Di fronte ai “perché” della vita abbiamo due vie

Di fronte ai grandi “perché” della vita abbiamo due vie: stare a guardare malinconicamente i sepolcri di ieri e di oggi, o far avvicinare Gesù ai nostri sepolcri. Sì, perché ciascuno di noi ha già un piccolo sepolcro, qualche zona un po’ morta dentro il cuore: una ferita, un torto subìto o fatto, un rancore che non dà tregua, un rimorso che torna e ritorna, un peccato che non si riesce a superare. Individuiamo oggi questi nostri piccoli sepolcri che abbiamo dentro e lì invitiamo Gesù. È strano, ma spesso preferiamo stare da soli nelle grotte oscure che abbiamo dentro, anziché invitarvi Gesù; siamo tentati di cercare sempre noi stessi, rimuginando e sprofondando nell’angoscia, leccandoci le piaghe, anziché andare da Lui, che dice: «Venite a me, voi che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro».

(Papa Francesco, Omelia a Carpi 02/04/2017)

Il delegato papale su Medjugorje: “luce nel mondo”

Si è appena conclusa la visita a Medjugorje dell’arcivescovo Henryk Hoser, delegato di Papa Francesco incaricato di valutare la situazione locale a livello pastorale. Tornerà probabilmente un’altra volta prima di consegnare i risultati a Papa Francesco. Il giudizio di monsignor Hoser su Medjugorje è senz’altro favorevole.

Fin dall’omelia tenuta nella parrocchia di San Giacomo il 1° di aprile si è capito che il clima era positivo:

“Questo culto, che qui è così intenso, è estremamente importante e necessario per il mondo intero. Preghiamo per la pace, perché oggi le forze distruttrici sono immense: il commercio delle armi non smette di crescere, i giovani sono in lotta, le famiglie sono in lotta, la società è in lotta. Ci occorre un intervento del Cielo, e la presenza della Santa Vergine è uno di questi interventi. E’ un’iniziativa di Dio. Io vorrei dunque incoraggiarvi e confortarvi, in quanto Inviato Speciale del Papa: propagate nel mondo intero la pace, per mezzo della conversione del cuore. Continua a leggere

Francesco: custodire vita dal concepimento è prevenire ogni violenza

Il Papa con una bimba - AFP 
Pubblicato oggi un nuovo tweet del Papa sull’account @Pontifex in nove lingue: “Custodire il sacro tesoro di ogni vita umana, dal concepimento sino alla fine – scrive Francesco – è la via migliore per prevenire ogni forma di violenza”.

Nella Evangelii Gaudium il Papa afferma con forza che la Chiesa è sempre dalla parte dei più deboli e tra questi “ci sono anche i bambini nascituri, che sono i più indifesi e innocenti di tutti, ai quali oggi si vuole negare la dignità umana al fine di poterne fare quello che si vuole, togliendo loro la vita e promuovendo legislazioni in modo che nessuno possa impedirlo” (213). “Non ci si deve attendere – scrive Francesco – che la Chiesa cambi la sua posizione su questa questione. Voglio essere del tutto onesto al riguardo. Questo non è un argomento soggetto a presunte riforme o a ‘modernizzazioni’. Non è progressista pretendere di risolvere i problemi eliminando una vita umana. Però è anche vero che abbiamo fatto poco per accompagnare adeguatamente le donne che si trovano in situazioni molto dure, dove l’aborto si presenta loro come una rapida soluzione alle loro profonde angustie” (214).
 
(fonte: Radio Vaticana, 27.03.17)
 

Scola dopo la visita di Francesco. «Ecco perché il popolo ama questo Papa»

«Il milione di persone a Monza per la Messa, le oltre 500mila nelle celebrazioni milanesi e lungo i 100 chilometri percorsi da papa Francesco dicono dell’amore della gente per lui»
 
“Il milione di persone radunato per la Messa a Monza, le oltre 500mila nelle celebrazioni milanesi e lungo i 100 chilometri percorsi da papa Francesco nella sua giornata dicono dell’amore della gente per questo Pontefice”. È la prima impressione a caldo del cardinale Angelo Scola, arcivescovo di Milano, al termine della lunga giornata milanese di papa Francesco.

