Le 10 cose che bisogna sapere sulla fecondazione in vitro prima di ricorrervi

10 Things You Should Know About IVF Stefan Pasch

Desiderare un figlio è una cosa buona e giusta – ma è giusto volere un figlio ad ogni costo?
 
Una coppia su sei non è fertile. Dal momento che sia io che mio marito veniamo da famiglie con molti fratelli e nipoti, non mi sarei mai aspettata di provare l’infertilità. In realtà, durante i tre anni che ci siamo frequentati prima del matrimonio, abbiamo discusso di ogni potenziale problema che avremmo potuto affrontare – come gestire le finanze in comune, come bilanciare famiglia e carriera, come gestire i conflitti dovuti al carattere, come caricare correttamente una lavastoviglie. Ci siamo preoccupati di tutto tranne di ciò che ha finito con l’essere la più grande sfida del nostro matrimonio.

Poi, l’abbiamo capito. Abbiamo capito quanto può essere devastante una inaspettata diagnosi di infertilità. Continua a leggere

La strage degli embrioni: solo uno su 10 vive

La fecondazione dell'embrione

di Tommaso Scandroglio
 
Il 9 luglio scorso è stata pubblicata l’annuale relazione che il ministro della Salute presenta al Parlamento sullo stato di attuazione della legge 40, norma che disciplina la fecondazione artificiale nel nostro Paese. I dati sono riferiti all’anno 2012. Qualche cifra tra le più significative (ringrazio il dottor Renzo Puccetti per l’assistenza in fase di verifica dei dati). «In generale, aumenta l’accesso alle tecniche di Pma» scrive il ministro Beatrice Lorenzin (si riferisce alle tecniche di II e III livello). Quindi sempre più coppie cercano il figlio in provetta, ben 72.543. Ma quante riescono nel loro intento? Siamo intorno al 17%. Il dato di insuccesso non è molto dissimile da quello del 2004-2005, primo anno in cui legalmente si praticava la fecondazione artificiale. E questo nonostante si possano produrre quanti embrioni si vogliono per ciclo e la crioconservazione del figlio non abbia più limiti grazie alla sentenza della Corte Costituzionale del 2009. Ciò a dimostrare che le aperture alla provetta a colpi di sentenza non ha prodotto i risultati sperati. Continua a leggere

Mio padre si chiama donatore

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di Raffaella Frullone  

«Ho passato anni della mia infanzia a fantasticare su di lui. Costruivo castelli sulle poche cose che sapevo: capelli biondi, occhi azzurri, laureato. Giorni frenetici e notti insonni passate a immaginare il suo carattere, le sue passioni. “Forse era un musicista, come me”, mi dicevo, “forse era un’artista squattrinato, per questo l’ha fatto,  aveva bisogno di soldi”. Poi ho scoperto che il donatore numero 81 era un professionista affermato, un medico che si definisce credente. Il mio padre biologico».

24 anni, newyorkese, Alana Stewart è quello che in gergo tecnico si chiama a donor-conceived adult, ossia un adulto concepito da donatore. La sua è una delle vicende raccontate nel documentario Anonymous father’s day (giornata del padre anonimo) che per la prima volta dà voce a un popolo che ogni anno nei soli Stati Uniti conta dai 30mila ai 60mila nuovi nati. Tanti sono infatti i bimbi che vengono al mondo grazie alla donazione di sperma da parte di padri rigidamente protetti dal più totale anonimato.  Continua a leggere

India – La nuova schiavitù delle «gravidanze in affitto»

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La compravendita di neonati è generalmente considerata un reato in tutti i Paesi del mondo. Ma forme analoghe di commercio, scientificamente più sofisticate e presentate in modo più accettabile, sono in buona sostanza riproposte all’interno dell’enorme e prospero mercato mondiale della procreazione in vitro, in tutte le sue varianti. Un commercio che conferma la consuetudine antichissima per cui sono i più poveri e bisognosi a cedere i propri corpi e i propri figli ai più ricchi, per soddisfarne bisogni e desideri.

La manifestazione più evidente di questo vecchio mercato, pur nella sua nuova veste, è quella della maternità surrogata: pagare una donna perché porti avanti una gravidanza e partorisca un figlio conto terzi. Continua a leggere