Mozioni anti-aborto: Verona chiama, Roma e Milano rispondono

Donna incinta

Anche in Campidoglio e nel capoluogo lombardo il tentativo di sostenere i Centri d’Aiuto alla Vita
 
di Federcio Cenci

(interrris, 23.10.18)
 
Il consiglio comunale di Verona è stato precursore. Con ventuno voti a favore e sei contrari, ad inizio mese ha approvato una mozione che impegna la città scaligera a finanziare le associazioni che si spendono per sostenere le gravidanze difficili offrendo alle donne un’alternativa all’aborto. Ne sono seguite roventi polemiche. Ma Verona ha rappresentato anche un modello, che ora si tenta di riproporre a Roma, a Milano e, chissà, forse anche altrove nei prossimi giorni.
 

La mozione in Campidoglio

Ampia risonanza ha avuto quanto si è consumato in Campidoglio. Fratelli d’Italia, prima firmataria Giorgia Meloni, vuole proclamare ufficialmente “Roma città a favore della vita”. Si chiede di “predisporre un piano straordinario che rimetta al centro delle politiche capitoline la famiglia e la natalità, a partire dalla leva fiscale con il quoziente familiare” e di “prevedere nella prossima manovra di bilancio le risorse necessarie per sostenere i Centri di Aiuto alla Vita operanti sul territorio” e “ulteriori progetti e servizi finalizzati ad informare le donne sulle alternative all’interruzione volontaria della gravidanza“. Il voto, che sarebbe dovuto esserci ieri, è slittato a giovedì. Numeri alla mano, tuttavia, sembra che l’idea di FdI di rendere la Città Eterna baluardo a favore della vita sia destinata a vanificarsi dinanzi alla decisione del gruppo di maggioranza, il M5s, di votare contro. L’ipotesi ha comunque agitato i gruppi femministi. Ieri sotto la statua di Marco Aurelio si sono radunate le attiviste di “Non una di meno” per – dicono – “difendere la legge 194”. Continua a leggere

ProVita Onlus lancia la “Scuola di Bioetica”

scuola di bioetica di ProVita

Incoraggiati dal grande successo dello scorso anno, anche per il 2018 ProVita promuove la Scuola di bioetica, che quest’anno si terrà sabato 29 e domenica 30 settembre a Roma: un fine settimana intensivo con professori universitari, magistrati e medici per approfondire la scienza della vita e della famiglia.

La Scuola di bioetica di ProVita si rivolge a tutti: docenti, medici, personale sanitario, avvocati, studenti di scuola e università e chiunque desideri acquisire una migliore e più approfondita conoscenza interdisciplinare delle tematiche di bioetica attuali. Infatti, le grandi sfide della società attuale si giocano proprio sul terreno della bioetica: aborto, eutanasia, famiglia, identità sessuale… ormai non è possibile restare nell’ignoranza e trovarsi impreparati.

Il fine settimana si svolgerà a a Roma, presso la Villa Aurelia, Via Leone XIII, 459, – una villa immersa nel verde, all’ombra di San Pietro – da sabato 29 settembre (ore 9) a domenica 30 settembre (ore 13).

Puoi visualizzare il programma completo cliccando qui. I termini di servizio applicabili agli iscritti sono disponibili qui.

È possibile iscriversi al corso scrivendo all’indirizzo redazione@notizieprovita.it o chiamando il tel.: 377 4606227.
 

Programma della Scuola di bioetica di ProVita 

 
Sabato 29 settembre

  • 9:30-10:30 Introduzione, Toni Brandi, Dott. Aldo Rocco Vitale
  • 10:30-11:30 La vita come valore costituzionale, Dott. Alfredo Mantovano (Magistrato e Vice-Presidente del “Centro Studi Rosario Livatino”)  Continua a leggere

Roma. Subito coperto (con la sua verità) il poster contestato contro l’aborto 

 
Nel quartiere Aurelio un cartellone di 7 metri per 11 ricordava cosa avviene a 11 settimane di gravidanza. Accontentate le proteste delle consigliere del Pd al Campidoglio e altre associazioni
 
Ci saranno anche voragini da riparare, per le strade della Capitale, e spazzatura a deturpare le belle vie del centro, ma le priorità del Campidoglio sembrano altre. Per esempio, un cartellone che campeggiava su un palazzo di via Gregorio VII, nel quartiere Aurelio. Mostrando un bambino a 11 settimane di vita, con lo slogan – senz’altro forte nei toni, ma vero nella sostanza – dell’associazione Provita.

