Petizione globale di 89 associazioni. Utero in affitto mozione all’Onu per proibirlo

Utero in affitto mozione all’Onu per proibirlo

Le associazioni chiedono lo Stop alle politiche delle Nazioni Unite per legalizzarlo

(Avvenire, 30.09.18)
 
Un sonoro no alla pratica degli uteri in affitto. Un rifiuto totale e inappellabile alla legalizzazione della gravidanza surrogata, in qualsiasi sua forma. La chiedono alla comunità internazionale decine di organizzazioni senza scopo di lucro, molte di stampo femminista, di 17 Paesi. Tutte hanno aderito al movimento con il quale il gruppo spagnoloRecav (Red Estatal contra el Alquiler de Vientres: Rete statale contro l’affitto di uteri) ha invitato l’Onu e i governi di tutto il mondo a proibire la maternità «a pagamento».

Lo sforzo comune si è concretizzato questa settimana con la presentazione, da parte di 89 organizzazioni non governative, di una petizione di moratoria all’Assemblea generale, riunita a New York per il dibattito d’apertura della sua 73esima sessione. L’iniziativa è partita da 134 donne spagnole che hanno già chiesto al loro governo di mettere fine a una pratica che, nelle loro parole, «costituisce una grave violazione dei diritti umani e della dignità delle donne e dei minori, una forma di sfruttamento riproduttivo delle donne e che converte i neonati in un oggetto di transazione contrattuale e commerciale».

In pochi giorni, alle promotrici spagnole si sono unite 28 organizzazioni francesi, altrettante argentine, 6 britanniche, 6 svedesi, 5 italiane, 3 messicane, 3 australiane e varie di Stati Uniti, India, Belgio, Germania, Olanda, Canada, Thailandia, Cambogia, Perù e Repubblica Dominicana.

Se non è il primo caso in assoluto di un appello specifico alle Nazioni Unite (dall’Italia sono partite ad esempio la richiesta uscita dal primo incontro trasversale sul tema alla Camera il 23 marzo 2017 e una raccolta di firme lanciata da Mario Adinolfi con La Croce insieme ad altre associazioni), è invece la prima volta che un gruppo così folto e globale si impegna collettivamente per far arrivare la sua voce al Palazzo di Vetro. Continua a leggere

L’Onu elabora ‘diritto all’aborto’ ma stride con la Convenzione sui diritti del fanciullo

In questo tempo in cui la Commissione dei diritti dell’uomo dell’ONU che ha sede a Ginevra sta elaborando una interpretazione dell’art. 6 del Patto sui diritti civili e politici approvato il 16 dicembre 1966 nel quale si proclama il diritto alla vita come inerente alla persona umana, è giusto ricordare la Convenzione sui diritti del fanciullo della quale si celebrerà l’anniversario il 20 novembre prossimo, perché fu approvata dall’assemblea generale dell’ONU in questo giorno e nello stesso mese nel 1989.

Nella bozza della interpretazione su cui sta lavorando la Commissione di Ginevra si sostiene l’esistenza di un diritto universale di aborto come conseguenza del diritto alla vita delle donne. Conseguentemente sono totalmente ignorati i diritti dei figli prima della nascita. Essi sono espulsi dalla categoria di esseri umani. Perciò è importante una attenta rilettura della Convenzione sui diritti del fanciullo il cui art. 1 definisce come “fanciullo” “ogni essere umano di età inferiore ai 18 anni, salvo se abbia raggiunto prima la maturità in virtù della legislazione applicabile”. Questa convenzione chiama “fanciullo” anche il nascituro, come risulta dai lavori preparatori e come è espressamente dichiarato nel punto 9 del preambolo, dove, richiamando la precedente Dichiarazione universale sui diritti del fanciullo del 1959, è scritto: “il fanciullo, a causa della sua mancanza di maturità fisica e intellettuale, ha bisogno di una protezione e di cure particolari, ivi compresa una protezione legale appropriata, sia prima che dopo la nascita”. In tal modo la Convenzione qualifica come “fanciullo” anche il bambino non ancora nato e dunque anche a lui si riferisce l’art. 6 dove si riconosce “che ogni fanciullo ha un diritto inerente alla vita” e si assicura “in tutta la misura del possibile la sopravvivenza e lo sviluppo del fanciullo”. La cesura tra il “non bambino” ed il “bambino” non è la nascita. Continua a leggere

