Non aveva speranze, è nata e sta bene: “miracolo di Paolo VI”

Contenta, con una grande soddisfazione nel cuore che però non vuole esternare pubblicamente perché, spiega mamma Vanna Pironato, ha promesso per rispetto che non intende fare commenti fino a quando non sarà papa Francesco in persona a proclamare santo Paolo VI per il miracolo compiuto sulla sua piccola Amanda.

Ora, dopo quasi tre anni di studi, il Vaticano ha esaminato e riconosciuto ufficialmente il miracolo per intercessione compiuto da papa Paolo VI il 25 dicembre 2014.

Il giorno di Natale, all’ospedale di Borgo Roma, venne alla luce a sole 26 settimane e 4 giorni Amanda, uno scricciolo di appena 865 grammi che oggi ha quasi tre anni e vive sana e felice con i genitori e il fratellino Riccardo di 6 anni a Villa Bartolomea.

Il peso alla nascita era compatibile con le settimane di gestazione, ma persino i medici che assistettero al parto dubitavano che la neonata potesse farcela viste le problematiche che il feto aveva affrontato fino ad allora. Il parto prematuro infatti è stato solo la conclusione di una storia medica e umana travagliata che ha visto la mamma Vanna Pironato, lottare con coraggio e determinazione, sostenuta dal marito Alberto. La donna decise di andare a pregare nel santuario di Santa Maria delle Grazie a Brescia, luogo legato alla devozione di Giovanni Battista Montini, dove si trova anche una reliquia. Continua a leggere

Paolo VI dopo il terremoto del 1976 in Friuli

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«Noi non vogliamo dire di più davanti ai lutti e alle rovine dalle dimensioni tragiche, che sembrano superare ogni misura e rifiutare ogni conforto. Vogliamo comprendere e raccogliere in silenzio riverente il grido ineffabile di questa acerbissima pena. Ma una parola non possiamo tacere per i cuori forti, per gli animi buoni: niente disperazione! Niente cecità del fato! La nostra incapacità a dare una spiegazione, che rientri negli schemi abituali della nostra breve e miope logica, non annulla la nostra superiore fiducia nella misteriosa, ma sempre provvida e paterna presenza della bontà divina, che sa risolvere a nostro vantaggio anche le più gravi e incomprensibili sciagure».

Sono le parole di Paolo VI, pronunciate il 9 maggio 1976, pochi giorni dopo il devastante terremoto del Friuli. Continua a leggere

Bisogna dare alle cose il loro proprio nome

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“Qualunque sia l’esperienza, il quadro che abbiamo davanti agli occhi, delle condizioni morali del nostro tempo, della società, degli esempi che ci si offrono, giammai dobbiamo perdere il senso del bene e del male; né devono esistere confusioni nella nostra anima; il nostro giudizio sia sempre preciso, nettissimo: sì, sì; no, no. Il bene è una cosa, il male è un’altra. Non si possono mescolare; anche se la realtà li mostra come in convivenza, frammisti l’uno all’altro. Il giudizio morale, per un cristiano, ha da essere severo, rettilineo, costante, limpido e, in un certo senso, intransigente. Bisogna dare alle cose il loro proprio nome: questo si chiama bene, quello si chiama male. E cioè: la coscienza non dev’essere mai indebolita e alterata, o resa indifferente, impassibile, poiché non è lecito applicare indistintamente i criteri del bene e del male alla realtà sociale che ci circonda. […] Continua a leggere

Diritti vs. desideri

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dal blog di Costanza Miriano
 
Pubblichiamo il testo che ho preparato per il mio intervento ad Atreju di sabato 26 settembre, e che non ricordo se ho pronunciato esattamente, mi sa di no perché mi hanno detto di tagliare prima ancora che aprissi bocca, ma non sapevo che tagliare così ho fatto secondo l’antica arte giapponese dell’origami (sono andata a caso), e anche perché ero un po’ in difficoltà per la platea molto diversa da quelle davanti alle quali parlo di solito (credo che il disorientamento fosse reciproco: mi guardavano come una marziana). Ne approfitto per dire che, e non è certo per prendere le distanze dal graditissimo invito che mi ha fatto Giorgia Meloni, il mio andare lì non significa in nessun modo un mio schierarmi nella politica intesa come appartenenza partitica. Ricordo che ad Atreju è andato anche Bertinotti. E io sarei andata anche alla festa dell’Unità o di qualsiasi altro schieramento che avesse avuto voglia di ascoltarmi (la verità è che non mi ha invitata nessun altro). Continua a leggere

