Stati Uniti. L’Ohio ferma gli aborti dei nascituri Down. Legge antidiscriminazione

Mamme in attesa (Siciliani)

La norma vieta l’interruzione di gravidanza volontaria se gli esami prenatali rivelano che il bambino è affetto dall’anomalia genetica. In Islanda invece si applica l’eliminazione sistematica.
 
Ricordate il bando islandese per la sindrome di Down? I numeri sulle nascite rivelarono l’estate scorsa che sull’isola tutte le gravidanze con diagnosi del cromosoma in più vengono interrotte anzitempo. Sull’estremità opposta si pone ora l’Ohio, dove il governatore John Kasich ha firmato il «Down Syndrome non discrimination Act», la legge votata dal Parlamento dello Stato nel nord degli Usa che vieta l’aborto quando gli esami prenatali abbiano rivelato che il bambino è affetto dall’anomalia genetica.

Come ha spiegato Sarah LaTourette, relatrice della legge alla Camera della capitale Columbus, «non è una legge anti-aborto ma un provvedimento contro la discriminazione», criterio che però non ha disarmato gli oppositori, fermi nel condannare quella che giudicano un’interferenza nel diritto delle donne di decidere in modo libero: «Non dovremmo mai costringere una donna a diventare madre contro la sua volontà – è il duro commento di Gary Daniels, direttore locale dell’American Civil Liberties Union, influente lobby i cui giudizi sono fatti propri dai media liberal americani –. Non conosciamo le circostanze della scelta, i nostri legislatori dovrebbero vergognarsi». Un giudizio sul quale di certo pesa anche la politica: il governatore Kasich infatti è una delle figure di spicco del Partito Repubblicano, a lungo rivale di Trump nell’ultima campagna per la nomination alla Casa Bianca, interprete dell’anima moderata del partito. Continua a leggere