Polonia, primo “sì” in Parlamento contro l’aborto

Polonia, stop aborto

 di Ermes Dovico
 
L’identità cristiana della Polonia, sopravvissuta a mezzo secolo di regime comunista e oggi costretta a respingere pressioni internazionali di ogni sorta (dall’Ue all’Onu) e rispondere a vere e proprie campagne di disinformazione, potrebbe far segnare una straordinaria inversione di tendenza sul fronte dei diritti del bambino, proteggendone realmente la vita fin dal concepimento. Con 267 voti a favore e 154 contrari, il parlamento polacco ha infatti pronunciato il suo primo “sì” per approvare una proposta di iniziativa popolare, firmata da 450 mila cittadini e chiamata “Stop Aborcji”, che punta a modificare la legge del 1993 e affermare il principio che l’aborto volontario è un reato senza eccezioni. Tutto parte quindi da una mobilitazione dal basso, che ha visto il coinvolgimento di associazioni, movimenti e centinaia di migliaia di persone, a cui si è andato presto ad aggiungere il deciso sostegno della Chiesa polacca.

Secondo le norme vigenti, in Polonia l’aborto è legale in caso di stupro, incesto, pericolo per la salute e la vita della madre e gravi malformazioni del feto, sebbene nella pratica non siano mancati gli abusi rispetto a questi “paletti” normativi, dal momento che sono stati abortiti anche bambini con handicap o sindrome di Down. Tant’è che la mobilitazione dei cittadini a difesa della vita è diventata inarrestabile da marzo in poi, in seguito al dramma di un bambino lasciato morire, tra urla e pianti, sul tavolo di una sala operatoria dopo che era sopravvissuto a un tentativo di aborto alla ventitreesima settimana. Continua a leggere

Un artista cattolico di Nashville parla dell’ispirazione profetica dietro al suo ultimo album

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“L’odio è un peso che non voglio più portare”.
 
Questo pensiero ha svegliato PJ Anderson nel cuore della notte. L’artista di Nashville ha subito iniziato a comporre la canzone “Mercy, Mercy”, che ha poi dato anche il titolo al suo album.

Questo è successo nel gennaio 2015. Due mesi dopo Papa Francesco ha dichiarato il 2016 come Anno giubilare della Misericordia.

“Non penso sia una coincidenza”, ha detto Anderson. “Dio ha messo questa canzone nel mio cuore. C’è così tanto bisogno di misericordia, nel nostro mondo”.

Il tema della misericordia è emerso in tutta la sua potenza questo agosto: PJ è stato infatti invitato ad esibirsi alla Giornata Mondiale della Gioventù in Polonia, patria della Devozione alla Divina Misericordia. “Dio ci ha destinati alla sua misericordia sin dal principio. A volte dimentichiamo che la misericordia e il perdono sono la vita”, ha detto Anderson. “È ora di abbracciare la misericordia nelle nostre vite. La sua misericordia, dolce come la pioggia d’estate”. Continua a leggere

Miracolo eucaristico in Polonia approvato dal vescovo

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In Polonia nella diocesi di Legnica nel 2013 è avvenuto un miracolo eucaristico simile a quello di Buenos Aires: un’ostia consacrata si è trasformata nel muscolo di un cuore umano, che presentava segni di grande patimento.

Il miracolo è stato però confermato solo domenica scorsa dalla Congregazione per la dottrina della fede che lo ha riconosciuto permettendo il culto del frammento reliquiario.

Il vescovo diocesano, mons. Zbigniew Kiernikowski, lo ha annunciato con queste parole (riportate e tradotte dal sito Aleteia):

“Il 25 dicembre 2013, durante la distribuzione della Santa Comunione, un’ostia consacrata è caduta a terra, e poi è stata raccolta e deposta in un recipiente pieno di acqua (vasculum). Poco dopo sono apparse delle macchie di colore rosso. Il vescovo emerito di Legnica, Stefan Cichy, ha istituito una commissione per studiare il fenomeno. Nel febbraio 2014 un piccolo frammento rosso dell’ostia è stato separato e posto in un corporale. La commissione ha ordinato l’estrazione di alcuni campioni per sottoporli ad analisi rigorose da parte di importanti istituti di ricerca. Continua a leggere

Chi è Duda, il neo presidente che ha affidato la Polonia alla Madonna di Czestochowa

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La stampa internazionale lo dipinge come un conservatore bigotto e nazionalista, ma in Polonia ha convinto molto per le sue ricette chiare e patriottiche
 
«La sua campagna elettorale è stata chiara, non ambigua e questo lo ha ripagato». Così Artur Dmochowski, giornalista polacco, editore del quotidiano Gazeta Polska, spiega a tempi.it la vittoria inaspettata di Andrzej Duda, il candidato conservatore del Partito Diritto e Giustizia che, dato perdente nei pronostici, ha vinto le presidenziali polacche. Dopo aver vinto al primo turno, al secondo ha ottenuto il 51,5 per cento dei voti contro il 48,5 del suo sfidante, Bronislaw Komorowski.
 
Duda, definito dalla stampa internazionale come un cattolico nazionalista e tradizionalista, ha ricevuto la maggioranza dei voti dai giovani. Come mai?

Sempre chiaro e mai preoccupato di tenere i piedi in più scarpe, Duda ha sottolineato la centralità della famiglia naturale come punto di ripresa dell’economia e del lavoro e ha messo gli interessi nazionali davanti a quelli delle lobby e delle banche internazionali. Altrettanto chiare sono state le sue posizioni sull’Europa, sul libero mercato e sulla vita. Continua a leggere

Polonia – Multato per essersi offerto di curare il bambino invece di procedere con un aborto

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L’assurdità della lotta contro l’obiezione di coscienza arriva a condannare un famoso medico palesemente pro-life per non aver voluto interrompere una gravidanza.

Veniamo ai fatti: siamo in Polonia, più precisamente nel Holy Family Hospital di Varsavia ed il protagonista è il Professor Bogdan Chazan. Il medico si sarebbe rifiutato di eseguire un aborto su di un bambino con qualche malformazione che era stato concepito in vitro e che non stava creando alcun problema di salute alla madre. Chazan ha, invece, offerto la propria consulenza e le cure ospedaliere prima e dopo il parto. Continua a leggere

Il Consiglio d’Europa impone l’aborto all’Irlanda e alla Polonia

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di Grégor Puppinck*

STRASBURGO, lunedì, 17 dicembre 2012 (ZENIT.org) – Come un paese che abbia rifiutato l’aborto tre volte con referendum, può vedersi imporre la propria legislazione nel nome d’una Convenzione che non contiene affatto il diritto all’aborto.
L’Irlanda è in Europa un simbolo di resistenza contro l’aborto ma sta per cadere sotto la pressione tanto del Consiglio d’Europa quanto dei gruppi di pressione. Il popolo irlandese si è sempre opposto con vigore all’aborto: tre volte, tramite referendum, ne ha rifiutato la legalizzazione e ha anche accordato una protezione costituzionale alla vita del nascituro, identica a quella della madre. L’aborto è così sempre vietato, eccetto quando è giudicato strettamente necessario dai medici per salvare la vita della madre. Continua a leggere