Riforma dell’Esame di Stato: anche alle medie il tema rischia l’estinzione. Ma chi lo sa?

di Giovanni Fighera
 
Da quest’anno la prova di Italiano dell’Esame di Stato nella Scuola secondaria di primo grado cambia. Il Documento di orientamento per la redazione della prova di italiano nell’Esame di Stato conclusivo del primo ciclo offre alcune indicazioni per la predisposizione delle prove scritte al termine della scuola secondaria di primo grado.

Parte da due premesse. In primis «la Commissione d’esame può liberamente scegliere quali tipologie di prove proporre nell’ambito di quelle previste dalla normativa e può definire le tracce tenendo conto delle indicazioni nazionali e anche delle situazioni specifiche dei singoli istituti scolastici». In secondo luogo, a prescindere dalla scelta della tipologia, la commissione richiama l’attenzione sull’opportunità di insegnare agli studenti la stesura del riassunto.

Quali sono le opzioni tra cui la commissione può scegliere? La tipologia A prevede lo svolgimento di un testo narrativo o descrittivo, ovvero la stesura di un racconto o di una descrizione a partire da indicazioni precise. La tipologia B consiste nell’elaborazione di un testo argomentativo: la prova è molto simile al tradizionale tema. La tipologia C è «la comprensione e sintesi di un testo letterario, divulgativo, scientifico, anche attraverso richieste di riformulazione». Negli esempi troviamo domande sul testo anche a scelta multipla, vero/falso, sostituzione di parole, etc. La quarta possibilità propone una prova strutturata in più parti, riferibili alle prime tre tipologie. Quindi, gli studenti devono dimostrare di aver compreso un brano e devono comporre brevi elaborati a partire dall’argomento.

Apparentemente, la riforma sembra solo sottolineare meglio le competenze richieste in uscita agli studenti e suggerire agli insegnanti un percorso virtuoso per il conseguimento delle stesse. Come sempre, credo che si potrà comprendere la reale portata di questa riforma solo tra qualche anno quando se ne vedranno gli esiti. Continua a leggere