Benedetto XVI a Papa Francesco: “La sua bontà è il luogo in cui mi sento protetto”

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Discorso di Benedetto XVI nel 65esimo anniversario della sua ordinazione sacerdotale, martedì 28 giugno 2016
 

Santo Padre, cari fratelli, 65 anni fa, un fratello ordinato con me ha deciso di scrivere sulla immaginetta di ricordo della prima Messa soltanto, eccetto il nome e le date, una parola, in greco: “Eucharistómen” (Ευχαριστούμεν), convinto che con questa parola, nelle sue tante dimensioni, è già detto tutto quanto si possa dire in questo momento. “Eucharistómen” dice un grazie umano, grazie a tutti. Grazie soprattutto a Lei, Santo Padre!
La Sua bontà, dal primo momento dell’elezione, in ogni momento della mia vita qui, mi colpisce, mi porta realmente, interiormente. Più che nei Giardini Vaticani, con la loro bellezza, la Sua bontà è il luogo dove abito: mi sento protetto. Grazie anche della parola di ringraziamento, di tutto. E speriamo che Lei potrà andare avanti con noi tutti su questa via della Misericordia Divina, mostrando la strada di Gesù, verso Gesù, verso Dio. Continua a leggere

Il Papa: Satana presenta le cose come buone, ma vuole distruggere umanità

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Satana presenta le cose come se fossero buone, ma la sua intenzione è distruggere l’uomo, magari con motivazioni “umanistiche”. Gli angeli lottano contro il diavolo e ci difendono. Questo, in sintesi, quanto ha detto il Papa nell’omelia mattutina a Casa Santa Marta, nel giorno in cui la Chiesa celebra la Festa dei Santi Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele. Ce ne parla Sergio Centofanti:

Le letture del giorno ci presentano immagini molto forti: la visione della gloria di Dio raccontata dal profeta Daniele con il Figlio dell’Uomo, Gesù Cristo, davanti al Padre; la lotta dell’arcangelo Michele e i suoi angeli contro “il grande drago, il serpente antico, colui che è chiamato diavolo” e “seduce tutta la terra abitata” ma viene sconfitto, come afferma l’Apocalisse; e il Vangelo in cui Gesù dice a Natanaèle: “Vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo”. Papa Francesco parla della “lotta fra il demonio e Dio”: Continua a leggere

La pietà non è “fare finta di essere dei santi”

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Durante l’Udienza Generale, papa Francesco illustra un altro dei doni dello Spirito Santo ed esorta a non identificarlo con il “pietismo” ma con la “nostra appartenenza a Dio”

Citta’ del Vaticano, 04 Giugno 2014 (Zenit.org) – di Luca Marcolivio

La pietà non si identifica con l’avere “compassione di qualcuno” o “pietà del prossimo”, quanto principalmente con la “nostra appartenenza a Dio” e con “il nostro legame profondo con Lui, un legame che dà senso a tutta la nostra vita e che ci mantiene saldi, in comunione con Lui, anche nei momenti più difficili e travagliati”.

Lo ha detto stamattina papa Francesco durante l’Udienza Generale, la cui catechesi è stata dedicata alla pietà, intesa come dono dello Spirito Santo. Tale dono, ha spiegato, “tante volte viene frainteso o considerato in modo superficiale”, quando in realtà esso “tocca nel cuore la nostra identità e la nostra vita cristiana”. Continua a leggere

«Il mio anno vissuto al fianco del Papa emerito»

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«Attentissimo» alla vita della Chiesa guidata da papa Francesco con cui ha un «ottimo rapporto» e nessuna «contrapposizione», nonostante quello che scrivono «alcuni giornalisti». «Attento» anche alle vicende del mondo – con un occhio particolare all’Italia e alla sua Germania. Molto impegnato a disbrigare una copiosa corrispondenza privata che cresce di giorno in giorno. È questo il Papa emerito Benedetto XVI visto molto da vicino che l’arcivescovo Georg Gänswein, suo segretario particolare e prefetto della Casa Pontificia del suo successore, racconta ad Avvenire.

Incontriamo il presule nei suoi uffici alla vigilia del primo anniversario dal termine del pontificato di Benedetto XVI. Con lui raccontiamo la vita quotidiana che il Papa emerito conduce nel monastero Mater Ecclesiae, edificio che ospitava originariamente la direzione della Radio Vaticana e che Giovanni Paolo II aveva trasformato in residenza di una comunità di monache di clausura. Continua a leggere

Pregare senza stancarsi

Il primo Angelus di Papa Francesco

«Il metodo della missione cristiana non è il proselitismo, ma diffondere la «fiamma della fede che Gesù ha acceso nel mondo». Nell’Angelus recitato durante la Giornata missionaria mondiale il pontefice ha voluto riproporre il vero senso della missione cristiana, ricordando anche l’italiana Afra Martinelli, uccisa qualche giorno fa in Nigeria dopo anni di presenza operosa nel paese. «Tutti hanno pianto, cristiani, musulmani, le volevano bene – ha detto Francesco. Lei ha annunciato il Vangelo con la vita, con l’opera che ha realizzato, un centro di istruzione». Il Papa ha ricordato poi le vittime del terremoto nelle Filippine e Stefano Sándor, proclamato beato ieri a Budapest.
«Era un salesiano laico, esemplare nel servizio ai giovani, nell’oratorio e nell’istruzione professionale. Quando il regime comunista chiuse tutte le opere cattoliche, affrontò le persecuzioni con coraggio, e fu ucciso a 39 anni. Ci uniamo al rendimento di grazie della Famiglia salesiana e della Chiesa ungherese». Continua a leggere