Con la Humanae vitae, Paolo VI si oppose a stereotipi culturali molto diffusi

Il 25 Luglio 1968, papa Paolo VI pubblicò l’enciclica Humanae vitae, che sintetizza la dottrina della Chiesa sul matrimonio, sull’apertura alla vita, sulla contraccezione…

Angel Rodriguez Luño, decano della Facoltà di Teologia alla Pontificia Università della Santa Croce analizza l’attualità dell’enciclica montiniana, a 47 anni dalla pubblicazione

Roma, 25 Luglio 2015 (ZENIT.org) Rocío Lancho García
 
Il 25 Luglio 1968, papa Paolo VI pubblicò l’enciclica Humanae vitae, che sintetizza la dottrina della Chiesa sul matrimonio, sull’apertura alla vita, sulla contraccezione e sulla genitorialità responsabile. Tutte tematiche che continuano a far parlare di sé, dentro e fuori la Chiesa. Per capire meglio i fondamenti teologici di questo documento, il suo contesto storico e le sue implicazioni, ZENIT ha intervistato il decano della Facoltà di Teologia della Pontificia Università della Santa Croce di Roma, Angel Rodriguez Luño. Continua a leggere

Papa alla Rota Romana: esaminare la volontà matrimoniale

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Papa Francesco ha ricevuto oggi i membri del Tribunale della Rota Romana nel giorno dell’inaugurazione dell’Anno giudiziario. Il giudice, ha affermato il Papa, nel ponderare la validità del consenso espresso dagli sposi, deve tener conto del contesto di valori e di fede – o della loro carenza o assenza – in cui l’intenzione matrimoniale si è formata. Ha quindi sollecitato il Tribunale ad un accresciuto impegno per il bene di tante coppie che si rivolgono alla Chiesa per far luce sulla propria situazione coniugale auspicando sempre più cause del tutto gratuite. Il servizio di Adriana Masotti:

Il Papa coglie l’occasione dell’inaugurazione dell’Anno giudiziario per offrire una riflessione sul contesto umano e culturale in cui oggi vengono contratti tanti matrimoni. La crisi dei valori non è certo un fenomeno recente, riconosce Francesco, già il beato Paolo VI, stigmatizzava le malattie dell’uomo moderno «talora vulnerato da un relativismo sistematico … così che esteriormente tenta di impugnare la ‘maestà della legge’, e interiormente sostituisce all’impero della coscienza morale il capriccio della coscienza psicologica”. Continua a leggere

Perché a Papa Francesco e a Benedetto XVI piace così tanto l’”Humanae Vitae”

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Non è una questione di “naturalismo” o “biologismo”, ma di «dignità dell’amore umano e coniugale». Paolo VI «ritiene la persona capace di una grande cosa: fedeltà e rinuncia»
 
Articolo tratto dall’Osservatore Romano – È veramente prezioso il richiamo recentemente fatto da Papa Francesco (vedi il discorso a Manila e l’intervista sul volo di ritorno dalle Filippine, ndr) a quella che resta, di fatto, l’enciclica meno compresa e meno apprezzata nella storia dei pontificati dell’età contemporanea. Ancora oggi, nell’opinione di tanti, evocare l’Humanae vitae di Paolo VI significa richiamare uno tra i testi emblematici della chiusura del mondo cattolico alla modernità, prototipo della sua incapacità a capirla. Continua a leggere

La disinformazione dei vaticanisti su Francesco e la contraccezione

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(da UCCR,  22.01.15)
 
Durante il Sinodo della Famiglia gli opinionisti si sono scatenati a chi la sparava più grossa, a chi trovava la più grande (e presunta) rivoluzione di Francesco. Il premio per il miglior opinionista-disinformatore lo avevamo assegnato allo storico Franco Cardini che arrivò a sostenere che dopo il Sinodo era impossibile opporsi alle nozze gay: «Il cattolico da ora non potrà più farsi scudo della sua fede come alibi per contrastare quelle misure civili volte a rendere possibile e giuridicamente riconosciuta una unione anche fuori dai limiti matrimoniali, persino una unione tra persone dello stesso sesso».

