Rebecca, 10 anni, è Alfiere della Repubblica: “Ha aiutato l’amica disabile a uscire dal silenzio”

A poco più di dieci anni, Rebecca Maria Abate è la più giovane dei 29 “Alfieri della Repubblica” nominati dal Presidente Sergio Mattarella, distintisi come “costruttori di comunità”. Rebecca vive a Lucera, in provincia di Foggia, e tutti quelli che la conoscono affermano che per lei è naturale aiutare chi ha dei problemi.

Nella scheda ufficiale del Quirinale, che spiega il motivo per il quale la bambina pugliese ha ottenuto questo riconoscimento, si legge: “L’aiuto che è riuscita a dare a una compagna di scuola con grave disabilità ha consentito a questa di uscire dal silenzio e di aprire una comunicazione con l’intera classe. Grazie alla sua sensibilità e al suo affetto è riuscita a interpretare e comprendere i pochi segnali dell’amica, creando in questo modo nella classe un ambiente più aperto e inclusivo, dove la diversità è divenuta occasione di crescita per tutti”.

A Repubblica il papà Stefano racconta più dettagliatamente la storia di Rebecca: “Rebecca e la sua amica si conoscono da quando erano piccole, hanno frequentato la stessa classe dalla seconda alla quinta elementare. E da quando aveva sei anni Rebecca ha creato un ponte fra lei e il resto della comunità scolastica: accudiva la sua compagna, mangiava con lei”. Per la piccola Rebecca alzarsi e andare dalla sua amica quando era in difficoltà era un gesto naturale ed istintivo. Non riusciva a farne a meno anche se era presente un insegnante di sostegno e se i docenti le chiedevano di restare al suo posto. Alla fine nessuno le ha più impedito di avvicinarsi alla sua amica, tanto che gli insegnanti, resisi conto del legame tra le due compagne, lo hanno segnalato al preside ed infine al presidente della Repubblica. Continua a leggere

La lettera di un malato contro l’eutanasia che Napolitano e Renzi hanno ignorato

Lorenzo Moscon

(Tratto da lanuovabq.it)
 
Pubblichiamo la lettera che un giovane – Lorenzo Moscon, malato di triplegia spastica, che lo costringe su una sedia a rotelle – ha inviato lo scorso 24 aprile al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e al presidente del Consiglio Matteo Renzi. E’ una reazione all’intervento pubblico a favore dell’eutanasia fatto da Napolitano dopo aver ricevuto la lettera di un malato. Questa lettera, che svela l’inganno dell’eutanasia e il vero bisogno che i malati hanno, però non ha ricevuto alcuna risposta, né privata né pubblica.

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di Lorenzo Moscon
 
Illustrissimi Signori 

Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano 
Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi Continua a leggere

«Tutelare la famiglia» Lo chiede il Papa a Napolitano

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di Massimo Introvigne

La qualità della politica, anche in Italia, dipende dalla famiglia. Lo ha detto Papa Francesco nella sua visita al Quirinale parlando a braccio ai dipendenti della Presidenza della Repubblica e ai loro numerosi e festanti bambini, e lo ha ribadito nel suo discorso ufficiale.

Conosciamo la linea di Papa Francesco, che di rado cita leggi o questioni politiche specifiche, concentrando il suo Magistero sul primo annuncio dei principi e dei valori. Il richiamo alla famiglia al Quirinale, in questo contesto, è risuonato con particolare forza, in un luogo non generico e avendo come destinatari anzitutto i politici italiani. Anche in Italia, ha detto il Papa, «la famiglia ha bisogno della stabilità e riconoscibilità dei legami reciproci, per dispiegare pienamente il suo insostituibile compito e realizzare la sua missione».  Continua a leggere

Napolitano premia lo scrittore Eugenio Corti

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di Giulia Tanel

La notizia ha del sensazionale: il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, a poche ore dallo scadere del proprio mandato, ha conferito allo scrittore cattolico Eugenio Corti la Medaglia d’oro ai benemeriti della cultura e dell’arte.

Lo scrittore, oramai novantaduenne, ha reagito in maniera molto equilibrata alla notizia della premiazione. Nella sua ottica, infatti, tutto quel che accade trova risposta nel disegno provvidenziale di Dio; inoltre, i riconoscimenti in quanto tali non aggiungono o tolgono nulla al merito di una persona, in quanto le cose veramente importanti nella vita di una persona sono ben altre, come, in primis, l’aderire giorno per giorno alla volontà di Dio. Continua a leggere