“Il popolo lo vuole vedere perché riconosce in Francesco un uomo costruttivo, riuscito. La questione è domandarsi da dove venga questa riuscita – continua Scola -. Proviene certamente dalla sua fede in Gesù, una fede concepita in termini incarnati, dentro la vita. Da qui nasce questo linguaggio della mente, del cuore e delle mani. Francesco comunica in termini estremamente familiari anche le realtà più importanti, come abbiamo ascoltato in queste sue 11 ore nelle terre ambrosiane”. Continua a leggere

Educare allo stupore e alla compassione

 
Riporto il testo integrale delle domande rivolte a Papa Francesco e delle risposte del Papa durante l’incontro con i cresimandi avvenuto ieri, 25 marzo 2017, allo stadio “San Siro” di Milano.

***

 
DOMANDA DI UN RAGAZZO

Ciao, io sono Davide e vengo da Cornaredo. Volevo farti una domanda: Ma a te, quando avevi la nostra età, che cosa ti ha aiutato a far crescere l’amicizia con Gesù?

Papa Francesco:

Buonasera!

Davide ha fatto una domanda molto semplice, alla quale per me è facile rispondere, perché devo soltanto fare un po’ di memoria dei tempi nei quali io avevo l’età vostra. E la sua domanda è: “Quando tu avevi la nostra età, che cosa ti ha aiutato a far crescere l’amicizia con Gesù?”. Sono tre cose, ma con un filo che le unisce tutt’e tre. La prima cosa che mi ha aiutato sono stati i nonni. “Ma come, Padre, i nonni possono aiutare a far crescere l’amicizia con Gesù?”. Cosa pensate voi? Possono o non possono? Continua a leggere

La Parola è un dono. L’altro è un dono

papa_20170209140226779562

Il Messaggio di Papa Francesco per la Quaresima 2017
 

Cari fratelli e sorelle,

la Quaresima è un nuovo inizio, una strada che conduce verso una meta sicura: la Pasqua di Risurrezione, la vittoria di Cristo sulla morte. E sempre questo tempo ci rivolge un forte invito alla conversione: il cristiano è chiamato a tornare a Dio «con tutto il cuore» (Gl 2,12), per non accontentarsi di una vita mediocre, ma crescere nell’amicizia con il Signore. Gesù è l’amico fedele che non ci abbandona mai, perché, anche quando pecchiamo, attende con pazienza il nostro ritorno a Lui e, con questa attesa, manifesta la sua volontà di perdono (cfr Omelia nella S. Messa, 8 gennaio 2016).

La Quaresima è il momento favorevole per intensificare la vita dello spirito attraverso i santi mezzi che la Chiesa ci offre: il digiuno, la preghiera e l’elemosina. Alla base di tutto c’è la Parola di Dio, che in questo tempo siamo invitati ad ascoltare e meditare con maggiore assiduità. In particolare, qui vorrei soffermarmi sulla parabola dell’uomo ricco e del povero Lazzaro (cfr Lc 16,19-31). Lasciamoci ispirare da questa pagina così significativa, che ci offre la chiave per comprendere come agire per raggiungere la vera felicità e la vita eterna, esortandoci ad una sincera conversione. Continua a leggere

Francesco chiede ai media di non dimenticare “l’oceano di bene” che c’è nel mondo

sfo9436-740x493

Messaggio del Santo Padre per i 150 anni del quotidiano “La Stampa”

Rendere conto dell’attualità, senza però dimenticare mai “l’oceano di bene, che opera nel mondo”. Questo l’appello di Papa Francesco ai media. In un messaggio per i 150 anni del quotidiano italiano La Stampa, pubblicato oggi, 9 febbraio 2017, il Pontefice mette in guardia contro “la pietrificazione del cuore”. La vita – aggiunge – “ci è stata donata e siamo invitati a condividerla in questa casa comune, interessandoci gli uni agli altri”.

Nel suo messaggio pubblicato in un numero speciale del giornale fondato a Torino nel 1867, il Papa invita a non “farci rubare la speranza” di fronte al mondo lacerato da conflitti, violenza, odio, terrorismo. Questi elementi sono causa di “una guerra che provoca ogni giorno innumerevoli vittime innocenti, che ruba la vita a tanti bambini, che contribuisce a muovere grandi masse di persone in fuga dalle bombe e dalla distruzione”. Continua a leggere

Papa Francesco: “ogni vita è sacra!”

