre in Italia si è celebrata la Giornata Nazionale dedicata alla Sla. In questa occasione vogliamo ricordare i veri eroi di questa malattia, donne e uomini che come Andrea hanno scelto di combatterla. Andrea Turnu è un ragazzo di 29 anni originario di Ales un paese nel cuore della Sardegna.

Andrea è affetto da Sla (sclerosi laterale amiotrofica), malattia neurodegenerativa che colpisce i motoneuroni centrali e periferici, causando rigidità e diminuzione muscolare che portano alla totale perdita di movimento. La Sla costringe Andrea a rimanere su un letto, immobile, ma non per questo ha smesso di sognare ed è riuscito a trasformare il suo sogno in realtà.

“La musica è la migliore medicina per l’anima”. Andrea ha fatto di questo aforisma la sua filosofia di vita, diventando DjFanny, il dj che compone musica con gli occhi attraverso un sintetizzatore vocale. Con DjFanny si compie uno dei più grandi miracoli: la vita, un miracolo di cui è diventato promotore e che nel silenzio e nella solitudine di un letto fa rumore in ogni coscienza, in quelle coscienze che ogni giorno, offuscate dalla nebbia della quotidianità, non riescono ad “aprire gli occhi.” Andrea però non è solo, come lui anche altri ragazzi decidono di dire “si” alla vita, come Paolo che affetto da Sla, ha sconfitto la malattia grazie all’amore per la cucina.

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L’educazione al canto è un’arma sottovalutata per ricostruire un popolo

L'educazione al canto è un'arma sottovalutata per ricostruire un popolo

di Giovanni Maddalena
 
Un concerto a Sheffield e l’importanza di insegnare la musica.
 
Cantavano in tanti lo scorso sabato 8 a Sheffield, per il 275esimo anniversario della prima del Messiah di Handel, tenuta a Dublino nella primavera del 1742. La società bachiana della cittadina inglese, ora nota soprattutto per la celebre università che quest’anno ospitava la società britannica degli storici della filosofia, aveva organizzato un concerto di beneficienza in cui ciascuno poteva partecipare come cantante, se voleva non limitarsi a fare lo spettatore. Ovviamente c’erano orchestra, cantanti professionisti e direttore celebre, ma il coro – quello dello splendido Hallelujah – era formato dal popolo. Saranno stati in quattrocento. Prove nel pomeriggio, cena in piedi e poi il concerto nella splendida cattedrale gotica.

L’idea è bella di per sé, ma quando i quattrocento si sono alzati in piedi per il primo coro, la profonda emozione che ha afferrato il pubblico faceva nascere anche qualche ulteriore pensiero su tecnologia, gesti ed educazione a cui spesso questa rubrica è stata dedicata. Al canto, e alla musica in genere, viene riservato poco spazio nella formazione italiana. Continua a leggere

La tradizione cattolica incontra il gospel

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L’artista Edwin Fawcett propone un’accoppiata inaspettata, che però funziona 
 
È un abbinamento inaspettato: Gospel e… cattolicesimo? Ma Edwin Fawcett fa proprio questo. Prende la ricchezza delle Scritture e della tradizione cattolica e l’unisce al sound dolce e sentimentale del gospel.

La realizzazione del suo ultimo album, “Lift Your Eyes”, ha richiesto più di dieci anni di lavoro. In esso riecheggiano le parole del profeta Isaia. Edwin dice che le parole di Isaia “hanno offerto qualcosa di diverso – un messaggio più profondo e intimo da Dio a me, che parla di Dio e di me”.

“You are precious” (in italiano “tu sei prezioso”) è un messaggio rivolto a tutti, soprattutto a coloro che sono lontani, che non si sentono amabili, perdonabili, degni. Continua a leggere

Lead, Kindly Light: John Henry Newman sung by Audrey Assad

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di Robert Cheab

(dal blog Theologhia)
 
Sentire questo poema di Newman cantato così bene, mi ha riportato con la mente ai tempi dello studio della teologia, quando abbiamo fatto un corso prevalentemente su Newman. Durante quel corso, il docente, il caro gesuita p. Michael Paul Gallagher, ci raccontò che il giorno in cui Newman ricevette la notizia della sua nomina a fellow ad Oxford stava suonando il violino. Era così preso dalla musica che non intese del tutto le parole del messaggero e proseguì – dopo essersi accontentato di annuire alla notizia – a suonare come se niente fosse. Solo dopo si accorse di quanto gli è stato annunciato e corse di gioia verso Oxford.

