Le due mosse di Trump per la libertà religiosa

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La Casa Bianca approva due norme nella stessa direzione: tutelare l’obiezione di coscienza sul posto di lavoro

di Federico Cenci 

“Un ritorno al buon senso e ad una pacifica convivenza tra Chiesa e Stato”. Così la Chiesa cattolica statunitense ha salutato la decisione del Dipartimento della Salute e dei Servizi della Casa Bianca di tutelare il diritto dei datori di lavoro di non comprendere i farmaci anticoncezionali tra i benefici assicurativi.

Ad intervenire, con una nota ripresa dall’AgenSir, sono stati il cardinale Daniel DiNardo, presidente della Conferenza episcopale Usa, e l’arcivescovo William Lori, a capo della commissione sulla libertà religiosa.
 
Modifica dell’Obamacare

La nuova misura apporta una importante modifica su uno dei passaggi più controversi della riforma sanitaria approvata durante la presidenza Barack Obama, nel 2010, che obbligava i datori di lavoro, eccetto le Chiese, alla copertura assicurativa totale per i sistemi di contraccezione e aborto usati dalle loro dipendenti. Continua a leggere

Lazio. Grave violazione all’obiezione di coscienza e alla legge 194

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di  Centro Studi Livatino
 
 Il concorso bandito dalla Regione Lazio, finalizzato esclusivamente al servizio di interruzione volontaria della gravidanza, i cui vincitori “verranno assegnati al settore del Day Hospital e Day Surgery per l’applicazione della legge 194” si pone in contrasto diretto col diritto costituzionale alla libertà di coscienza e con le norme a tutela dell’azione contenute nella stessa legge n. 194/1978.

È quanto osserva il Centro Studi Rosario Livatino, formato da magistrati, docenti universitari ed avvocati, presieduto dal prof. Mauro Ronco.

Stando a quanto affermato dal direttore generale del San Camillo-Forlanini, Fabrizio d’Alba, “se chi ha vinto il concorso farà obiezione nei primi sei mesi dopo l’assunzione, potrebbe rischiare il licenziamento, perché sarebbe inadempiente rispetto al compito specifico per cui è stato chiamato” e, dopo il periodo di prova, l’obiezione di coscienza potrebbe portare “alla mobilità o addirittura alla messa in esubero”. Continua a leggere

Il ginecologo abortista ammette la crisi: «ho la nausea, vorrei diventare obiettore»

(da UCCR, 11.01.17)
 
Ogni tanto compaiono articoli che lasciano letteralmente scioccati. Quello del Corriere della Sera del novembre scorso è uno di questi, si tratta dell’intervista al dott. Massimo Segato, vice primario di Ginecologia all’ospedale di Valdagno (Vi).

L’oggetto delle domande è l’aborto e l’obiezione di coscienza, ma sono le parole del ginecologo abortista a lasciare esterrefatti. Da radicale, socialista e ateo (ma rispettoso), il dott. Segato inizia con il ricordo di un’interruzione di gravidanza non riuscita: «Avevo aspirato qualcosa che non era l’embrione, avevo sbagliato. Una mattina ritrovai quella donna, aveva appena partorito. Mi fermò e mi disse: si ricorda di me dottore? Lo vede questo? Questo è il suo errore». «La madre sorrideva», ricorda il ginecologo, che al tempo procurava 300 aborti all’anno. «Fu lì che ho avuto la mia prima crisi di coscienza». E ripete: «L’errore più bello della mia vita. Il bambino cresceva intelligente e vivace. Un giorno la signora arrivò anche a ringraziarmi del mio errore. Cioè, ringraziò il Cielo. Quando nacque invece voleva denunciarmi». Continua a leggere

Obiezione di coscienza: respinto il ricorso europeo della Cgil

La sede del Consiglio d'Europa a Strasburgo.

Il Consiglio d’Europa, organo differente dall’Unione Europea e dalle sue istituzioni, garante della  Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU) ha appena emesso una risoluzione a favore dell’Italia sulla gestione dell’obiezione di coscienza all’aborto.
 
L’Italia era stata accusata davanti al  Consiglio d’Europa dalla Cgil che lamentava l’applicazione dell’obiezione di coscienza come limitante per il ricorso all’aborto. Il Comitato per i diritti sociali del Consiglio d’Europa aveva accolto il ricorso nell’aprile del 2016 (leggi il nostro commento qui).

