La riconoscenza è prima di tutto uno stupore

fiume 
“Non vediamo il bene che Iddio ci fa, perché Iddio non cessa mai di farci del bene. Niente, quanto un bene continuo, colpisce meno la coscienza. Non si è riconoscenti all’acqua di scorrere senza posa, né al sole di levarsi ogni mattino. Se Iddio non si occupasse di noi che di tanto in tanto, noi penseremmo di più alla Sua bontà. La riconoscenza è prima di tutto uno stupore”.

(Gustave Thibon, La scala di Giacobbe, AVE, Roma 1947, p. 32)

fonte: Ritorno al reale

Timor di Dio, il nostro “allarme” di fronte al peccato

Raffaello Sanzio,

di Massimo Introvigne
 
All’udienza generale dell’11 giugno 2014 Papa Francesco ha concluso il ciclo sui doni dello Spirito Santo, proponendo una meditazione sul dono del timore di Dio. Spesso confuso con la paura, questo dono ci dà invece, ha affermato il Pontefice, la capacità di affidarci totalmente e con fiducia a Dio, e funziona anche per ognuno di noi come un sistema di allarme personale nei confronti del peccato.

Il timore di Dio, ha spiegato il Papa, non va mai confuso con la paura: «non significa avere paura di Dio: no, non è quello! Sappiamo bene che Dio è Padre e che ci ama e vuole la nostra salvezza, e sempre perdona: sempre! Per cui non c’è motivo di avere paura di Lui!». Il timore di Dio, invece, «è il dono dello Spirito che ci ricorda quanto siamo piccoli di fronte a Dio e al suo amore e che il nostro bene sta nell’abbandonarci con umiltà, rispetto e fiducia nelle sue mani. Questo è il timore di Dio: questo abbandono nella bontà del nostro Padre che ci vuole tanto bene!». Continua a leggere