16508664_10210530370514426_3076472815004467089_n 
“Cari fratelli e sorelle, oggi, in Italia, si celebra la Giornata per la Vita, sul tema “Donne e uomini per la vita nel solco di Santa Teresa di Calcutta”. Mi unisco ai Vescovi italiani nell’auspicare una coraggiosa azione educativa in favore della vita umana. Ogni vita è sacra! Portiamo avanti la cultura della vita come risposta alla logica dello scarto e al calo demografico; stiamo vicini e insieme preghiamo per i bambini che sono in pericolo d’interruzione della gravidanza, come pure per le persone che stanno alla fine della vita – ogni vita è sacra! – perché nessuno sia lasciato solo e l’amore difenda il senso della vita. Ricordiamo le parole di Madre Teresa: ‘La vita è bellezza, ammirala; la vita è vita, difendila!’, sia col bambino che sta per nascere, sia con la persona che è vicina a morire: ogni vita è sacra!”
 
(Papa Francesco, Angelus 5 febbraio 2017)
 

Papa a media: sì a logica buona notizia, no a spettacolarizzazione del male

ansa1130266_lanciogrande

Spezzare la spirale delle notizie negative, dando spazio alla logica della buona notizia. E’ l’esortazione rivolta dal Papa ai comunicatori nel Messaggio per la 51.ma Giornata mondiale delle Comunicazioni Sociali, incentrato sul tema “Comunicare speranza e fiducia nel nostro tempo”. Il documento, pubblicato oggi, esorta i comunicatori cristiani ad essere “canali viventi” del Vangelo, la “Buona Notizia” che illumina anche le situazioni più drammatiche della storia. Il servizio di Alessandro Gisotti:

Favorire una “comunicazione costruttiva” che rifiuti “i pregiudizi verso l’altro” e “favorisca una cultura dell’incontro”. Papa Francesco incoraggia tutti i comunicatori a spezzare il “circolo vizioso dell’angoscia” che si fissa sulle “cattive notizie”, scegliendo invece la logica della “buona notizia”. Ogni giorno, si legge nel Messaggio per la Giornata delle Comunicazioni Sociali, vengono “macinate” tante informazioni. Sta dunque ai comunicatori “offrire un pane fragrante e buono a coloro che si alimentano dei frutti della loro comunicazione”. Continua a leggere

Papa: Madre Teresa, icona per tutti coloro che curano la globalizzazione irresponsabile

(da Asianews, 14.01.17)
 
Nell’incontrare membri della Global Foundation, papa Francesco condanna la “cultura dello scarto” e il “sistema capitalistico”, già rifiutato da Giovanni Paolo II nella sua Centesimus Annus. Madre Teresa “ha accolto ogni vita umana, quella non nata e quella abbandonata e scartata”. Per una globalizzazione “solidale e cooperativa” occorre “com-patire con coloro che soffrono”. Farsi guidare dalla dottrina sociale della Chiesa.
 
Città del Vaticano (AsiaNews) – Madre Teresa di Calcutta, canonizzata lo scorso 4 settembre è “un’icona dei nostri tempi” che “rappresenta e riassume” gli “sforzi di individui e di istituzioni per risanare i mali prodotti da una globalizzazione irresponsabile”. Lo ha detto oggi papa Francesco incontrando una delegazione della “Tavola Rotonda” di Roma della Global Foundation. Continua a leggere

Assisi. Papa Francesco sceglie la Natività di Giotto per gli auguri di Natale

La Natività affrescata da Giotto nel transetto destro della Basilica inferiore di San Francesco d'Assisi

La Natività affrescata da Giotto nel transetto destro della Basilica inferiore di San Francesco d’Assisi

La Natività di Giotto è stata scelta dal Papa per essere utilizzata per gli auguri di Natale. Il significato dell’affresco.
 
Quest’anno Papa Francesco ha scelto, per gli auguri natalizi, l’immagine della Natività affrescata da Giotto nel transetto destro della Basilica inferiore di San Francesco d’Assisi (1313 circa).

