Bene il governo costituitosi alla Consulta. Suicidio assistito: resistenza necessaria

Suicidio assistito: resistenza necessaria

Marina Casini, nuovo presidente del Movimento per la Vita italiano, interviene oggi su Avvenire in merito al caso Cappato rimesso in decisione alla Consulta per la presunta incostituzionalità dell”art. 580 del codice penale sollevata dai radicali.
 

Caro direttore,
l’ambito del fine vita è altamente complesso e sfaccettato; le questioni sono spesso intrecciate tra loro e non possono certo essere affrontate a colpi di scure. A suo modo, però, la vicenda che ha rimesso davanti alla Consulta la costituzionalità dell’art. 580 del codice penale è semplice e chiara: un uomo concorre attivamente a realizzare il gesto suicidario diretto e volontario di un altro uomo, con la pretesa che tale gesto porti il sigillo del ‘diritto’.

È dunque meritevole di apprezzamento che il Governo si sia costituito. La Corte di assise milanese, ha ritenuto rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale della norma che punisce l’istigazione e l’aiuto al suicidio (art. 580 c.p.) nella parte in cui prevede che le condotte che agevolano l’esecuzione del suicidio e che non incidono sul processo deliberativo dell’aspirante suicida siano penalmente sanzionabili allo stesso modo delle condotte di istigazione. Dj Fabo avrebbe maturato in totale autonomia la determinazione autosoppressiva e l’imputato non avrebbe influito in alcun modo su tale determinazione.

A parte l’opinabilità di queste considerazioni, il reale obiettivo che si vuole raggiungere è chiaro: riconoscere all’individuo la «libertà di decidere quando e come morire», pertanto «solo le azioni che pregiudicano la sua libertà di decisione possono costituire offesa al bene tutelato dalla norma in esame». In realtà, il preteso ‘diritto di morire’ si scontra con diverse normative che invece affermano la indisponibilità della vita umana sia altrui che propria. Ma il punto su cui va concentrata l’attenzione è quel concetto di autodeterminazione rivendicato come unico e assoluto, ultimo e decisivo parametro per decidere se restare ancora nel mondo dei vivi o andarsene – con la collaborazione doverosa di terzi – nel regno dei più. Continua a leggere

Medici obiettori, la caccia è di nuovo aperta

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di Tommaso Scandroglio

La caccia all’obiettore continua e quando l’attualità non offre appigli per mettere all’angolo il medico non abortista ecco che i radicali rispolverano un cold case. Nel 2010 una donna, Valentina Magnanti, dichiara che al quinto mese di gravidanza è stata costretta ad abortire da sola, unicamente assistita dal marito Fabrizio, nel bagno dell’ospedale Sandro Pertini di Roma. Il caso è stato riesumato dalla solerte avvocato Filomena Gallo, segretaria dell’Associazione Luca Coscioni: «Questa è omissione di soccorso , un reato penale, anche se la coppia ha deciso di non denunciare la struttura. È la dimostrazione di come la legge 194 in Italia non garantisca sempre la presenza di un medico non obiettore nel caso dell’interruzione volontaria della gravidanza». Nel mirino anche la legge 40. Continua a leggere

Filomena e la legge 40

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di Tommaso Scandroglio

Quasi non fa più notizia. La legge 40 è stata rinviata per l’ennesima volta all’esame della Corte costituzionale. Questa in breve la vicenda. La lei di una coppia è portatrice sana della distrofia muscolare di Becker e rimane incinta in modo naturale di un bambino che alla 12° settimana di gestazione si scopre essere affetto da questa patologia. La coppia decide per l’aborto, ma vuole comunque mettere al mondo un altro figlio e che questa volta sia sano. Qualcuno allora suggerisce loro di provare con le tecniche di fecondazione artificiale perché in tal modo si può eseguire una diagnosi pre-impianto sull’embrione per verificare se è sano prima dell’impianto. Si rivolgono così ad una clinica, il Sant’Anna, ma si sentono rispondere che secondo la legge 40 solo le coppie sterili o infertili posso accedere alla Fivet. Allora – così racconta la cronaca – si rivolgono all’Associazione radicale Luca Coscioni e grazie al patrocinio dell’avvocato Filomena Gallo portano il proprio caso al Tribunale di Roma il quale dà loro ragione e solleva dubbio di costituzionalità sulla stessa legge 40. Continua a leggere

