Perché alcuni peccati li assolve solo il papa?

Pope Francis sitting in a confession booth - AFP_

In occasione del Giubileo Papa Francesco invierà dei “missionari della carità” con l’autorità di rimettere i peccati riservati alla Sede apostolica
 
Il Codice di diritto canonico prevede che ci siano dei peccati che i sacerdoti normali non possono assolvere e quindi bisogna ricorrere a qualcuno più in alto, cioè ad un penitenziere maggiore.

Avviene qualcosa di simile nella cura delle malattie: quando un medico non è abbastanza esperto, si ricorre ad uno specialista. E’ il caso dell’aborto, la cui assoluzione è riservata al vescovo o a un confessore da lui delegato. Per farsi assolvere dai peccati riservati al vescovo si ricorre al canonico penitenziere che si trova in ogni Chiesa cattedrale. Per un antico privilegio mai revocato possono assolvere dall’aborto anche i sacerdoti religiosi degli ordini mendicanti come domenicani, francescani, agostiniani e carmelitani. Continua a leggere

Papa Francesco: «No ai “cristiani sì, ma…”, perché sono tristi»

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La grazia che porta con sé la Settimana Santa aiuti i cristiani ad accettare l’aiuto che Dio dona loro e anche il modo in cui glielo offre, senza critiche e obiezioni. È l’insegnamento che Papa Francesco ha tratto dalle letture liturgiche del giorno, spiegate all’omelia della Messa celebrata in Casa S. Marta. Il servizio di Alessandro De Carolis:

di Alessandro De Carolis

“Capricci spirituali” davanti a Dio che in mille modi offre la salvezza. Solo perché siamo gente che non sa accettare “lo stile divino” e ci intristiamo, scivoliamo nella “mormorazione”. È un errore che oggi commettono tanti cristiani, così come la Bibbia racconta vi cadesse un tempo il popolo ebreo salvato dalla schiavitù.

Veleno e salvezza
Papa Francesco parte dall’episodio proposto dal Libro dei Numeri, quello in cui gli ebrei si ribellano alle fatiche della fuga nel deserto, al cibo “leggero” della manna, e cominciano – dice il Papa – “a sparlare di Dio” e molti di loro finiscono morsi e uccisi da serpenti velenosi. Solo la preghiera di Mosè che intercede per loro e innalza un bastone con un serpente – simbolo della Croce su cui verrà appeso Cristo – diverrà per chi lo guarda salvezza dal veleno: Continua a leggere

“Le sono perdonati i suoi molti peccati”

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Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 7,36-50.

In quel tempo, uno dei farisei invitò Gesù a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola.
Ed ecco una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, venne con un vasetto di olio profumato;
e fermatasi dietro si rannicchiò piangendo ai piedi di lui e cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di olio profumato.
A quella vista il fariseo che l’aveva invitato pensò tra sé. «Se costui fosse un profeta, saprebbe chi e che specie di donna è colei che lo tocca: è una peccatrice».
Gesù allora gli disse: «Simone, ho una cosa da dirti». Ed egli: «Maestro, dì pure».
«Un creditore aveva due debitori: l’uno gli doveva cinquecento denari, l’altro cinquanta. Continua a leggere

La misericordia, “legge suprema” della Chiesa. Senza illudere i fedeli…

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Intervista al “Ministro della Misericordia” del Papa: il cardinale Mauro Piacenza, penitenziere maggiore presso il Tribunale della Penitenzieria Apostolica

Conversione e confessione, giustizia e pastoralità, libertà e verità. Concetti di Dottrina ecclesiale che rischiano di rimanere astratti se non applicati alla realtà concreta delle persone, alle loro ferite, ai loro peccati. Poi il dubbio di sempre: la Chiesa deve adattarsi alle esigenze dei tempi? Ai divorziati che cercano l’assoluzione nel confessionale, a “due mamme” che vogliono battezzare la propria figlia? Deve dar retta alla opinione pubblica? O deve proseguire nella sua missione di luce delle genti, proclamatrice di Verità, anche se a volte “scomoda”? Domande apparentemente retoriche per un cattolico, la cui risposta è tuttavia al centro di mille polemiche, a volte interne alla Chiesa stessa. Una lucida analisi di tutto questo la offre a ZENIT il cardinale Mauro Piacenza, penitenziere maggiore di Santa Romana Chiesa, “Ministro di Misericordia” di Papa Francesco, che spiega in che modo la Chiesa “amministri” la misericordia e come sia essa “la legge suprema” con cui governa, al di là del diritto e della giustizia “umane”. Continua a leggere

La misericordia di Dio (Giovanni Paolo II)

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“La misericordia in se stessa, come perfezione di Dio infinito, è anche infinita. Infinita quindi ed inesauribile è la prontezza del Padre nell’accogliere i figli prodighi che tornano alla sua casa. Sono infinite la prontezza e la forza di perdono che scaturiscono continuamente dal mirabile valore del sacrificio del Figlio. Nessun peccato umano prevale su questa forza e nemmeno la limita. Da parte dell’uomo può limitarla soltanto la mancanza di buona volontà, la mancanza di prontezza nella conversione e nella penitenza, cioè il perdurare nell’ostinazione, contrastando la grazia e la verità, specie di fronte alla testimonianza della croce e della risurrezione di Cristo. Continua a leggere

“La Chiesa è depositaria del potere delle chiavi”

Udienza generale di Papa Francesco

Il Pontefice all’Udienza generale di oggi ha parlato della remissione dei peccati e della necessità che essa passi attraverso la Chiesa, che – per volontà di Gesù – è depositaria del “potere delle chiavi”.

Di seguito il testo integrale della Catechesi.

 

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Mercoledì scorso ho parlato della remissione dei peccati, riferita in modo particolare al Battesimo. Oggi proseguiamo sul tema della remissione dei peccati, ma in riferimento al cosiddetto “potere delle chiavi”, che è un simbolo biblico della missione che Gesù ha dato agli Apostoli.

Anzitutto dobbiamo ricordare che il protagonista del perdono dei peccati è lo Spirito Santo. Nella sua prima apparizione agli Apostoli, nel cenacolo, Gesù risorto fece il gesto di soffiare su di loro dicendo: «Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi» (Gv 20,22-23). Continua a leggere

«Coraggio, figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati»

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Una meditazione di San Giovanni Crisostomo per il Vangelo di oggi.

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«Coraggio, figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati»

Gli scribi confessavano che Dio solo può rimettere i peccati. Gesù invece, ancor prima di rimettere i peccati, rivela i segreti dei cuori, mostrando così che egli possiede anche questo potere, che è riservato a Dio… Sta scritto infatti: “Solo tu, Signore, conosci il cuore dei figli dell’uomo” e “L’uomo guarda l’apparenza, il Signore guarda il cuore” (2 Cr 6,30; 1Sam 16,7). Gesù rivela dunque la sua divinità e la sua uguaglianza con il Padre svelando agli scribi il fondo del loro cuore, divulgando i pensieri che loro non osavano dichiarare apertamente per paura della folla. E questo egli fece con grande mitezza. Continua a leggere