In realtà la natura giuridica del ricorso verteva i presunti carichi di lavoro per i medici non obiettori denunciati dalla Cgil. Tuttavia i dati riportati dal sindacato italiano erano vecchi e non attendibili (ne avevamo parlato qui). Secondo il Ministero della Salute ostacoli locali sono da attribuire a problemi organizzativi legati “a una distribuzione non adeguata degli operatori fra le strutture sanitarie all’interno di ciascuna regione”.  Continua a leggere

Aborto e obiezione di coscienza. Attacco del Consiglio d’Europa

 Nuova pronuncia del Comitato europeo dei diritti sociali, un organismo del Consiglio d’Europa, sull’applicazione della Legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza. Il Comitato ha stabilito che l’Italia “viola il diritto alla salute delle donne” che vogliono abortire, poiché esse incontrano “notevoli difficoltà” nell’accesso ai servizi per l’Ivg, anche per l’alto numero di medici obiettori di coscienza.

Il testo della pronuncia è di qualche settimana fa, ma è stato pubblicato oggi sul sito web del Consiglio d’Europa, l’organizzazione per i diritti umani di cui fanno parte 47 Stati. Il ricorso – il secondo sull’argomento – al Comitato di Strasburgo era stato presentato dalla Cgil nel 2013. Il sindacato contestava alle autorità italiane la mancata applicazione di fatto della legge sull’interruzione di gravidanza, la 194/1978, considerandola una violazione dell’articolo 11 della Carta sociale europea (Diritto alla salute) e anche all’articolo E dello stesso documento, per la discriminazione dei medici non obiettori. Continua a leggere

Papa Francesco: aborto e eutanasia falsa compassione, figli non si “producono”

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(da Radio Vaticana, 15.11.14)
 
Papa Francesco ha rivolto stamane un discorso vibrante in difesa della vita umana.

Occasione di questo importante intervento l’udienza all’Associazione medici cattolici italiani. Il Pontefice ha avvertito che bisogna respingere la “falsa compassione” che propone l’aborto, l’eutanasia e la “produzione” dei figli. La vita, ha detto, è sempre “sacra” ed ha messo in guardia da chi vuole trattare gli esseri umani come cavie. Il servizio di Alessandro Gisotti:

Impegnarsi a prendersi cura della persona, ricordando sempre che la vita umana è sacra. E’ quanto sottolineato da Papa Francesco nel suo appassionato discorso ai medici cattolici, tutto incentrato sulla dignità inviolabile dell’essere umano. Il Pontefice ha ribadito che l’attenzione alla vita umana, specie in difficoltà, “coinvolge profondamente la missione della Chiesa”. Continua a leggere

Aborto. In Italia troppi obiettori di coscienza? Tutte balle, come dimostrato dagli ultimi dati della Sanità

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La relazione del ministero della Salute afferma che «il numero di non obiettori è congruo» e che i punti abortisti sono anche troppi. Gli aborti calano del 4,2% ma restano sopra i 100 mila nel 2013
 
Un esercito di obiettori di coscienza impedisce alle donne di abortire e costringe i pochi non obiettori a un lavoro sproporzionato alle loro forze. È questa la tesi che circola spesso su tanti quotidiani italiani. Eppure la relazione del ministero della Salute sull’attuazione della legge 194 afferma che «il numero di non obiettori è congruo rispetto alle Ivg (interruzione volontaria di gravidanza) effettuate» e che «la numerosità di punti Ivg appare più che sufficiente», se non esagerata.

I MEDICI NON MACANO. I dati del ministero indicano che «il numero totale delle strutture con reparto di ostetricia e ginecologia risulta pari a 630» e che i reparti che effettuano aborti sono «403 (64% del totale)». Ecco perché, salvo due casi «relativamente a regioni molto piccole», «la copertura è più che soddisfacente». E anche in quei casi la colpa è di «una inadeguata organizzazione territoriale». Non della mancanza di medici non obiettori. Continua a leggere

Polonia – Multato per essersi offerto di curare il bambino invece di procedere con un aborto

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L’assurdità della lotta contro l’obiezione di coscienza arriva a condannare un famoso medico palesemente pro-life per non aver voluto interrompere una gravidanza.

