Una festa quarantʼanni (e 200mila bambini) dopo

Quarant’anni fa, l’aborto. Oggi, i sempre nuovi attacchi alla vita umana. Carlo Casini, fondatore del Movimento per la vita, della prima Giornata nazionale dedicata alla vita fu tra gli organizzatori. E quel periodo che precedette l’approvazione della legge sull’aborto lo ricorda bene: «Quando la legge stava per essere approvata – racconta – decidemmo con la Cei di far sapere che la gente non si rassegna e non si rassegnerà mai all’aborto. Venne fuori una Giornata per la vita da celebrare ogni anno. È una data importantissima perché ricorda quello che viene rimosso: l’essere umano esiste fin dal concepimento». Da allora tante battaglie, tanta esperienza sul campo.
«In certi casi questa ricorrenza ha salvato la vita umana. Ha fatto cambiare idea a molte donne che volevano abortire, perché anche la parola salva, non solo la solidarietà e l’aiuto. È poi una Giornata di incoraggiamento per tutte le donne in difficoltà e per coloro che lavorano per dare un aiuto a far superare le difficoltà», come i volontari dei Cav che dal 1978 hanno salvato almeno 200mila bambini. «Ero amico di Madre Teresa – continua Casini – , lei diceva che ‘se accettiamo che una madre possa sopprimere un bambino con i soldi dello Stato poi cosa ci resta?’. L’auspicio è che oggi si difenda la vita in modo specifico, che sia la prima pietra di un nuovo umanesimo». Continua a leggere