I cosiddetti “progressisti” vogliono abolire “padre” e “madre”. Tre passi nel ridicolo (e verso il baratro)

id5a

di Antonio Socci
(da “Libero”, 18.09.13)
 
In Italia dilaga la trovata di usare “genitore 1” e “genitore 2”. Ma si tratta di una insensata negazione della realtà (che crea discriminazioni)
 
Quasi cent’anni fa il grande Gilbert K. Chesterton prevedeva che la deriva della moderna mentalità nichilista sarebbe stata – di lì a poco – il ridicolo. Cioè la guerra contro la realtà.
Intendeva dire che ciò che fino ad allora era stata un’affermazione di buon senso e di razionalità – per esempio che tutti nasciamo da un uomo e da una donna – in futuro sarebbe diventata una tesi da bigotti, un dogmatismo da condannare e sanzionare. Sosteneva che ci dovevamo preparare alla grande battaglia in difesa del buon senso. Continua a leggere

«Vescovi, cedere al mondo vi espone al ridicolo»

img-_innerArt-_papa-francesco-bergoglio

di Massimo Introvigne
 
Il 21 giugno il Papa ha ricevuto 150 nunzi apostolici, nel quadro degli incontri per l’Anno della Fede. Nel suo discorso Papa Francesco ha insistito, con parole forti – come ha detto – «non di circostanza né formali», su quello che è il più «delicato compito» dei nunzi: «realizzare l’indagine per le nomine episcopali». Il Pontefice è così potuto tornare su un tema che aveva già trattato nell’incontro con i vescovi italiani dello scorso 23 maggio: le caratteristiche del buon vescovo, che o è insieme santo, prudente e capace di resistere alle pressioni del mondo o si rende «ridicolo».
«Siate attenti – ha detto Francesco – che i candidati siano pastori vicini alla gente, padri e fratelli, siano miti, pazienti e misericordiosi; amino la povertà interiore come libertà per il Signore e anche esteriore come semplicità e austerità di vita, e non abbiano una psicologia da principi». Continua a leggere