In questi mesi Francesco, forse stufo di questa strumentalizzazione, ha spinto l’acceleratore sui temi etici. In poco tempo ha condannato ogni ridefinizione del matrimonio naturale, ha proclamato il diritto dei bambini di crescere con un padre e una madre maturando «nella relazione, nel confronto con ciò che è la mascolinità e la femminilità», ha condannato aborto e eutanasia come «falsa compassione» e «peccati contro il Creatore», invitando platealmente i medici a praticare l’obiezione di coscienza.  Continua a leggere

Il Papa, la «paternità responsabile» e il rischio di tradirne il pensiero

Schermata-2015-01-20-alle-08.38.01 ​La frase ha fatto il giro del mondo in poche ore. «Alcuni credono che – scusatemi la parola – per essere buoni cattolici dobbiamo essere come conigli». Frase che il Papa ha pronunciato nella conferenza stampa sul volo di ritorno da Manila e di cui Avvenire ha dato ampio conto ieri. Solo che a citarla così – estrapolandola come hanno fatto in molti dal contesto complessivo del ragionamento di Francesco, o al massimo collegandola al numero di tre figli a coppia, presentato coma una indicazione “normativa” del Pontefice – si corre il rischio di tradirne il pensiero.

Specie in riferimento all’Italia, affetta ormai da anni da un “inverno demografico” senza precedenti. Sarà utile perciò ricostruire che cosa ha detto effettivamente papa Bergoglio in risposta alle domande che gli sono state poste, a partire da quella di un giornalista tedesco che chiedeva se egli avesse in mente di rivedere, anche solo parzialmente, il divieto dell’uso degli anticoncezionali stabilito da Paolo VI nell’enciclica Humanae vitae. Continua a leggere

Paternità responsabile. Humanae Vitae: quello che dice davvero

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Nel 1968, anno in cui fu pubblicata l’enciclica di Paolo VI “Humanae vitae” (firmata il 25 luglio), il mondo stava attraversando profonde trasformazioni e la scienza stava cominciando a “mettere le mani” sui meccanismi della procreazione. Papa Montini volle rispondere alle nuove sfide nella consapevolezza che la questione non riguardava solo il “costume” ma tirava in ballo il futuro dei popoli.

Nel 1963 Giovanni XXIII aveva istituito una Commissione che si occupasse delle “nuove questioni riguardanti la vita coniugale, e in particolare una retta regolazione della natalità”: Paolo VI raccolse i risultati del lavoro di quegli esperti e diede le sue risposte definitive a queste “gravi questioni” proprio nell’Humane vitae, un documento di 31 paragrafi, divisi in tre parti Continua a leggere

Papa: relativismo e cultura dell’effimero minacciano la famiglia

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“Proprio così, nel nostro tempo, Dio ci chiama a riconoscere i pericoli che minacciano le nostre famiglie e a proteggerle dal male. Dobbiamo stare attenti alle nuove ideologie colonizzatrici. Esistono colonizzazioni ideologiche che cercano di distruggere la famiglia. Non nascono dal sogno, dalla preghiera, dall’incontro con Dio, dalla missione che Dio ci dà. Vengono da fuori e per questo dico che sono colonizzazioni. Non perdiamo la libertà della missione che Dio ci dà, la missione della famiglia. (…) Come famiglie dobbiamo essere molto molto accorti, molto abili, molto forti, per dire “no” a qualsiasi tentativo di colonizzazione ideologica della famiglia. (…)
Mentre fin troppe persone vivono in estrema povertà, altri vengono catturati dal materialismo e da stili di vita che annullano la vita familiare e le più fondamentali esigenze della morale cristiana. Queste sono le ideologie colonizzatrici. La famiglia è anche minacciata dai crescenti tentativi da parte di alcuni per ridefinire la stessa istituzione del matrimonio mediante il relativismo, la cultura dell’effimero, una mancanza di apertura alla vita.”
(Papa Francesco alle famiglie di Manila 16.01.15) Continua a leggere

Montini e l’Immacolata. «È la festa della bellezza»

5b075568ae_44321269_300 ​Cinquant’anni fa, il 21 novembre 1964, nella ricorrenza della Presentazione di Maria al Tempio, al termine della terza sessione del Concilio Vaticano II, Paolo VI durante l’allocuzione conclusiva attribuì solennemente alla Vergine Maria il titolo di «Madre della Chiesa». Per il Papa questo titolo trovava fondamento nella divina maternità della Vergine e nella presenza della Madonna nella storia della salvezza, mentre il fine del culto a Maria era principalmente quello di orientare le anime a Cristo (secondo la formula Ad Iesum per Mariam, espressa da Paolo VI all’Angelus del 4 ottobre precedente).

