Gli odori delle cose care

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di Marina Corradi
 
Milano, fine di novembre. Da un baracchino in piazza Castello il profumo delle caldarroste, come una lama, attraversa folgorante i miei pensieri. Mattine nebbiose, come dentro a un fumo chiaro, e io quasi appesa alla mano di mia madre, tanto più alta della mia; lei che camminava veloce e, quasi di corsa, i miei passi per starle dietro, dentro le scarpe stringate nere, e i calzettoni bianchi. Il clangore dei tram sferraglianti, tram che mi parevano severi, rigorosamente verde scuro, come in divisa.

Le caldarroste in un cartoccio di carta da giornale che lasciava il nero del piombo sulle mani, la polpa delle castagne tiepida e dolce e asciutta, che quasi faticava ad andare giù per la gola.
Per quale via i profumi arrivano in un attimo al centro del cuore? Continua a leggere