L’affermazione biblica che vi appone dietro è quella di Isaia 9,5: «Ci è stato dato un figlio… il Principe della pace”. Cogliendo quindi dal Natale pensieri, sguardi e gesti di pace. Continua a leggere

Papa: “Più dell’economia di mercato conta il bene dell’umanità”

Udienza Papa imprenditori Time Life

Francesco riceve in udienza i partecipanti al Fortune-Time Global Forum, incoraggiando il raggiungimento di un nuovo “accordo sociale”, che non sia astratto”
 
Il XXI secolo ci lancia una sfida: creare “inclusivi e giusti modelli economici”. Lo ha rammentato papa Francesco durante l’udienza concessa stamattina agli imprenditori partecipanti al Fortune-Time Global Forum. Tema dell’incontro è La sfida del 21º secolo: creare un nuovo patto sociale e, a tal proposito, il Santo Padre ha sottolineato che non si richiede un “nuovo accordo sociale in astratto” ma “idee concrete e un’azione efficace che andrà a vantaggio di tutti e inizierà a rispondere alle pressanti questioni dei nostri giorni”.

Il Pontefice ha ringraziato i congressisti per la loro promozione della “centralità” e della “dignità della persona umana all’interno delle istituzioni e dei modelli economici” e per “attirare l’attenzione sulla piaga dei poveri e dei rifugiati, che sono così spesso dimenticati dalla società”. Continua a leggere

Papa all’Udienza generale: la preghiera per i vivi e per i morti

ap3765530_articolo

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Con la catechesi di oggi concludiamo il ciclo dedicato alla misericordia. Ma le catechesi finiscono, la misericordia deve continuare! Ringraziamo il Signore per tutto questo e conserviamolo nel cuore come consolazione e conforto.

L’ultima opera di misericordia spirituale chiede di pregare per i vivi e per i defunti. Ad essa possiamo affiancare anche l’ultima opera di misericordia corporale che invita a seppellire i morti. Può sembrare una richiesta strana quest’ultima; e invece, in alcune zone del mondo che vivono sotto il flagello della guerra, con bombardamenti che giorno e notte seminano paura e vittime innocenti, questa opera è tristemente attuale. La Bibbia ha un bell’esempio in proposito: quello del vecchio Tobi, il quale, a rischio della propria vita, seppelliva i morti nonostante il divieto del re (cfr Tb 1,17-19; 2,2-4). Anche oggi c’è chi rischia la vita per dare sepoltura alle povere vittime delle guerre. Dunque, questa opera di misericordia corporale non è lontana dalla nostra esistenza quotidiana. E ci fa pensare a ciò che accadde il Venerdì Santo, quando la Vergine Maria, con Giovanni e alcune donne stavano presso la croce di Gesù. Continua a leggere

Scheda. La scelta del Papa. Aborto e perdono: sei punti per capire

Aborto e perdono: sei punti per capire

Una breve scheda per approfondire la scelta di Francesco nella Lettera apostolica “Misericordia et misera”
 
1 – Aborto e perdono, cosa dice papa Francesco
 
Nella Lettera apostolica , al n.12, afferma: «Concedo d’ora innanzi a tutti i sacerdoti, in forza del loro ministero, la facoltà di assolvere quanti hanno procurato peccato di aborto… Vorrei ribadire con tutte le mie forze che l’aborto è un grave peccato, perché pone fine a una vita innocente. Con altrettanta forza, tuttavia, posso e devo affermare che non esiste alcun peccato che la misericordia di Dio non possa raggiungere e distruggere quando trova un cuore pentito che chiede di riconciliarsi con il Padre».
 
2 – Cos’è l’aborto volontario
 
Giovanni Paolo II nell’Evangelium vitae lo definisce: «L’uccisione deliberata e diretta, comunque venga attuata, di un essere umano nella fase iniziale della sua esistenza, compresa tra il concepimento e la nascita… un’enorme minaccia contro la vita, non solo di singoli individui ma dell’intera civiltà». Si tratta in ogni caso di un intervento che pone fine alla gravidanza sopprimendo il feto. Continua a leggere

Lettera apostolica del Papa: il centro non è la legge ma l’amore di Dio

La lettera apostolica (Romano Siciliani)

“Questo è il tempo della misericordia”: lo ribadisce Papa Francesco nella Lettera Apostolica “Misericordia et Misera” pubblicata oggi a conclusione del Giubileo. Quattro le principali novità: tutti i sacerdoti avranno d’ora in poi la facoltà di assolvere quanti hanno procurato peccato di aborto, i Missionari della Misericordia proseguiranno il loro ministero, i fedeli che frequentano la Fraternita San Pio X potranno continuare a ricevere validamente l’assoluzione sacramentale e, infine, l’istituzione della Giornata mondiale dei poveri. Il servizio di Sergio Centofanti:

L’incontro tra la misera e la misericordia                                                 
Papa Francesco sceglie come icona del Giubileo appena concluso l’incontro tra Gesù e l’adultera: “Non s’incontrano il peccato e il giudizio in astratto, ma una peccatrice e il Salvatore”, “la misera e la misericordia” come dice S. Agostino. Continua a leggere

Questo tempo di misericordia ci chiama a guardare al vero volto del nostro Re

2016-11-20_111755
Santa Messa di chiusura dell’Anno Santo della Misericordia, omelia del Santo Padre Francesco
 
La solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo corona l’anno liturgico e questo Anno santo della misericordia. Il Vangelo presenta infatti la regalità di Gesù al culmine della sua opera di salvezza, e lo fa in un modo sorprendente. «Il Cristo di Dio, l’eletto, il Re» (Lc 23,35.37) appare senza potere e senza gloria: è sulla croce, dove sembra più un vinto che un vincitore. La sua regalità è paradossale: il suo trono è la croce; la sua corona è di spine; non ha uno scettro, ma gli viene posta una canna in mano; non porta abiti sontuosi, ma è privato della tunica; non ha anelli luccicanti alle dita, ma le mani trafitte dai chiodi; non possiede un tesoro, ma viene venduto per trenta monete. Continua a leggere

“Incontrare il Signore nel silenzio dell’adorazione”

zp

Per conoscere davvero Gesù abbiamo bisogno di preghiera, di adorazione e di riconoscerci peccatori. Lo ha affermato Papa Francesco nella Messa mattutina a Casa Santa Marta. Il Pontefice ha quindi sottolineato che il catechismo non è sufficiente per comprendere la profondità del mistero di Cristo. Il servizio di Alessandro Gisotti:

“Guadagnare Cristo”. Papa Francesco ha sviluppato la sua omelia partendo dal passo della Lettera di San Paolo agli Efesini, contenuto nella Prima Lettura. L’Apostolo delle Genti, ha osservato, chiede che lo Spirito Santo dia agli Efesini la grazia di “essere forti, rafforzati”, di far sì che Cristo abiti nei loro cuori. “Lì è il centro”.
 
Non si conosce Gesù solo con il catechismo, bisogna pregare

Paolo, ha osservato il Papa, “si immerge” nel “mare immenso che è la persona di Cristo”. Ma, si domanda il Papa, “come possiamo conoscere Cristo?”, come possiamo comprendere “l’amore di Cristo che supera ogni conoscenza”?: Continua a leggere

La misericordia passa dal tinello di casa

giacomo-poretti

Giubileo, le Porte Sante raccontate nello stile di Giacomo Poretti
 
di Giacomo Poretti
 
Il Papa ha voluto che ci fossero Porte Sante ovunque e non solo a Roma, e così ci ha semplificato la vita, ma è vero anche il contrario, perché in questo modo ci costringe a confrontarci con l’esigentissima idea che l’esperienza della misericordia ha a che fare non con fatti eccezionali ma con la vita quotidiana. È a portata di mano. È un Padre che ci aspetta tutti i giorni.

Se non si rischiasse, ancor prima della blasfemìa, la sfacciataggine e l’ineleganza, dovremmo dire che Francesco è una “simpatica canaglia”.
Proverò a dimostrare come mai mi espongo così pericolosamente nei confronti del Santo Padre. Continua a leggere

Papa Francesco: oggi c’è guerra mondiale contro il matrimonio, gender è grande nemico

imgr

Il Papa in Georgia

(da Radio Vaticana, 01.10.16)
 
Primo appuntamento del pomeriggio a Tblisi è stato l’incontro del Papa con i sacerdoti, i religiosi e le religiose nella Cattedrale di S. Maria Assunta a Tbilisi. Ha introdotto l’incontro l’amministratore apostolico, mons. Pasotto, che ha parlato dell’esperienza di questa piccola minoranza cattolica: è una sfida e un’opportunità essere minoranza ma a volte è duro. Poi sono seguite quattro testimonianze: un giovane, una madre di famiglia, un seminarista e un sacerdote.