Ecco, me lo immagino così allegro allora a sentire il suo poema più famoso cantato così bene.

Buon ascolto!

Segue sotto il testo del poema in inglese e poi in italiano Continua a leggere

Tutta la freschezza di JJ Heller in “This Year”

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(da Aleteia)
 
Ogni nuovo anno inizia con l’entusiasmo dei buoni propositi e anche se non vogliamo ammetterlo perché magari non ci piace, ognuno di noi fa un bilancio personale, desidera che il nuovo anno sia migliore e si pone degli obiettivi da raggiungere o si impone di non ripetere gli stessi errori.

JJ Heller, in tutta la sua spumeggiante freschezza, condivide con noi i suoi buoni propositi e ci regala un pezzo pieno di vita e coraggio. Non serve vivere nel rimpianto e soffermarsi in ciò che non va; non è importante quante volte si cade ma quante riusciamo a rialzarci; i nostri occhi vanno addestrati per vedere sempre e comunque tutto ciò che c’è di positivo nelle situazioni perché solo così ci sentiremo vivi e non intorpiditi.

E se imparassimo a pensare un po’ meno a noi stessi e di più agli altri? Continua a leggere

Il mondo visto con gli occhi dei bambini con bisogni speciali

Un video musicale eccezionale, ispirato dall’esperienza di due sorelle nei campi estivi

Nove anni di volontariato in un campo per bambini con bisogni speciali hanno lasciato un marchio indelebile nel cuore delle sorelle Lauren e Nicky Costabile.

E quando non sono impegnate nel volontariato, le ragazze adorano fare musica: compongono infatti, insieme a loro cugina Emily Dolan, la band The CostaCrew. La loro canzone “If I Could See Through Your Eyes” (riprodotta qui sopra) è stata un’opportunità per unire i due mondi. Continua a leggere

Un artista cattolico di Nashville parla dell’ispirazione profetica dietro al suo ultimo album

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“L’odio è un peso che non voglio più portare”.
 
Questo pensiero ha svegliato PJ Anderson nel cuore della notte. L’artista di Nashville ha subito iniziato a comporre la canzone “Mercy, Mercy”, che ha poi dato anche il titolo al suo album.

Questo è successo nel gennaio 2015. Due mesi dopo Papa Francesco ha dichiarato il 2016 come Anno giubilare della Misericordia.

“Non penso sia una coincidenza”, ha detto Anderson. “Dio ha messo questa canzone nel mio cuore. C’è così tanto bisogno di misericordia, nel nostro mondo”.

Il tema della misericordia è emerso in tutta la sua potenza questo agosto: PJ è stato infatti invitato ad esibirsi alla Giornata Mondiale della Gioventù in Polonia, patria della Devozione alla Divina Misericordia. “Dio ci ha destinati alla sua misericordia sin dal principio. A volte dimentichiamo che la misericordia e il perdono sono la vita”, ha detto Anderson. “È ora di abbracciare la misericordia nelle nostre vite. La sua misericordia, dolce come la pioggia d’estate”. Continua a leggere

Dai il meglio a Colui che non ti deluderà mai

Todo mi amor és para Ti

Un sound intenso dalla Repubblica Dominicana. Gli “Alfareros” sono un gruppo cattolico con 20 anni di carriera, e il loro successo non sorprende affatto.

Con un’inclinazione verso i ritmi latini, la band ha raggiunto vari paesi dell’America Latina, attraendo tantissime persone in ogni luogo dove si è esibita. Hanno registrato alcune canzoni in portoghese, arrivando quindi anche al maggiore paese cattolico del Continente: il Brasile.

