Di fronte ai “perché” della vita abbiamo due vie

Di fronte ai grandi “perché” della vita abbiamo due vie: stare a guardare malinconicamente i sepolcri di ieri e di oggi, o far avvicinare Gesù ai nostri sepolcri. Sì, perché ciascuno di noi ha già un piccolo sepolcro, qualche zona un po’ morta dentro il cuore: una ferita, un torto subìto o fatto, un rancore che non dà tregua, un rimorso che torna e ritorna, un peccato che non si riesce a superare. Individuiamo oggi questi nostri piccoli sepolcri che abbiamo dentro e lì invitiamo Gesù. È strano, ma spesso preferiamo stare da soli nelle grotte oscure che abbiamo dentro, anziché invitarvi Gesù; siamo tentati di cercare sempre noi stessi, rimuginando e sprofondando nell’angoscia, leccandoci le piaghe, anziché andare da Lui, che dice: «Venite a me, voi che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro».

(Papa Francesco, Omelia a Carpi 02/04/2017)

Questo tempo di misericordia ci chiama a guardare al vero volto del nostro Re

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Santa Messa di chiusura dell’Anno Santo della Misericordia, omelia del Santo Padre Francesco
 
La solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo corona l’anno liturgico e questo Anno santo della misericordia. Il Vangelo presenta infatti la regalità di Gesù al culmine della sua opera di salvezza, e lo fa in un modo sorprendente. «Il Cristo di Dio, l’eletto, il Re» (Lc 23,35.37) appare senza potere e senza gloria: è sulla croce, dove sembra più un vinto che un vincitore. La sua regalità è paradossale: il suo trono è la croce; la sua corona è di spine; non ha uno scettro, ma gli viene posta una canna in mano; non porta abiti sontuosi, ma è privato della tunica; non ha anelli luccicanti alle dita, ma le mani trafitte dai chiodi; non possiede un tesoro, ma viene venduto per trenta monete. Continua a leggere

Papa a sacerdoti: donare la vita uniti a Gesù

Francesco al Giubileo dei Sacerdoti - OSS_ROMCercare, includere, gioire. Sono i tre punti intorno ai quali è ruotata l’appassionante omelia di Papa Francesco nella Messa in Piazza San Pietro che ha concluso il Giubileo dei Sacerdoti. Nella solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, il Papa ha innanzitutto chiesto ai presbiteri di domandarsi dove è orientato il loro cuore. Quindi, ha sottolineato che un buon pastore non è un ragioniere dello spirito, ma un buon Samaritano, che non usa i guanti e che è sempre in cerca di chi ha bisogno. Il servizio di Alessandro Gisotti:

Dove è orientato il vostro cuore? Papa Francesco pone un interrogativo fondamentale ai sacerdoti, nella Messa che conclude il loro Giubileo. Il Cuore di Gesù, il Cuore del Buon Pastore, esordisce nella sua omelia in Piazza San Pietro, “è proteso verso di noi, polarizzato specialmente verso chi è più distante”. Lì, annota con un’immagine efficace, “punta ostinatamente l’ago della bussola”. E, riecheggiando la Parabola della pecorella smarrita al centro del Vangelo del giorno, sottolinea che il Buon Pastore “tutti desidera raggiungere e nessuno perdere”.  Continua a leggere

Coraggio, speranza, grazia e conversione

Papa Francesco

La santità è una strada da percorrere con coraggio, speranza, grazia e conversione. Papa Francesco nell’omelia della Messa celebrata oggi, 24 maggio 2016 a Casa Santa Marta ha preso spunto dalla Prima Lettura (1 Pt 1,10-16) per ribadire che la santità non si compra, non si vende e non si regala: è un cammino che dobbiamo fare noi in prima persona, in modo irreprensibile e con una conversione quotidiana, dei piccoli comportamenti – ha sottolineato il Santo Padre – come il non sparlare del nostro vicino, del nostro compagno di lavoro. Terminare la giornata magari con la lingua gonfia a forza di morsi, ma andando sempre avanti.

“Questo camminare: la santità è un cammino, la santità non si può comprare, non si vende. Neppure si regala. La santità è un cammino alla presenza di Dio, che devo fare io: non può farlo un altro nel mio nome. Io posso pregare perché quell’altro sia santo, ma il cammino deve farlo lui, non io. Camminare alla presenza di Dio, in modo irreprensibile. E io userò oggi alcune parole che ci insegnino come è la santità di ogni giorno, quella santità – diciamo – anche anonima. Primo: coraggio. Il cammino verso la santità vuole coraggio”. Continua a leggere

Papa Francesco ai giovani: L’amore “concreto”, non da telenovela, è la carta d’identità dei cristiani

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Nel Giubileo dei ragazzi e ragazze, papa Francesco pronuncia un’omelia fatta di domande e risposte ai 70mila presenti. I grandi ideali dell’amore come dono di sé, l’affettività come “voler bene senza possedere”; la libertà come “dono di poter scegliere il bene”. “Guai a un giovane che non osa sognare. Se uno alla vostra età non sogna, se n’è già andato in pensione!”.
 
Città del Vaticano (AsiaNews) – L’amore e “l’amore concreto”; la tenerezza e “la tenerezza concreta”: sono questi la “carta d’identità del cristiano, … l’unico ‘documento’ valido per essere riconosciuti discepoli di Gesù”: sono alcune delle sottolineature che papa Francesco ha rivolto ai circa 70 mila ragazzi e ragazze in piazza san Pietro per il loro Giubileo, iniziato ieri. Più che un’omelia, Francesco ha instaurato un dialogo con la folla dei ragazzi e ragazzi, vestiti di abiti e divise multicolori, con montature di occhiali all’ultima moda e striscioni con i luoghi di provenienza. Continua a leggere

Santa Marta: “Fare memoria delle cose belle che Dio ha fatto nella nostra vita”

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Nella Messa mattutina, il Papa invita a ricordare il cammino compiuto finora, in cui Dio è rimasto al nostro fianco anche quando gli abbiamo detto: “Allontanati!”
 
Fare “memoria” di tutte le volte in cui Dio si è fatto presente nella nostra vita: nelle “cose belle”, come nei rifiuti subiti, negli ostacoli superati che sembravano insormontabili, nei peccati commessi. Dio, infatti, “cammina con noi e non si spaventa delle nostre cattiverie” e anche quando gli “abbiamo chiuso la porta in faccia”, Lui è rimasto lì, in attesa, “rispettoso”.

È un percorso a ritroso, intriso di gratitudine, quello che propone Papa Francesco nella Messa a Santa Marta di oggi, in cui torna su un tema già affrontato: quello della fede come cammino. Di questo cammino bisogna tener conto di ogni tappa, perché ognuna di essa è segno della presenza di Dio nella vita dell’uomo. Continua a leggere

Papa Francesco: Vangelo di misericordia, un libro aperto da scrivere con gesti concreti di amore

 
Città del Vaticano (AsiaNews) – Il Vangelo, “libro della misericordia”, è un “libro aperto” dove i discepoli di Cristo “devono continuare a scrivere” con “gesti concreti di amore, che sono la testimonianza migliore della misericordia”.  Per questo i cristiani sono chiamati ad essere “apostoli della misericordia”, a “toccare e accarezzare le… piaghe, presenti anche oggi nel corpo e nell’anima di tanti … fratelli e sorelle”. Significa anche essere come tutta la Chiesa “portatrice della sua pace” “strumenti di riconciliazione”. Continua a leggere