Attacco ONU alla Chiesa: si alza l’asticella di una guerra ideologica e dottrinale

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Il rapporto del Comitato per i Diritti del Fanciullo, fondato su osservazioni per lo più superficiali e contraddittorie, è un esempio di ingerenza dottrinale che ha radici profonde.

Ai tempi della scuola chi non si è imbattuto nei propri libri di storia in lunghi capitoli che raccontavano del “secolarismo” della Chiesa, pronti a combattere gli Stati d’Europa per difendere o ampliare i territori dello Stato Pontificio? Ai giorni nostri, invece, ci siamo abituati ad assistere al fenomeno opposto, e cioè ad un costante assedio da parte del “pensiero unico” laico ai territori che la Chiesa ancora conserva come i propri, quelli ideali della morale e della dottrina. Il rapporto del Comitato per i Diritti del Fanciullo diffuso il 5 febbraio scorso, un documento di sedici pagine che vuole valutare la conformità dello Stato della Città del Vaticano rispetto alla Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia, è solo l’ultimo attacco, e di certo il più eclatante, che arriva dal pulpito laico più condiviso del pianeta. Continua a leggere

L’Onu dichiara guerra alla Chiesa

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di Massimo Introvigne

Il 5 febbraio 2014 il Comitato per i Diritti del Fanciullo delle Nazioni Unite ha diffuso un rapporto di sedici pagine sulla conformità dei comportamenti dello Stato della Città del Vaticano alla Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti dell’Infanzia, cui la Santa Sede ha aderito «con riserva». L’adesione con riserva – che peraltro la Santa Sede aveva affermato di poter superare in futuro – è dovuta al timore che la Convenzione autorizzi un’eccessiva ingerenza di organi delle Nazioni Unite negli affari interni degli Stati sottoscrittori. Per questa stessa ragione il Parlamento degli Stati Uniti non ha mai ratificato la Convenzione, che pure il governo americano aveva firmato nel 1995, così che negli USA non è mai entrata in vigore. Continua a leggere

Vaticano risponde all’Onu: «Impostazione ideologica, fatti distorti»

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Articolo tratto dalla Radio vaticana – La Santa Sede ha accolto con sorpresa le osservazioni conclusive del Comitato Onu per i diritti del fanciullo presentate oggi a Ginevra, che lanciano dure accuse al Vaticano sulla questione degli abusi su minori commessi da esponenti del clero. L’organismo delle Nazioni Unite afferma che la Santa Sede continuerebbe a violare la Convenzione sui diritti dell’infanzia. Il Comitato critica il Vaticano anche per le sue posizioni sull’omosessualità, la contraccezione e l’aborto. Sulla reazione della Santa Sede a queste accuse, Sergio Centofanti ha intervistato mons. Silvano Maria Tomasi, osservatore permanente vaticano presso gli Ufficio Onu a Ginevra: Continua a leggere

Abusi, l’Onu attacca la Santa Sede

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Il 16 gennaio la Santa Sede aveva spiegato alle Nazioni Unite in modo completo ed esauriente la propria politica in fatto di abusi sui minori. La risposta dell’Onu è giunta oggi, 20 giorni dopo, con toni estremamente severi. Al Vaticano il Comitato Onu sui diritti dei bambini chiede di rimuovere «immediatamente» dall’incarico chi ha commesso abusi sessuali sui bambini, e persino chi ne è sospettato. Il Comitato afferma di essere «profondamente preoccupato per il fatto che la Santa Sede non abbia riconosciuto la portata dei crimini commessi, non abbia adottato le misure necessarie per gestire i casi di abusi sessuali su minori e proteggere i bambini, e abbia adottato politiche e pratiche che hanno portato alla prosecuzione degli abusi e all’impunità dei colpevoli». Continua a leggere

Celibato dei preti

di Giacomo Samek Lodovici

Nei giorni scorsi, sul quotidiano Il Foglio, si è svolto un dibattito sul celibato ecclesiastico. Contro quest’ultimo alcuni (già dallo scorso gennaio e non solo nella discussione sul quotidiano diretto da Giuliano Ferrara) citano in proprio favore anche un testo firmato da Joseph Ratzinger nel 1970; essi stessi, peraltro, talvolta precisano (giustamente) che le opinioni teologiche di un uomo possono legittimamente cambiare, come è avvenuto su questo tema allo stesso Ratzinger molto prima di diventare Papa. Del resto, possono mutare anche le opinioni di un uomo che è già Papa e le sue uniche affermazioni irriformabili sono solo quelle in cui è impegnata la sua infallibilità. Di più, possono legittimamente modificarsi anche le opinioni di un santo e persino quelle di un santo che è anche Papa. Continua a leggere