Da quando si è aperto il caso della presunta “violazione della sensibilità collettiva” da parte dell’immagine stilizzata di un bambino nel grembo materno il Campidoglio ha impiegato meno di 48 ore a far coprire l’immagine con un telone bianco. Come si trattasse di un messaggio scandaloso, insostenibile. Da censurare, addirittura, com’è purtroppo accaduto. Con soddisfazione del comitato di quartiere secondo cui si tratterebbe di una vittoria «dell’ampio e unitario fronte che ha visto coinvolti associazioni, movimenti, forze politiche ed esponenti delle istituzioni capitoline e regionali» mobilitatosi con forza contro «chi mette in discussione il diritto di scelta delle donne». Continua a leggere

Il rianimatore. Picardo: «Mai staccare i supporti vitali ai bambini»

I drammatici casi inglesi sollevano domande sulla malattia, le cure, la morte. Le risposte di Sergio Picardo, del «Bambino Gesù»

(Avvenire, 15.03.18)
 
Nei giorni in cui i tribunali inglesi decidono la sorte del piccolo Alfie Evans, affetto da una malattia rara per la quale secondo l’Alder Hay Children Hospital di Liverpool, non esistendo possibilità di cura, sarebbe inutile continuare a fornire i supporti vitali, è opportuno chiarirsi le idee sui grandi interrogativi sollevati da vicende tanto drammatiche. A cominciare da cosa si intenda davvero per ‘migliore interesse del bambino’, concetto che torna nelle sentenze sul caso di Alfie dopo quelli di Isaiah e di Charlie Gard. Sergio Picardo, responsabile di Anestesia, rianimazione e Comparto operatorio dell’ospedale Bambino Gesù di Roma, tiene a chiarire che «se non esistono cure, o se sono inutili, compito del medico è fare in modo che la malattia venga vissuta nella maniera più dignitosa possibile. Ma il supporto delle cure vitali resta».
 
Qual è di prassi l’approccio per le malattie gravi?
 
Di norma si effettuano le manovre diagnostico- terapeutiche al fine di arrivare a una diagnosi, alla terapia e a una prognosi. In ogni caso la terapia dovrebbe essere proporzionale al grado di malattia.
 
Quando si decide che è il momento di fermarsi con le cure?
 
I limiti della medicina si sono spostati molto in avanti. Noi possiamo utilizzare terapie avanzate nei casi in cui ovviamente queste terapie siano utili. Anche la terapia più evoluta deve essere sempre commisurata alle condizioni del paziente e alla sua prognosi. Nel caso, per esempio, di un tumore al polmone se la chemioterapia si è rivelata inefficace e inutile la si sospende, sempre ovviamente coinvolgendo e accompagnando la famiglia in questa decisione. Continua a leggere

I dati da brivido dell’inverno demografico

Il prof. Blangiardo

Blangiardo: “Ecco come intervenire per invertire la tendenza”. Il card. Sgreccia: “Sulla vita serve più coraggio”
 
l Salone dei Piceni del complesso di S. Salvatore in Lauro ha ospitato questa mattina il convegno “Oltre l’inverno demografico“, organizzato a Roma da Alleanza Cattolica e dal comitato Difendiamo i nostri figli promosso per porre la natalità come tema primario dei programmi delle forze politiche in vista delle elezioni del 4 marzo.

“Negli ultimi vent’anni – ha sostenuto Giancarlo Blangiardo, docente di demografia all’Università Bicocca di Milano – sono aumentate le famiglie composte da una sola persona e si sono ridotte quelle con più di due figli. I nuclei familiari sempre più piccoli, dove vengono meno le relazioni di sangue con altri membri, sono costretti a dipendere di più dal volontariato e dallo Stato. Tra 2015 e 2017 è aumentato nel Paese il numero dei morti, passando da 647.571 a 664.618, mentre nel 2017 è stato superato il numero più basso dei nati nella storia d’Italia, fatto registrare nel 2016 (473.000), con i 460.000 nati nei primi 8 mesi dell’anno” ha aggiunto. Il demografo ha poi spiegato le dinamiche sociali in Italia, che è “più debole per le nascite rispetto a tanti altri Paesi europei” per il fatto che in Italia “si ritarda a fare il primo figlio e poi si rinuncia”. Analizzando le statistiche dell’Istat, secondo Blangiardo la prospettiva nei prossimi 30 anni è che “i nati sarebbero 400.000 e 800.000 i morti. Mentre sarebbero 640.000 i bambini in meno fra i 0 e i 9 anni e 806.000 gli anziani in più con oltre 90 anni” con inevitabili, pesanti ripercussioni sia sul piano sanitario che previdenziale. Continua a leggere

Roma. Le 8.301 nuove culle dei Centri aiuto alla vita

Le 8.301 nuove culle dei Centri aiuto alla vita

Tanti sono i bambini nati nel 2016 grazie al sostegno solidale dei volontari nei 349 Cav di tutta Italia al fianco di madri che stavano considerando la scelta drammatica dell’aborto.

