«Siamo tutti peccatori perdonati, ma non giudichiamo»

L'abbraccio di papa Francdsco a Lizzy, ma bimba che diventerà cieca

 di Massimo Introvigne
 
All’udienza generale del 6 aprile 2016 papa Francesco, conclusi gli incontri  sulla misericordia di Dio nell’Antico Testamento, ha iniziato un nuovo ciclo sulla misericordia nei Vangeli. Con Gesù inizia propriamente il «tempo della misericordia», nel quale a chi vuole seguire il Signore è chiesto di riconoscersi peccatore, di accogliere il perdono di Dio, e di non giudicare gli altri pensando anzitutto ai propri peccati.

Gesù ha manifestato la sua misericordia «sempre, in ognimomento della sua vita terrena. Incontrando le folle, annunciando il Vangelo, guarendo gli ammalati, avvicinandosi agli ultimi, perdonando i peccatori, Gesù rende visibile un amore aperto a tutti: nessuno escluso!». Leggendo il Nuovo Testamento compendiamo che «il Vangelo è davvero il “Vangelo della Misericordia”, perché Gesù è la Misericordia!». Tutti e quattro i Vangeli descrivono il battesimo che Gesù riceve da Giovanni Battista. Continua a leggere

Santa Marta: “Non c’è santo senza passato, non c’è peccatore senza futuro”

Pope Francis celebrating Mass in Santa Marta

Durante l’omelia del mattino, papa Francesco rievoca la storia di re Davide: commette adulteri e delitti ma chiede sempre perdono a Dio e non strumentalizza mai il nome del Signore per fini propri
 
La misericordia è stata esercitata da Dio nei confronti degli uomini da sempre. Già molto prima della venuta sulla terra di Gesù Cristo, la storia personale del re Davide è emblematica di come anche un adultero ed assassino possa diventare profeta e sovrano del popolo d’Israele.

È proprio Davide il protagonista della prima lettura odierna (Sam 16,1-13), in cui papa Francesco, nell’omelia mattutina alla Casa Marta, ha evidenziato come il Signore preferisca scegliere chi ha umiltà e non usa “Dio per vincere una causa propria”.

Saul, ad esempio, viene bocciato perché ha un “cuore chiuso”, mentre la scelta ricade sul pastorello Davide, ultimogenito di Iesse, a dimostrazione che “il Signore vede il cuore”, al contrario degli uomini, spesso “schiavi delle apparenze”. Continua a leggere

Papa, lezione sulla buona politica

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di Massimo Introvigne

Molti discorsi di Papa Francesco sono solo apparentemente semplici. Vale per l’omelia pronunciata a braccio il 27 marzo nella Messa celebrata in San Pietro con oltre cinquecento parlamentari italiani. Inutile cercarci, come al solito, riferimenti a leggi controverse in discussione in Parlamento. Il Papa ha ripetuto fino alla noia che di queste cose devono occuparsi gli episcopati nazionali, non il Pontefice. E invece ai parlamentari il Papa ha offerto una profonda lezione sulla corruzione delle classi politiche.

La Scrittura, ha detto, propone «un dialogo fra i lamenti di Dio e le giustificazioni degli uomini. Dio, il Signore, si lamenta. Si lamenta di non essere stato ascoltato lungo la storia. E’ sempre lo stesso: “Ascoltate la mia voce… Io sarò il vostro Dio… Sarai felice…” – “Ma essi non ascoltarono né prestarono orecchio alla mia parola, anzi: procedettero ostinatamente secondo il loro cuore malvagio. Invece di rivolgersi verso di me, mi hanno voltato le spalle” (Ger 7,23-24). È la storia dell’infedeltà del popolo di Dio». Dunque Dio entra in vari modi nella storia, parla, si rivela agli uomini. Ma gli uomini «ostinatamente» non lo ascoltano. Continua a leggere

“Se ognuno di noi non si sente bisognoso della Misericordia di Dio, non si sente peccatore, è meglio che non vada a Messa”

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Papa Francesco, nell’Udienza Generale di oggi, 12 febbraio 2014, in piazza San Pietro, ha condotto la sua catechesi sull’Eucaristia e sul senso e il modo con il quale noi tutti, la domenica a Messa, la viviamo. Ci sono tre indizi, ha detto il Papa per riuscire a capire se viviamo bene l’Eucaristia. Il primo è il pensiero per chi ci sta accanto, nei banchi. Riusciamo a sentirli come fratelli e sorelle? Mi avvicino ai problemi dei più bisognosi? Prego per loro? Il secondo indizio è la grazia di sentirsi perdonati: “Se ognuno di noi non si sente bisognoso della Misericordia di Dio, non si sente peccatore, è meglio che non vada a Messa. Noi andiamo a Messa perché siamo peccatori e vogliamo ricevere il perdono di Gesù”. Il terzo indizio è la coerenza tra liturgia e vita: “Una celebrazione può risultare anche impeccabile dal punto di vista esteriore, bellissima, ma se non ci conduce all’incontro con Gesù, rischia di non portare alcun nutrimento al nostro cuore e alla nostra vita”. Continua a leggere

Il peccato e la misericordia  

Il ritorno del figliol prodigo, Rembrandt, acquaforte, Pierpont Morgan Library, New York

Il ritorno del figliol prodigo, Rembrandt, acquaforte, Pierpont Morgan Library, New York

Il Vangelo è la rivelazione, in Gesù Cristo, della misericordia di Dio verso i peccatori. (Catechismo 1846)
Nessuno è senza peccato. «Se diciamo che siamo senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi» (1Gv 1,8). Questo a motivo della mai completa coincidenza della nostra libertà col bene, così da cedere al male. Pur senza compiere grandi peccati, chiunque va incontro a debolezze, infedeltà e incoerenze. Anche la persona più avanzata in bontà e santità di vita. Del resto la crescita etico-spirituale affina l’occhio dello spirito, così da scorgere mancanze e difetti che il mediocre non vede. Per questo i santi si considerano peccatori. Continua a leggere

In verità vi dico: viva i peccatori

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Gesù cercava le ferite del peccato e le guariva. Ma ammoniva gli scribi, che chiamava “sepolcri imbiancati”.
 
di Antonio Socci – Panorama
 
Il Cristianesimo, strano a dirsi, entra nel mondo precisamente in polemica dura con i moralisti. A ogni pagina dei Vangeli Gesù appare traboccante di tenerezza verso i peccatori, perfino i più malfamati. Invece è durissimo solo con coloro che si ritenevano “giusti”.
Con loro, per scuoterli, usa parole di fuoco: “Guai a voi, dottori della Legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito” (Lc 11,43-46). “Tutto quello che fanno è per farsi vedere dalla gente… Guai a voi scribi e farisei ipocriti. Voi siete come sepolcri imbiancati: all’esterno sembrano bellissimi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di marciume” (Mt 24,4 e segg). Continua a leggere