La canzone “Todo mi amor es para ti” è uno dei grandi successi degli Alfareros che hanno lasciato un segno, suscitando – attraverso i testi – il desiderio di incontrare Gesù Cristo.  Continua a leggere

Dove le parole non riescono a farlo, è la musica a parlare

“Credo dal profondo del mio cuore che la bellezza può salvare il mondo”

Jimmy Mitchell

Questo giovane artista cattolico indaga i misteri della fede attraverso delle composizioni originali per pianoforte

Mi sono trovato nel posto più bello al mondo, grazie ai consigli di un caro amico. Mi ha portato nel B&B di sua nonna a Sintra, in Portogallo; il suo caldo sorriso e il suo cordiale saluto hanno mostrato la sua anima tenera. Mi ha offerto una tazza di tè e mi ha invitato a sedermi. “Voglio condividere con te la storia della mia conversione”, ha detto. Ma invece di sedersi accanto a me, è andata a sedersi sullo sgabello del pianoforte a coda che era nella sala d’ingresso.

La musica non mi aveva mai parlato, prima di quel momento. Ho sentito molti pezzi strumentali meravigliosi; sono cresciuto in una casa dove la musica ha sempre riempito lo spazio tra le mura domestiche. La musica mi faceva addormentare, mi spingeva a ballare o mi guidava alla preghiera, ma non mi aveva mai parlato come il pezzo che ho sentito in quella casa a Sintra. Continua a leggere

Marco Voleri: quando la malattia rende migliori

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 di Luca Marcolivio

(da zenit.org, 9.04.16)

Al via tra una settimana il tour del tenore livornese che racconta: “La sclerosi multipla mi ha costretto a non tenermi dentro le emozioni, cantando racconto la mia debolezza trasformata in forza”
 
Usare i propri talenti per vincere la paura e il dolore. Ogni artista, in fondo, ha questa potenzialità, che, tuttavia, in alcuni casi, investe anima e corpo in una vera e propria missione. È il caso di Marco Voleri, quarantenne tenore livornese, che da dieci anni combatte con la sclerosi multipla.

La malattia ha rischiato seriamente di pregiudicare la sua vita e la sua carriera, eppure Voleri da tale esperienza è uscito più forte. Non solo continua a cantare e con più successo di prima ma si è anche sposato – con una donna affetta dal suo medesimo male – e un anno fa ha avuto il suo primo figlio. Continua a leggere

Sulle note innamorate di Giotto

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di Francesca Capitelli

04/04/2016 – Una serata di musica tra gli affreschi della Cappella degli Scrovegni. Al pianoforte, il pianista brasiliano Marcelo Cesena, con un concerto che nasce dall’incontro con il pittore italiano. E da una domanda: «Qual è il senso di tutta questa bellezza?»

Un cielo blu trapuntato di stelle. È la prima cosa che ha colpito Marcelo Cesena, pianista di fama internazionale, quando è entrato nella Cappella degli Scrovegni. Questa sera l’artista brasiliano ritorna sotto la volta di Giotto per presentare in anteprima il suo ultimo lavoro: il concerto per piano Armonie giottesche, dall’affresco alla musica. Primo di tre concerti padovani previsti nei prossimi tre mesi, l’appuntamento di oggi è riservato alle sole personalità con invito. Gli altri due appuntamenti saranno nel carcere Due Palazzi (in collaborazione con la Cooperativa Sociale Giotto) e presso l’Auditorium del Conservatorio Cesare Pollini. Continua a leggere

Audrey Assad

C’è una cantante cattolica negli USA, di grande talento: Audrey Assad. Mi ricorda un po’, sia come voce che come stile, Danielle Rose, un’altra cantante che ho scoperto da poco (qui un suo video).

Nata nel New Jersey, cresciuta in ambiente protestante, nel 2007 decide di convertirsi al cattolicesimo e proprio in quell’anno riceve il battesimo in Florida.

La sua biografia si può trovare a questo link: http://en.wikipedia.org/wiki/Audrey_Assad.

