Milano scopre una grande speranza. La città di chi corre e di chi non ce la fa

Lettera ad Avvenire di Paolo e Luca Tanduo
 

Caro Avvenire,
domenica 24 settembre la città di Milano accoglieva con migliaia di persone il nuovo arcivescovo, monsignor Mario Delpini. Sabato 30 settembre la città si ritrovava radunata in festa per i nuovi diaconi, con una gran folla ad attenderli fuori dalla cattedrale dopo la cerimonia. Sabato 7 ottobre circa cinquemila giovani nel Duomo di Milano per la Redditio Symboli si incontravano con l’arcivescovo Delpini. Per una città frenetica, piena di tante occasioni di ogni tipo, in continuo fermento, che a volte viene descritta come una città in cui le relazioni sono difficili da costruire, questi eventi, questa partecipazione, questi gesti appaiono un miracolo della fede e un segno di speranza: che ricorda che anche in una metropoli multiculturale si può vivere la relazione sia con Dio sia con gli altri, a dispetto di tanti stereotipi che vorrebbero mettere in contrapposizione la modernità con la relazione. Ha proprio ragione l’arcivescovo di Milano che nella sua prima Messa in Duomo ha ricordato alla città: «Non disperate dell’umanità, dei giovani di oggi, della società così come è adesso e del suo futuro: Dio continua ad attrarre con il suo amore e a seminare in ogni uomo e in ogni donna la vocazione ad amare», e ancora, in un messaggio pieno di fiducia e contro ogni pessimismo e scetticismo: «Non c’è nessun luogo della terra, non c’è nessun tempo della storia, non c’è nessuna casa e nessuna strada dove non ci sia l’amore di Dio. La gloria di Dio riempie la terra perché ogni essere vivente è amato da Dio».

Luca e Paolo Tanduo, Milano
 
«Non c’è nessuna casa e nessuna strada dove non ci sia l’amore di Dio». Che respiro antico e grande viene, ancora una volta nei secoli, dal Duomo di Milano. Un fiato di speranza e di fiducia in Dio, e negli uomini. Continua a leggere

L’Amore è trino

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Estratto del capitolo VI del libro Tre per sposarsi (Three to Get Married, Ed. Richter & C., 1957, Napoli), di mons. Fulton J. Sheen.
 
Tre elementi occorrono all’amore.

Quel che lega l’amante e l’amata sulla terra è un ideale che è al di fuori di entrambi. Come non si da pioggia senza nuvole, così è impossibile comprendere l’amore senza Dio. Nel Vecchio Testamento Dio è definito l’Essere la cui natura è di esistere: «Io sono Colui che è». Ma nel Nuovo Testamento Dio è definito Amore: «Dio è Amore». Ecco perché il fondamento di ogni filosofia è l’esistenza, ma la base di ogni teologia è la Carità, ossia l’amore. Continua a leggere

Padre Rupnik: quando la BELLEZZA giudicherà il bene

di Marko Ivan Rupnik
 
Le pareti degli edifici religiosi sono sempre stati il telo sul quale la Chiesa ha dipinto il suo autoritratto. Tuttavia, oggi non è affatto scontato il rapporto tra l’arte, ormai sganciata dal concetto di bellezza, e la spiritualità, sempre più svincolata dallo Spirito Santo. Se il presbiterio – osserva padre Marko I. Rupnik – «è praticamente l’unica cosa religiosa che ci è rimasta», la possibilità che si delinea è aprirlo agli artisti perché diventi non un generico luogo di espressione, ma lo spazio di un’arte purificata per una Chiesa capace di non escludere nessuno. Padre Rupnik, gesuita sloveno, teologo, mosaicista e docente alla Pontificia Università Gregoriana e al Pontificio Istituto Liturgico, nel libro «L’autoritratto della Chiesa» edito da Edb (pp. 48, euro 5,50) che esce in questi giorni in libreria, rilegge quell’autoritratto alla luce della bellezza e dell’arte. Anticipiamo alcuni brani sul mistero pasquale dell’arte.  Continua a leggere

La verità si è fatta amicizia per salvare la libertà

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di Giuseppe Bonvegna

(da Tempi.it)

«Non è vero che abbiamo bisogno dell’assenza, della solitudine, dell’eterna attesa»: le parole con le quali, in una sontuosa villa di campagna bavarese, il protagonista del film L’anno scorso a Marienbad (1961) riesce a risvegliare in una donna il ricordo del loro precedente incontro descrivono qualcosa in più rispetto alla ricerca di una vita autentica. O meglio: la ricerca del significato rimane una maschera che la vita indossa per continuare a trascinarsi lentamente nella dimensione della chiacchiera lungo le stanze e i giardini della villa, fin quando una presenza diversa non si rivela, nel suo vero volto, alla vita. E allora, la giovane donna pensa che valga la pena seguire quell’uomo, anche a costo di privarsi della compagnia di tutti gli altri e di restar sola con lui, perché egli è non la risposta a una domanda di significato, ma la risposta senza della quale, in lei, la domanda non sarebbe sorta. Continua a leggere

