Francesco e le nozze di Cana: non si può fare festa col thè

 Il Papa all’udienza generale spiega il significato del racconto evangelico, la nuova alleanza e il «programma di vita del cristiano» indicato da Maria
 
«Una festa di nozze dove manca il vino fa vergognare i novelli sposi, immaginate voi finire la festa di nozze bevendo thè! Il vino è necessario alla festa». Papa Francesco ha fatto questa battuta per illustrare la nota vicenda evangelica delle nozze di Cana, dove Gesù, trasformando l’acqua in vino con il suo primo miracolo, stipula una nuova alleanza, e Maria, con l’invito ai servitori del Signore, «Qualsiasi cosa vi dica, fatela», le ultime sue parole riportate dai Vangeli, indica il «programma di vita del cristiano».

«Dando avvio al suo ministero pubblico nelle nozze di Cana, Gesù si manifesta come lo sposo del popolo di Dio, annunciato dai profeti, e ci rivela la profondità della relazione che ci unisce a lui: è una nuova Alleanza di amore», ha detto il Papa. «Cosa c’è a fondamento della nostra fede? Un atto di misericordia con cui Gesù ci ha legati a sé. E la vita cristiana è la risposta a questo amore, è come la storia di due innamorati. Dio e l’uomo si incontrano, si cercano, si trovano, si celebrano e si amano: proprio come l’amato e l’amata nel Cantico dei Cantici. Continua a leggere

Spiego al mio amico protestante perché prego la Madonna

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tratto dal sito lalucedimaria.it
 
L’apologetica ha molte cose da dire riguardo la Vergine Maria. Sapete che la dottrina cattolica sulla Madonna, il culto che la Chiesa e i cattolici rendono alla Madre di Dio, le verità dogmatiche che La riguardano e che i cattolici sono tenuti a credere vengono contestate, tutte o in parte, dal mondo protestante e dai Testimoni di Geova.

Secondo costoro, la Chiesa altera la verità del Vangelo quando afferma e insegna che ogni cristiano è chiamato a venerare la Madre di Dio, a pregarla, a crederLa mediatrice tra Dio e gli uomini di tutte le grazie.

Per loro, la venerazione della Madre di Dio nasconde o diminuisce il vero culto che si deve prestare soltanto a Dio, che è Padre, Figlio e Spirito Santo (per i protestanti), o che è solo Padre (per i Testimoni di Geova). Continua a leggere

Secondo giorno di Papa Francesco in Ecuador. Lo Stato ha un debito sociale verso la famiglia

Papa Francesco e Rafael Correa

 di Massimo Introvigne
 
Nel secondo giorno della sua visita pastorale in Ecuador, il 6 luglio 2015, dopo avere visitato il Santuario della Divina Misericordia a Guayaquil, e prima di salutare i fedeli della capitale Quito di fronte alla cattedrale, Papa Francesco ha celebrato la Messa di fronte a un milione di persone nel  Parco de Los Samanes, sempre a Guayaquil. L’omelia ha avuto al centro la famiglia e il vero «debito sociale» che lo Stato ha nei suoi confronti, e – in vista del prossimo Sinodo – il Pontefice ha invitato ad andare oltre le statistiche che ci presentano la famiglia come una sorta di specie invia di estinzione e credere che il miracolo di una rinascita della famiglia è possibile.

Partendo dal vino che mancava alle nozze di Cana, il Papa ha rilevato che oggi anche in tante famiglie «non c’è più questo vino! Quante donne sole e rattristate si domandano quando l’amore se n’è andato, quando l’amore è scivolato via dalla loro vita! Quanti anziani si sentono lasciati fuori dalle feste delle loro famiglie, abbandonati in un angolo e ormai senza il nutrimento dell’amore quotidiano dei loro figli, dei loro nipoti e pronipoti!». E la mancanza del vino, cioè dell’amore nelle famiglie, «può essere anche la conseguenza della mancanza di lavoro, delle malattie, delle situazioni problematiche che le nostre famiglie in tutto il mondo attraversano». Continua a leggere

Il Papa a S. Marta: la Chiesa custodisce il matrimonio, immagine dell’unione di Cristo con la Chiesa

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“Quando c’è lo sposo non si può digiunare, non si può essere tristi”. Papa Francesco ha svolto la sua omelia muovendo dalla risposta di Gesù agli scribi, di cui parla il Vangelo odierno. E subito ha sottolineato che il Signore torna spesso su questa immagine dello sposo. Gesù, ha detto, ci fa vedere il rapporto fra Lui e la Chiesa come nozze. “Penso – ha osservato il Papa – che questo proprio sia il motivo più profondo perché la Chiesa custodisce tanto il Sacramento del matrimonio e lo chiama Sacramento grande, perché è proprio l’immagine dell’unione di Cristo con la Chiesa”. Il Pontefice si è dunque soffermato sui due atteggiamenti che il cristiano dovrebbe vivere in queste nozze: innanzitutto “la gioia, perché c’è una grande festa”: Continua a leggere

Dal fidanzamento al matrimonio

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Si vede che il passaggio dall’innamoramento al fidanzamento e poi al matrimonio esige diverse decisioni, esperienze interiori. Come ho detto, è bello questo sentimento dell’amore, ma deve essere purificato, deve andare in un cammino di discernimento, cioè devono entrare anche la ragione e la volontà; devono unirsi ragione, sentimento e volontà. Nel Rito del Matrimonio, la Chiesa non dice: «Sei innamorato?», ma «Vuoi», «Sei deciso». Cioè: l’innamoramento deve divenire vero amore coinvolgendo la volontà e la ragione in un cammino, che è quello del fidanzamento, di purificazione, di più grande profondità, così che realmente tutto l’uomo, con tutte le sue capacità, con il discernimento della ragione, la forza di volontà, dice: «Sì, questa è la mia vita». Io penso spesso alle nozze di Cana. Continua a leggere