Il Papa dialoga con i giovani Francescani dell’Immacolata

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L’incontro, durato un’ora e mezza, è avvenuto martedì 10 giugno nella cappella di Santa Marta. Sul Concilio Francesco ha detto che la giusta ermeneutica è quella proposta da Benedetto XVI.

di Andrea Tornielli

L’incontro si è svolto la mattina di martedì 10 giugno nella cappella della Casa Santa Marta in Vaticano, nonostante l’indisposizione del Papa che aveva provocato la cancellazione di alcuni appuntamenti il giorno precedente. Francesco si è intrattenuto per un’ora e mezza con una sessantina di frati Francescani dell’Immacolata, l’ordine fondato da padre Stefano Manelli che la Santa Sede l’anno scorso ha commissariato per risolvere dissidi interni legati al governo, all’amministrazione, al rapporto con il ramo femminile e all’uso divenuto ormai quasi esclusivo del messale antico e all’interpretazione dell’ultimo Concilio. Erano presenti circa una quarantina di seminaristi, novizi o studenti di teologia e filosofia, insieme ai loro formatori e al commissario pontificio, padre Fidenzio Volpi. Continua a leggere

Quattro Papi per la riforma nella continuità

I 4 Pontefici

di Massimo Introvigne
 
La grande «festa della fede» del 27 aprile 2014, come l’ha definita Papa Francesco al Regina Coeli, ha già offerto materia di riflessione anche ai sociologi, che certo continueranno ad analizzarla per qualche tempo. Non è solo il milione di pellegrini a Roma – anche se forse erano di più delle cifre ufficiali – a meritare un’analisi. Ci sono state altre riunioni religiose con folle più grandi: il record è proprio di san Giovanni Paolo II (1920-2005), che radunò cinque milioni di persone a Manila, nelle Filippine, per la Giornata Mondiale della Gioventù del 1995. Colpisce stavolta l’eco planetaria, i maxischermi in tante città, le televisioni di oltre cento Paesi, Internet, la stima di oltre un miliardo di persone che hanno seguito l’evento nel mondo. Manila 1995 fu una festa soprattutto per le Filippine, Roma 2014 è stata una festa mondiale. La partecipazione corale ha coinvolto ortodossi, protestanti, ebrei, perfino alcuni musulmani: e hanno colpito semmai per la loro «separatezza» i pochi irriducibili che si sono chiamati fuori come i Testimoni di Geova, per cui le canonizzazioni sono «riti pagani». Continua a leggere

“Il desiderio di Dio”

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di Massimo Introvigne

Alla vigilia della conclusione dell’Anno della fede, nel corso del quale – una per una – tutte le categorie della Chiesa sono convenute a Roma, sabato 23 novembre in separati incontri Papa Francesco ha rivolto la sua parola ai dirigenti sportivi dei Comitati Olimpici, agli operatori sanitari e ai catecumeni, cioè agli adulti che si apprestano a ricevere il Battesimo. A tutti ha ricordato l’esigenza di una fede fondata sul «desiderio di Dio», un desiderio che fa ardere il nostro cuore. Se la fede non è così, se diventa «abitudinaria», è una fede che non cambia la vita e a poco a poco si spegne. Ma perché il fuoco della fede arda in noi è necessario che sia continuamente alimentato dall’ascolto della Parola di Dio e dell’insegnamento della Chiesa, dall’apostolato e dalla pratica della carità. A questo dovrebbe essere servito l’Anno della fede: a farci comprendere che una fede non alimentata – e che non ci spinge a portare il Signore anche agli altri – è una fede fragile, che a poco a poco muore. Continua a leggere

Mons. Marchetto e la Scuola di Bologna

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[dal sito Comunità Ambrosiana]

Scritto da Marco Invernizzi

«Una volta Le ho detto, caro Mons. Marchetto, e oggi desidero ripeterlo, che La considero il migliore ermeneuta del Concilio Vaticano II. So che è un dono di Dio, ma so anche che Ella lo ha fatto fruttificare».

Queste parole diranno probabilmente poco a molti lettori, ma sono parole di papa Francesco, indirizzate il 7 ottobre all’arcivescovo Agostino Marchetto, autore di diversi importanti studi di storiografia sul Concilio Vaticano II (1962-1965). Ma perché sono importanti queste parole? Perché alcuni giornalisti molto attenti alle vicende della Chiesa come Sandro Magister o portali come Vatican insider se ne sono occupati? Continua a leggere

Giovanni XXIII, la realtà è altro dal mito

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di Massimo Introvigne
 
A cinquant’anni dalla morte, avvenuta il 3 giugno 1963, del beato Giovanni XXIII (1881-1963), Papa Francesco – al temine di una Messa celebrata in San Pietro dal vescovo di Bergamo mons. Francesco Beschi per un folto gruppo di pellegrini venuti dalla città lombarda – ne ha ricordato brevemente la figura. Il Pontefice è sembrato tenere conto dei rischi di una certa «vulgata» che presenta erroneamente Papa Roncalli, il «Papa buono» come un uomo dimentico della dottrina e della tradizione. Continua a leggere

Concilio Vaticano II. Ermeneutica della continuità

In questi giorni si susseguono programmi televisivi, convegni, articoli, prime pagine di giornali e riviste dedicati al 50° anniversario del Concilio Vaticano II che ricorrerà domani, 11 ottobre 2012.
Come sappiamo, il Santo Padre ha indetto un Anno della Fede, che si aprirà ufficialmente domani ricordando anche l’anniversario dell’apertura dell’assise conciliare.

Oggi, all’udienza generale, Benedetto XVI ha ricordato come il Concilio Vaticano II sia stato un grande evento di Chiesa, un “grande affresco”, un “momento di grazia” di cui “continuiamo anche oggi a cogliere la straordinaria ricchezza”. Continua a leggere