I “Paesi più felici” del mondo? Tanti suicidi, violenza sulle donne e alcolismo

Ieri era la Giornata della Felicità e col World Happiness Report, pubblicato alle Nazioni Unite, si sono voluti indicare al mondo i «Paesi più felici», gli esempi, quelli da prendere a modello. La classifica della felicità internazionale, elaborata sulla base di fattori quali diseguaglianze, trasparenza della pubblica amministrazione e politiche sociali, ha visto prevalere la Norvegia sulla Danimarca, che invece lo scorso anno primeggiava. Lontana, solo quarantanovesima, l’Italia. Per fortuna, viene da aggiungere. Sì perché, dovete sapere, vi sono lati oscuri dei Paesi più felici – Norvegia e Danimarca, soprattutto – stranamente non considerati alle Nazioni Unite. Quali?

I suicidi per esempio. Il tasso di suicidio, espressione del numero annuo, ogni 100.000 abitanti, di persone che la fanno finita ogni, vede le progreditissime Norvegia (11.9) e la Danimarca (11,3) distanziare alla grande la nostra Italia (6,7). Un male? Non si direbbe. Continua a leggere

Bomba demografica? Una bufala, ora lo dice anche l’Onu

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(dal sito uccronline.it)
 
Gli ultimi dati pubblicati dall’ONU sono chiari: la  bomba demografica è una bufala. Si tratta di una leggenda secondo la quale l’alta densità di popolazione inibirebbe la prosperità umana per cui, secondo radicali/ecologisti/abortisti pratiche come la sterilizzazione, la contraccezione e l’aborto sarebbero indispensabili per controllare l’aumento demografico.

Ricordiamo tutti quando Marco Cappato, leader dei radicali italiani, nel 2009 invitava a «superare i veti ideologici del fondamentalismo clericale e natalista» e attuare la «strategia di “Rientro dolce” della popolazione mondiale che il Partito Radicale Nonviolento, transnazionale e transpartito già da tempo indica come scelta vitale per il futuro del pianeta». I Radicali sono gli unici (assieme all’opinionista Giovanni Sartori) a credere ancora in Italia alle sciocchezze del Club di Roma il think-tank che negli anni ’60 profetizzava cataclismi entro 40 anni. Continua a leggere

Papa Francesco all’Onu: «Terra, casa, lavoro e libertà d’educazione per tutti»

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“La difesa dell’ambiente e la lotta contro l’esclusione esigono il riconoscimento di una legge morale inscritta nella stessa natura umana, che comprende la distinzione naturale tra uomo e donna e il rispetto assoluto della vita in tutte le sue fasi e dimensioni”. Sono tanti gli spunti contenuti nello storico discorso del Papa alle Nazioni Unite.

Di seguito il testo completo:
 

PAPA FRANCESCO – INCONTRO CON I MEMBRI DELL’ASSEMBLEA GENERALE DELL’ORGANIZZAZIONE DELLE NAZIONI UNITE (25 settembre 2015)
 
Signor Presidente, Signore e Signori, buongiorno! Continua a leggere

Rinasce il mito dell’esplosione demografica

Culle vuote

di Riccardo Cascioli 

(da lanuovabq.it)
 
Un’altra bomba demografica, per di più inattesa? Così sembrerebbe da un lungo servizio dell’Espresso che, citando uno studio pubblicato da Science, ci dice che nel 2100 saremo (anzi, saranno) 11 miliardi, forse anche più di 12: almeno 3-4 miliardi in più di quel che si è creduto finora, visto che le stime ufficiali dell’Onu davano un picco di 9 miliardi intorno al 2050 per poi vedere una decrescita. Le conseguenze, avverte l’Espresso, sono ovviamente gravi, «una seria minaccia per l’ambiente, la sicurezza alimentare, la salute globale e perfino per la coesione sociale». E giù previsioni di carestie e guerre per accaparrarsi le poche risorse disponibili. Continua a leggere

Kenya. La Chiesa cattolica e i medici riescono a fermare l’Oms: «Stava per sterilizzare oltre 2 milioni di donne»

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Intervista a Stephen Karanja, presidente Medici cattolici: «Mostrando al Parlamento il contenuto del vaccino, spacciato come misura anti tetano, abbiamo ottenuto lo stop al programma. Fortunatamente le donne dono tutte salve»
 
