Ferrero sempre più forte, anche grazie a queste 17 regole per il personale

Il gruppo Ferrero ha messo a segno ieri  l’ennesimo colpo di mercato sotto la gestione di Giovanni Ferrero, presidente dell’omonima azienda fondata dal nonno Pietro nel 1946. Il gruppo ha infatti annunciato l’acquisizione del business dei biscotti, degli snack alla frutta e dei gelati da Kellogg Company per 1,3 miliardi di dollari.

Continua dunque il processo di rafforzamento della leadership di Ferrero nei tradizionali settori produttivi, sviluppati dal padre di Giovanni, Michele Ferrero, vero artefice della scalata a livello mondiale del gruppo della Nutella, capace di trasferire la sua impronta lungo tutta la catena del valore, fino ai rapporti con il personale.

Oltre 40 anni fa Michele Ferrero scrisse ai responsabili da lui nominati elencando le norme guida del personale. Un documento che la Gazzetta di Alba, settimanale della città dove la favola dei Ferrero ha preso vita, ha scoperto e pubblicato nelle scorse settimane.

Si tratta di un documento rivolto ai responsabili nominati da Michele Ferrero, definito come le “massime da seguire nei contatti con il personale“. Un documento che si apre con la seguente frase: “Quando parli con un individuo ricorda: anche lui è importante”.

Pubblichiamo di seguito i punti riportati nel documento, come pubblicati dalla Gazzetta di Alba.

1-Nei vostri contatti mettete i vostri collaboratori a loro agio:
-Dedicate loro il tempo necessario e non le “briciole”
-Preoccupatevi di ascoltare ciò che hanno da dirvi
-Non date loro l’impressione che siate sulle spine
-Non fateli mai sentire “piccoli”
-La sedia più comoda del vostro ufficio sia destinata a loro  Continua a leggere

Troppa paura di dire “no”. Questa è una cultura che non regge il fallimento

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di ALESSANDRO D’AVENIA

«La colpa non è dei maestri, che coi pazzi devono fare i pazzi. Infatti se non dicessero ciò che piace ai ragazzi, resterebbero soli nelle scuole… E allora? Degni di rimprovero sono i genitori che non esigono per i loro figli una severa disciplina dalla quale possano trarre giovamento… essi devono abituare gradualmente i giovani alle fatiche, lasciare che si imbevano di letture serie e che conformino gli animi ai precetti della sapienza… Invece i fanciulli nelle scuole giocano.»

Questa geremiade appartiene ad Agamennone, maestro sbeffeggiato da Encolpio e Ascilto, giovani protagonisti del Satyricon di Petronio, che rispondono all’ennesima ramanzina del fallito, scappando da scuola e avventurandosi per le vie della città, irte di peripezie che mostrano loro che avrebbero fatto meglio a studiare un po’ di più prima di affrontare il mondo, improvvisando. È il racconto comico di una società decadente, quella neroniana, con una scuola al passo con la decadenza. Continua a leggere

Al padre di famiglia, al solo “avventuriero” al mondo: auguri!

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di Giulia Tanel
 
Il padre:  è necessario per radicamento alla realtà e serve da trampolino verso la vita.
Si sente spesso ripetere che viviamo in una società senza padri, dove gli adulti sembrano aver abdicato alla responsabilità educativa, lasciando bambini e ragazzi privi di maestri autorevoli ai quali guardare.

Eppure il padre ha un ruolo importantissimo nei confronti figli. Proviamo qui a presentare un rapido e necessariamente incompleto quadro di alcune sue prerogative, complementari ma assolutamente differenti rispetto al portato materno.

Innanzitutto il padre ha il compito di risolvere il rapporto simbiotico madre-figlio: egli aiuta infatti il bambino a percepirsi quale persona differente dalla madre, dandogli un nome e guidandolo in un percorso che lo porta a dire “io”, permettendogli così di entrare nel tempo e nella storia. Continua a leggere