Noi pro-life, né buonisti né rigoristi

Noi Famiglia&Vita, supplemento mensile di Avvenire – Ottobre 2017
 
di Gian Luigi Gigli
 
Nella proposta socio-culturale dei nostri giorni e nella stessa sensibilità di tanti cattolici si assiste ad un frequente restringimento del campo visivo. È come se la visuale non abbracciasse più con lo sguardo l’interezza e la complessità dei temi in gioco. Vi è gente disponibile a impegnarsi per ogni buona causa, specie se ne conseguono applausi o consensi: dall’abolizione della pena di morte, alla fame nel mondo. Le stesse persone, tuttavia, non si accorgono che la vita dell’innocente nel grembo materno meriterebbe una tutela ancora maggiore o che sono gli stessi poteri forti a promuovere in tutto il mondo la causa dell’aborto, mascherato da salute riproduttiva. Anzi, sui temi della vita sono fautori di una generica quanto acritica ‘apertura’, in nome di un malinteso dialogo che finisce, il più delle volte, per rivelarsi a senso unico. Per essi l’imperativo è non dividere, il metodo è quello buonista, la prospettiva è l’irenismo. Ma la visione a cannocchiale è diffusa anche negli ambienti pro-life: in nome del ‘rigore’, demonizzano le posizioni avversarie e quanti reputano sospetti di cedimenti; invocano un’unità il più delle volte ideologica; chiamano a scontri o battaglie, senza neanche valutare, come insegna la Scrittura, se muovendo contro il re nemico le forze a loro disposizione siano sufficienti. L’importante è tener alta la bandiera, senza curarsi delle rovine e dei cadaveri prodottisi nello scontro. Solitamente i primi si collocano politicamente a sinistra, in nome del progresso, i secondi a destra, in nome della tradizione e ognuna delle due scuole di pensiero tende a enfatizzare i temi più vicini al proprio orientamento politico, minimizzando o trascurando quelli dell’altra parte. Continua a leggere

Consultori pro life e preghiere: così calano gli aborti

img-_antArt-_za1

di Andrea Zambrano 
 
I volontari dell’associazione Giovanni XXIII ne sono convinti: la preghiera funziona. A dirlo questa volta sono i numeri che certificano come l’attività antiaborto praticata davanti agli ospedali inizi a dare i frutti sperati e a invertire la tendenza. Nei giorni scorsi la realtà fondata da don Oreste Benzi ha presentato i dati del Sostegno alle maternità difficili nel 2014 fornendo un quadro su base nazionale e su base regionale, in Emilia Romagna, regione dove è nata e dove si sono sviluppati per primi i rosari sotto le finestre dei reparti di ginecologia degli ospedali pubblici dove si praticano gli aborti.

I dati statistici dicono che in due casi su tre vince la vita. Merito delle preghiere certo, che spessoa Modena, Bologna e Rimini sono state osteggiate dalla politica e da associazioni di stampo laicista. Ma merito anche dell’attività di consultorio pro life che quando è lasciata libera di agire, dà i suoi frutti. Continua a leggere

Il ruggito pro-life di Lila – intervista a Lila Rose

Lila-Rose (1)

Oggi ha 27 anni ed è una della più combattive donne degli Stati Uniti impegnate per costruire una cultura della vita e per sconfiggere l’aborto. Lila Rose è ottava di dieci figli, educata in una home schooling, laureata in storia alla UCLA, convertita al cattolicesimo. A 15 anni (quindici!) ha fondato Live Action, quello che oggi si può definire un vero e proprio colosso multimediale e che si batte per smascherare le menzogne utilizzate per far praticare l’aborto. L’associazione ha fatto del giornalismo investigativo su molti temi: il razzismo, la copertura dei trafficanti del sesso, la disinformazione medica, la copertura degli abusi sessuali, l’aborto selettivo e l’infanticidio.