Se su 1.265 donne incerte o intenzionate ad abortire, ben 955 (ossia il 75%) hanno poi dato alla luce il bambino grazie a un supporto psicologico, morale, ma anche a un aiuto economico, allora la strada per combattere l’aborto, e in qualche modo anche la denatalità del nostro Paese, non è poi così difficile. I dati presentati alla Camera dei Deputati alla conferenza stampa sull’attività svolta nel 2016 dai 349 Centri di aiuto alla Vita sparsi su tutto il territorio nazionale lo dimostrano con chiarezza: la prima causa d’aborto è la crisi economica (49%), il dato sale al 75% se si sommano le difficoltà per mancanza di lavoro o di alloggio. Eppure, se le donne vengono ascoltate, aiutate e supportate, il trend si inverte: grazie ai Cav, nel 2016 sono nati 8.301 bambini, 13mila sono state le donne gestanti assistite durante il periodo della gravidanza, e oltre 17mila le mamme aiutate con varie tipologie di servizi. Le donne in difficoltà hanno per lo più tra i 25 e 34 anni (55%), sono prevalentemente casalinghe (40%) o senza lavoro (35%). Continua a leggere

Lazio. Grave violazione all’obiezione di coscienza e alla legge 194

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di  Centro Studi Livatino
 
 Il concorso bandito dalla Regione Lazio, finalizzato esclusivamente al servizio di interruzione volontaria della gravidanza, i cui vincitori “verranno assegnati al settore del Day Hospital e Day Surgery per l’applicazione della legge 194” si pone in contrasto diretto col diritto costituzionale alla libertà di coscienza e con le norme a tutela dell’azione contenute nella stessa legge n. 194/1978.

È quanto osserva il Centro Studi Rosario Livatino, formato da magistrati, docenti universitari ed avvocati, presieduto dal prof. Mauro Ronco.

Stando a quanto affermato dal direttore generale del San Camillo-Forlanini, Fabrizio d’Alba, “se chi ha vinto il concorso farà obiezione nei primi sei mesi dopo l’assunzione, potrebbe rischiare il licenziamento, perché sarebbe inadempiente rispetto al compito specifico per cui è stato chiamato” e, dopo il periodo di prova, l’obiezione di coscienza potrebbe portare “alla mobilità o addirittura alla messa in esubero”. Continua a leggere

Quando la Madonna apparve a Roma…

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Il 20 gennaio 1842 la miracolosa apparizione a S. Andrea delle Fratte all’ebreo ateo Alphonse Ratisbonne, che si convertì, si fece sacerdote…

(da zenit.org 20.01.16 – Federico Cenci)

Il 20 gennaio è una data preminente della devozione mariana a Roma. Ogni anno infatti si fa memoria dell’unica apparizione certificata della Vergine dentro le mura della Città Eterna. La si fa presso la Basilica di Sant’Andrea delle Fratte, tra Piazza di Spagna e la Fontana di Trevi, dove nel 1842 si consumò il celeste prodigio.

L’antefatto di quanto sarebbe avvenuto il giorno successivo, si ebbe nella notte tra il 19 e il 20 gennaio nella camera da letto di Alphonse Ratisbonne, un uomo d’origine ebraica che si definiva ateo ed anticlericale. Una croce nera, sprigionante inquietudine, gli apparve in sogno e fu per lui fonte d’angoscia.  Continua a leggere

Aperte nel mondo le Porte Sante. Papa Francesco: «La gioia della conversione vince tristezza e paura»

Papa Francesco apre la Porta Santa della basilica di San Giovanni in Laterano

di Massimo Introvigne
 
Domenica 13 dicembre 2015 in tutto il mondo sono state aperte le Porte Sante per il Giubileo nelle diverse diocesi cattoliche. Papa Francesco ha aperto la Porta Santa della diocesi di Roma a San Giovanni in Laterano, affermando che il Giubileo è una chiamata alla conversione, che vale anche per i politici, e che sperimentare la conversione è sempre fonte di gioia.