«Il governo keniota è stato costretto a sospendere il programma di vaccinazione anti tetano dell’Oms e dell’Unicef scoprendo che in realtà alla quinta dose avrebbe provocato, come vi abbiamo raccontato ieri, la sterilizzazione di 2 milioni e trecentomila donne dai 14 ai 49 anni d’età». Stephen Karanja, presidente dell’Associazione dei medici cattolici del Kenya e membro del consiglio esecutivo della commissione Salute della Conferenza episcopale del paese, spiega a tempi.it il risultato dell’azione della Chiesa e della comunità scientifica che ieri hanno incontrato i membri della Commissione parlamentare per la Salute. «Sono felicissimo. Di fronte all’evidenza scientifica ci hanno dato ragione sospendendo le vaccinazioni». Continua a leggere

Risoluzione Onu pro famiglia. L’Italia si è opposta «per unità col resto d’Europa».

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di Francesco Belletti

Con questo voto l’Italia si è schierata con i Paesi ricchi e le lobby economiche e malthusiane che li rappresentano. Non è questa l’Europa che vogliamo.
 
Lo scorso 25 giugno il Consiglio dei Diritti umani dell’Onu ha votato, in occasione del XX anniversario dell’Anno internazionale della Famiglia, un documento che caldeggia la promozione della famiglia. Un testo molto prudente, quasi ovattato che ribadisce e si premura di specificare che si tratta di principi già affermati, «che la famiglia è l’unità naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato». Un testo al quale nessuno avrebbe potuto dire di no. Continua a leggere

Obiettivi del Millennio, proviamo con la famiglia

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di Nicolò Fede

C’erano una volta gli obiettivi di sviluppo del millennio… Si tratta di una lunga storia iniziata negli anni ’90 e che nel settembre del 2000 portò ad un impegno da parte degli stati membri delle Nazioni Unite (ONU) a raggiungere una serie di obiettivi per combattere la povertà e favorire lo sviluppo entro il 2015. Questi otto obiettivi, tanto ambiziosi quanto difficilmente quantificabili, includono ad esempio il target di dimezzare, rispetto al 1990, “la percentuale di persone che vivono con meno di un dollaro al giorno” (Obiettivo n° 1), oppure l’obiettivo di ridurre di 2/3, sempre rispetto al 1990, “il tasso di mortalità fra i bambini al di sotto dei cinque anni di età” (Obiettivo n° 4). Gli obiettivi n° 3, 5, 6 riguardano rispettivamente l’uguaglianza tra i sessi, il miglioramento della salute materna e la lotta all’AIDS, alla malaria e alle altre malattie infettive. Continua a leggere

Il Papa all’Onu: “Non c’è sviluppo senza famiglia”

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L’8 maggio 2014 Papa Francesco ha ricevuto i capi delle agenzie delle Nazioni Unite guidati dal segretario generale Ban Ki-Moon, cui ha rivolto un discorso rispettoso ma che ha incluso una chiara critica alla promozione dell’aborto e dell’eutanasia da parte di vari organismi dell’ONU.

Il Papa ha riconosciuto i risultati conseguiti dalle Nazioni Unite nel campo dell’educazione e della lotta alla povertà, ma ha subito aggiunto che «i popoli meritano e sperano frutti ancor migliori» e programmi scelti «con generosità e coraggio». Esistono infatti «cause strutturali della povertà e della fame», e non le si combatte veramente se si rinuncia «a dare una protezione adeguata alla famiglia». Continua a leggere

Santa Sede-Onu. Tomasi: in prima fila nella lotta alla pedofilia

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(da Avvenire, 5.05.14)
 
Il 28 aprile si è aperta a Ginevra la cinquantaduesima sessione del Comitato Onu sulla Convezione contro la Tortura (Cat), che si concluderà il 23 maggio. La Santa Sede, che aderisce alla Convenzione, presenterà assieme ad altri sette Paesi il suo Rapporto iniziale il 5 e 6 maggio.

Su alcuni siti gestiti da Ong è già partito un fuoco di sbarramento, basato su considerazioni infarcite di pregiudizi e cattiva informazione, che ha come scopo fondamentale il rilancio delle accuse sugli abusi praticati dal clero utilizzando in maniera strumentale l’appuntamento ginevrino. «Non ci sottrarremo ad alcuna domanda, ma chiediamo che pregiudizi e luoghi comuni non prevalgano sulla verità dei fatti», dice al telefono monsignor Silvano Tomasi, nunzio apostolico presso la sede delle Nazioni Unite. Continua a leggere

La Santa Sede all’ONU: la gravidanza non è una malattia

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Monsignor Chullikatt chiede alle Nazioni Unite di abbandonare le strategie antinataliste e promuovere l’autentico sviluppo

Monsignor Francis Chullikatt, osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite a New York, ha messo in guardia sulle inadeguate politiche sulla popolazione proposte per implementare il Programma d’Azione della Conferenza Internazionale sulla Popolazione e lo Sviluppo (ICPD). L’approccio proposto “sembra trattare la fertilità e la gravidanza come una malattia da prevenire o gestire attraverso il Governo o l’assistenza esterna”, ha denunciato l’arcivescovo.

