Manovra 2018. Materne paritarie, tagliato il contributo di 50 milioni

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Cancellati anche 10 milioni per gli altri istituti paritari. La Fism: «Colpite migliaia di famiglie»
 
Cancellato in commissione Bilancio della Camera il contributo di 50 milioni di euro per le scuole materne paritarie, introdotto lo scorso anno nella legge di stabilità. Dura la reazione della segreteria nazionale della Federazione che riunisce le scuola materne di ispirazione cattolica (Fism), che esprime «disappunto» e «preoccupazione». E non manca la sorpresa visto che l’introduzione dei 50 milioni per le materne paritarie lo scorso anno «era stata salutata come una novità positiva per il 2017».

Eppure non erano mancate «rassicurazioni a vari livelli – ricorda la segreteria nazionale della Fism –, cui sono seguite anche iniziativa concrete di proposte ed emendamenti da parte dei parlamentari, che la Federazione ben conosce e ringrazia», ma «purtroppo si deve constatare, ancora una volta, la sordità e l’insensibilità su questioni che interessano centinaia di migliaia di famiglie, visto che le scuole e le istituzioni educative associate alla Fism accolgono circa 600mila bambini da zero a sei anni». Una cancellazione di fondi – a cui si aggiunge un ulteriore taglio di 10 milioni al capitolo di bilancio destinato alle scuole paritarie – che avviene nello stesso periodo nel quale il medesimo governo annuncia il varo di un decreto attuativo proprio per rafforzare il sistema formativo da zero a sei anni, con uno stanziamento di 209 milioni di euro da erogare agli Enti locali affinché li utilizzino per potenziare la rete delle scuole dell’infanzia presente sul proprio territorio. Continua a leggere

Scuole paritarie uguali alle statali. Sentenza su mobilità, “svolgono entrambe servizio pubblico”

Le scuole paritarie svolgono la stessa funzione di quelle statali: nuova sentenza sulla Mobilità, “entrambe svolgono un ruolo pubblico”. La differenza con le scuole private
  
Le sentenze confermano la legge, la legge conferma la realtà: sul fronte dell’eterno rapporto-scontro tra scuole paritarie e scuole pubbliche arriva un’altra sentenza, questa volta dal Tribunale dell’Aquila, che ribadisce una volta di più la norma in Costituzione. Ed elimina ancora il possibile “dubbio” sorto dalla profonda differenza tra scuole private e paritarie: solo le seconde infatti hanno ruolo pubblico e validità per l’appunto “paritaria” con quelle statali. Ma veniamo ai fatti: il Tribunale abruzzese interviene in favore di una ricorrente che non le erano stati riconosciuti gli anni di lavoro presso una scuola paritaria per quanto riguarda le operazioni mobilità. In particolare, una docente di una scuola dell’infanzia, aveva rivendicato il riconoscimento di 15 anni svolti nella scuola paritaria (per un totale di 90 punti in graduatoria), e in questo modo sarebbe riuscita a scavalcare nelle graduatorie diversi colleghi ad Avezzano. Il problema è che i suddetti colleghi hanno ricevuto il trasferimento desiderato, e lei invece no: da qui il ricorso, con la sentenza del Giudice del Lavoro che ha ribadito la legge e ha dato ragione alla docente. «La L. 62 del 2000 ha affermato che il sistema nazionale di istruzione ‘…è costituito dalle scuole statali e dalle scuole paritarie private e degli enti locali” e che le suddette scuole paritarie svolgono un servizio pubblico», si legge nella sentenza riportata da La Tecnica della Scuola. Continua a leggere

Paritarie, cenerentola d’Italia

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«In Italia si rischia il monopolio statale nella gestione della scuola». È l’allarme lanciato dall’associazione Treelle che ieri, nell’aula magna della Luiss, ha presentato il rapporto “Scuole pubbliche o solo statali? Per il pluralismo dell’offerta”. Impietoso, per il nostro Paese, il confronto con il sistema di finanziamento e gestione delle scuole non statali adottato da Stati Uniti, Inghilterra, Paesi Bassi e Francia, presi a riferimento dalla ricerca. Il risultato è che mentre in campo internazionale le scuole non statali prendono sempre più piede e aumentano il numero degli studenti, da noi le paritarie sono da tempo in costante calo.

