Natale non è cosa da “cattolici che fanno i propri doveri”. È un “rivoluzionamento” di tutta la vita

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di Edith Stein
 
Il Bambino divino è diventato il Maestro e ci ha detto che cosa dobbiamo fare. Per permeare tutta una vita umana di vita divina non basta lasciarsi prendere dall’incanto della notte santa
 
Il Mistero del Natale” (testo pronunciato da Edith Stein in occasione di una conferenza tenuta nel 1931, a Ludwigshafen)
 
Dove il Bambino divino intenda condurci sulla terra è cosa che non sappiamo e a proposito della quale non dobbiamo fare domande prima del tempo. Una cosa sola sappiamo, e cioè che a quanti amano il Signore tutte le cose ridondano in bene. E inoltre che le vie, per le quali il Signore conduce, vanno al di là di questa terra. Se mettiamo le nostre mani nelle mani del Bambino divino e rispondiamo con un “sì” al suo “Seguimi”, allora siamo suoi, e libera è la via perché la sua vita divina possa riversarsi in noi. Continua a leggere

In una manona il tepore di un Bambinello – di Giovannino Guareschi

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Anche don Camillo faceva il presepe. Se avete voglia di sorridere, e magari anche di commuovervi un po’, leggete qualche brano di questo racconto…

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Si era oramai sotto Natale e bisognava tirar fuori d’urgenza dalla cassetta le statuette del Presepe, ripulirle, ritoccarle col colore, riparare le ammaccature.
Ed era già tardi, ma don Camillo stava ancora lavorando in canonica. Sentì bussare alla finestra e, poco dopo, andò ad aprire perché si trattava di Peppone. Peppone si sedette mentre don Camillo riprendeva le sue faccende, e tutt’e due tacquero per un bel po’. […] Continua a leggere

Natale è attesa

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di Marco Luscia
 
Questo è il tempo del Natale, un tempo che è attesa e speranza. Il credente lo sa, il non credente aperto al mistero lo intuisce. L’ateo militante sopporto a fatica l’idea che Dio sia dentro il tempo, che Dio si sia incarnato in Gesù di Nazaret. L’attesa è un sentimento misterioso, eppure da quando esiste il tempo, tutto è attesa. In inverno la natura attende i primi tepori per risvegliarsi alla “vita attiva”, l’innamorato attende lo sguardo dell’amata, lo studente più prosaicamente il tempo delle vacanze. Il malato attende un responso che gli restituisca speranza e il contadino scruta il cielo in attesa di un tempo benigno per il suo raccolto. La sposa attende che il figlio fiorito nello scrigno del suo corpo veda la luce del mondo, sano e felice. L’uomo attende un lavoro, come la guerra attende la pace. E poi, c’è l’attesa di una festa vicina, di un regalo, di un incontro che ci cambi la vita. Continua a leggere

«Preghiamo per i cristiani discriminati»

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Il Papa ha pregato, recitando l’Angelus di oggi, per i cristiani discriminati a causa della testimonianza del Vangelo e ha osservato che accanto alle situazioni in Paesi dove “la libertà religiosa non è ancora garantita o non è nei fatti pienamente realizzata”, ci sono anche i casi di “Paesi e ambienti che sulla carta tutelano la libertà e i diritti umani, ma dove di fatto i credenti, specialmente i cristiani, incontrano limitazioni e discriminazioni”.

Il Papa critica “la falsa immagine del Natale: l’immagine fiabesca e sdolcinata, che nel Vangelo non esiste!”. Lo ha detto all’Angelus per la festa di santo Stefano primo martire, ricordando “il senso autentico dell’Incarnazione”, che collega “Betlemme al Calvario” e ricorda “che la salvezza divina implica la lotta al peccato, passa attraverso la porta stretta della Croce. Questa è la strada che Gesù ha indicato chiaramente ai suoi discepoli, come attesta il Vangelo di oggi”. Continua a leggere

“Dove Dio fu senza un tetto, tu e io siamo a casa”. Poesia di Natale di G. K. Chesterton

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Una miriade di luci illuminano le nostre strade e soprattutto le nostre case in questo periodo. E dicono che è festa perché la luce è entrata in casa nostra. Abbiamo bisogno di paradossi come quelli che scriveva il signor Chesterton per poter guardare le cose vere con occhio strano quanto basta per continuare a meravigliarci, di giorno in giorno, di anno in anno. Tra le molte poesie sul Natale che Chesterton scrisse, questa, che riporto con una mia traduzione scritta per questa occasione, ci porta dentro quella capanna di Betlemme e ce la fa guardare una volta di più con occhi incuriositi: solo là dove Dio fu senza un tetto, tu ed io siamo a casa:

Laggiù  una madre senza posa camminava,

fuori da una locanda ancora a vagare;

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Miracolo di Natale. Una storia vera

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Una storia vera scritta da Maria Winowska che fu amica di Giovanni Paolo II.

Maria Winowska (che fu amica di Giovanni Paolo II, ed è una apprezzata scrittrice di agiografia) ha pubblicato questo racconto vero che le fu narrato da un parroco ungherese.

“Chiunque potrebbe prendermi per pazzo o per un esaltato – le disse P. Norbert – se non ci fossero trentadue scolaretti a testimoniare la verità dell’accaduto”.

Nella mia parrocchia in Ungheria, un piccolo paese di 1500 anime, da dove poi mi scacciarono, successe una volta un fatto strano. La maestra elementare era una militante atea. Tutte le sue lezioni erano imperniate sul tentativo di eliminare Dio dalla vita di quei bambini, per farne dei giovani atei. Ogni occasione era buona per sminuire la nostra Santa Religione, deriderla e screditarla. Continua a leggere