Ma Montini aveva già adoperato pubblicamente questa definizione di Maria quale «Madre della Chiesa» durante gli anni del suo episcopato milanese, fin dall’omelia dell’8 settembre 1959, per la Natività di Maria, festa del Duomo di Milano. «La devozione mariana di Paolo VI – spiegava il suo segretario, monsignor Pasquale Macchi – è una delle caratteristiche che ben si può rilevare dai suoi discorsi e dalle sue preghiere» ed era maturata fin dagli anni giovanili, trascorsi nella casa bresciana situata accanto al Santuario mariano delle Grazie, soprattutto per influsso della madre Giuditta Alghisi. Continua a leggere

La croce, il libro e l’aratro su cui rinacque l’Europa

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L’Università Europea di Roma inaugura il suo decimo anno accademico con una “lectio magistralis” sul suo patrono San Benedetto

Roma, 26 Novembre 2014 (Zenit.org) Luca Marcolivio

L’Università Europea di Roma ha festeggiato il suo primo decennio di attività didattica nel segno di San Benedetto da Norcia. L’inaugurazione dell’Anno Accademico 2014-2015 è avvenuta stamattina, a 24 ore dalla visita di papa Francesco a Strasburgo e a poco più di un mese dalla beatificazione di Paolo VI.

Due contiguità temporali assai significative e provvidenziali, se si considera che il patrono dell’ateneo romano è proprio San Benedetto, proclamato patrono d’Europa da papa Montini, nel 1964, esattamente mezzo secolo fa. Continua a leggere

Paolo VI è beato: «Instancabile apostolo»

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Il testo dell’Omelia del Santo Padre Francesco
 
Abbiamo appena ascoltato una delle frasi più celebri di tutto il Vangelo: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio» (Mt 22,21).

Alla provocazione dei farisei che, per così dire, volevano fargli l’esame di religione e condurlo in errore, Gesù risponde con questa frase ironica e geniale. È una risposta ad effetto che il Signore consegna a tutti coloro che si pongono problemi di coscienza, soprattutto quando entrano in gioco le loro convenienze, le loro ricchezze, il loro prestigio, il loro potere e la loro fama. E questo succede in ogni tempo, da sempre.

L’accento di Gesù ricade certamente sulla seconda parte della frase: «E (rendete) a Dio quello che è di Dio». Questo significa riconoscere e professare – di fronte a qualunque tipo di potere – che Dio solo è il Signore dell’uomo, e non c’è alcun altro. Questa è la novità perenne da riscoprire ogni giorno, vincendo il timore che spesso proviamo di fronte alle sorprese di Dio. Continua a leggere

Paolo VI beato, piazza San Pietro piena

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Papa Francesco è entrato in processione in Piazza San Pietro con i cardinali e i vescovi per la messa con cui stamane chiude il Sinodo sulla famiglia e celebra la beatificazione di Paolo VI. Alla liturgia, nella prima fila a fianco dei cardinali, è presente il Papa emerito Benedetto XVI, che Bergoglio è andato subito a salutare con una calorosa stretta di entrambe le mani.

Piazza San Pietro è piena di fedeli, giunti a decine di migliaia per assistere alle 10.30 alla messa con cui papa Francesco chiude il Sinodo dei Vescovi sulla famiglia e proclama la beatificazione di Paolo VI. Consistenti gruppi sono arrivati dalle diocesi di Milano, di cui Giovanni Battista Montini fu arcivescovo prima di diventare Papa (tremila persone), e di Brescia, quella del suo Paese natale Concesio (5.300 persone). Alla messa sarà presente anche il Papa emerito Benedetto XVI. Continua a leggere

Piccolo gregge

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Al suo grande amico Jean Guitton, Paolo VI (Domenica sarà beatificato) rivelava:

“Ciò che mi colpisce, quando considero il mondo cattolico, è che all’interno del cattolicesimo sembra talvolta predominare un pensiero di tipo non-cattolico, e può avvenire che questo pensiero diventi domani il più forte. Ma esso non rappresenterà mai il pensiero della Chiesa. Bisogna che sussista un piccolo gregge, per quanto piccolo esso sia”.

(Jean Guitton, Paolo VI segreto, pp 152-153)

Per certo la via non è il neoprogressismo. Lo dice perfettamente Paolo VI, che domenica diventerà beato

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Domenica Papa Francesco proclamerà beato Papa Paolo VI, il cui magistero andrebbe oggi riscoperto e ristudiato dentro e fuori la Chiesa. Se lo si facesse, si eviterebbero molti degli scandali e delle tristezze cui invece il fedele è quotidianamente costretto.
 