«Il pluralismo dell’offerta formativa in Italia si è realizzato a metà – ha commentato il presidente dell’associazione Attilio Oliva – senza risorse pubbliche o con risorse marginali. Continua a leggere

Scuole paritarie: un risparmio più che un costo

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La legge di stabilità ha ripristinato i fondi dello Stato per le scuole paritarie, e in attesa delle decisioni dei Comuni riguardo a Tares e Imu, Il Sussidiario ha intervistato il sottosegretario all’Istruzione (con delega alle scuole paritarie) Toccafondi che ha fornito dati sull’attuale situazione della scuola italiana.

Su circa 9 milioni di studenti, le 13.500 scuole paritarie ospitano poco più di un milione di ragazzi. L’insieme di scuole statali e scuole paritarie costituisce l’istruzione pubblica e per tale ragione tutte ricevono finanziamento dallo Stato. Continua a leggere

Da Scamarcio alla Golino, ecco la sfilata dei Vip anti paritarie a Bologna. Tutta gente “ferratissima” sul mondo scuola

Photocall del film Miele al  Festival del cinema di Cannes

Accorrono tutti a sostenere il referendum per abolire i finanziamenti comunali alle scuole dell’infanzia. Però non dicono una parola sui finanziamenti pubblici a giornali, teatri, film, tv.

Guardando alla corsa di tanti Vip nel sottoscrivere il manifesto del referendum di Bologna, per abolire i finanziamenti comunali alle scuole dell’infanzia paritarie private, vien da chiedersi cosa li spinge a impegnarsi con tanta decisione in questa battaglia politica.
A Stefano Rodotà, Andrea Camilleri, Angelo Guglielmi, Sabina Guzzanti, Carlo Freccero, Moni Ovadia, Ivano Marescotti, Corrado Augias e altri, in questi giorni si sono aggiunti Riccardo Scamarcio, Neri Marcorè, Michele Serra, Philippe Daverio, Amanda Sandrelli. Evidentemente, tutte persone ferratissime sull’organizzazione di un sistema scolastico moderno, e, in particolare, sul sistema integrato delle scuole dell’infanzia del Comune di Bologna. Continua a leggere

Scuola paritaria, risposta a Stefano Rodotà

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A Bologna il 26 maggio si terrà un referendum sul finanziamento delle scuole paritarie. Il quesito è fazioso: “Vuoi utilizzare le risorse del comune per le scuole comunali e statali (a) o per le scuole paritarie e private (b)?” Come se non ci fosse differenza tra scuole paritarie e semplicemente private; come se le scuole comunali non fossero paritarie; e come se scuole comunali, statali e paritarie non fossero scuole pubbliche. Si taglia con l’accetta, e via andare. Continua a leggere

Referendum Bologna contro le paritarie, Bagnasco e Caffarra: «Fanno risparmiare lo Stato»

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Sul referendum contro i finanziamenti del Comune di Bologna alle materne paritarie promosso dai grillini interviene la Conferenza dei vescovi italiani con il suo numero uno, Angelo Bagnasco, che non esita a definire “pretestuoso” il riferimento all’articolo 33 della Costituzione come perno della consultazione. Nella relazione al convegno che si tiene oggi a Roma “La Chiesa per la scuola”, Bagnasco parla di una «malintesa concezione del pubblico» che va a braccetto con l’immagine di una «Chiesa, ritenuta oggetto di privilegi che sottraggono energie alle risorse comuni; le scuole cattoliche, infatti, rappresentano il 70% delle scuole paritarie. Simili posizioni non considerano il contributo sociale delle numerose scuole gestite da enti ecclesiastici o non statali, oltre al risparmio economico – e non lo spreco di risorse – che esse portano alla collettività», dice il presidente della Cei. Continua a leggere

Alla parola “educazione” occorre connettere strutturalmente la parola “libertà”

Sabato 13 aprile, alla presenza dell’Arcivescovo, si è svolta la 31ª edizione della marcia non competitiva della scuola cattolica paritaria “Andemm al Domm”. Al termine della manifestazione, il cardinale Scola ha rilasciato l’intervista che vi proponiamo:

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Finanziare le paritarie è meglio per tutti, lo dice la Svezia

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 La qualità educativa dipende dall’autonomia delle scuole, lo ha mostrato anche un recente studio inglese. Lo Stato ha dunque tutto l’interesse di garantire anche alle scuole paritarie la loro autonomia economica, finanziandole come avviene nel resto del mondo occidentale.