La Santa Sede ha chiesto di affrontare in modo olistico i problemi della popolazione e di non concentrarsi sulle politiche di riduzione della fertilità. “Un approccio più sensibile dovrebbe concentrarsi meno sulla riduzione della fertilità e più su programmi e valori che sostengano lo sviluppo umano integrale”, ha proposto il presule a nome della Santa Sede. Continua a leggere

Attacco ONU alla Chiesa: si alza l’asticella di una guerra ideologica e dottrinale

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Il rapporto del Comitato per i Diritti del Fanciullo, fondato su osservazioni per lo più superficiali e contraddittorie, è un esempio di ingerenza dottrinale che ha radici profonde.

Ai tempi della scuola chi non si è imbattuto nei propri libri di storia in lunghi capitoli che raccontavano del “secolarismo” della Chiesa, pronti a combattere gli Stati d’Europa per difendere o ampliare i territori dello Stato Pontificio? Ai giorni nostri, invece, ci siamo abituati ad assistere al fenomeno opposto, e cioè ad un costante assedio da parte del “pensiero unico” laico ai territori che la Chiesa ancora conserva come i propri, quelli ideali della morale e della dottrina. Il rapporto del Comitato per i Diritti del Fanciullo diffuso il 5 febbraio scorso, un documento di sedici pagine che vuole valutare la conformità dello Stato della Città del Vaticano rispetto alla Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia, è solo l’ultimo attacco, e di certo il più eclatante, che arriva dal pulpito laico più condiviso del pianeta. Continua a leggere

La nuova autorità morale: l’Onu

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di Elisa Calessi

Sono allergica a complotti e complottisti. Fino a qualche giorno fa, sentendo parlare di organismi internazionali impegnati a diffondere teoria gender, seguita dalla triade matrimoni gay, adozioni gay, maternità surrogata, reagivo perplessa. Per capirci: sì vabbè, ma non esageriamo.

Ultimamente, però, comincio a ricredermi. Leggo sul Foglio dell’educazione sessuale che viene impartita nelle scuole francesi, fin dagli asili, fatta di lezioni su masturbazione, conoscenza dei genitali maschili e femminili, metodi contraccettivi, gravidanze precoci. Leggo che in 30 asili svizzeri sono arrivati modellini-pupazzo con la forma dei genitali maschili e femminili che vengono dati a bambini di due anni per spiegare loro come ci si riproduce, come si prende piacere eccetera. Ripeto: bambini di due anni. Continua a leggere

Padre Lombardi: documento Comitato Onu sui minori anomalo, con gravi limiti e oltre le sue competenze

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Città del Vaticano (AsiaNews) – Il documento del Comitato Onu sui diritti del bambino con le osservazioni verso la Santa Sede – diffuso il 5 febbraio scorso – è “anomalo” nella pubblicizzazione fatta del documento (mai avvenuta per altri Stati); presenta una visione “ideologica” che sembra non voler capire cosa sia la Chiesa cattolica e la Santa Sede; va “oltre le sue competenze” venendo addirittura a esigere la revisione del diritto canonico, della confessione, dell’insegnamento della Chiesa su sessualità, famiglia, contraccezione, aborto. Sono alcuni degli appunti che padre Federico Lombardi, direttore della Sala stampa vaticana fa al Comitato, in una nota pubblicata oggi. Quanto detto da padre Lombardi ricalca, in modo più generale, le affermazioni fatte da mons. Silvano Tomasi, osservatore vaticano all’Onu di Ginevra. Per entrambi c’è l’impressione che il testo fosse “già scritto” da molto tempo, perfino prima delle audizioni avvenute a Ginevra nelle scorse settimane. Il p. Lombardi attribuisce queste storture all’influenza di gruppi e ong presenti nell’Onu, dichiaratamente contrari alla Chiesa cattolica, insensibili a quanto essa fa per la protezione del bambino, la sua educazione e difesa. Continua a leggere

Attacco totalitario al libero credo

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Onu vs libertà religiosa, il manifesto intollerante e pol. corr.