La ragazza viene regolarmente ospitata alla CBS e alla CNN, ha scritto su USA Today, First Thing e molti altri quotidiani e riviste. Insomma, non scherza. Lei, a proposito di non desistenza, non desiste. Continua a leggere

L’America che marcia per la Vita. Il Card. O’Malley: “We shall overcome”

345x221

Un fiume umano ha raggiunto Washington tra mercoledì e giovedì scorso, quello dei partecipanti alla Marcia per la vita. Giunta alla sua edizione numero 42, la Marcia si è confermata anche quest’anno come l’iniziativa più rappresentativa ed “ecumenica” di tutto il grande mondo pro-life statunitense.

Mercoledì sera, alla vigilia dell’evento, il cardinale Sean O’Malley ha celebrato una Messa presso la Cattedrale della Santa Croce. Nell’omelia ha sottolineato come negli Usa sia sta verificando un sorprendente cambiamento dell’opinione pubblica riguardo all’aborto, nel silenzio dei media. Un fenomeno «generazionale» che il porporato attribuisce appunto ai «giovani», oggi «il segmento pro life più importante». E ha aggiunto una serie di considerazioni ispirate, di cui riportiamo qui uno scampolo: Continua a leggere

Malmenato perché pro-life

Giorgio-Celsi2-250x300

Giorgio Celsi, Presidente dell’Associazione “Ora et Labora in Difesa della Vita”, stava distribuendo volantini davanti all’ospedale San Gerardo di Monza. Lo fa una volta al mese, dopo aver donato il sangue, da oltre quattro anni. Indossa il camice da infermiere e prova a esporre il suo punto di vista.
Lunedì, un uomo di mezza età stava entrando in ospedale. Ma quando ha visto il tavolino in difesa della vita, non ci ha più visto. Ha iniziato insultare Celsi, a spingerlo, a buttare via tutti i volantini. Poi se l’è presa con i cartelli che ha sbattuto per terra. (QUI la notizia).
Il problema, secondo gli agenti intervenuti, è nelle immagini del volantino, che “possono urtare la sensibilità dei passanti”. Ma la precedente aggressione è di appena una settimana fa, a Milano.
Celsi: “Se mi occupassi di salvare i cagnolini maltrattati mi darebbero un premio, ma parlare di aborto è evidentemente un tema scomodo”.
Continua a leggere

Legge 40: che fare?

img-_innerArt-_procreazione-assistita1

di Giacomo Samek Lodovici

Dopo l’editoriale di Mario Palmaro che definiva ormai inutile la difesa a oltranza della Legge 40 sulla fecondazione artificiale dopo che le sentenze di vari tribunali l’hanno stravolta, pubblichiamo le osservazioni con cui Giacomo Samek Lodovici propone un giudizio più articolato sulla Legge 40.

Quando si parla della legge 40 nel mondo pro life gli animi si surriscaldano. Spero però che mi sia consentito esporre qualche considerazione, senza intenti polemici, bensì perché mi sta a cuore la salvezza di vite umane, cioè per una premura che è condivisa sia dagli estimatori della legge 40, sia da quei suoi detrattori che ci sono tra i pro life. Continua a leggere

Commissario Ue pro-life? Levata di scudi a Bruxelles

Un commissario europeo fermato dall’Europarlamento per le sue convinzioni cattoliche? È la domanda che torna a risuonare, a otto anni dal caso che vide lo stop a Rocco Buttiglione, tra le mura dell’unica istituzione Ue direttamente eletta dai cittadini europei.
Al centro è l’attuale ministro degli Esteri maltese Tonio Borg, nominato dal governo della Valletta a prendere il posto a Bruxelles dell’ex commissario John Dalli, costretto alle dimissioni dal presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso dopo che l’Olaf, l’Ufficio europeo per la lotta anti frode, l’aveva accusato di contiguità con un lobbista nel settore del tabacco. Borg dovrebbe assumere il portafoglio di Dalli, che è quello della Salute e della Tutela dei consumatori. Continua a leggere