I suoi lavori sono ispirati alla Sacra Scrittura e alla letteratura (le poesie di Gerard Manley Hopkins e di Francis Thompson, le opere di Sant’Agostino e quelle di C.S. Lewis). Continua a leggere

Ecco la splendida canzone per la Marcia per la Vita 2016

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di Costanza d’Ardia e Libby Reichert

(da Aleteia)
 
“Hear our voice, we are one, we will fight until we’ve won”.
 
È arrivato ancora una volta quel periodo dell’anno in cui persone di ogni età provenienti da ogni parte degli Stati Uniti si recano a Washington e in altri luoghi per sostenere a una sola voce la dignità della vita umana.

Quest’anno, uno degli artisti favoriti di Cecilia – PJ Anderson – si esibirà al raduno dei giovani e alla Messa per la Vita alla Marcia per la Vita di Washington. Per l’occasione ha composto la canzone “Love Will Heal”.

Abbiamo avuto l’opportunità di incontrare PJ e di chiedergli qualcosa sulla canzone e sul suo messaggio per il movimento pro-vita:  Continua a leggere

Il cristianesimo che curva la spina dorsale e David Bowie

Il grande cantante, scomparso ieri, nutriva una grande diffidenza nei confronti della Chiesa e dava credito a versioni del Vangelo prive di fondamento storico
 
di Giuliano Guzzo
 
La notizia della morte del David Bowie (1947–2016), pseudonimo di David Robert Jones, sta letteralmente facendo il giro del mondo e innumerevoli, in queste ore, sono le parole spese in sua memoria da parte di chi lo conosceva ma, soprattutto, dai tanti milioni di ammiratori che questo autentico camaleonte del rock, spentosi a 69 anni per un cancro contro il quale ha combattuto per diciotto mesi, aveva pressoché ovunque. È noto, fra le altre cose, come Bowie avesse una posizione molto critica nei confronti non tanto e non solo della fede, ma della Chiesa, come mostra, per restare ad anni più recenti, il video del brano “The Next Day”, nel quale preti e cardinali lussuriosi si trovano in un locale di perdizione in mezzo a donne seminude e demoni. Continua a leggere

“Cecilia”, “l’anima della musica”

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(fonte: Aleteia)
 
Un progetto internazionale originale che unisce artisti speciali ad un nuovo audience
 
“La bellezza salverà il mondo”. Forse hai già sentito questa frase. Ad Aleteia.org ne siamo convinti, e per questo motivo, il 22 novembre, festa di Santa Cecilia, patrona di tutti i musicisti, lanciamo una sezione totalmente dedicata alla musica, con il nome precisamente di “Cecilia”.

Questa iniziativa mette in relazione due mondi. Da una parte, gli artisti, che con la loro ispirazione fanno che la nostra vita raggiunga una profondità inattesa; dall’altra, un audience alla ricerca di un arte trascendente. Continua a leggere

I bambini “ascoltano” la musica e cantano già nella pancia della mamma

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Lo dimostra uno studio dell’Institut Marques (FOTO, VIDEO)

È possibile ascoltare una sonata di Bach o l’ultimo pezzo di Kenye West ancora prima di venire al mondo. Come? Attraverso il Babypod, cioè un dispositivo che viene inserito nella vagina delle neo mamme per iniziare a comunicare con il proprio piccolo o, cosa molto importante, testarne l’udito.

Gli scienziati del Istitut Marques di Barcelona, attraverso delle ricerche, hanno dimostrato che il feto, custodito nel grembo materno, è in grado di rilevare i suoni già alla 16 settimana di gestazione. Continua a leggere

Nek: «La vita è sacra»