Dal discorso ai vescovi dell’America Latina, Bogotà, 24 agosto 1968

«La fede è la base, è la radice, è la fonte, è la prima ragione d’essere della Chiesa, ben lo sappiamo. E sappiamo anche quanto essa è oggi insidiata dalle correnti più eversive del pensiero moderno. La diffidenza, che, anche negli ambienti cattolici, si è diffusa sulla validità dei principi fondamentali della ragione, ossia della nostra «philosophia perennis», ci ha disarmati di fronte agli assalti, spesso radicati e capziosi, di pensatori di moda; il «vacuum», lasciato nelle nostre scuole filosofiche dall’abbandono della fiducia nei grandi maestri del pensiero cristiano, è spesso invaso da una superficiale, e quasi servile, accettazione di filosofi di moda, spesso altrettanto sempliciste che astruse; e queste hanno scossa la nostra normale, umana, sapiente arte del pensare la verità; Continua a leggere

Paolo VI: la sua passione per la famiglia, il suo amore per i poveri

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Laura Montini, cugina del Pontefice prossimamente Beato, racconta aneddoti e ricordi personali del suo amato “Battista”

Roma, 11 Ottobre 2014 (Zenit.org) – di Renzo Allegri

Una delle caratteristiche della personalità di Giovanni Battista Montini fu il suo grande amore per la famiglia. Un aspetto fondamentale da rilevare in questi giorni in cui è in corso in Vaticano il Sinodo straordinario sulla famiglia che si concluderà domenica 19 ottobre, proprio con la beatificazione del Pontefice bresciano, aprendo un anno di preghiere e di riflessioni sui problemi della Famiglia cristiana nel nostro tempo.

Tutti coloro che hanno conosciuto Montini restavano colpiti dalla grande e istintiva affettuosità che mostrava verso tutti. Affettuosità che proveniva dalla sua continua unione con Dio e della sua contemplazione di Dio in tutte le creature e in tutte le cose. Continua a leggere

il Sinodo “in pillola”

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È noto che durante il Concilio Vaticano II i padri conciliari dibatterono a lungo circa le questioni pastorali poste dalla massiccia diffusione della “pillola”, e la stragrande maggioranza di loro non vedeva nulla di peccaminoso nel suo utilizzo.

Il dibattito fu lungo e acceso, a tratti molto aspro (si narra che il card. Ottaviani abbia apostrofato in aula il card. Suenens con queste parole “l’avesse presa tu’ madre!”), finche Paolo VI con una decisione, che deve essere stata davvero sofferta, avocò a sé l’intera materia, avviando poi il processo che lo portò a pubblicare quattro anni dopo quell’enciclica profetica che fu l’ “Humanae Vitae”.

Fu il classico esempio di una decisione giusta presa con le motivazioni sbagliate, o almeno largamente insufficienti. Paolo VI infatti temeva che separando il sesso dal “rischio” della generazione ci si sarebbe avviati per una via di deresponsabilizzazione dell’amore, scoperchiando un vaso di Pandora con conseguenze imprevedibili. Continua a leggere

La Francia riabilita l’Humanae Vitae di Paolo VI

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di Lorenzo Bertocchi 
 
Nel caso dei treni è una benedizione che i binari siano paralleli, la stessa cosa purtroppo non vale in altri ambiti, come ad esempio quello del magistero della Chiesa. In questo caso un “magistero parallelo” è più facile che porti al deragliamento, piuttosto che a destinazione; l’esempio da manuale è fornito dalla reazione a cui andò incontro l’ultima enciclica di Paolo VI, ormai prossimo beato.

Era il 29 luglio del 1968 quando fu presentata l’Humanae Vitae, il pronunciamento del pontefice sul tema scottante dell’amore coniugale e della “regolazione” delle nascite, appena due giorni dopo si alzava violento il vento del dissenso. Al n°14 dell’enciclica si ribadiva con chiarezza che «è altresì esclusa ogni azione che, o in previsione dell’atto coniugale, o nel suo compimento, o nello sviluppo delle sue conseguenze naturali, si proponga, come scopo o come mezzo, di impedire la procreazione». Una sconfitta colossale per i molti che da anni tentavano, dentro e fuori la Chiesa, di forzare la mano per ottenere un pronunciamento favorevole sul tema della contraccezione. Continua a leggere

Scola: ma a Milano prevale il bene

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«Nutrire il pianeta, energia per la vita». È un tema «popolare, genialmente scelto», quello dell’Expo 2015 di Milano. Da non lasciare ai tecnocrati. Né a corrotti e corruttori. Perciò serve un «grandissimo sforzo pedagogico» e di «amicizia civica» perché Milano, grazie all’Expo, possa «chiamare l’Italia e l’Europa» ad un «nuovo umanesimo». Muove fra cronaca e scenari lo sguardo dell’arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola.

