«Senza la fede ereditata da mia madre, non sarei Pupi Avati»

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«Tutto quello che è alternativo a una famiglia con un padre e una madre semplicemente non è una famiglia». Intervista a tutto campo al grande regista
 
“Sapere educare. Affettività, sessualità e bellezza” è il titolo di un convengo che si terrà a Roma dal 7 all’8 marzo e che spiegherà a rappresentanti di enti scolastici, associazioni culturali, istituti e realtà impegnate nel campo dell’istruzione e della ricerca cosa significa educare. Cosa ci fa il regista cinematografico Pupi Avati fra gli ospiti? «Darò il mio contributo dicendo cos’è la famiglia», spiega a tempi.it. «Perché sono sposato da 50 anni e credo lo possa dire solo chi ne ha costruita una per tutta la vita». Continua a leggere

Un bel film da vedere: “Terra di Maria”

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Ieri sera ho finalmente visto il film “Terra di Maria” del regista Juan Manuel Cotelo (già noto per il film “L’ultima cima”).
E’ bellissimo! Da vedere e far vedere!!

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Un’indagine sulla fede in un mondo dove guerre, sofferenze, violenze di ogni tipo non cessano di esistere. In questa parte di universo però c’è ancora gente che chiama Dio Padre e si affida a Gesù e Maria.

La pellicola è un viaggio di ricerca che attraversa diverse nazioni; ognuno degli intervistati dall’avvocato del diavolo (geniale la figura ripescata e interpretata dallo stesso regista) ha la sua storia da raccontare, ha la sua esperienza diretta col Signore da condividere avvenuta grazie all’azione mediatrice della Vergine Maria. E’ lei che prende per mano i suoi figli e li conduce al cuore di Gesù. Maria, madre instancabile, non si rassegna alla caduta degli uomini sempre più sprofondati nel niente delle illusioni. Li sostiene, li risolleva, li aiuta a capire che ricchezza, fama, oro e argento non appagano, non riempiono il loro vuoto. Continua a leggere

“Cuerdas”, una storia di amicizia

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 Il cortometraggio del regista Pedro Solis su un bambino con paresi cerebrale
 
Cuerdas, il corto di animazione di Pedro Solís García, ha vinto quest’anno il premio Goya (gli Oscar spagnoli) come miglior cortometraggio d’animazione. È in spagnolo, ma è facile comprenderne il messaggio.

Nella vita di Maria entra improvvisamente un bambino molto speciale, che presto diventerà il suo amico inseparabile. Continua a leggere

Morto il regista Gabriel Axel, che con “Il pranzo di Babette” ci insegnò che la Grazia è gusto

Il pranzo di Babette

Il critico culinario Paolo Massobrio commenta per tempi.it il film che regalò l’Oscar al regista danese: «È l’esemplificazione della liberazione, della vita che ricomincia, che spacca schemi e pregiudizi».

Il 9 febbraio è morto a 95 anni Gabriel Axel, regista danese che con Il pranzo di Babette vinse l’oscar nel 1987 per il miglior film straniero. Fu il suo unico successo internazionale. Cosa abbia affascinato la giuria di Hollywood, e non solo, della pellicola incentrata sull’irruzione di una cuoca francese e della sua cucina in una setta di morigerati puritani, prova a dirlo a tempi.it il critico culinario e giornalista Paolo Massobrio, secondo cui il film «è l’esemplificazione della liberazione, della vita che ricomincia, spaccando gli schemi, i pregiudizi». Continua a leggere

“I militi ignoti della fede”. Pupi Avati porta in tv i martiri cristiani dell’Europa comunista

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Da Popieluszko al cardinal Mindszenty, da don Findysz al vescovo Ploscaru: 14 documentari su Tv2000 raccontano la Chiesa dell’Est negli anni della cortina e di Giovanni Paolo II.
 
Le omelie di padre Popieluszko, il carcere del cardinale Mindszenty, le lettere di don Ladislao Findysz. Le vite dei martiri cristiani dell’Est Europa risplendono tra le pagine grigie della storia sovietica del secondo dopoguerra, assieme alle tante vicende sconosciute dei «militi ignoti della grande causa di Dio» (così li definì papa Wojtyla): suore, frati e laici di cui poco si è sempre saputo, ma che, con la loro fede, hanno permesso alla Chiesa di rimanere in vita al di là della cortina. A tutti loro è dedicato il ciclo di documentari in onda da questa sera 8 novembre su Tv2000. La serie, intitolata proprio I militi ignoti della fede, è ideata dal giornalista Lorenzo Fazzini e realizzata niente meno che dal regista Pupi Avati: 14 puntate da un’ora ciascuna che saranno trasmesse ogni venerdì in prima serata, più altre 14 in programma per il 2014. Continua a leggere

There be dragons

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Il film sul fondatore dell’Opus Dei (che non vedremo in Italia)

Una storia avvincente nel contesto della guerra di Spagna (disponibile in dvd con sottotitoli in italiano)
 
La storia è avvincente. Nel contesto della guerra civile spagnola il giovane Josemaría Escrivá, si forma, cresce e fonda l’Opus Dei. Il regista e gli attori sono di grande qualità e professionalità. Costumi e sceneggiatura eccellenti, ma in Italia il film non verrà distribuito nelle sale. […]
Robert è un giornalista incaricato dalla sua testata di scrivere un articolo su Josemaría Escrivá la cui beatificazione è prossima. Arrivato a Madrid, cerca di contattare suo padre Manolo che non vede da anni. Questi, prima riluttante, decide di raccontare al figlio la sua storia, che fu strettamente connessa con quella di S. Escrivá: trascorsero una serena giovinezza assieme, ma poi la guerra civile separò i loro destini… Continua a leggere

“L’ULTIMA CIMA”. Dove inizia il cielo?

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di Emanuele Ranzani

Don Pablo è stato «semplicemente un buon prete». Ma un regista spagnolo ha scelto di ricostruirne la vita in un film, che sarà proiettato a Milano. «Investigare su un sacerdote è rischioso. Perché finisci col chiederti cosa c’entri Dio in tutto…»

«Mi sono messo in un bel pasticcio». Così Juan Manuel Cotelo, regista spagnolo, parla di ciò che è accaduto dopo il suo incontro con don Pablo Domínguez, teologo e filosofo della Facoltà di Teologia di San Dámaso. È il febbraio 2009. Cotelo sente parlare il giovane sacerdote ad una conferenza. I due si ripromettono di incontrarsi, ma pochi giorni dopo il sacerdote, grande amante della montagna, muore durante un’escursione sulle cime del Moncayo. Aveva quarantadue anni. «Quando ho saputo della morte di Pablo, avrei potuto dimenticarmi di lui. Invece mi sono incuriosito», racconta Cotelo.  Continua a leggere