Papa Francesco: fare opere di misericordia è condividere, compatire e rischiare. Come fece Pio XII salvando gli ebrei

Così il pontefice durante l’omelia odierna a Casa Santa Marta
 
di Sergio Centofanti
 
Le opere di misericordia non siano un fare l’elemosina per scaricarsi la coscienza, ma condividere e partecipare alla sofferenza degli altri, anche a proprio rischio e lasciandosi scomodare. Così il Papa nella Messa del mattino celebrata a Casa Santa Marta nel giorno in cui la Chiesa ricorda San Bonifacio martire, apostolo della Germania.

Lo spunto per l’omelia di Papa Francesco è la prima lettura, tratta dal Libro di Tobia. Gli ebrei sono stati deportati in Assiria: un uomo giusto, di nome Tobi, aiuta i connazionali poveri e – a rischio della propria vita – seppellisce di nascosto gli ebrei che vengono uccisi impunemente. Tobi prova tristezza di fronte alla sofferenza degli altri. Di qui la riflessione sulle 14 opere di misericordia corporale e spirituale. Compierle – spiega Francesco – non significa solo condividere ciò che uno possiede, ma compatire: Continua a leggere

Don Fabio Rosini: «Cari giovani, saper pregare è la via della felicità»

Don Fabio Rosini, 55 anni, biblista (Siciliani)

(da Avvenire, 14 gennaio 2017)

A Roma il sacerdote è da anni punto di riferimento per tanti ragazzi. Suo il best seller «Solo l’amore crea»

Siamo nel cuore di Roma. Dalle finestre della chiesa delle Santissime Stimmate di San Francesco osserviamo in silenzio largo Argentina. C’è il sole. Siamo qui per incontrare don Fabio Rosini e per trovare una risposta a tante domande. Perché questo sacerdote severo, ma anche pieno di umanità, è da anni un punto di riferimento per tanti ragazzi della capitale? Perché le sue catechesi sono così partecipate, così apprezzate, così “contagiose”? Perché il suo primo libro, Solo l’amore crea, resta in testa alle classifiche da settimane senza nessuna vera promozione? Don Fabio non ama le interviste. Teme di non essere capito. Di apparire diverso da quello che è. Noi apriamo il suo libro e leggiamo una paginetta scritta in corsivo. È la dedica alla mamma e al papà che non ci sono più. «… Da loro ho avuto tante buone certezze, i migliori insegnamenti, eppure con loro sono stato ignorante e cattivo, li ho addolorati, offesi e spazientiti. Ma nessuno ha pregato per me più di loro. I conti non tornano». Continua a leggere

Papa all’Udienza generale: la preghiera per i vivi e per i morti

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Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Con la catechesi di oggi concludiamo il ciclo dedicato alla misericordia. Ma le catechesi finiscono, la misericordia deve continuare! Ringraziamo il Signore per tutto questo e conserviamolo nel cuore come consolazione e conforto.

L’ultima opera di misericordia spirituale chiede di pregare per i vivi e per i defunti. Ad essa possiamo affiancare anche l’ultima opera di misericordia corporale che invita a seppellire i morti. Può sembrare una richiesta strana quest’ultima; e invece, in alcune zone del mondo che vivono sotto il flagello della guerra, con bombardamenti che giorno e notte seminano paura e vittime innocenti, questa opera è tristemente attuale. La Bibbia ha un bell’esempio in proposito: quello del vecchio Tobi, il quale, a rischio della propria vita, seppelliva i morti nonostante il divieto del re (cfr Tb 1,17-19; 2,2-4). Anche oggi c’è chi rischia la vita per dare sepoltura alle povere vittime delle guerre. Dunque, questa opera di misericordia corporale non è lontana dalla nostra esistenza quotidiana. E ci fa pensare a ciò che accadde il Venerdì Santo, quando la Vergine Maria, con Giovanni e alcune donne stavano presso la croce di Gesù. Continua a leggere

CORNELIS DE WAEL, pittore fiammingo della Fede e delle Opere

 
Le opere di Misericordia corporale nell’arte
 
 
Antica stampa raffigurante un Frate Cappuccino, ricco di purezza e fede, nell’atto di guarire un ammalato. Si notino il Rosario, riassunto dei Misteri cristiani; il teschio alla corona, segno di mortificazione; i gigli, simbolo di purezza ed amore mariano. Sullo sfondo, un frate assiste spiritualmente un confratello gravemente infermo.
 
La memoria di molti non rintraccia facilmente artisti ed opere legati alle opere di misericordia, ma, dal Medioevo in avanti, se ne realizzarono non poche nel Vecchio Continente. Se ne trovano al British Museum, nell’Abbazia di Floreffe in Belgio, nel Battistero del Duomo di Parma, nella porta di San Gallo della Cattedrale di Basilea, nella Cattedrale di Canterbury, nei Musei Vaticani, nella Chiesa di San Fiorenzo in Alsazia, in codici miniati diversi e in artisti assai noti come: BrueFratigel il Giovane, o, Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio (vedi nostro precedente articolo), o, nel pittore fiammingo Cornelis De Wael. Egli dipinse spesso non per chiese, ma per privati, che amavano arricchire le proprie dimore di opere di devozione.   Continua a leggere

Papa: Giubileo, la tenerezza di Dio per le donne che hanno abortito, i lefebvriani, i carcerati, i malati

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In una Lettera inviata a mons. Rino Fisichella, papa Francesco stabilisce nuove condizioni per ricevere l’indulgenza, oltre quelli tradizionali. Tutti i sacerdoti potranno perdonare il peccato di aborto, preparandosi con “una genuina accoglienza” dei peccatori. Vivere la prova della malattia e della solitudine “come esperienza di vicinanza al Signore”. Speranza in una grande amnistia. La porta della cella come la Porta Santa. Praticando le opere di misericordia si riceve l’indulgenza plenaria. Segni di riconciliazione con la Fraternità S. Pio X.

Città del Vaticano (AsiaNews) – Poteri speciali a tutti i sacerdoti per assolvere dal peccato di aborto; riconoscimento della validità dell’assoluzione ricevuta dai sacerdoti della Fraternità S. Pio X (lefebvriani); indulgenza plenaria per i malati, impossibilitati a uscire di casa o andare a messa; indulgenza anche per i carcerati, per i quali la “porta della cella” può essere simbolo del “passaggio della Porta santa”; indulgenza giubilare per chi compie opere di misericordia, “frutto dell’evento stesso”, senza aggiunta di preghiere, messe o pellegrinaggi. Continua a leggere

Lectio di Biffi: misericordia vuol dire anche ammonire i peccatori, ma chi se lo ricorda più?

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Dal commento alle opere di misericordia spirituale fatto dal cardinale Giacomo Biffi al Congresso eucaristico di Siena nel giugno del 1994, riproponiamo alcuni estratti:
 
di Giacomo Biffi
 
Vorrei confidare qualche mio sparso pensiero sull’elenco delle così dette “opere di misericordia spirituale”, che mi pare oggi il più sbiadito nella coscienza comune. Come giacciono nei vecchi catechismi, scritti quando ancora si chiamavano ingenuamente le cose con il loro nome, ci appaiono un po’ ruvide e spigolose. Forse perché la nostra anima, per così dire, si è fatta più delicata e irritabile. Rileggiamole (ci permettiamo di invertire l’ordine tradizionale delle prime due opere, sulla scorta del Catechismo della Chiesa Cattolica n. 2447, per facilitare la logica del discorso): Continua a leggere