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Bella intervista di Lucia Bellaspiga al cantante Nek oggi su Avvenire. L’occasione è costituita dall’uscita del libro Lettera a mia figlia sull’amore (Rizzoli), in cui papà Nek sprona la piccola Beatrice a prendere «sempre posizione. Sarà tuo sacrosanto diritto espirmere il tuo punto di vista personale con tutta la convinzione che riterrai giusta».
Ma il dialogo con la giornalista tocca moltissimi altri punti, e il cantante non si sottrae a nessuna domanda, anche a quelle più personali che riguardano la sua fede, rifiorita grazie all’incontro con la comunità di Chiara Amirante Nuovi Orizzonti. «Lì – spiega Nek – ho incontrato persone che nello sguardo avevano qualcosa che è difficile descrivere… direi la rilassatezza di chi nella vita ha passato di tutto ma ora conosce la verità e te la vuole donare, che ti guarda e ti dice “attaccati a me, ci penso io a te”. Loro avevano perso tante battaglie ma avevano vinto la guerra e io volevo capire che cosa li rendeva così speciali. Ed erano ex prostitute, ex assassini, ex drogati. Prima il mio Gesù era lontano, dogmatico, invece con loro ho capito le cose in concreto: cos’è il battesimo? E come mai un abbraccio ha il potere di spazzare via la morte interiore dell’uomo più infelice?». Continua a leggere

Come insegnare ai tuoi figli ad ascoltare buona musica

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Il contatto con la musica stimola il cervello, favorisce l’apprendimento e il raziocinio logico, rilassa…

di Luciana Cairo

La musica è presente nella vita degli esseri umani fin dall’inizio della loro esistenza, in riti culturali, sociali o religiosi. Siamo esseri musicali per nostra stessa essenza.

Ricerche come quelle di Schlaug, della Scuola di Medicina di Harvard (Stati Uniti), e Gaser, dell’Università di Jena (Germania), hanno rivelato che paragonando il cervello di musicisti e non musicisti, quelli del primo gruppo presentavano una maggiore quantità di materia grigia, soprattutto nelle zone responsabili dell’udito, della vista e del controllo motorio. Continua a leggere

The Sun, il rock cristiano scala l’hit parade

Il gruppo rock punk The Sun

 di Costanza Signorelli
 
Ci sono storie di guarigioni miracolose che interrogano e avvicinano – anche i più scettici – alla domanda sul Mistero della vita. Come la recente e bellissima testimonianza di Andrea De Luca: una vita completamente stravolta dalla luce della preghiera, dalla grazia della compagnia della Madonna – «la mia Mamma» – e soprattutto dalla prodigiosa guarigione da un male incurabile, avvenuta durante un pellegrinaggio a Medjugorje. E poi ci sono storie in cui a guarire non e il corpo, ma è l’anima. Queste storie sono moltissime, anche se spesso non si conoscono perché avvengono nel silenzio dei cuori. Ma, non meno delle prime, sono storie di miracoli: quando a essere ammalata è l’anima, quando a soffrire la tremenda malattia della solitudine è il cuore, quando a incancrenirsi è la speranza di una felicità possibile, allora non c’è medicina né terapia che, da sola, possa sconfiggere quel male. Eppure la guarigione accade e la vita torna a rifiorire in modo sorprendente. Continua a leggere

Al concerto dei The Sun

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E i The Sun vennero a splendere anche a Monza! E lo fecero la sera della finale di Amici! Stiamo parlando del reality più popolare tra adolescenti e preadolescenti, target cui l’evento era espressamente dedicato. Risultato? Un successone! Il più grande teatro della città strapieno, nonostante la serata afosa!
Platea e gallerie brulicanti di ragazzini tra gli undici e i diciotto anni, che chiocciano a crocchi, come non possono fare a meno di fare a quell’età quando ne riunisci un certo numero in uno spazio chiuso. A parte un ridotto gruppo di fan (con tanto di striscione, cartelloni, t-shirt e pagina Facebook), sono pochi i presenti che conoscono i The Sun. Eppure sono tutti lì.

Ci sarebbe da chiedersi: perché? Ci sarebbe da chiedersi: chi sono veramente questi The Sun? Continua a leggere

Il canto che guarisce

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Ma il canto! era il canto che mi andava al cuore…” (JRRT)

Nel breve discorso rivolto agli organizzatori del Concerto dei poveri per i poveri – idealmente collegato all’apertura della Cappella Sistina per 150 clochard, avvenuta a marzo – lo scorso 14 maggio, Papa Francesco condensava in poche righe la funzione guaritrice della bellezza.