A vent’anni da Mani Pulite, si aspettava tutti questi episodi di corruzione e arresti legati all’Expo?
Tutto ciò, quando provato, è gravemente sconcertante e mortificante. Oltre alle responsabilità personali che la magistratura indaga, dobbiamo riconoscere – sul piano storico – la nostra scarsa educazione civica. Non dimentichiamo che la lotta urgente per la legalità riguarda ciascuno di noi, in ogni nostra azione. Continua a leggere

Chi era Paolo VI

E’ arrivato ufficialmente, da parte della Congregazione per le Cause dei Santi, il riconoscimento del miracolo attribuito all’intercessione di Paolo VI, che di fatto apre la strada alla sua beatificazione. Nel decreto promulgato il 10 maggio si conferma che la cerimonia avverrà il prossimo 19 ottobre, in Vaticano, a conclusione del Sinodo straordinario sulla Famiglia. Dopo le canonizzazioni di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, un altro pontefice sale agli onori degli altari in questo 2014. Ma chi era veramente Paolo VI?

Al secolo Giovanni Battista (Enrico Antonio Maria) Montini, è nato il 26 settembre 1897 a Concesio, in provincia di Brescia. Ordinato sacerdote nel 1920, tre anni dopo ha iniziato gli studi presso la Pontificia Accademia Ecclesiastica e la collaborazione con la Segreteria di Stato, sotto il pontificato di Pio XI. Ha lavorato per cinque mesi come addetto alla nunziatura apostolica a Varsavia, prima di rientrare in Italia e conseguire le leuree in Filosofia, Diritto Canonico e Diritto Civile. Continua a leggere

Il fumo di Satana non vincerà mai

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Incoraggiamo i giovani a far parte di quel piccolo gregge che non si lascia travolgere dalla “religione fai da te”.

di Carlo Climati

Parlare con i giovani è sempre bello. Aiuta a non chiudersi nel proprio guscio e ad essere aggiornati sulla realtà del mondo che ci circonda.

Alcuni giorni fa ho incontrato un ragazzo che mi ha posto una domanda sorprendente: “Carlo, possiamo ancora credere nel Catechismo?”.

Di fronte a questo interrogativo, non ho potuto fare a meno di chiedergli: “Perché hai questi dubbi? Che cosa ti spinge a pensare questo?”. Continua a leggere

Ecco Sting in versione gesuita

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Un’interpretazione del brano “The Burning Babe” di San Robert Southwell, missionario e martire d’Inghilterra.
 
Non si può dire che abbia sorpreso. Ma sicuramente ha deliziato i palati fini dei suoi fan. Sting, storico rocker di fama mondiale, da sempre si accosta alla musica del Cinquecento e alla tradizione sacra.

In questo video, riproposto da Il Timone, Sting esegue un brano dal titolo The Burning Babe di san Robert Southwell, padre gesuita e poeta cinquecentesco di spiccato talento, la cui influenza si è esercitata a lungo su alcuni dei più importanti nomi della letteratura inglese, compreso il maestro William Shakespeare.

Missionario clandestino
Padre Southwell fu un grande missionario clandestino nell’Inghilterra devastata dallo scisma consumato da re Enrico VIII. Continua a leggere

Il Papa intervistato dal Corriere: “Convertirsi. Non cambiare dottrina”

L’udienza generale del 5 marzo 2014 è caduta in una giornata dominata dalla pubblicazione simultanea sul Corriere della Sera e su La Nación di Buenos Aires di un’intervista a Papa Francesco di Ferruccio De Bortoli dove, più che trarre il bilancio di un anno di pontificato, il Pontefice risponde alle domande del giornalista su diverse questioni importanti e controverse. Ne emergono affermazioni molto importanti sulla necessità, quando si affrontano temi morali delicati, di schierarsi talora «contro la maggioranza, di difendere la disciplina morale, di esercitare un freno culturale», esercitando la misericordia nelle situazioni concrete ma pensando più a convertirsi che a «cambiare la dottrina».

L’udienza del mercoledì delle ceneri è stata dedicata alla Quaresima, che può e deve diventare «un punto di svolta che può favorire in ciascuno di noi il cambiamento, la conversione: tutti noi abbiamo bisogno di migliorare … di cambiare per il bene e la Quaresima ci aiuta. E così, usciamo dalle abitudini stanche e dalla pigra assuefazione al male che ci insidia». Continua a leggere

Approvato dai teologi il «miracolo» di Paolo VI

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La consulta dei teologi della Congregazione dei santi ha riconosciuto la guarigione di un bambino non ancora nato. Beatificazione più vicina.