(da Il Foglio, 7.02.14)

Per giudicare dell’attendibilità, dell’indipendenza e dell’imparzialità della Comitato dell’Onu “per i diritti del fanciullo” che mercoledì ha sferrato il suo attacco in 67 punti al Vaticano, accusato in un rapporto di non rispettare svariati aspetti della Convenzione delle Nazioni unite sui diritti dell’infanzia, il sociologo cattolico Massimo Introvigne invitava ieri sulla Bussola quotidiana a considerare il fatto che “uno dei diciotto membri, che ha funzione di vice-presidente, è stato designato dall’Arabia Saudita”. Noto esempio, ironizza Introvigne, “di tutela dei diritti umani in genere e di quelli dei bambini – e delle bambine – in specie”, che ben si accompagna alla “personalità più in vista, influente e nota del Comitato, la peruviana Susana Villarán, sindaco di Lima e cattolica ‘adulta’”, nota per il suo “attivismo a favore del ‘matrimonio’ omosessuale, dell’ideologia di genere e dell’aborto”. Continua a leggere

L’Onu processa la Chiesa sugli abusi: senti chi parla

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di Giuliano Guzzo

E’ ancora presto per Carnevale, è vero, ma cosa volete: all’Onu hanno già voglia di scherzare. Perché dev’essere per forza uno scherzo, non può essere. Non può essere che la Commissione Onu per i Diritti dell’infanzia sia «profondamente preoccupata per il fatto che la Santa Sede non abbia riconosciuto la portata dei crimini commessi». Anzitutto perché non è vero.

Ricordiamo in ordine sparso la costituzione, peraltro recente (si vede che all’Onu non leggono i giornali) di una Commissione per la protezione dei bambini con la finalità di assistere il Papa e la Chiesa e per la cura pastorale delle vittime di abusi, gli incontri privati già del Santo Padre Benedetto XVI con alcune di queste vittime, la celebrazione di processi canonici contro pedofili preti che la stessa giustizia civile non aveva ritenuti degni di indagini. E l’Onu? Pare non si possa dire lo stesso della Chiesa, in fatto di attenzione ai crimini. Continua a leggere

Attacco delle Nazioni Unite alla Chiesa Cattolica

FRANCESCO TOIATI SAN PIETRO ULTIMO ANGELUS DI PAPA RATZINGER

Da anni capita troppo spesso di parlare della gioia di essere cristiano e trovare sempre qualcuno che ti rinfaccia quella macchia scura, imbarazzante e inquietante. “Come spieghi l’esistenza dei preti pedofili?”. Sì, una domanda imbarazzante e inquietante, perché anche la presenza di un solo prete pedofilo è un dramma per tutti noi. Noi siamo membra di uno stesso Corpo e allora come non potremmo soffrire, come non potremmo preoccuparci anche se una sola unghia fosse gravemente malata?
Quella gioia allora è scalfita? Assolutamente no. Innanzitutto, e non è poco!, perché siamo cristiani e sappiamo bene che il male (anche quando ci ferisce da dentro) non può prevalere. Continua a leggere

I bambini solo un pretesto per attaccare la Chiesa

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di Riccardo Cascioli

Un piccolo retroscena spiega la grande menzogna dietro al farneticante documento pubblicato il 5 febbraio dal Comitato Onu per i diritti dell’infanzia contro la Santa Sede. Quando lo scorso 16 gennaio terminò l’audizione della Santa Sede nel Comitato (tutti i paesi firmatari della Convenzione del Fanciullo a turno presentano un rapporto poi oggetto di discussione), diversi delegati sono andati a ringraziare personalmente e a congratularsi con monsignor Silvano Tomasi, Osservatore permanente della Santa Sede all’Onu di Ginevra, per le esaurienti e circostanziate risposte date alle domande della Commissione. Nessuna sensazione perciò di un “processo” andato male. Continua a leggere

La Santa Sede non ci sta: «Pressioni di ong pro gay»

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Il Vaticano ha replicato all’Onu

Monsignor Tomasi: fatti vecchi, dimenticano le riforme di Ratzinger

di Andrea Tornielli – Città del Vaticano

Il Vaticano non nasconde la sua sorpresa per la durezza del rapporto del Comitato Onu, del quale era venuto a conoscenza due giorni fa. Ma al di là dell’accenno all’«interferenza», riferito alle richieste di modificare le posizioni della Chiesa su aborto, complementarietà uomo-donna e identità di genere, la reazione è stata asciutta e diplomatica. La delusione è grande, ma nessuno Oltretevere ha voglia di elevare il livello dello scontro. Continua a leggere

Per tenere allenato il cervello, dopo le dichiarazioni dell’ONU.