Veniamo ai fatti: siamo in Polonia, più precisamente nel Holy Family Hospital di Varsavia ed il protagonista è il Professor Bogdan Chazan. Il medico si sarebbe rifiutato di eseguire un aborto su di un bambino con qualche malformazione che era stato concepito in vitro e che non stava creando alcun problema di salute alla madre. Chazan ha, invece, offerto la propria consulenza e le cure ospedaliere prima e dopo il parto. Continua a leggere

Liberi, non sudditi. Per questo obiettori

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Diritto inciso nella civiltà
 
Che potere ha un presidente di Regione di stabilire con un diktat a suo garbo, nel suo territorio, i confini di un diritto soggettivo sancito da una legge dello Stato? Nessuno, dice la grammatica costituzionale. Nessuno, ribadisce il diritto amministrativo, che insegna agli allievi, definito il potere, cos’è l’abuso di potere. Eppure nel Lazio, per recente decreto d’un presidente-commissario, i medici dei consultori non potrebbero più chiedere rispetto dell’obiezione di coscienza prevista dalla legge 194. Non che ora siano costretti a fare gli aborti, ci mancherebbe. Però sarebbero coinvolti a forza nella “procedura” certificativa, che per legge prelude all’aborto e lo rende possibile. E inoltre non potrebbero più obiettare contro le pillole del giorno dopo e i dispositivi Iud che impediscono l’annidamento dell’embrione, e se c’è lo fanno “perdere”. Continua a leggere

Totalitarismo inaccettabile

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Giuseppe Noia: «L’arroganza di pochi calpesta i diritti di tutti»

Il presidente dei ginecologi cattolici durissimo sulla scelta di Zingaretti: si procede senza confronti per silenziare le coscienze.
 
Da tutte le parti in cui si guarda, la decisione del governatore del Lazio sugli obiettori è «inaccettabile». Un «totalitarismo culturale che mira a intimorire le persone, che procede con la logica della reticenza e dell’inganno e ora ha anche l’ardire di silenziare le coscienze ». Giuseppe Noia, presidente dei ginecologi cattolici, è un fiume in piena. Continua a leggere

Pillola abortiva, vietata obiezione nei consultori

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Il Lazio forza la mano contro i medici obiettori di coscienza. La giunta di Nicola Zingaretti impone ai medici obiettori – pur non coinvolgendoli direttamente nell’interruzione di gravidanza – la prescrizione della “pillola del giorno dopo”, l’inserimento della spirale contraccettiva, la redazione delle certificazioni e autorizzazioni che precedono l’aborto. Una decisione che inevitabilmente scatena polemiche. Oggi un’interrogazione in Consiglio regionale della consigliera Olimpia Tarzia: «Va revocata perché vìola la 194». La pesante modifica arriva col decreto «Rete per la salute della donna, della coppia e del bambino: ridefinizione e riordino delle funzioni e delle attività dei Consultori familiari regionali».

L’intervento, secondo l’allegato 1 del decreto, sarebbe motivato con l’obiettivo di contrastare il diffuso ricorso dei ginecologi – ma anche di anestesisti e personale non medico – all’obiezione di coscienza, che secondo l’ultima relazione 2013 al Parlamento sulla 194 – citata nel decreto – è del 69,3% come media nazionale del 2011 (80,7 la percentuale nel Lazio). Continua a leggere

«No all’eterologa? Rischiate il licenziamento»

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Fai obiezione di coscienza? Allora fuori, qui non c’è posto per te. Due biologhe del laboratorio analisi dell’ospedale di Rovigo, prestate per 1.300 ore all’anno al Centro di procreazione assistita della ginecologia e ostetricia dello stesso presidio, dal primo aprile di quest’anno hanno sollevato obiezione di coscienza.

Nei giorni scorsi, una di loro ha ricevuto una lettera del direttore generale nella quale si adombra l’ipotesi di una riduzione dello stipendio e per l’altra c’è la minaccia (solo verbale, al momento) di licenziamento. Arturo Orsini, direttore generale dell’azienda socio-sanitaria di Rovigo, nella missiva protocollata in data 15 maggio, scrive testualmente: «Si fa presente sin d’ora, che essendo lei stata assunta quale vincitrice di un concorso pubblico (omissis) per la copertura di un posto di dirigente biologo per il servizio di procreazione assistita, e, permanendo la necessità dell’azienda di tale professionalità al fine di evitare l’interruzione di pubblico servizio, si valuterà se procedere alla risoluzione del suo rapporto di lavoro, e all’assunzione di altro dirigente». Continua a leggere

Ma cosa si sono detti Obama e Papa Francesco?

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di Paolo e Luca Tanduo

La visita del Presidente Obama a Roma si è appena conclusa. Come appare chiaro anche dalla stampa Usa il centro di questa visita, è stato l’incontro con Papa Francesco, di cui Obama si dice estimatore. L’incontro è stato definito da Obama meraviglioso. Siamo certi della sua sincera ammirazione per Papa Francesco, ma la lettura che molti hanno dato dell’incontro forse è un po’ travisata. Per comprendere meglio cosa c’è stato al centro del loro colloquio è meglio fare riferimento al comunicato ufficiale della Santa Sede.