ANDREA TORNIELLI
Città del Vaticano

La consulta dei periti teologi della Congregazione delle cause dei santi, all’inizio di questa settimana ha approvato all’unanimità un miracolo attribuito all’intercessione di Giovanni Battista Montini, Papa Paolo VI. Ora la guarigione, già giudicata «inspiegabile» dalla consulta medica guidata dal professor Patrizio Polisca, dovrà essere vagliata dai cardinali e vescovi del dicastero, prima dell’approvazione finale di Papa Francesco. Se, come confermano a Vatican Insider autorevoli fonti della Congregazione delle cause dei santi, questi ultimi passaggi avverranno in tempi brevi, si può facilmente ipotizzare nei prossimi mesi la beatificazione di Montini. Continua a leggere

L’amore di mamma e papà, luce familiare per Paolo VI

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Nel settembre del 1959 si svolse a Milano un Sinodo minore diocesano che, per volontà dell’arcivescovo Giovanni Battista Montini, ebbe come tema di studio e discussione «Matrimonio e famiglia». Secondo il cardinal Montini tali questioni, basilari per la vita umana e cristiana, sempre più frequentemente, in quegli anni, erano soggette all’«amaro rilievo dei moltissimi errori, oggi divulgati con i mezzi più moderni e più insidiosi, che minano in radice la sanità e la santità delle due istituzioni».

L’arcivescovo stabilì così che la sua diocesi s’impegnasse nell’analisi di questi temi nel corso di tutto l’anno successivo, raccomandando al clero diocesano, all’Azione cattolica e alle altre organizzazioni laicali uno studio accurato e una «fedele e felice applicazione». Continua a leggere

La scarsità numerica dei sacerdoti

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“Il Nostro Signore Gesù non dubitò di affidare a un pugno di uomini, che ognuno avrebbe giudicato insufficienti per numero e qualità, il formidabile compito della evangelizzazione del mondo allora conosciuto, e a questo «piccolo gregge» ingiunse di non perdersi d’animo, perché avrebbe riportato con lui e per lui, grazie alla sua diuturna assistenza, la vittoria sul mondo. Gesù ci ha ammonito anche che il regno di Dio ha una sua forza intima e segreta che gli permette di crescere e di giungere alla messe senza che l’uomo lo sappia. La messe del regno di Dio è molta e gli operai sono ancora, come all’inizio, pochi; non mai anzi sono stati in numero tale che l’umano giudizio avrebbe potuto giudicare bastevole. Ma il Signore del regno esige che si preghi, affinché sia il padrone della messe a mandare gli operai nel suo campo. I consigli e la prudenza degli uomini non possono sovrapporsi alla misteriosa sapienza di colui che nella storia della salvezza ha sfidato la sapienza e la potenza dell’uomo con la sua follia e la sua debolezza. Continua a leggere

Così vicino alla gente, così difficile da capire

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di Vittorio Messori
 
Mentre scrivo, ho sul tavolo il penultimo numero di Time. La sua celebre copertina è interamente occupata da un’immagine di Jorge Bergoglio, sul cui profilo campeggia lo «strillo», per dirla in gergo: The people’s Pope, il Papa della gente. Una «svolta epocale», naturalmente, «una novità storica», secondo il settimanale americano, cui si riconosce ovunque una inappellabile autorità. Leggendo l’articolo si ha il sospetto che – per guardare solo al recente passato – un Giovanni Paolo II fosse un cupo misantropo, chiuso nel suo palazzo, interdetto alla mitica «gente».
Peccato, per i giornalisti sempre in cerca di «svolte inedite», che una curiosa classifica abbia stabilito come, nel quarto di secolo del suo pontificato, papa Wojtyla sia stato il personaggio della storia – ma sì, della storia intera – che ha incontrato più persone, nel maggior numero di Paesi nel mondo. Continua a leggere

Le buone notizie

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di Stefano Biavaschi

Fa più rumore un albero che cade di un’intera foresta che cresce silenziosa. Forse è per questo che tanti giornalisti non riescono più a darci le buone notizie. O forse perché è più comodo stare seduti dietro una scrivania attendendo il fax con la caduta del prossimo albero che non uscire all’aperto in quella foresta cercando di ascoltarla. Dice il Catechismo: «È opportuno imporsi moderazione e disciplina nell’uso dei mezzi di comunicazione sociale» (CCC 2512). Invece, tanti giornalisti si stanno sempre più decentrando verso la cronaca nera, riducendosi così al ruolo di becchini dell’informazione, che ripropongono con ossessione ripetitiva dettagli sempre più macabri. Continua a leggere

