Baima Bollone: dopo una vita di studi, sono convinto che la Sindone sia vera. Lo direi anche se fossi ateo

419x268

di Maurizio Ternavasio

Una vita intera per la Sindone. Sin da quando, da bambino, i genitori gli parlavano del Sacro Lino. Lui li ascoltava e ne rimaneva affascinato, non potendo certo immaginare che, dopo che nel 1969 una commissione di esperti nominata dall’arcivescovo di Torino aveva ipotizzato la presenza di tracce di siero, sarebbe stato il primo patologo al mondo in grado di analizzarle.


Professor Pierluigi Baima Bollone, come è avvenuta la scoperta di microtracce di materia nel tessuto?

«Analizzando nel ’78 dodici fili sottratti al lenzuolo, e una microcrosta di pochi millesimi di millimetri, prelevata con una équipe di scienziati svizzeri. Ma l’idea era stata mia. Così ho scoperto che si trattava di sangue umano, con tanto di gruppo sanguigno. E poi, con l’aiuto di alcuni specialisti di dna, anche alcune delle sue caratteristiche». Continua a leggere

ECCE HOMO

img-_antPrmPianoTpl1-_Sindone 3

Si inaugura oggi nel Duomo di Torino l’ostensione della Sacra Sindone, in occasione del bicentenario della nascita di San Giovanni Bosco. Ma chi è l’uomo, barbaramente trucidato, che ha lasciato la sua impronta su questo lino? E come l’ha formata? I numerosi studi compiuti portano a concludere che la vicenda dell’Uomo della Sindone coincide con la vicenda della crocifissione e morte di Gesù. Ecco le prove. Un articolo tratto dal mensile “Il Timone”.

***

Il reperto archeologico più studiato al mondo, la più preziosa reliquia della Cristianità: stiamo parlando della Sacra Sindone, il venerato lenzuolo che sarà di nuovo esposto nel Duomo di Torino da domenica 19 aprile a mercoledì 24 giugno, nel bicentenario della nascita di san Giovanni Bosco.

Da dove viene questo antico lino? Chi è l’uomo, barbaramente trucidato, che vi ha lasciato la sua impronta? La Sindone (dal greco Sindon, lenzuolo) può essere davvero il sudario funebre di Gesù di Nazareth, come la tradizione afferma, oppure è la testimonianza di un atroce delitto, perpetrato per realizzare una falsa reliquia? Per rispondere a questi inquietanti interrogativi, da più di cento anni gli scienziati si sono impegnati nell’esame di questo enigmatico lenzuolo. Continua a leggere

In silenzio davanti alla Sindone

Sindone375logo7_300

Davanti alla Sindone l’unico discorso possibile è il silenzio. Che è la lingua del cuore, l’alfabeto dell’amore vero, quello che non si nutre di frasi fatte o paroloni ma cresce nel dono, si nutre di testimonianza. Perché l’uomo dei dolori è uno specchio che riflette quel che siamo, che ci legge dentro alla luce del Vangelo.

Per questo “andare a vedere ” la Sindone non è un pellegrinaggio come gli altri ma innanzitutto un viaggio dentro noi stessi, in fondo e ancora più giù, fino alle ferite che non riusciamo a curare, al peccato che non ammettiamo neppure con noi stessi, alle lacrime che non arrivano agli occhi.

Nel volto dell’uomo dei dolori, nelle piaghe del suo corpo martoriato, ci sono anche le nostre piccole grandi sofferenze, le frasi che non abbiamo detto, le persone trascurate, il tempo buttato via per un po’ di falsa gloria, per un pizzico di prestigio che svanisce. Mentre il dolore resta, e così il bene che non abbiamo fatto, il male di cui il nostro tacere è complice. Continua a leggere

Sindone, scienza e fede. «È come affacciarsi sulla soglia del mistero della Risurrezione»

SINDONE: 300 MALATI IN PREGHIERA DAVANTI AL TELO

La Sacra Sindone sarà esposta dal 19 aprile al 24 giugno. Intervista a Emanuela Marinelli sindologa di fama internazionale

Dal 19 aprile al 24 giugno a Torino ci sarà l’ostensione della Sindone. Tra i “pellegrini” ci sarà anche papa Francesco, che visiterà il capoluogo piemontese domenica 21 e lunedì 22 giugno. Emanuela Marinelli è sindologa di fama internazionale, da quasi quarant’anni impegnata nello studio del Sacro Telo.

Professoressa, come è nata la sua passione per la Sindone?
Studio la Sindone da 38 anni, da quando vidi in tv un servizio che parlava delle ricerche di Max Frei, il direttore del laboratorio scientifico della polizia di Zurigo. Questo botanico aveva scoperto sulla Sindone granuli di polline provenienti da piante desertiche che fioriscono in epoche diverse in Palestina, altri di piante della Turchia dell’Est, altri dei dintorni di Costantinopoli, altri ancora di specie esistenti in Francia e in Italia, e questo confermò le verosimili tappe storiche del Telo. Continua a leggere