Stamani, giovedì 27 marzo 2014, S.E. il Sig. Barack H. Obama, Presidente degli Stati Uniti d’America, è stato ricevuto in Udienza dal Santo Padre Francesco e, successivamente, si è incontrato con Sua Eminenza il Card. Pietro Parolin, Segretario di Stato, accompagnato da S.E. Mons. Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati. Continua a leggere

Medici obiettori, la caccia è di nuovo aperta

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di Tommaso Scandroglio

La caccia all’obiettore continua e quando l’attualità non offre appigli per mettere all’angolo il medico non abortista ecco che i radicali rispolverano un cold case. Nel 2010 una donna, Valentina Magnanti, dichiara che al quinto mese di gravidanza è stata costretta ad abortire da sola, unicamente assistita dal marito Fabrizio, nel bagno dell’ospedale Sandro Pertini di Roma. Il caso è stato riesumato dalla solerte avvocato Filomena Gallo, segretaria dell’Associazione Luca Coscioni: «Questa è omissione di soccorso , un reato penale, anche se la coppia ha deciso di non denunciare la struttura. È la dimostrazione di come la legge 194 in Italia non garantisca sempre la presenza di un medico non obiettore nel caso dell’interruzione volontaria della gravidanza». Nel mirino anche la legge 40. Continua a leggere

«Sola ad abortire nel bagno dell’ospedale», ma è una bufala

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“Costretta ad abortire in bagno da sola. In ospedale soltanto medici obiettori”. Ecco la nuova bufalasparata in questi giorni sui principali quotidiani- confezionata dall’Associazione Luca Coscioni, braccio giuridico del Partito Radicale guidato da Filomena Gallo.

L’Associazione è già stata accusata di manipolazione da Silvio Garattini, direttore dell’Istituto “Mario Negri” e di «ignoranza, di superficialità o peggio di malafede» quando la lobby radicale ha voluto riportare in maniera «distorta e scorretta» i dati di un’importante ricerca dell’Istituto stesso, per avallare la tesi che nelle rianimazioni italiane si pratichi l’eutanasia clandestina, argomento utile alla sua legalizzazione, ma rivelatosi ovviamente falso. Continua a leggere

Laicità francese, intollerante per sua natura

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25-10-2013 – di Stefano Fontana
 
Gli eventi francesi di questi giorni stanno mettendo in discussione la versione moderata della laicità proposta, per esempio, dal filosofo Charles Taylor. In Francia i sindaci non possono fare obiezione di coscienza ai matrimoni tra persone omosessuali, né con riferimento a motivazioni religiose né con riferimento a scelte filosofiche: la legge non lo permette. Davanti a queste posizioni, che si prevedono sempre più diffuse, bisogna ripensare la libertà di coscienza e di religione ben oltre la versione moderata ed illuminata che Charles Taylor ha riproposto di recente nel libro “La scommessa del laico” (Laterza, Roma-Bari 2013) scritto insieme a Jocelyn Maclure. Continua a leggere

Legge 194: la grande menzogna degli aborti clandestini

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Il 22 maggio scorso è stato l’anniversario della Legge 194 che dal 1978 regolamenta l’interruzione di gravidanza in Italia. Come ha giustamente sottolineato Massimo Pandolfi, caporedattore de “Il Resto del Carlino”, «passano gli anni, ma le bugie ideologiche che circondano l’argomento aborto continuano, imperterrite». La menzogna più grande che ancora oggi si ripete è la stessa usata dai Radicali di Emma Bonino nei confronti degli italiani: la legge servirebbe per ridurre o eliminare gli aborti clandestini che sarebbero stati un milione all’anno prima del 1978. Continua a leggere

Contro il diritto all’obiezione un ricorso inconsistente

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All’azione della Cgil presso il Consiglio d’Europa contro lo stesso dettato della legge 194 rispondono le associazioni prolife italiane: «Ecco perché l’alto numero di medici obiettori nel nostro Paese non minaccia la salute delle donne»
 
Tratto da Avvenire del 6 Giugno 2013
 
Lo scorso 17 gennaio, in sordina e senza particolare clamore mediatico, la Cgil ha presentato un reclamo al Comitato europeo dei Diritti sociali del Consiglio d’Europa, in cui si sostiene che in Italia il gran numero di medici obiettori di coscienza in materia di aborto metterebbe a rischio la salute delle donne e il diritto dei medici non obiettori a lavorare in condizioni eque, dignitose e sicure. Continua a leggere

Aborto. La Cgil sta preparando un reclamo in Europa contro i medici obiettori

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Lo hanno scritto le agenzie la settimana scorsa, rivelando una «notizia coperta dal massimo riserbo» che rimbalza «col contagocce» da Strasburgo.