«Un Papa che non subisse critiche fallirebbe il suo compito»

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“Un Papa che oggi non subisse critiche fallirebbe il suo compito dinanzi a questo tempo. Paolo VI ha resistito alla telecrazia e alla demoscopia, le due potenze dittatoriali del presente. Ha potuto farlo perché non prendeva come parametro il successo e l’approvazione, bensì la coscienza, che si misura sulla verità, sulla fede”.

In occasione del cinquantesimo anniversario dell’elezione di Paolo VI, propongo di seguito un’omelia inedita tenuta dal cardinale Joseph Ratzinger il 10 agosto 1978, quattro giorni dopo la morte di papa Montini.
Il testo è pubblicato dall’Osservatore Romano a chiusura di uno speciale dedicato al cinquantennale dell’elezione di Montini al Soglio di Pietro, avvenuta il 21 giugno 1963.
Continua a leggere

A proposito di “discontinuità”

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di Andrea Tornielli
 
In un articolo pubblicato venerdì scorso sul quotidiano ex papista “Il Foglio”, Mattia Rossi parla della “ininterrotta volontà di Papa Francesco di dare demagogici segnali di discontinuità che si manifestano proprio nella rinuncia o nella sostituzione di abiti o simboli…”. La demagogia di Papa Bergoglio, secondo l’autore dell’articolo, consisterebbe nella rinuncia alla mozzetta bordata d’ermellino, nella volontà di mantenere la croce di ferro, nel non aver voluto mettere le scarpe rosse. Come pure nel ripristino del pastorale argenteo dell’artista napoletano Lello Scorzelli al posto della grande ferula d’oro in stile Pio IX. Continua a leggere

Quali le motivazioni cristiane per scegliere i Metodi Naturali?

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Secondo la Rivelazione cristiana l’uomo e la donna sono stati creati da Dio a Sua immagine e somiglianza fin dal concepimento e sono chiamati per amore, ad amare attraverso il dono personale di se stessi per amore Suo e del prossimo. Nel Matrimonio, elevato a sacramento, il gesto sessuale non esprime solo l’amore reciproco tra i due sposi, ma anche l’amore eterno e fecondo per l’umanità del suo Creatore, uno e trino, il quale affida agli sposi il nobilissimo compito di collaborare con Lui alla generazione di nuove vite e “che attraverso di loro continuamente dilata e arricchisce la sua famiglia” (Gaudium et Spes, n. 50).  Continua a leggere

Il Papa: Il Concilio fu un evento di luce, ma il suo vero messaggio è stato spesso nascosto

di  Massimo Introvigne

L’udienza generale del 10 ottobre 2012 è caduta proprio alla vigilia del cinquantesimo anniversario dell’apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II, giorno che segnerà anche l’inizio dell’Anno della fede. Benedetto XVI ne ha tratto occasione per iniziare un ciclo di catechesi inteso a rievocare il Concilio, di cui fu «testimone diretto», a sottolinearne «la straordinaria ricchezza, a riscoprirne particolari passaggi, frammenti, tasselli». Continua a leggere

Rosario, arma di salvezza

(7 ottobre:  Beata Vergine Maria del Rosario)
 
Poco prima di morire, S. Luigi Maria de Montfort pronunciò a mo’ di testamento queste parole: «Vi prego vivamente, per l’amore che vi porto in Gesù e Maria, di recitare il Rosario tutti i giorni, perché al momento della vostra morte, benedirete il giorno e l’ora in cui m’avrete creduto, e dopo aver seminato nelle benedizioni di Gesù e Maria, raccoglierete benedizioni eterne in cielo».

Il Rosario, preghiera diffusa dai certosini fin dal XII secolo, che il mese di ottobre celebra solennemente, salterio dei poveri, “compendio di tutto il vangelo” per usare le parole di Pio XII, non è solo la preghiera più amata, ma anche quella che sta maggiormente a cuore alla Madonna se a Lourdes e a Fatima è apparsa con il Rosario in mano chiedendone la recita. A Fatima, poi, nel 1917, la madre di Gesù arrivò addirittura a dettare a suor Lucia la preghiera da recitare fra una decina e l’altra, “Gesù mio, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell’inferno…”. Continua a leggere