La geniale pedagogia di Dante

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di Giovanni Fighera
 
Abbiamo lasciato Dante nella selva oscura mentre, sprofondando sempre più in basso, chiede aiuto a Virgilio: «Vedi la bestia per cu’ io mi volsi;/ aiutami da lei, famoso saggio,/ ch’ella mi fa tremar le vene e i polsi». La lupa, ovvero la cupidigia, il desiderio di essere sempre più potenti, più prestigiosi, più ricchi, non permette ad alcuno di intraprendere la via del bene  e della felicità, «ché […] non lascia altrui passar per la sua via,/ ma tanto lo ’mpedisce che l’uccide». Questa bestia opererà sulla Terra, finché non giungerà il veltro che la ricaccerà all’Inferno, là da dove proviene. Ecco la prima profezia dantesca, quella del veltro, un personaggio storico che nascerà «tra feltro e feltro» (in povertà o tra Feltre  e Montefeltro?) oppure lo stesso Cristo che ritornerà nella gloria (parusia). Non intendiamo qui soffermarci su questa profezia che verrà ripresa alla fine del canto XXXIII del Purgatorio (come dimostra Barbara Reynolds nel suo Dante), su cui, quindi, ritorneremo. Certo è che, dopo le parole di Virgilio, vinta ogni paura, Dante viator appare propenso a partire tanto da esclamare: «Poeta, io ti richeggio/ per quello Dio che tu non conoscesti,/ acciò ch’io fugga questo male e peggio,/ che tu mi meni là dov’or dicesti,/ sì ch’io veggia la porta di san Pietro/ e color cui tu fai cotanto mesti». Allora il maestro Virgilio si muove e il discepolo lo segue. Continua a leggere

Guardini, il fuoco dell’educatore

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di Antonio Giuliano
 
Quando il dibattito sull’educazione scivola sulle facili etichette di ‘bamboccioni’ o di ‘sdraiati’ per descrivere l’universo giovanile, con scarsa autocritica da parte di genitori e/o insegnanti o intellettuali da salotto, allora è d’obbligo rispolverare un autore a lungo dimenticato. Già, perché Romano Guardini (18851968), teologo e filosofo tra i più stimati del Novecento, gode soltanto oggi di una certa riscoperta.

Anche grazie all’ammirazione di papa Benedetto XVI che si è sempre considerato un allievo del pensatore nato a Verona, ma che ha vissuto tutta la sua esistenza in Germania. Per quanto Guardini fosse stato già un maestro per Paolo VI e ora per papa Francesco che di recente, nel libro Aquel Francisco, ha rivelato di essersi ispirato a lui per i criteri sociali contenuti nell’esortazione apostolica Evangelii gaudium. Continua a leggere