Sarà che non ha tutti i crismi dell’ufficialità e sarà che si tratta solo di un lancio d’agenzia (per ora). Ma sta di fatto che, se la notizia fosse confermata, sarebbe una bomba. La settimana scorsa, infatti, prima l’Ansa e poi la Reuters hanno scritto che «la Cgil si schiera in difesa dei medici non obiettori sull’aborto e a tutela del diritto delle italiane all’interruzione di gravidanza, con un reclamo al Comitato europeo dei diritti sociali del Consiglio d’Europa». Continua a leggere

Ecco l’«Agenda Ratzinger»

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di Massimo Introvigne

Come ogni anno, il 7 gennaio Benedetto XVI ha incontrato i rappresentanti del Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, e ha loro rivolto un denso discorso relativo ai grandi temi della politica internazionale. Interessante notare come i titoli delle agenzie di stampa abbiano dato rilievo quasi solo agli accenni alla crisi economica – che non sono mancati -, mentre il Papa ha presentato tutti i grandi temi della dottrina sociale della Chiesa, nell’ordine di priorità che è tipico del suo Magistero. Continua a leggere

“Libertà religiosa minacciata”. I vescovi americani votano contro Obama e aprono un sito web

IL FOGLIO, 06 novembre 2012

A poche ore dalle elezioni americane la Conferenza episcopale statunitense prende a tutti gli effetti la sua posizione. Ad altro non lascia pensare il nuovo sito Internet lanciato in rete con perfetto tempismo: firstamericanfreedom.com è il nome di battesimo. Il sito suona sostanzialmente come una chiamata alle armi in vista delle elezioni: “Negli Stati Uniti” si legge a tutta pagina, “la libertà religiosa è gravemente minacciata”. Continua a leggere

L’obiezione convince i medici. Non solo in Italia

di Carlo Bellieni

Abbiamo di recente letto su più testate nazionali inviti ad abolire l’obiezione di coscienza dei medici in caso di aborto. In Italia il 71% dei ginecologi obiettano: ma molti opinionisti si stracciano le vesti perché non si troverebbero medici che pratichino aborti, stupendosi poi di numeri degli obiettori così elevati. Come se fosse un caso tutto italiano, o legato a una questione di fede. È facile farlo sembrare un problema provinciale o di arretratezza, quando invece è un dato globale, che nasce da una domanda: ‘ma lo sapete cos’è un aborto’? Continua a leggere

Contro la strage degli innocenti. Firmate la petizione!

Ripubblico il seguente appello, dato che la triste “Giornata mondiale per l’aborto” è fissata per domani. Diventa dunque urgente raccogliere più firme possibili.
Nel frattempo, comunico con gioia che le adesioni sono già tantissime e aumentano di ora in ora. Inoltre, ho appena appreso che il nostro appello è stato diffuso da diversi media, tra cui “Radio Vaticana”, l’agenzia cattolica
SIR, “Gloria Tv”, la rivista “Tempi”, “La Discussione” e tanti altri. Continua a leggere

Abortire la “giornata mondiale per l’aborto”

Appello da diffondere!

 
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Venerdì 28 settembre verrà celebrato il “Global Day of Action for Access to Safe and Legal Abortion”: si manifesterà pubblicamente, cioè, per chiedere che le norme giuridiche che nel mondo già consentono la soppressione della vita umana innocente quando essa è ancora nel grembo della madre vengano ulteriormente liberalizzate. Continua a leggere

Cosa c’entra l’aborto con la strage di Annecy?

Sul Sussidiario.net del 9 settembre scorso è apparsa questa toccante lettera di Maddalena Bertolini, di professione ostetrica. Una testimonianza che non ha bisogno di commenti, solo di attenta lettura e riflessione.
 
Caro direttore,

all’ospedale di Jesi non hanno un ginecologo che pratichi le Ivg (interruzioni volontarie di gravidanza), perché i dieci dipendenti sono tutti obiettori di coscienza, così, secondo quel che ha riportato il Corriere, si chiama un medico “esterno” che rimedi allo scandalo, alla violazione del diritto di abortire. Secondo la legge. Continua a leggere