Guerra mondiale contro il matrimonio, gender grande nemico
Il Papa ha parlato a braccio: oggi “un grande nemico” del matrimonio – ha detto – è “la teoria del gender. Oggi c’è una guerra mondiale per distruggere il matrimonio …  ma non si distrugge con le armi, si distrugge con le idee”, sono le “colonizzazioni ideologiche che distruggono”. Per questo occorre “difendersi dalle colonizzazioni ideologiche”. Continua a leggere

Madre Teresa di Calcutta santa

AVVENIFOTO_52405817

Domani alle 10.30 Papa Francesco presiederà in Piazza San Pietro la Messa di Canonizzazione di Madre Teresa di Calcutta.
Di seguito riporto l’omelia che l’allora Papa Giovanni Paolo II pronunciò in occasione della beatificazione della suora albanese, il 19 ottobre 2003.

 
1. «Chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti» (Mc 10,44). Queste parole di Gesù ai discepoli, risuonate poc’anzi in questa Piazza, indicano quale sia il cammino che conduce alla “grandezza” evangelica. È la strada che Cristo stesso ha percorso fino alla Croce; un itinerario di amore e di servizio, che capovolge ogni logica umana. Essere il servo di tutti!
Da questa logica si è lasciata guidare Madre Teresa di Calcutta, Fondatrice dei Missionari e delle Missionarie della Carità, che oggi ho la gioia di iscrivere nell’Albo dei Beati. Sono personalmente grato a questa donna coraggiosa, che ho sempre sentito accanto a me. Icona del Buon Samaritano, essa si recava ovunque per servire Cristo nei più poveri fra i poveri. Nemmeno i conflitti e le guerre riuscivano a fermarla. Continua a leggere

“Quando diciamo: ‘Padre ho peccato…’, Lui ci tappa la bocca: ci ha già perdonato!”

papa_francesco_ad_assisi

di Luca Marcolivio

(Zenit, 04-08-2016)

Ad Assisi si è celebrato un altro momento topico dell’Anno Santo straordinario. Recandosi per la seconda ad Assisi, dopo la prima visita del 4 ottobre 2013, papa Francesco ha chiamato a sé il Patrono d’Italia come testimone d’eccellenza della Misericordia.

Le temperature altissime e il sole a picco di inizio ad agosto, non hanno affatto scoraggiato i numerosi pellegrini, assiepati dietro le transenne nei pressi della Basilica di Santa Maria degli Angeli, molti dei quali reduci dalla Festa del Perdono.

È proprio per celebrare gli 800 anni della tradizionale “Perdonanza” che il Santo Padre si è recato alla Porziuncola, varcandone il portale d’ingresso intorno alle 15.45, con qualche minuto di anticipo sulla tabella di marcia, mentre il coro intonava l’inno del Giubileo straordinario: Misericordes sicut Pater!  Continua a leggere

“Mi hai suggerito di abortire mia figlia Down, ma ogni bambino è perfetto”. Una mamma scrive a un medico

Child of Courtney Baker

Ha colpito l’opinione pubblica la lettera di Courtney Baker, giovane mamma americana, che demolisce la “cultura dello scarto” contro i bambini Down
 
Pochi giorni fa Firenze ha ospitato i Trisome Games, evento dedicato esclusivamente ad atleti con sindrome di Down. Dal calcio al tennis, dal nuoto al judo, oltre mille giovani affetti da questa anomalia cromosomica in rappresentanza di 36 Paesi si sono affrontati dando prova di lealtà sportiva ed agonismo.

Suggestiva, durante la cerimonia d’apertura, la sfilata degli atleti in piazza della Signoria, tra bandiere al vento e sorrisi a cui ha fatto da sfondo il tripudio artistico che offre questo luogo.

Guardando questi giovani Down sfilare, soprattutto quelli sotto le insegne di alcuni Paesi occidentali, è lecito domandarsi se non si tratti di sopravvissuti a una sorta di sterminio eugenetico in atto. Continua a leggere

Il Papa ai giovani della Gmg: “Non lasciatevi anestetizzare l’anima”

