Papa Francesco: «Bambini vittime degli Erode di oggi»

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“Gesù Bambino. Il mio pensiero va a tutti i bambini oggi uccisi e maltrattati, sia a quelli che lo sono prima di vedere la luce, privati dell’amore generoso dei loro genitori e seppelliti nell’egoismo di una cultura che non ama la vita; sia a quei bambini sfollati a motivo delle guerre e delle persecuzioni, abusati e sfruttati sotto i nostri occhi e il nostro silenzio complice; e ai bambini massacrati sotto i bombardamenti, anche là dove il figlio di Dio è nato. Ancora oggi il loro silenzio impotente grida sotto la spada di tanti Erode. Sopra il loro sangue campeggia oggi l’ombra degli attuali Erode. Davvero tante lacrime ci sono in questo Natale insieme alle lacrime di Gesù Bambino!”
 
(Papa Francesco, Messaggio del Santo Padre e Benedizione “Urbi et Orbi” nella Solennità del Natale, 25.12.2014)
 

Papa in Corea: L’esempio dei martiri coreani

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di Massimo Introvigne
 
La terza giornata di Papa Francesco in Corea, 16 agosto 2014, ha avuto al suo centro  la beatificazione, presso la Porta di Gwanghwamun a Seoul, di fronte a oltre ottocentomila persone, di Paul Yun Ji-Chung (1759-1791) e di 123 compagni martiri, uccisi tra il 1791 e il 1888 nel corso delle persecuzioni coreane contro i cristiani. Con riferimento a vicende attuali che vanno al di là della Corea, il Papa ha affermato che oggi ci sono diverse forme di martirio che il mondo riserva a quei cristiani che non scendono a compromessi, e che l’esempio dei martiri rivolge a tutti noi una domanda insieme semplice e decisiva: esiste qualcosa per cui saremmo disposti a morire?

Incontrando separatamente le persone consacrate e i dirigenti dei movimenti laicali, il Pontefice ha fatto applicazione di questa domanda alla vita dei religiosi e dei laici, cui ha chiesto fedeltà alle rispettive vocazioni, e – quanto ai laici – uno speciale impegno per la promozione e la difesa della famiglia nell’ambito della loro missione specifica di ordinare al Regno di Gesù Cristo l’ordine temporale, di cui fa parte anche la vita politica. Continua a leggere

Il Papa: fermate la persecuzione in Iraq

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Il grave dramma che stanno vivendo le popolazioni cristiane del nord dell’Iraq, in particolare gli abitanti di Qaraqosh fuggiti precipitosamente dalle loro case nella notte per l’avanzata dei jihadisti dell’Isis, sono al centro dell’attenzione e della preghiera di Papa Francesco. Lo riferisce il direttore della Sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, che durante un briefing con i giornalisti ha letto il seguente messaggio.

«Il Santo Padre segue con viva preoccupazione le drammatiche notizie che giungono dal nord dell’Iraq e che interessano popolazioni inermi. Particolarmente colpite sono le comunità cristiane: è un popolo in fuga dai propri villaggi a causa della violenza che in questi giorni sta imperversando e sconvolgendo la regione. Durante la preghiera dell’Angelus, lo scorso 20 luglio, Papa Francesco aveva esclamato con dolore: “I nostri fratelli sono perseguitati, sono cacciati via, devono lasciare le loro case senza avere la possibilità di portare niente con loro. A queste famiglie e a queste persone voglio esprimere la mia vicinanza e la mia costante preghiera. Carissimi fratelli e sorelle tanto perseguitati, io so quanto soffrite, io so che siete spogliati di tutto. Sono con voi nella fede in Colui che ha vinto il male!”. Continua a leggere

Papa Francesco: “Il mondo non tollera l’annuncio del Vangelo”

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“La Croce è sempre nella strada cristiana”. E’ quanto affermato da Papa Francesco nella Messa di stamani a Casa Santa Marta. Il Papa ha incentrato la sua omelia sulle persecuzioni dei cristiani e ha avvertito che oggi ci sono più martiri che nei primi tempi della Chiesa. Quindi, ha affermato che la vita cristiana non è “un vantaggio commerciale”, ma “è semplicemente seguire Gesù”.

Gesù aveva appena finito di parlare sul pericolo delle ricchezze e Pietro gli domanda cosa riceveranno i discepoli che hanno lasciato tutto per seguirlo. Papa Francesco ha svolto la sua omelia muovendo da questo confronto, narrato dal Vangelo odierno, e subito ha sottolineato che Gesù “è generoso”. In verità, risponde il Signore, “non c’è nessuno che abbia lasciato” la famiglia, la casa, i campi che “non riceva già ora in questo tempo, cento volte tanto”. Forse, ha commentato il Papa, Pietro pensa che “andare dietro Gesù” sia una “bella attività commerciale”, perché ci fa guadagnare cento volte tanto. Ma Gesù aggiunge che accanto a questo guadagno ci saranno persecuzioni: Continua a leggere

«Preghiamo per i cristiani discriminati»

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Il Papa ha pregato, recitando l’Angelus di oggi, per i cristiani discriminati a causa della testimonianza del Vangelo e ha osservato che accanto alle situazioni in Paesi dove “la libertà religiosa non è ancora garantita o non è nei fatti pienamente realizzata”, ci sono anche i casi di “Paesi e ambienti che sulla carta tutelano la libertà e i diritti umani, ma dove di fatto i credenti, specialmente i cristiani, incontrano limitazioni e discriminazioni”.

Il Papa critica “la falsa immagine del Natale: l’immagine fiabesca e sdolcinata, che nel Vangelo non esiste!”. Lo ha detto all’Angelus per la festa di santo Stefano primo martire, ricordando “il senso autentico dell’Incarnazione”, che collega “Betlemme al Calvario” e ricorda “che la salvezza divina implica la lotta al peccato, passa attraverso la porta stretta della Croce. Questa è la strada che Gesù ha indicato chiaramente ai suoi discepoli, come attesta il Vangelo di oggi”. Continua a leggere