L’Anno Santo, ha detto il Papa, dev’essere per tutti l’anno della gioia. «L’invito rivolto dal profeta all’antica città di Gerusalemme, oggi è indirizzato anche a tutta la Chiesa e a ciascuno di noi: “Rallegrati … esulta!” (Sof 3,14). Il motivo della gioia è espresso con parole che infondono speranza, e permettono di guardare al futuro con serenità. Il Signore ha revocato ogni condanna e ha deciso di vivere in mezzo a noi». È anche la gioia del Natale. Continua a leggere

Messa di inizio Giubileo, omelia integrale di Papa Francesco

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Papa Francesco presiede in una Piazza San Pietro gremita da oltre 50 mila persone la Messa di inizio dell’Anno Santo straordinario della Misericordia, con l’apertura della Porta Santa giubilare nella Basilica vaticana.

Di seguito, il testo integrale dell’omelia pronunciata dal Papa:

“Tra poco avrò la gioia di aprire la Porta Santa della Misericordia. Compiamo questo gesto, come l’ho fatto a Bangui, tanto semplice quanto fortemente simbolico, alla luce della Parola di Dio che abbiamo ascoltato, e che pone in primo piano il primato della grazia. Ciò che ritorna più volte in queste Letture, infatti, rimanda a quell’espressione che l’angelo Gabriele rivolse a una giovane ragazza, sorpresa e turbata, indicando il mistero che l’avrebbe avvolta: «Rallegrati, piena di grazia» (Lc 1,28). Continua a leggere

“La distanza tra maschio e femmina è la nostalgia di Dio” – L’intervento di Costanza Miriano al Family day 2015

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Di seguito il testo completo dell’intervento di Costanza Miriano alla manifestazione del 20 giugno a Roma
 
di Costanza Miriano
 
Innanzitutto vorrei salutare chi non è potuto venire, proprio perché sta “difendendo i suoi figli” come noi, ma dal posto di combattimento, da casa, dalla trincea direi: chi ha un bambino malato, come Paola, che è in ospedale con lui, chi ce l’ha sotto esame, chi non si è potuto permettere il viaggio, perché le famiglie a volte sono lasciate sole. Direi che per ogni persona che è qui, ce ne sono cento che avrebbero voluto, e alcuni hanno organizzato manifestazioni, fiaccolate, veglie la notte scorsa. Grazie!

Ecco, io sono qui per parlare della differenza tra maschile e femminile, e non so da dove cominciare, perché la differenza è talmente tanta e talmente evidente, che mi sembra davvero di sguainare la spada per dire che le foglie sono verdi in estate, e che due più due fa quattro. Continua a leggere

Piazza San Giovanni: quattro ragioni (non scontate) di un successo

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La manifestazione di ieri pomeriggio in difesa della famiglia e dei bambini, è stata l’espressione di un laicato maturo che, attraverso il web, ha saputo strutturarsi, individuando nuovi e credibili leader d’opinione
 
Roma, 21 Giugno 2015 (ZENIT.org) Luca Marcolivio
 
Tutto sembrava congiurare per un flop. Si era detto che 18 giorni di organizzazione e promozione erano troppo pochi. Che senza appoggi politici e soprattutto ecclesiastici, la partecipazione sarebbe stata quantomeno modesta. Meno che mai si sarebbero raggiunti gli straordinari numeri del Family Day del maggio 2007. Come se non bastasse il meteo annunciava pioggia (e pioggia è stata). Continua a leggere

Intervento di Alfredo Mantovano alla manifestazione del 20 giugno 2015

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Intervento di Alfredo Mantovano alla manifestazione del 20 giugno 2015 in Piazza San Giovanni, Difendiamo i nostri figli.

(dal sito Comunità Ambrosiana)
 

Care amiche e cari amici!

Una giornalista poco fa mi chiedeva di riassumere in poche parole-chiave il messaggio che il popolo delle famiglie manda all’Italia da piazza San Giovanni in questa splendida serata.