Marxisti, radicali e socialisti folgorati da Ratzinger

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di Antonio Socci

(Libero, 1 novembre 2013)

Quello di Ratzinger è stato un “tentativo eroico di arginare la forma postmoderna dell’Anticristo”. A pronunciare queste parole – in riferimento al magistero di Benedetto XVI sui grandi temi etici e antropologici – è stato uno dei più importanti pensatori marxisti dei nostri anni, Mario Tronti, già fondatore teorico dell’operaismo e impegnato politicamente nel Pci, poi nel Pds e nel Pd.

Sorprendente è anche il luogo in cui Tronti è intervenuto, sabato 26 ottobre. Si trattava della Nona edizione degli “Incontri di Norcia” della Fondazione Magna Carta. Continua a leggere

Legge 194: la grande menzogna degli aborti clandestini

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Il 22 maggio scorso è stato l’anniversario della Legge 194 che dal 1978 regolamenta l’interruzione di gravidanza in Italia. Come ha giustamente sottolineato Massimo Pandolfi, caporedattore de “Il Resto del Carlino”, «passano gli anni, ma le bugie ideologiche che circondano l’argomento aborto continuano, imperterrite». La menzogna più grande che ancora oggi si ripete è la stessa usata dai Radicali di Emma Bonino nei confronti degli italiani: la legge servirebbe per ridurre o eliminare gli aborti clandestini che sarebbero stati un milione all’anno prima del 1978. Continua a leggere

Corriere della Sera, “Roccella: resti uno scandalo un uomo che si lascia morire”

Piazza Navona - manifestazione radicali italiani sulla situazione carceraria

Lettera di Eugenia Roccella (Pdl) al Corriere della Sera – 20/12/2012
 
Caro direttore,

Pannella forse è in pericolo di vita. C’è chi lo prega di smettere lo sciopero della sete, chi accusa i politici di indifferenza, chi invoca alimentazione e idratazione forzate.
Tutti vogliamo che Marco viva, e non per la causa che difende (su cui posso essere d’accordo, ma non è essenziale), non perché lui è un protagonista della nostra storia (se fosse uno sconosciuto non cambierebbe nulla) ma soltanto perché è un uomo, e ogni esistenza umana è unica. Continua a leggere

A.A.A. malati terminali cercasi: l’ultima follia radicale

“A.A.A. Malati Terminali Cercasi”. E’ questo il titolo della campagna che è stata presentata ieri a Roma dall’Associazione Luca Coscioni. Obiettivo?cercare persone che testimonino la loro volontà di morire, e che chiedano, quindi, l’eutanasia. Della serie: sei malato terminale? Vieni, grida la tua disperazione, che ti aiuto io a morire. Agghiacciante.
Lo spot sarà proposto a tutte le televisioni e coinvolgerà social network e altri media come i free press e i giornali di annunci. Ma uno dei promotori assicura: “Non c’è provocazione. Si vuole solo informare”. Continua a leggere

Le trentennali bugie sull’aborto

Passano gli anni, ma le bugie ideologiche che circondano l’argomento aborto continuano, imperterrite, ad essere fatte passare per leggi. Nei giorni scorsi è stato celebrato il trentennale dell’introduzione, nel nostro Paese, dell’interruzione volontaria di gravidanza e anche l’agenzia Ansa (che è considerata una piccola Bibbia dell’informazione) è caduta in uno di quei giganteschi errori, provocato maliziosamente trent’anni fa dai radicali, che ha finito per condizionare e condizionarci. Continua a leggere…