Scienza e tecnologia abbiano un’«anima»

Nel secondo dopoguerra, mentre il progresso tecnologico iniziava quella formidabile accelerazione che, in meno di venticinque anni, avrebbe catapultato l’uomo dall’aereo a elica allo sbarco sulla Luna, si andò affermando soprattutto negli Stati Uniti un nuovo filone della letteratura di fantascienza. Al centro dell’azione di autori come Isaac Asimov o Ray Bradbury non c’erano più straordinarie avventure interstellari o invasioni aliene, ma una società alle prese con gli stravolgimenti spesso sconvolgenti prodotti da un progresso pronto in ogni momento a sfuggire di mano all’uomo. Con sullo sfondo interrogativi di senso quali la responsabilità degli scienziati, i limiti della ricerca, gli effetti di una tecnologia fine a se stessa.

Quanta straordinaria attualità ci sia in domande lo vediamo molto bene oggi, in cui le speranze continuamente alimentate da scoperte scientifiche sempre nuove si devono misurare con rischi sempre crescenti. Perché, per dirla con le parole rivolte da Papa Francesco ai partecipanti al seminario “Il bene comune nell’era digitale”, «un mondo migliore è possibile grazie al progresso tecnologico se questo è accompagnato da un’etica fondata su una visione del bene comune, un’etica di libertà, responsabilità e fraternità, capace di favorire il pieno sviluppo delle persone in relazione con gli altri e con il creato». Infatti, «l’indiscutibile beneficio che l’umanità potrà trarre dal progresso tecnologico dipenderà dalla misura in cui le nuove possibilità a disposizione saranno usate in maniera etica», mentre al contrario «un paradigma dominante – il “paradigma tecnocratico” –, che promette un progresso incontrollato e illimitato, si imporrà e forse, persino, eliminerà altri fattori di sviluppo con enormi pericoli per l’umanità intera». Continua a leggere

Progresso dell’Europa? Merito dei monaci!

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Un bell’articolo di Susanna Manzin dal suo blog Pane & Focolare
 

Sono stati versati fiumi di inchiostro a proposito dell’influenza del monachesimo sulla vita quotidiana dell’Europa. I monaci dissodano la terra, la bonificano, piantano alberi da frutto, seminano il grano, curano le vigne, allevano gli animali. Preservano e rilanciano l’economia del Vecchio Continente, nei secoli delle invasioni barbariche, degli sconvolgimenti militari e politici. Altro che secoli bui! La luce del Medioevo è dovuta in gran parte al monachesimo, che ha conservato i libri, tramandato la cultura, aperto ospedali e distribuito medicinali.

Si chiede lo scrittore Léo Moulin:Sarebbe possibile citare qualche formaggio di pregio che non sia monastico nelle sue lontane origini?”.  Nel suo saggio L’influenza della civiltà monastica sulla vita quotidiana dei secoli passati (Jaka Book, 1985), ci fa notare che tanti piccoli gesti della nostra vita quotidiana vengono dal monachesimo: Continua a leggere

Stiamo scomparendo

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di UMBERTO MINOPOLI
dal sito lottimistablog.wordpress.com
 
Pensiamoci. In Italia si inseguono la “condizione di coppia”, la genitorialita’, il matrimonio omosessuale come diritto di minoranze. Ma la coppia, la riproduzione, la genitorialita’, il matrimonio stanno scomparendo dagli orizzonti della maggioranza della popolazione. E’ un autentico paradosso. Siamo pronti a riconoscere come “diritti” delle minoranze quelli che, nella condotta della maggioranza, sono considerati, sempre piu’, dei dis-valori. Eleggiamo a diritto di pochi quello che stiamo stracciando come dovere dei molti. Si, perche’ riprodursi, assicurare la continuita’ genetica di un gruppo di popolazione- della nostra popolazione- significa migliorarne la condizione. E questo sarebbe il “dovere” di una comunita’. Un malinteso radicalismo pensa che il fine della nostra esistenza sia far star bene noi che abbiamo la fortuna di essere nati e di esistere. Sciocchezza. Progresso significa “far nascere” e continuare la specie, migliorandola. Continua a leggere

La pazienza di Dio

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“Quante volte noi desidereremmo che Dio si mostrasse più forte. Che Egli colpisse duramente, sconfiggesse il male e creasse un mondo migliore. Tutte le ideologie del potere si giustificano così, giustificano la distruzione di ciò che si opporrebbe al progresso e alla liberazione dell’umanità. Noi soffriamo per la pazienza di Dio. E nondimeno abbiamo tutti bisogno della sua pazienza. Il Dio, che è divenuto agnello, ci dice che il mondo viene salvato dal Crocifisso e non dai crocifissori. Il mondo è redento dalla pazienza di Dio e distrutto dall’impazienza degli uomini”.

(Benedetto XVI, Omelia in occasione della Santa Messa per l’inizio del ministero petrino di vescovo di Roma, 24 aprile 2005)

Spezzano la Croce per distruggere l’uomo

Il compianto Papa Giovanni Paolo I scrisse un volumetto di lettere immaginarie a personaggi famosi. Una la dedicò a Gilbert K. Chesterton.

Caro Chesterton, sul video della televisione italiana è apparso nei passati mesi Padre Brown, imprevedibile prete-poliziotto, creatura tipicamente tua. Peccato che non siano anche apparsi il professor Lucifero e il monaco Michele. Continua a leggere…