“Péguy” e Jérôme Lejeune, quando l’amore abbraccia il male

Organizzato a Milano dall’Associazione Peguy un incontro sulla Trisomia 21 con il professor Strippoli. Che ha ricordato l’umanità di un grande medico come Lejeune
 

Il destino personale o il mistero della vita umana? Si può nascere con un cromosoma in più, che confonde il tuo sistema biologico e blocca le tue funzioni fisiologiche, ti fa vivere male. Un tempo, non molto tempo fa, ti faceva morire anche a 9 anni di vita, in media. Oggi c’è chi può già festeggiare i 70 anni di età, insieme ai suoi cari e a chi gli ha voluto bene nel corso di una vita vissuta anche in condizioni normali.

Stiamo parlando della sindrome di Down, un male scoperto dall’inglese John Langdon Down e interpretato, in quell’epoca ottocentesca, in senso per metà positivistico, per metà razzista. Quella sindrome era, secondo quel ricercatore, una regressione che portava a una rassomiglianza con le popolazioni del lontano Est del mondo, che rendeva simili ai mongoli e, da qui, il gergo terribile di “mongoloide” che ti accompagnava per un’intera vita, quella che ti era concessa dalle medicine e della cure dell’epoca.

Di questo incredibile mistero della vita umana, una malattia degenerativa che tuttavia non ti ruba sensibilità, sentimento e un’affettuosità rara, se ne è parlato alcuni giorni fa al Municipio 3 di Milano, che ha offerto la sua disponibilità, in una sala affollatissima e interessata. Il relatore della riunione era il professor Pierluigi Strippoli, un grande ricercatore in questo campo, che con nozioni scientifiche accessibili a un pubblico non certamente preparato e con ricordi storici precisi ha ricostruito l’iter della scoperta della malattia e le grandi conquiste della ricerca scientifica.

A promuovere questa riunione è stata l’Associazione Péguy, impegnata in dibattiti sull’attualità, ma anche in opere di solidarietà. Il tema su cui è impegnata la “Péguy” in questo momento è molto attraente e coinvolgente: il valore della vita.

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Lettera di un bambino speciale

S. Battesimo di Pietro - 15 giugno 2014 (7)

Pubblichiamo di seguito una lettera “idealmente” scritta da un bambino speciale.. e bellissimo!

Ringrazio la sig.ra Carla per averla voluta condividere con noi.

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Ciao, mi chiamo Pietro e sono nato il 7 gennaio 2013.

Appena venuto alla luce, già in sala parto i medici hanno capito che ho la sindrome di Down e dopo pochi giorni che avevo anche gravi problemi al cuore e all’intestino. Ora, dopo tanti mesi di ospedale nutrito con il sondino naso-gastrico e due pesanti operazioni, sto bene e tutti mi dicono che sono la GIOIA di tutta la mia famiglia, fratellini e nonni compresi. Dicono anche che con la mia dolcezza tiro fuori il meglio dai loro cuori….. Continua a leggere