Rinasce il mito dell’esplosione demografica

Culle vuote

di Riccardo Cascioli 

(da lanuovabq.it)
 
Un’altra bomba demografica, per di più inattesa? Così sembrerebbe da un lungo servizio dell’Espresso che, citando uno studio pubblicato da Science, ci dice che nel 2100 saremo (anzi, saranno) 11 miliardi, forse anche più di 12: almeno 3-4 miliardi in più di quel che si è creduto finora, visto che le stime ufficiali dell’Onu davano un picco di 9 miliardi intorno al 2050 per poi vedere una decrescita. Le conseguenze, avverte l’Espresso, sono ovviamente gravi, «una seria minaccia per l’ambiente, la sicurezza alimentare, la salute globale e perfino per la coesione sociale». E giù previsioni di carestie e guerre per accaparrarsi le poche risorse disponibili. Continua a leggere

Kenya. La Chiesa cattolica e i medici riescono a fermare l’Oms: «Stava per sterilizzare oltre 2 milioni di donne»

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Intervista a Stephen Karanja, presidente Medici cattolici: «Mostrando al Parlamento il contenuto del vaccino, spacciato come misura anti tetano, abbiamo ottenuto lo stop al programma. Fortunatamente le donne dono tutte salve»
 
«Il governo keniota è stato costretto a sospendere il programma di vaccinazione anti tetano dell’Oms e dell’Unicef scoprendo che in realtà alla quinta dose avrebbe provocato, come vi abbiamo raccontato ieri, la sterilizzazione di 2 milioni e trecentomila donne dai 14 ai 49 anni d’età». Stephen Karanja, presidente dell’Associazione dei medici cattolici del Kenya e membro del consiglio esecutivo della commissione Salute della Conferenza episcopale del paese, spiega a tempi.it il risultato dell’azione della Chiesa e della comunità scientifica che ieri hanno incontrato i membri della Commissione parlamentare per la Salute. «Sono felicissimo. Di fronte all’evidenza scientifica ci hanno dato ragione sospendendo le vaccinazioni». Continua a leggere

Risoluzione Onu pro famiglia. L’Italia si è opposta «per unità col resto d’Europa».

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di Francesco Belletti

Con questo voto l’Italia si è schierata con i Paesi ricchi e le lobby economiche e malthusiane che li rappresentano. Non è questa l’Europa che vogliamo.
 
Lo scorso 25 giugno il Consiglio dei Diritti umani dell’Onu ha votato, in occasione del XX anniversario dell’Anno internazionale della Famiglia, un documento che caldeggia la promozione della famiglia. Un testo molto prudente, quasi ovattato che ribadisce e si premura di specificare che si tratta di principi già affermati, «che la famiglia è l’unità naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato». Un testo al quale nessuno avrebbe potuto dire di no. Continua a leggere

Obiettivi del Millennio, proviamo con la famiglia

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di Nicolò Fede

C’erano una volta gli obiettivi di sviluppo del millennio… Si tratta di una lunga storia iniziata negli anni ’90 e che nel settembre del 2000 portò ad un impegno da parte degli stati membri delle Nazioni Unite (ONU) a raggiungere una serie di obiettivi per combattere la povertà e favorire lo sviluppo entro il 2015. Questi otto obiettivi, tanto ambiziosi quanto difficilmente quantificabili, includono ad esempio il target di dimezzare, rispetto al 1990, “la percentuale di persone che vivono con meno di un dollaro al giorno” (Obiettivo n° 1), oppure l’obiettivo di ridurre di 2/3, sempre rispetto al 1990, “il tasso di mortalità fra i bambini al di sotto dei cinque anni di età” (Obiettivo n° 4). Gli obiettivi n° 3, 5, 6 riguardano rispettivamente l’uguaglianza tra i sessi, il miglioramento della salute materna e la lotta all’AIDS, alla malaria e alle altre malattie infettive. Continua a leggere

Il Papa all’Onu: “Non c’è sviluppo senza famiglia”

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L’8 maggio 2014 Papa Francesco ha ricevuto i capi delle agenzie delle Nazioni Unite guidati dal segretario generale Ban Ki-Moon, cui ha rivolto un discorso rispettoso ma che ha incluso una chiara critica alla promozione dell’aborto e dell’eutanasia da parte di vari organismi dell’ONU.

Il Papa ha riconosciuto i risultati conseguiti dalle Nazioni Unite nel campo dell’educazione e della lotta alla povertà, ma ha subito aggiunto che «i popoli meritano e sperano frutti ancor migliori» e programmi scelti «con generosità e coraggio». Esistono infatti «cause strutturali della povertà e della fame», e non le si combatte veramente se si rinuncia «a dare una protezione adeguata alla famiglia». Continua a leggere

Santa Sede-Onu. Tomasi: in prima fila nella lotta alla pedofilia

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(da Avvenire, 5.05.14)
 
Il 28 aprile si è aperta a Ginevra la cinquantaduesima sessione del Comitato Onu sulla Convezione contro la Tortura (Cat), che si concluderà il 23 maggio. La Santa Sede, che aderisce alla Convenzione, presenterà assieme ad altri sette Paesi il suo Rapporto iniziale il 5 e 6 maggio.

Su alcuni siti gestiti da Ong è già partito un fuoco di sbarramento, basato su considerazioni infarcite di pregiudizi e cattiva informazione, che ha come scopo fondamentale il rilancio delle accuse sugli abusi praticati dal clero utilizzando in maniera strumentale l’appuntamento ginevrino. «Non ci sottrarremo ad alcuna domanda, ma chiediamo che pregiudizi e luoghi comuni non prevalgano sulla verità dei fatti», dice al telefono monsignor Silvano Tomasi, nunzio apostolico presso la sede delle Nazioni Unite. Continua a leggere

La Santa Sede all’ONU: la gravidanza non è una malattia

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Monsignor Chullikatt chiede alle Nazioni Unite di abbandonare le strategie antinataliste e promuovere l’autentico sviluppo

Monsignor Francis Chullikatt, osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite a New York, ha messo in guardia sulle inadeguate politiche sulla popolazione proposte per implementare il Programma d’Azione della Conferenza Internazionale sulla Popolazione e lo Sviluppo (ICPD). L’approccio proposto “sembra trattare la fertilità e la gravidanza come una malattia da prevenire o gestire attraverso il Governo o l’assistenza esterna”, ha denunciato l’arcivescovo.

La Santa Sede ha chiesto di affrontare in modo olistico i problemi della popolazione e di non concentrarsi sulle politiche di riduzione della fertilità. “Un approccio più sensibile dovrebbe concentrarsi meno sulla riduzione della fertilità e più su programmi e valori che sostengano lo sviluppo umano integrale”, ha proposto il presule a nome della Santa Sede. Continua a leggere