Il pediatra che legge Dante e Shakespeare ai suoi piccoli pazienti

LIBRI, MAESTRO, BAMBINI

di Annalisa Teggi
 
Ogni volta che concludo una visita di controllo dal nostro pediatra, l’ultimo consiglio che segna sul libretto è: “leggere libri ad alta voce”. Con me sfonda una porta aperta, ma metterlo – per così dire – a verbale fa sempre bene.

Infatti, talvolta sono io adulta quella che snobba la lettura coi miei figli. Stanchezza, pigrizia, faccende domestiche sono scuse da cui pesco a volontà giornalmente. Il mio adolescente è in un’età di allergia pesante ai libri, ma ogniqualvolta mi metto a fianco a lui a leggere a voce alta anche solo la pagina di geografia che sbuffa per studiare, accade qualcosa di inaspettato: domande, collegamenti, voglia di approfondire.

I figli più piccoli, invece, mi assalgono con le storie da leggere. Sono loro a richiedere che la lettura sia un’esperienza, vissuta in compagnia e quasi palpabile … niente lettura mentale, vogliono la voce. Nonostante ciò ogni tanto ancora mi scappa quella minaccia tremenda e insensata: “Ora vai in camera tua a leggere!”.

Perché leggere non è una punizione? Perché il suo bello è che sia un’esperienze condivisa? La storia raccontata da Repubblica, e che viene da Bari, contiene ipotesi concrete di risposta. Continua a leggere

Ciò che il buon senso già sa, la scienza conferma

Feto-umano

    di Stefano Bruni*pediatra
 
Tanto per cominciare, sgombriamo subito il campo da possibili equivoci. La vita umana è tale, e come tale va rispettata, dal momento del concepimento al momento del suo termine ultimo.

Ciò che viene a determinarsi a seguito dell’unione di uno spermatozoo e di una cellula uovo umani è un nuovo essere umano vivente, unico ed irripetibile che, in un susseguirsi progressivo di quotidiani e meravigliosi eventi maturativi arriva ad essere, in condizioni fisiologiche in un periodo di nove mesi, quella meravigliosa creatura che è il neonato. Il quale, a sua volta, è solo uno stadio intermedio, ma non per questo meno perfetto o meno umano, di ciò che progressivamente diventerà un bambino, poi un adolescente, quindi un giovane uomo e un adulto e infine un anziano. Continua a leggere

La forza della vita, basta non mettersi di traverso

Fiore

di Stefano Bruni* *pediatra
 
Sono entrambi giovani. Lei é bionda, con gli occhi azzurri. Sorride dolcemente quando, visitando Nicoletta, la sua bimba che ora ha quattro mesi di vita, le dico “Chissá se le rimarranno questi splendidi occhi azzurri anche da grande”! “Li conserverà, li conserverà!” mi dice, “Li ha presi da me.” Io mi sento un po’ sciocco. Certo, il colore delle iridi dei neonati può cambiare nel corso dei mesi, ma Nicoletta è il ritratto della mamma: bionda e con due grandi e dolci occhioni azzurri. Certo che manterrà quel bellissimo colore! Continua a leggere