La musica ha questa capacità di unire le anime e di unirci con il Signore, sempre ci porta… è orizzontale e anche verticale, va in alto, e ci libera delle angosce. Anche la musica triste, pensiamo a quegli adagi lamentosi, anche questa ci aiuta nei momenti di difficoltà”. 

La musica, ma il discorso del Santo Padre è applicabile a qualsiasi forma d’arte, ci guarisce dalle angosce proprio nella misura in cui ci distoglie dall’ “affarismo materiale che sempre ci circonda e ci abbassa, ci toglie la gioia”. E si tratta di una gioia duratura, “non un’allegria divertente di un momento, no: il seme rimarrà lì nelle anime di tutti e farà tanto bene a tutti”. Nel duplice movimento verticale – verso il Signore – e orizzontale – verso i fratelli -, il Papa ci dona anche un criterio di discernimento per distinguere la vera gioia donata dall’arte e non confonderla con un piacere effimero, sulla scia della distinzione tra vera e falsa bellezza già espressa in più occasioni dal predecessore: Continua a leggere

Papa Francesco parla della musica: “Unisce le anime, va in alto e ci libera delle angosce”

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“La musica ha questa capacità di unire le anime e di unirci con il Signore, sempre ci porta… è orizzontale e anche verticale, va in alto, e ci libera delle angosce. Anche la musica triste, pensiamo a quegli adagi lamentosi, anche questa ci aiuta nei momenti di difficoltà. Vi ringrazio tanto, perché farà bene a tutti un po’ di spirito nell’affarismo materiale che sempre ci circonda e ci abbassa, ci toglie la gioia. E come credenti abbiamo la gioia di un Padre che ci ama tutti e la gioia di poter fare fratellanza con tutti”.

Papa Francesco, Saluto del Santo Padre agli organizzatori e agli sponsor del “Concerto per i Poveri”, 13.05.2015

Una lezione su fisica, musica, filosofia..di Fabiola Giannotti

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di Francesco Agnoli
 
C’è qualcosa in comune, tra una poesia e un trattato di fisica? Tra la musica di un violino e l’osservare il cielo con un cannocchiale? Tra una statua classica, come il discobolo, con tutti i suoi muscoli armoniosamente tesi, l’armonia di un canto polifonico e le scienza sperimentale? Tra una preghiera al cielo, e la passione per le stelle?

Certamente. Tutti ricordiamo che Pitagora era, anzitutto, un filosofo e un teologo, ma nel contempo un matematico e un amante della musica.
Chi abbia creduto e dichiarato, ignorando la storia della scienza, che vi sia un contrasto tra la scienza sperimentale moderna e la teologia, la filosofia, e l’arte in generale, non è facile poterlo dire. Ma penso che siano stati i filosofi mediocri, gli scienziati mediocri, gli artisti mediocri. Cifra della mediocrità è capire un qualcosa di qualcosa, senza sapere né pensare dove metterlo; è il credere di aver capito, perché si è ridotto il campo di indagine a tal punto da divenire miopi. Continua a leggere

Intervista a Nek: La vita è in te, e va difesa

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(da Notizie provita)
 
Filippo Neviani, in arte Nek, è nato il 6 gennaio 1972 a Sassuolo, in provincia di Modena. Già all’età di nove anni ha i primi approcci con la batteria e la chitarra. Nella seconda metà degli anni Ottanta inizia a suonare con una band, il gruppo country Winchester, e poi con i White Lady. Nel ’92 debutta come solista con il suo primo album intitolato appunto “Nek”. Nel 1993 arriva terzo fra i giovani al Festival di Sanremo con il brano “In te”. Riceve diversi riconoscimenti di prestigio: nel ’94, con Giorgia, il Premio Europeo come miglior cantante giovane italiano. Lo strepitoso successo di “Laura non c’è” a Sanremo ’97 gli porta sei dischi di platino. Nel frattempo la sua notorietà varca i confini nazionali ed europei. Il suo quinto album, “In due” nel 1998 esce contemporaneamente in Europa, America Latina e Giappone, e riceve il premio dell’IFPI (International Federation of the Phonographic Industry) per aver venduto in Europa oltre un milione di copie di “Lei, gli amici e tutto il resto”. Continua a leggere

Ron: “La fede mi accompagna fin da bambino”

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Il famoso cantautore racconta di come ha trovato nella preghiera l’equilibrio per non impazzire
 
Rosalino Cellamare, in arte Ron, da oltre quarant’anni non smette di regalare emozioni al suo pubblico con brani come Non abbiamo bisogno di parole o Vorrei incontrarti tra cent’anni.

