“Non limitiamoci a commemorare la Passione del Signore, entriamo nel Mistero facendo nostri i sentimenti di Gesù”.

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Papa Francesco ha svolto la catechesi nell’Udienza Generale di oggi, 1 aprile 2015 in piazza San Pietro, parlando dell’imminente celebrazione del Triduo pasquale, culmine dell’anno liturgico e anche culmine della nostra vita cristiana. In particolare, soffermandosi sul Venerdì Santo, e su quella frase pronunciata da Gesù sulla croce: “tutto è compiuto”, il Santo Padre ha sottolineato che tutti noi, alla fine della nostra vita terrena, con i nostri sbagli, i nostri peccati, ma anche con le nostre opere buone e il nostro amore, diremo al Signore, come Gesù, “è compiuto”; con i nostri limiti, secondo le nostre possibilità, ma “è compiuto”. Continua a leggere

Ritorno in Galilea, ritorno all’origine

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Dalla Veglia Pasquale alla Messa del giorno di Pasqua, celebrata senza omelia e cui ha fatto subito seguito il messaggio «urbi et orbi», Papa Francesco ha invitato a ritrovare nel cuore la «gioia buona e mite» dell’incontro con Gesù e a mettere questa gioia al servizio della pace e dell’evangelizzazione. Nel messaggio, il Papa ha ripreso la tradizione di Benedetto XVI di offrire una parola di speranza e di riconciliazione per tutti i conflitti in corso – Siria, Iraq, Venezuela, Repubblica Centroafricana, Nigeria, Sud Sudan – e ha visto nella coincidenza di date che quest’anno lega Pasqua cattolica e Pasqua ortodossa un segno speciale per invitare al dialogo in Ucraina. Continua a leggere

Triduo pasquale: Venerdì Santo

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Estratto dalla Catechesi di Papa Benedetto XVI (19 marzo 2008)
 
Cari fratelli e sorelle,

[…] Al termine dell’itinerario quaresimale, ci apprestiamo anche noi ad entrare nel clima stesso che Gesù visse allora a Gerusalemme. Vogliamo ridestare in noi la viva memoria delle sofferenze che il Signore ha patito per noi e prepararci a celebrare con gioia, domenica prossima, “la vera Pasqua, che il Sangue di Cristo ha coperto di gloria, la Pasqua in cui la Chiesa celebra la Festa che è l’origine di tutte le feste”, come dice il Prefazio per il giorno di Pasqua nel rito ambrosiano. […]

Venerdì Santo: è la giornata che fa memoria della passione, crocifissione e morte di Gesù. In questo giorno la liturgia della Chiesa non prevede la celebrazione della Santa Messa, ma l’assemblea cristiana si raccoglie per meditare sul grande mistero del male e del peccato che opprimono l’umanità, per ripercorrere, alla luce della Parola di Dio e aiutata da commoventi gesti liturgici, le sofferenze del Signore che espiano questo male. Continua a leggere

Triduo pasquale: Giovedì Santo 

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Estratto dalla Catechesi di Papa Benedetto XVI (19 marzo 2008)
 
Cari fratelli e sorelle,

siamo giunti al Triduo Pasquale. Questi tre giorni vengono comunemente chiamati “santi”perché ci fanno rivivere l’evento centrale della nostra Redenzione; ci riconducono infatti al nucleo essenziale della fede cristiana: la passione, la morte e la risurrezione di Gesù Cristo. Sono giorni che potremmo considerare come un unico giorno: essi costituiscono il cuore ed il fulcro dell’intero anno liturgico come pure della vita della Chiesa. Al termine dell’itinerario quaresimale, ci apprestiamo anche noi ad entrare nel clima stesso che Gesù visse allora a Gerusalemme. Vogliamo ridestare in noi la viva memoria delle sofferenze che il Signore ha patito per noi e prepararci a celebrare con gioia, domenica prossima, “la vera Pasqua, che il Sangue di Cristo ha coperto di gloria, la Pasqua in cui la Chiesa celebra la Festa che è l’origine di tutte le feste”, come dice il Prefazio per il giorno di Pasqua nel rito ambrosiano. Continua a leggere

Pasqua. La Resurrezione non è una fiaba

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Nell’udienza generale del 16 aprile 2014, interrompendo le catechesi del mercoledì sui doni dello Spirito Santo, Papa Francesco ha proposto una meditazione sulla Pasqua e sul mistero del dolore e del male.

Per vivere bene la Settimana Santa, ha esordito il Papa, dobbiamo tenere di frontr agli occhi le sofferenze di Gesù. La liturgia ci presenta «il racconto del tradimento di Giuda, che si reca dai capi del Sinedrio per mercanteggiare e consegnare ad essi il suo Maestro. “Quanto mi date se io ve lo consegno”. Gesù da quel momento ha un prezzo (…) Gesù, come se fosse nel mercato: “Questo costa 30 denari…”. E Gesù percorre questa via dell’umiliazione e della spogliazione fino in fondo». Al fondo c’è «la completa umiliazione con la “morte di croce”. Si tratta della morte peggiore, quella che era riservata agli schiavi e ai delinquenti. Gesù era considerato un profeta, ma muore come un delinquente». Continua a leggere

Una mensa al centro della storia

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[Da La nuova Bussola Quotidiana, 28-03-2013]
 
di Suor Maria Gloria Riva
 
Sembra un forno, la piccola stanza del Cenacolo dove l’artista Sieger Köder dipinge la sua Cena. Un forno caldo e accogliente attraversato però da un’ombra improvvisa.
Attorno alla tavola ci sono i Dodici, anzi gli Undici perché Giuda se n’è già andato, se ne sta andando in quel momento. Lo scopriamo d’improvviso perché tra i volti degli apostoli ce n’è uno colto nell’atto di voltarsi verso un uscio nascosto nell’area più oscura della stanza. Giuda è lì, confinato fra la tavola e la porta. Ha appena preso il boccone dalla tavola, ha udito le parole del Maestro: «Quello che devi fare fallo presto» ed eccolo sull’uscio, pronto per essere inghiottito da quella notte che prima di essere un’annotazione temporale descrive lo stato dell’anima del traditore. Continua a leggere