Aborto. In Italia troppi obiettori di coscienza? Tutte balle, come dimostrato dagli ultimi dati della Sanità

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La relazione del ministero della Salute afferma che «il numero di non obiettori è congruo» e che i punti abortisti sono anche troppi. Gli aborti calano del 4,2% ma restano sopra i 100 mila nel 2013
 
Un esercito di obiettori di coscienza impedisce alle donne di abortire e costringe i pochi non obiettori a un lavoro sproporzionato alle loro forze. È questa la tesi che circola spesso su tanti quotidiani italiani. Eppure la relazione del ministero della Salute sull’attuazione della legge 194 afferma che «il numero di non obiettori è congruo rispetto alle Ivg (interruzione volontaria di gravidanza) effettuate» e che «la numerosità di punti Ivg appare più che sufficiente», se non esagerata.

I MEDICI NON MACANO. I dati del ministero indicano che «il numero totale delle strutture con reparto di ostetricia e ginecologia risulta pari a 630» e che i reparti che effettuano aborti sono «403 (64% del totale)». Ecco perché, salvo due casi «relativamente a regioni molto piccole», «la copertura è più che soddisfacente». E anche in quei casi la colpa è di «una inadeguata organizzazione territoriale». Non della mancanza di medici non obiettori. Continua a leggere

Santa Sede-Onu. Tomasi: in prima fila nella lotta alla pedofilia

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(da Avvenire, 5.05.14)
 
Il 28 aprile si è aperta a Ginevra la cinquantaduesima sessione del Comitato Onu sulla Convezione contro la Tortura (Cat), che si concluderà il 23 maggio. La Santa Sede, che aderisce alla Convenzione, presenterà assieme ad altri sette Paesi il suo Rapporto iniziale il 5 e 6 maggio.

Su alcuni siti gestiti da Ong è già partito un fuoco di sbarramento, basato su considerazioni infarcite di pregiudizi e cattiva informazione, che ha come scopo fondamentale il rilancio delle accuse sugli abusi praticati dal clero utilizzando in maniera strumentale l’appuntamento ginevrino. «Non ci sottrarremo ad alcuna domanda, ma chiediamo che pregiudizi e luoghi comuni non prevalgano sulla verità dei fatti», dice al telefono monsignor Silvano Tomasi, nunzio apostolico presso la sede delle Nazioni Unite. Continua a leggere

Un “io in relazione”, anche nella scuola

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23/01/2014 – Un incontro in Duomo con l’Arcivescovo di Milano, Angelo Scola. A tema, l’educazione nel mondo della scuola. In un dialogo serrato, il Cardinale ha voluto ricondurre tutti alla vera natura dell’insegnamento: «Non una tecnica, ma un’arte».

di Daniela Castagnetti

Milano, 22 gennaio. Una tiepida serata invernale. Siamo otto insegnanti, colleghe legate da un’amicizia cordiale che negli anni si è consolidata nel lavoro in un prestigioso liceo milanese. Veniamo da esperienze diverse: chi attiva in parrocchia, chi del movimento, chi in cerca come a tentoni del senso nella vita. Continua a leggere

Il Vangelo della vita nella vita moderna

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Roma, Universitá Pontificia Regina Apostolorum, 11 Maggio 2013
Relazione del Cardinale Carlo Caffarra.
 

1. Vorrei iniziare col dire molto semplicemente quale è il nucleo essenziale del Vangelo della vita. Mi servo di un testo di Giovanni Paolo II. “Quale valore deve avere l’uomo davanti agli occhi del creatore, se ha meritato di avere un tanto nobile e grande redentore, se Dio ha dato il suo Figlio, affinché egli, l’uomo, non muoia ma abbia la vita eterna? In realtà, quel profondo stupore riguardo al valore e alla dignità dell’uomo si chiama evangelo, cioè la buona novella. Si chiama anche cristianesimo”. [Lett. Enc. Redemptor hominis 10; EE 8, 28-29]. Continua a leggere

È possibile amare come ci ama Dio?

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Il cristianesimo non è una religione-talismano: come affermava Claudel, il suo simbolo non è un quadrifoglio ma una croce

Roma, 09 Febbraio 2013 (Zenit.org).
di Irene Bertoglio

L’amore si svela nella misura in cui puoi essere pienamente te stesso, puoi permetterti di essere esattamente ciò che sei e accogliere l’altro interamente: amore è quando puoi guardare tua moglie o tuo marito sapendo cosa lui è stato e rimanendo lì, standogli accanto anche quando l’altro non può darti quello che vorresti. Continua a leggere

Diventare “come Dio”, una questione di amore

di Giacomo Samek Lodovici

Nell’omelia, intensa e profondissima (da leggere e rileggere) pronunciata nella Messa del Giovedì Santo, Benedetto XVI ha concluso il suo discorso soffermandosi sulla preghiera di Gesù nel Getsemani: «Padre! Tutto è possibile a te: allontana da me questo calice! Però non ciò che voglio io, ma ciò che vuoi tu» (Mc 14,36). Continua a leggere