Papa Francesco: anche nella Chiesa ci sono “gli arrampicatori, gli attaccati ai soldi”.

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In una intervista Francesco afferma che “La Chiesa deve parlare con la verità e anche con la testimonianza: la testimonianza della povertà. Se un credente parla della povertà o dei senzatetto e conduce una vita da faraone: questo non si può fare”. “I beni immobili della Chiesa sono molti, ma li usiamo per mantenere le strutture della Chiesa e per mantenere tante opere che si fanno nei paesi bisognosi: ospedali, scuole”.
 
Città del Vaticano (AsiaNews) – “Anche nella Chiesa ci sono questi, che invece di servire, di pensare agli altri, di gettare le basi, si servono della Chiesa: gli arrampicatori, gli attaccati ai soldi. E quanti sacerdoti, vescovi abbiamo visto così”. L’ha detto papa Francesco nell’omelia della messa che ha celebrato stamattina a Casa santa Marta, commentando le due figure di “servi” presenti nella liturgia odierna per mettere in guardia contro la tentazione di “una doppia vita”: farsi vedere come uno che serve, ma in realtà si serve degli altri. Continua a leggere

Fine dei profeti di sventura

«Il Nyt riconosce le falsità sulla sovrappopolazione». L’occhiello dell’articolo del prof. Carlo Bellieni pubblicato oggi 13 giugno sul quotidiano Avvenire introduce la notizia: la sovrappopolazione non è mai stata un rischio reale.

Il New York Times ha pubblicato da poco un articolo intitolato «Gli orrori non realizzati dell’esplosione demografica». L’argomento è quantomai interessante. Vi ricordate gli annunci di disastri da sovrappopolazione che tanti profeti di sventura avevano fatto diventare idea-culto per le masse? Il quotidiano liberal newyorkese li ricapitola e constata che il mondo non è esploso, nonostante quelle funeste previsioni dicessero il contrario. Riporta i racconti di Harry Harrison, che dipingeva un futuro senza spazio per le nuove generazioni, e di Paul Herlich, un biologo di Stanford, autore di The Population Bomb, bibbia dell’antinatalismo e manifesto del neo-malthusianesimo. Continua a leggere

Udienza generale. Papa Francesco: famiglia, scuola di umanità che salva società dalla barbarie

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Politica ed economia sono generalmente “avare” nel riconoscere il bene prodotto dalle famiglie, che è principalmente quello di perpetuare nella società il valore degli affetti, “la speciale umanità dei suoi legami”, che è quello che salva il mondo dalla “barbarie” indotta dai nuovi “pianificatori di benessere” per i quali i vincoli familiari sono praticamente un fastidio.

Sono acute e incisive le considerazioni di Papa Francesco all’udienza generale dedicata al rapporto tra famiglia e povertà. Di seguito il testo completo della catechesi:
 

La Famiglia – 17. Famiglia e povertà

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

In questi mercoledì abbiamo riflettuto sulla famiglia e andiamo avanti su questo tema, riflettere sulla famiglia. E da oggi le nostre catechesi si aprono, con la riflessione alla considerazione della vulnerabilità che ha la famiglia, nelle condizioni della vita che la mettono alla prova. La famiglia ha tanti problemi che la mettono alla prova. Continua a leggere

Cibo sprecato, la legge che lo trasforma in bene dei poveri

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In Italia, solo nel comparto della ristorazione, l’eccedenza alimentare è di 209 mila tonnellate l’anno. La Legge del Buon Samaritano permette di recuperare in tempi brevi quel cibo che andrebbe buttato da mense e ristoranti e di distribuirlo a chi ne ha bisogno. Al microfono di Elisa Sartarelli, il presidente della Fondazione Banco Alimentare Onlus, Andrea Giussani, che spiega i vantaggi di questa legge e le ulteriori necessità degli operatori:

R. – La Legge del Buon Samaritano è la legge per la quale 11 anni fa sono state adottate nuove normative, uniche in Europa, allora, e per la prima volta in Italia, per il trattamento e il recupero di alimenti da mense, collettività, ospedali. Sostanzialmente, la novità è questa: fino ad allora, qualsiasi tipo di alimento non servito ai commensali doveva essere buttato, anche se era rimasto in cucina in ottime condizioni di conservazione. Continua a leggere

Dati sulla povertà: ripartire dalla famiglia

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Gli ultimi dati Istat confermano ciò che qualche tempo fa un altro rapporto aveva messo in evidenza: la povertà in Italia affligge soprattutto le famiglie.

Nel 2013, più di una famiglia su 10 (12,6%) è in condizione di povertà relativa (3 milioni 230 mila) e il 7,9% lo è in termini assoluti (2 milioni 28 mila). Le persone in povertà relativa sono il 16,6% della popolazione (10 milioni 48 mila persone), quelle in povertà assoluta il 9,9% (6 milioni 20 mila).

Se la povertà relativa non è aumentata – tra il 2012 e il 2013 è stabile dal 12,7 al 12,6% – l’incidenza di povertà assoluta è invece aumentata dal 6,8% al 7,9% (soprattutto al Sud, dal 9,8 al 12,6%). Continua a leggere

Un esempio luminoso di perfezione cristiana: amore per gli uomini e vera povertà

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“Quando morì, non lasciò niente a nessuno, perché non aveva niente”.

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da una testimonianza di Giulio Pacelli, nipote di Papa Pio XII:
 
“Pio XII amava concretamente e non a parole, tutti gli esseri umani soprattutto quelli che soffrivano. Questo amore lo spingeva a voler soffrire come loro, ad imporsi le stesse privazioni cui erano costretti.
Durante la guerra sapeva che molti uomini soffrivano la fame, ed egli si privava del cibo che avrebbe potuto avere in abbondanza.

Quando cominciarono i bombardamenti, molta gente restò senza casa e fu costretta a affrontare i rigori del freddo senza riscaldamento, con pochi vestiti in condizioni di grave indigenza. Pensando a quelle famiglie, Pio XII, durante la guerra, non volle che il suo appartamento fosse riscaldato. Aveva le mani e i piedi gonfi, pieni di geloni. Faticava a scrivere a macchina, a tenere la penna in mano, non stava bene di salute, ma non volle il riscaldamento. Continua a leggere

«Il Vangelo è l’antidoto alla miseria spirituale»

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Il 4 febbraio 2014 è stato pubblicato il Messaggio di Papa Francesco per la Quaresima di quest’anno, formalmente datato 26 dicembre 2013. Il Messaggio è un piccolo trattato sulla povertà e sulla miseria. Precisa in che senso il Pontefice parla di una «Chiesa povera per i poveri», e ribadisce ancora una volta che la miseria di cui preoccuparsi non è solo quella materiale. C’è anche, più grave, una miseria morale e spirituale, che consiste nel non conoscere Dio e nell’allontanarsi da Lui.

Il Papa parte dall’espressione di san Paolo: «Conoscete infatti la grazia del Signore nostro Gesù Cristo: da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà» (2 Cor 8,9). Continua a leggere