A Boston, ad esempio, è stato realizzato un interessante studio che valuta la relazione tra la libertà educativa e la qualità dei risultati dell’insegnamento medio. Un team di professori ha comparato i risultati delle charter schools, gestite da genitori e simili agli istituti scolastici parificati spagnoli e di quelle quelle pubbliche nello Stato del Massachusetts. Continua a leggere

Miur: le scuole private fanno risparmiare 6 miliardi all’anno

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L’esenzione dall’IMU delle scuole paritarie ha riacceso un dibattito ormai antico: l’affidabilità delle scuole paritarie rispetto a quelle statali, e il senso dei loro costi per lo Stato. Il Ministero dell’Istruzione (Miur) ci dà dati utili per capire qual è la realtà: in Italia, il 74,6% delle scuole totali è costituito di scuole statali, 56.789 unità che accolgono l’87,6% degli alunni. Le scuole paritarie sono il 24,1%, 13.670 unità. Di queste, circa 8000 (il 41% delle paritarie totali) sono scuole dell’infanzia, 1500 le primarie, quasi 700 le secondarie di primo grado e circa 1500 le secondarie di secondo grado. Gli alunni che frequentano le paritarie sono il 10% della popolazione scolastica totale, che in tutto è 8.960.000 unità. Continua a leggere

Parità scolastica: un sogno che farebbe bene a tutto il sistema scolastico e allo Stato…

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Alcune buone ragioni per favorire la vera parità tra scuola Statale e scuola paritaria non statale:

Permettere a tutte le famiglie, anche ha chi non ha grandi possibilità economiche, di scegliere l’educazione dei propri figli (…che sarebbe un diritto naturale, nonchè garantito dalla Costituzione).

Favorire una sana concorrenza sulla qualità dell’offerta formativa. La scelta non sarebbe più vincolata alle possibilità economiche, ma solo alla qualità della scuola: di ciò beneficerebbero anche le scuole Statali, uscendo da un sistema che attualmente, indipendentemente dalla qualità dell’offerta, gli garantisce l’utenza di tutte le famiglie vincolate dalla mancanza di risorse economiche.  Continua a leggere

Scuole paritarie, un affare per lo Stato

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Il pregiudizio non è facile da scalzare, perché, come dice la parola stessa, è “pre”…Così, anche di fronte alle più luminose evidenze, spesso non si cambia parere. Questo vale (nel nostro paese, poi, in modo particolare) anche per la questione della scuola paritaria, che, a dispetto dei numerosi dati a suo favore messi a disposizione dell’opinione pubblica in questi ultimi anni, continua ad essere denigrata ad ogni piè sospinto. Ma noi non siamo disposti a demordere, così tentiamo ancora una volta di fare chiarezza; quella chiarezza che i polveroni mediatici –come quello sollevato in questi giorni dalle dichiarazioni del Presidente del Consiglio “contro” la scuola pubblica – sistematicamente oscurano….

In Italia (dati statistici MIUR) esistono oggi poco più di 13mila scuole paritarie, in gran parte (quasi l’86%) gestite da enti non-profit, sia di origine religiosa che laica. Continua a leggere

Disparità nel sistema scolastico italiano

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di Luigi Illiano, Il Sole 24 Ore
 
Il problema non è di rapporto tra Stato laico e Chiesa cattolica, è in gioco il diritto all’istruzione
 
Il conto è semplice. Lo Stato spende oltre 6.500 euro all’anno per alunno, dalle elementari alle superiori. Mentre per ogni studente delle paritarie la cifra statale erogata è di 500 euro. La differenza è di 6mila euro. È proprio questa disparità di trattamento a provocare le proteste del circuito privato, che raccoglie circa un milione di ragazzi. In sostanza, i responsabili degli istituti paritari chiedono di ricevere tanto quanto lo Stato spende per ogni alunno che frequenta la scuola statale, considerando che le scuole paritarie forniscono –di fatto– un servizio equivalente. Continua a leggere

Scuola: La libera scelta fa risparmiare allo Stato 5,5 miliardi di euro

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[Articolo tratto da il Sussidiario.net]
 
Più di sei miliardi di euro: tanto dovrebbe spendere lo Stato se tutti gli iscritti alle scuole private dovessero da oggi a domani passare alle scuole statali. Il dato impressionante era stato presentato in un dossier dell’AGeSC (Associazione Genitori Scuole Cattolichelink) come promemoria per i lavori di preparazione dell’ultima finanziaria. Continua a leggere