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Nessuno ricorda che i preti cattolici sono quattrocentomila nel mondo. Le denunce per violenza su minori da parte di preti ammontano a circa quattromila nel Nord America in un arco di tempo che è di molti decenni. Quanti sono i casi riconducibili a pastori protestanti o a rabbini nello stesso periodo? Quanti a uomini o donne che non appartengono al clero cattolico o ad istituti religiosi della Chiesa?

Nessuno menziona i rapporti pseudoscientifici che hanno di fatto sdoganato la pedofilia.
Nessuno menziona il traffico abnorme di turismo sessuale.
Nessuno menziona il numero di presunte denunce che hanno come soggetti interessati genitori, parenti, maestri, educatori in genere, etc. etc. Continua a leggere

Onu contro la Chiesa. Dossier

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“A prima vista le 16 pagine del Rapporto del Comitato Onu sui diritti dell’infanzia riferito alla Santa Sede potrebbero far pensare a uno scherzo. Di pessimo gusto, ma pur sempre uno scherzo. E invece è purtroppo proprio vera la paternità di un documento che come pochi altri contiene in sé un numero tale di inesattezze, confusioni di piani, ignoranze di dati materiali da lasciare letteralmente sgomenti”. Così il quotidiano Avvenire commenta oggi la notizia delle sconcertanti “osservazioni” ed “esortazioni” (tali da sembrare quasi un avvertimento) indirizzate dal Comitato per la Convenzione sui diritti dell’infanzia alla Santa Sede. Continua a leggere

L’Onu dichiara guerra alla Chiesa

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di Massimo Introvigne

Il 5 febbraio 2014 il Comitato per i Diritti del Fanciullo delle Nazioni Unite ha diffuso un rapporto di sedici pagine sulla conformità dei comportamenti dello Stato della Città del Vaticano alla Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti dell’Infanzia, cui la Santa Sede ha aderito «con riserva». L’adesione con riserva – che peraltro la Santa Sede aveva affermato di poter superare in futuro – è dovuta al timore che la Convenzione autorizzi un’eccessiva ingerenza di organi delle Nazioni Unite negli affari interni degli Stati sottoscrittori. Per questa stessa ragione il Parlamento degli Stati Uniti non ha mai ratificato la Convenzione, che pure il governo americano aveva firmato nel 1995, così che negli USA non è mai entrata in vigore. Continua a leggere

Vaticano risponde all’Onu: «Impostazione ideologica, fatti distorti»

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Articolo tratto dalla Radio vaticana – La Santa Sede ha accolto con sorpresa le osservazioni conclusive del Comitato Onu per i diritti del fanciullo presentate oggi a Ginevra, che lanciano dure accuse al Vaticano sulla questione degli abusi su minori commessi da esponenti del clero. L’organismo delle Nazioni Unite afferma che la Santa Sede continuerebbe a violare la Convenzione sui diritti dell’infanzia. Il Comitato critica il Vaticano anche per le sue posizioni sull’omosessualità, la contraccezione e l’aborto. Sulla reazione della Santa Sede a queste accuse, Sergio Centofanti ha intervistato mons. Silvano Maria Tomasi, osservatore permanente vaticano presso gli Ufficio Onu a Ginevra: Continua a leggere

Abusi, l’Onu attacca la Santa Sede

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Il 16 gennaio la Santa Sede aveva spiegato alle Nazioni Unite in modo completo ed esauriente la propria politica in fatto di abusi sui minori. La risposta dell’Onu è giunta oggi, 20 giorni dopo, con toni estremamente severi. Al Vaticano il Comitato Onu sui diritti dei bambini chiede di rimuovere «immediatamente» dall’incarico chi ha commesso abusi sessuali sui bambini, e persino chi ne è sospettato. Il Comitato afferma di essere «profondamente preoccupato per il fatto che la Santa Sede non abbia riconosciuto la portata dei crimini commessi, non abbia adottato le misure necessarie per gestire i casi di abusi sessuali su minori e proteggere i bambini, e abbia adottato politiche e pratiche che hanno portato alla prosecuzione degli abusi e all’impunità dei colpevoli». Continua a leggere