La Camera sdogana la «salute riproduttiva»

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Aborto e contraccezione al posto di veri aiuti

Le Commissioni Affari costituzionali ed Esteri della Camera hanno approvato con un solo voto contrario il controverso testo che impegna il governo nelle sedi internazionali – a cominciare dal G7 in corso in Giappone – a «promuovere e rafforzare la tutela dei diritti e della salute sessuali e riproduttivi», espressione di conio Onu che vuol dire aborti e contraccezione nei Paesi più poveri, spesso come condizione degli aiuti per lo sviluppo.

«Invece di ridurre le diseguaglianze nella distribuzione delle ricchezze e migliorare le condizioni di vita dei Paesi più poveri da dove partono i flussi migratori – commenta Gian Luigi Gigli, deputato e presidente del Movimento per la vita, unico ad aver votato no – l’Italia si associa a chi preferisce eliminare alla radice la richiesta di giustizia attraverso il ricorso a politiche antinataliste». Continua a leggere

Il ruggito pro-life di Lila – intervista a Lila Rose

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Oggi ha 27 anni ed è una della più combattive donne degli Stati Uniti impegnate per costruire una cultura della vita e per sconfiggere l’aborto. Lila Rose è ottava di dieci figli, educata in una home schooling, laureata in storia alla UCLA, convertita al cattolicesimo. A 15 anni (quindici!) ha fondato Live Action, quello che oggi si può definire un vero e proprio colosso multimediale e che si batte per smascherare le menzogne utilizzate per far praticare l’aborto. L’associazione ha fatto del giornalismo investigativo su molti temi: il razzismo, la copertura dei trafficanti del sesso, la disinformazione medica, la copertura degli abusi sessuali, l’aborto selettivo e l’infanticidio.

La ragazza viene regolarmente ospitata alla CBS e alla CNN, ha scritto su USA Today, First Thing e molti altri quotidiani e riviste. Insomma, non scherza. Lei, a proposito di non desistenza, non desiste. Continua a leggere

Risoluzione Onu pro famiglia. L’Italia si è opposta «per unità col resto d’Europa».

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di Francesco Belletti

Con questo voto l’Italia si è schierata con i Paesi ricchi e le lobby economiche e malthusiane che li rappresentano. Non è questa l’Europa che vogliamo.
 
Lo scorso 25 giugno il Consiglio dei Diritti umani dell’Onu ha votato, in occasione del XX anniversario dell’Anno internazionale della Famiglia, un documento che caldeggia la promozione della famiglia. Un testo molto prudente, quasi ovattato che ribadisce e si premura di specificare che si tratta di principi già affermati, «che la famiglia è l’unità naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato». Un testo al quale nessuno avrebbe potuto dire di no. Continua a leggere