E in molte sue canzoni, soprattuto della produzione più recente, emergono continui riferimenti alla spiritualità e alla fede: “Più vado avanti, più la musica diventa un’occasione per liberare la mia anima” racconta il cantautore in una intervista A Sua Immagine (12 luglio). “Questa cosa mi dà la sensazione di essere più vicino a Dio. Ecco perché quando scrivo mi viene naturale entrare in una dimensione che non è unicamente materiale. Mi piace volare con la mente, lo spirito e il cuore”. Continua a leggere

Montserrat Caballè: «la musica mi avvicina a Dio»

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Montserrat Caballé è una delle principali artiste spagnole ed è considerata dai critici musicali uno dei migliori soprani del mondo. A 80 si è esibita nei teatri più rinomati e sale da concerto nei cinque continenti, perfino davanti a Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.

Molto amata per la sua semplicità e naturalezza, di origini umili e molto religiose, devozione che ha voluto trasmettere anche ai suoi due figli. La Conferenza Episcopale Spagnola le ha appena conferito il “Bravo Music Prize 2013″ «per il suo servizio alla dignità umana, ai diritti umani e ai valori evangelici».

In un’intervista Montserrat Caballè ha spiegato di vivere la vita «con amore e con la forza che mi dà la fede in Dio, e perciò la fede di ogni essere umano»«Nelle occasioni in cui ho cantato davanti a Giovanni Paolo II e Benedetto XVI», ha spiegato, «ho sentito un grande brivido mentre cantavo. Se potessi, mi piacerebbe anche cantare per papa Francesco. La musica avvicina a Dio, ma penso che per essere vicini a Lui non ci sia bisogno di strade». Continua a leggere

Dal rock al gregoriano. La storia di Claudio Canali raccontata in tv

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Il percorso di vita di Claudio Canali, da storico vocalist e front man del “Biglietto per l’Inferno” a frate benedettino, è stato raccontato nel programma religioso di Rai 1, “A sua immagine“. Titolo della puntata a lui dedicata: “Preghiera, rock e gregoriano”. Negli anni 70 per “Il Biglietto per l’inferno”, ha scritto canzoni profonde che affrontano temi delicati. “Anche se con qualche errore teologico – dice a proposito della sua vecchia band – eravamo sulla retta via”.

Il particolare percorso di vita di Claudio Canali, da storico vocalist e front man del “Biglietto per l’Inferno” a frate benedettino dell’eremo di Municciano, è stato raccontato nel programma televisivo religioso di Rai 1, “A sua immagine”, nella puntata di sabato 12 giugno 2010. Titolo della puntata a lui dedicata: “Preghiera, rock e gregoriano”. Negli anni 70 per “Il Biglietto per l’inferno”, ha scritto canzoni profonde che affrontano temi delicati. Continua a leggere

Ecco Sting in versione gesuita

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Un’interpretazione del brano “The Burning Babe” di San Robert Southwell, missionario e martire d’Inghilterra.
 
Non si può dire che abbia sorpreso. Ma sicuramente ha deliziato i palati fini dei suoi fan. Sting, storico rocker di fama mondiale, da sempre si accosta alla musica del Cinquecento e alla tradizione sacra.

In questo video, riproposto da Il Timone, Sting esegue un brano dal titolo The Burning Babe di san Robert Southwell, padre gesuita e poeta cinquecentesco di spiccato talento, la cui influenza si è esercitata a lungo su alcuni dei più importanti nomi della letteratura inglese, compreso il maestro William Shakespeare.