Pope Francis Holy Mass for World Youth Day Sunday 31 July 2016

La messa conclusiva di Francesco con un milione e mezzo di ragazzi: «Puntate al traguardo dell’amore bello, che richiede anche la rinuncia, e un no forte al doping del successo ad ogni costo e alla droga del pensare solo a sé e ai propri comodi»
 
di Andrea Tornielli
 
Mentre attraversa in papamobile alcuni settori della grande spianata del Campus Misericordiae di Cracovia lo salutano migliaia di bandiere. Oltre un milione di giovani (un milione e mezzo secondo gli organizzatori) hanno dormito all’addiaccio in questo luogo. Molti hanno vegliato in preghiera per tutta la notte. È presente la cantante israeliana Noah, che si è esibita prima dell’inizio della cerimonia. È la giornata conclusiva della Gmg polacca, e la liturgia prevede la lettura del Vangelo di Luca che racconta la conversione di Zaccheo: il ricco pubblicano piccolo di statura, odiato da tutti nella città di Gerico, che si arrampica su un albero per vedere il passaggio di Gesù e viene sorprendentemente invitato a scendere dal Nazareno, che si auto-invita a casa sua provocando il mormorio di tutti, scandalizzati per la scelta di visitare l’abitazione di un peccatore. Continua a leggere

“Cari giovani, lasciate un’impronta nel mondo”

13681034_10153653416717624_9004415644629319656_n 
“Ma nella vita c’è un’altra paralisi ancora più pericolosa e spesso difficile da identificare, e che ci costa molto riconoscere. Mi piace chiamarla la paralisi che nasce quando si confonde la FELICITÀ con un DIVANO / KANAPA! Sì, credere che per essere felici abbiamo bisogno di un buon divano. Un divano che ci aiuti a stare comodi, tranquilli, ben sicuri. (…) La “divano-felicità” / “kanapaszczęście” è probabilmente la paralisi silenziosa che ci può rovinare di più; perché a poco a poco, senza rendercene conto, ci troviamo addormentati, ci troviamo imbambolati e intontiti mentre altri – forse i più vivi, ma non i più buoni – decidono il futuro per noi. Sicuramente, per molti è più facile e vantaggioso avere dei giovani imbambolati e intontiti che confondono la felicità con un divano; per molti questo risulta più conveniente che avere giovani svegli, desiderosi di rispondere al sogno di Dio e a tutte le aspirazioni del cuore.
Ma la verità è un’altra: cari giovani, non siamo venuti al mondo per “vegetare”, per passarcela comodamente, per fare della vita un divano che ci addormenti; al contrario, siamo venuti per un’altra cosa, per lasciare un’impronta. E’ molto triste passare nella vita senza lasciare un’impronta. Ma quando scegliamo la comodità, confondendo felicità con consumare, allora il prezzo che paghiamo è molto ma molto caro: perdiamo la libertà. Non siamo liberi di lasciare un’impronta. Perdiamo la libertà. Questo è il prezzo. E c’è tanta gente che vuole che i giovani non siano liberi; c’è tanta gente che non vi vuole bene, che vi vuole intontiti, imbambolati, addormentati: ma mai liberi! No, questo no! Dobbiamo difendere la nostra libertà!”.
 
Papa Francesco ai giovani della GMG in Polonia (Veglia di preghiera 30.07.16)
 

Sulla novità di Amoris laetitia

5be014bd7fdfbf2f8d659624842f1d7d-kbxC-U10801046490871vVG-1024x576@LaStampa.it

Un saggio del teologo Pietro Cantoni su «Cristianità», la rivista di «Alleanza Cattolica» parla delle aperture del documento al di là di letture «normalistiche»
 
di Andrea Tornielli

(da La Stampa, 01/07/2016)
 
«Non si convocano due sinodi dei vescovi, conducendo discussioni animate e accese per due anni al solo scopo di lasciare tutto esattamente come prima. È il senso profondo dell’espressione “riforma nella continuità” proposta da Papa Benedetto XVI». È la chiave interpretativa di Amoris laetitia, l’esortazione post-sinodale sulla famiglia, proposta dal teologo Pietro Cantoni in un saggio pubblicato sull’ultimo numero di «Cristianità», rivista di «Alleanza Cattolica» non certo sospettabile di progressismo.

Don Cantoni, fratello del fondatore di «Alleanza Cattolica», affronta senza giri di parole i temi contenuti nel capitolo ottavo dell’esortazione. «Scopo del documento è celebrare la bellezza del matrimonio cristiano con il suo ineliminabile carattere d’indissolubilità e di apertura alla vita. All’interno di questo argomento e in stretta dipendenza da questa intenzione vanno letti il capitolo ottavo, “Accompagnare, discernere ed integrare la fragilità”, e in particolare i paragrafi dal n. 300 al n. 312». Continua a leggere