Il razzismo prima del razzismo

Soltanto due ideologie, nell’epoca moderna, sono riuscite a conquistare il consenso sufficiente per proporsi come “mondo nuovo”: il socialcomunismo, che si fonda sulla lotta fra le classi, e il nazionalsocialismo, che si basa sulla lotta fra le razze, auspicando un futuro guidato dagli ariani.

Siccome oggi si sta tornando a parlare e a scrivere, spesso a sproposito, di razzismo, torna utile leggere questo piccolo libro scritto nel 1944 dalla studiosa tedesca di origini ebraiche Hannah Arendt (1906-1975), celebre in particolare per le riflessioni sul totalitarismo.

Il testo descrive il “razzismo” prima del “razzismo di Stato” che conquista il potere in Germania nel 1933 grazie alla vittoria elettorale del partito nazionalsocialista e cerca di conquistare il mondo, avviando la Seconda guerra mondiale (1939-1945).
Nella grande confusione intellettuale che domina l’Ottocento, il «pensiero razziale» è semplicemente una delle tante opinioni correnti diffuse nell’epoca che precede, culmina e prosegue la Rivoluzione Francese (1789-1799).

In questi anni, diversi intellettuali manifestano una particolare attenzione alle differenti “razze” umane, attenzione che assume caratteristiche dialettiche che il cristianesimo aveva superato e debellato nel corso dei secoli precedenti, durante l’epoca della Cristianità. Pertanto un mondo storico implode e si formano diversi “partiti”, corrispondenti non soltanto a ideologie, ma anche a classi. Così i nobili emigrati, costretti a lasciare la Francia, pensano e cercano di organizzarsi come “casta separata” in contrapposizione al Terzo Stato e al mito giacobino della nazione, mentre successivamente il “pensiero razziale” si sviluppa in Germania grazie «ai patrioti prussiani e al romanticismo politico» (p. 27). Continua a leggere

Il Sacro Cuore di Gesù: Sole di giustizia nell’Europa cristiana

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La devozione nacque nel XVII secolo e culminò con la consacrazione della monarchia francese

Roma, 23 Giugno 2014 (Zenit.org) – di Francesca Bonadonna

La devozione al Sacro Cuore di Gesù si ebbe nel XVII secolo, prima ad opera di Giovanni Eudes (1601-1680), poi, grazie alle rivelazioni private della visitandina Margherita Maria Alacoque, propagate da Claude La Colombière (1641-1682) e dai confratelli della Compagnia di Gesù.

Alla fine del secolo XVII, l’Europa era sotto il giogo del protestantesimo, che, anche se ostacolato dalla Contro-Riforma, diffondeva comunque le sue eresie e cominciava a corrompere gli spiriti, che si allontanavano dalla Chiesa. Per contrastare questi pericoli che incombevano, il Sacro Cuore apparve a Santa Margherita Maria Alacoque, facendole delle rivelazioni. Continua a leggere

La storia oscura della Francia: i genocidi non si dimenticano

Rivoluzione Francese

Voleva essere la patria della “libertè” e della “fraternité”, voleva creare l’”uomo nuovo”, voleva laicizzare il mondo estirpando la “superstizione” sostituendola con la “dea Ragione”. Oggi la Francia si trova accusata, con prove schiaccianti, di complicità nel genocidio verso la popolazione del Rwanda.

Nel giro di soli tre mesi, nel 1994, furono massacrati oltre un milione di tutsi, minoranza etnica, uccisi da estremisti della maggioranza hutu, in quello che fu definito il genocidio più rapido della storia dell’umanità. Una tragedia in cui grande ruolo ha avuto la Francia dell’ex presidente François Mitterand, protagonista sul finire dell’eccidio di un intervento umanitario (la cosiddetta “Opération Turquoise”), con l’assenso delle Nazioni Unite, che in realtà consentì la fuga dei principali dirigenti estremisti hutu a cui la Francia aveva garantito, negli anni precedenti lo sterminio, un deciso sostegno finanziario e militare. Il presidente del Ruanda, Paul Kagame, si è infatti scagliato, senza nominarla, contro la Francia. «Nessun Paese è così potente da poter cambiare i fatti» ha detto nel giorno del ventennale dell’eccidio, per poi aggiungere in francese: «Dopo tutto, i fatti sono cocciuti». L’ambasciatore a Kigali, Michel Flesch, è stato definito “persona non grata” alle celebrazioni, provocando un nuovo incidente diplomatico. Continua a leggere

Le ideologie soffocano la persona

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di Giovanni Fighera

Se la natura umana è capacità di Infinito e l’uomo è inquieto (per usare l’espressione di sant’Agostino) finché non lo incontra, quando si dimentica o si mette a tacere il nostro cuore abbiamo l’impressione di sentirci meglio. Ma è solo un’illusione. A detta di Leopardi, in tanti modi l’uomo può assopire o dimenticare la vera natura dell’io. Uno di questi è l’adesione ad un’ideologia.
Il termine «ideologia» può essere utilizzato nell’accezione neutra di Weltanschauung, come spesso compare nei testi scritti o nelle discussioni, ovvero di visione del mondo o pensiero di un autore o personaggio. Nel discorso che seguirà la utilizzeremo, invece, nell’accezione negativa ad indicare un pensiero o un sistema di pensiero pregiudiziale, senza un fondamento di verifica nella realtà. Quindi, lo sguardo ideologico è quella modalità di trattare il reale non partendo dall’osservazione e dal desiderio di conoscenza dello stesso, bensì dall’idea preconcetta che si può già avere. Continua a leggere

Nei salotti dei philosophes illuministi le basi del razzismo

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Si apprestava il Bicentenaire della rivoluzione di Francia e Jean Dumont – storico scomparso nel 2001 di cui la Francia farebbe bene a menare più vanto – pubblicò un pamphlet urticante, Pourquoi nous ne célèbrerons pas 1789 (ARGÉ, Bagneux 1987). Fu tradotto come “I falsi miti della Rivoluzione francese” (prefazione di Giovanni Cantoni, Effedieffe, Milano 1990), ma è il titolo originale a essere significativo: “Perché sarebbe meglio non celebrare l’Ottantanove come l’alba del mondo nuovo”.

Dumont si permise l’invettiva perché era un vero topo di biblioteca, uno studioso carico di importanti scoperte documentali. E così, dettagliate le proprie affermazioni lungo un’intera carriera, sciorinò in questo opuscolo “di battaglia” le inibizioni derivate alla società occidentale dalla rivoluzione francese e fortificate dalla cultura che ne derivò nei secoli seguenti. Continua a leggere