Missionario clandestino
Padre Southwell fu un grande missionario clandestino nell’Inghilterra devastata dallo scisma consumato da re Enrico VIII. Continua a leggere

“Quando Benedetto mi ha scritto che aveva ascoltato la mia canzone”

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Non ho mai smesso di aprire la casella della posta con l’attesa di trovare una lettera di un amico, una cartolina. Adoro scrivere agli amici e ricevere i loro pensieri. Mi aveva molto intristito la frase di un’amica che al mio commento aprendo la casella della posta ‘che bello, chissà chi mi ha scritto oggi!’ mi disse ‘ma dai! Chi vuoi che ti scriva! Saranno solo bollette!’.
E’ vero, ad una famiglia numerosa come la nostra le bollette arrivano e di questi tempi sono anche molto pesanti… ma io non ho mai smesso di desiderare e di aspettare una novità.
Ieri pioveva a dirotto e io non amo la pioggia, (anche se non riesco a non cantare sotto la doccia, figuriamoci sotto la pioggia…) ma quando aprendo la casella della posta ho visto una lettera ‘cicciotta’ il cui mittente era ‘SEGRETERIA DI STATO’ ho cominciato a sorridere e desideravo baciare ogni singola goccia che mi pioveva addosso e pur dovendo andare a prendere il mio bambino all’asilo, ho cercato un riparo e ho aperto la lettera. Continua a leggere

Giovanni Lindo Ferretti: “Avevo perso la fede ma la fede non ha mai perso me”

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Il cantante, storica voce dei CCCP oggi PGR, racconta la sua vita da bestemmiatore e la conversione. L’incontro con Dio è stato un “ritorno a casa”
 
[di Luca Marcolivio, tratto da Zenit.org]
 
Da rocker comunista e “bestemmiatore di professione” a cantore della gloria di Dio. Non ha affatto rinnegato il suo passato, né tantomeno la sua personalità e la sua arte ma da circa una decina d’anni a questa parte, Giovanni Lindo Ferretti è un uomo nuovo.

Il sessantenne cantante emiliano, storico fondatore dei CCCP-Fedeli alla linea e del Consorzio Suonatori Indipendenti (CSI), oggi leader dei Per Grazia Ricevuta (PGR), ha reso testimonianza lo scorso 3 maggio, presso la Congregazione dell’Oratorio San Filippo Neri, nell’ambito del IV ciclo di incontri Narrar degli uomini, parlar di Dio, realizzato in collaborazione con l’Associazione Bomba Carta. Continua a leggere

Qualche curiosità su Papa Francesco

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Il mondo intero si sta chiedendo chi sia veramente Papa Francesco. La sua testimonianza umana e spirituale
è impressionante, autentico apostolo di Cristo.
In questo contesto è interessante scoprire quali sono i film, i libri, le opere d’arte preferite dal nuovo Papa.
Alle già note passioni per il calcio e per il tango, il Santo Padre annovera tra i suoi film preferiti Il pranzo di Babette, vincitore del premio Oscar nel 1987 come miglior film straniero. Sceneggiato e diretto da Gabriel Axel, il film è tratto dall’omonimo racconto di Karen Blixen, ed ha ottenuto la menzione speciale della giuria ecumenica al 40° festival di Cannes. Continua a leggere

Percorrere la via della bellezza

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Oggi vorrei soffermarmi brevemente su uno di questi canali che possono condurci a Dio ed essere anche di aiuto nell’incontro con Lui: è la via delle espressioni artistiche, parte di quella “via pulchritudinis” – “via della bellezza” – di cui ho parlato più volte e che l’uomo d’oggi dovrebbe recuperare nel suo significato più profondo. Forse vi è capitato qualche volta davanti ad una scultura, ad un quadro, ad alcuni versi di una poesia, o ad un brano musicale, di provare un’intima emozione, un senso di gioia, di percepire, cioè, chiaramente che di fronte a voi non c’era soltanto materia, un pezzo di marmo o di bronzo, una tela dipinta, un insieme di lettere o un cumulo di suoni, ma qualcosa di più grande, qualcosa che “parla”, capace di toccare il cuore, di comunicare un messaggio, di elevare l’animo. Continua a leggere