Le parole chiave sono tre: forza – coraggio – speranza

Questa piazza dà forza: la forza non di una massa senza identità, ma di centinaia di migliaia di persone consapevoli che il futuro dell’Italia passa dal futuro della famiglia, e consapevoli che fare male alla famiglia significa fare male all’intera Italia. Continua a leggere

Un milione di persone

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Oggi chi c’era sa che numericamente era una piazza pressochè uguale al 2007 (un milione di persone, ndr). Ma senza spinta CEI e soprattutto senza politici. Molto meglio oggi. Più ecclesialmente laico, senza piloti come ha chiesto il Papa. Solo famiglie. Dal basso. In 18 giorni. Tutti si sono pagati il loro biglietto di treno, di aereo, di autobus per venire, niente sponsor di partito, niente aiuti da lobby o patrocini vari. Prima e dopo sotto il diluvio. Durante, a parte qualche goccia sul finale, non ha piovuto. Chi crede di contare più del popolo, politico o elite culturale radical chic che sia, faccia le sue analisi. Qui i figli e i giovani c’erano davvero. Ascoltate il grido dei più piccoli.

PMB

(fonte: Cinque Passi – pagina Facebook) Continua a leggere

Giacomo Celentano: «Anch’io a Roma per la famiglia. Non ho paura di essere impopolare»

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Il figlio di Adriano racconta la sua conversione e spiega perché sabato scenderà in piazza. «Le mie sorelle? Abbiamo percorsi diversi, ma questo non ci divide»
 
Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola
 
 Taglio di capelli giovanile, calzoncini, t-shirt, crocifisso e madonnina al collo. Giacomo Celentano porta il suoi 48 anni con l’aria di un ragazzo che potresti incontrare alla Gmg. Vicino alla chitarra e alle foto di papà Adriano e di mamma Claudia ci sono volumi con la Madonna in copertina e sulle pareti immagini cristiane. Giacomo alla Chiesa si è avvicinato dopo «anni di buio», come li chiama lui. Anni in cui di Dio non voleva sapere, ma che lo hanno portato ad essere un cristiano convinto, disposto, «anche se è impopolare», a testimoniare la sua fede di fronte al mondo. Per questo «sono contento che il 20 giugno si andrà in piazza a difendere la famiglia». Continua a leggere

Messaggio del Pontificio Consiglio per la Famiglia agli organizzatori della manifestazione del 20 giugno

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AL COMITATO “DIFENDIAMO I NOSTRI FIGLI”, IN OCCASIONE DELLA MANIFESTAZIONE DEL 20 GIUGNO 2015 – ROMA, PIAZZA SAN GIOVANNI

Cari amici del Comitato Difendiamo i nostri figli, con piacere intendo far giungere alla manifestazione da voi promossa questo Messaggio, a nome del Pontificio Consiglio per la Famiglia.

Papa Francesco, incontrando alcuni giorni fa dei vescovi europei, ha detto loro, citando la Sua preziosa Esortazione Evangelii Gaudium: Desidero con voi condividere la mia ferma volontà di promuovere la famiglia, quale dono di Dio per la realizzazione dell’uomo e della donna creati a sua immagine e quale «cellula fondamentale della società», «luogo dove si impara a convivere nella differenza e ad appartenere ad altri e dovei genitori trasmettono la fede ai figli” Queste parole del Papa testimoniano l’amore della Chiesa per il nostro mondo e il nostro tempo. Continua a leggere

L’obbedienza che vince

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Custodire la fede, essere custoditi da Dio. La via Crucis col Papa al Colosseo

03-04-2015
 
“Cristo crocifisso e vittorioso. La Via Crucis è l’icona della Tua obbedienza al Padre. La realizzazione del Tuo infinito amore per noi”, ha detto il Papa al Colosseo al termine della Via Crucis, ricordando con parole dolcissime, da innamorato, cosa vediamo quando guardiamo Cristo schiaffeggiato, maltrattato, lasciato solo. Vediamo il nostro peccato, ha detto il Santo Padre, la nostra arroganza, la nostra freddezza. Vedendo il figlio di Dio abbandonato non possiamo non pensare a tutti coloro che sono abbandonati dagli altri. Ma soprattutto vediamo “i nostri fratelli decapitati e crocifissi sotto i nostri occhi complici”. Il volto sfigurato di Cristo, dice Francesco rivolgendosi al Signore direttamente, deve non permetterci mai di dimenticare “l’immane prezzo che hai pagato per liberarci… Insegnaci che la croce è via verso la risurrezione… Insegnaci a non stancarci mai di chiedere perdono confidando nella tua misericordia divina”, nella misericordia di un Dio che non si stanca mai di perdonare, mentre noi ci stanchiamo di chiedere perdono. Continua a leggere

Quella coppia di sposi che bussa alle porte del sinodo

Ludmila e Stanislaw Grygiel insegnano nell’istituto pontificio di studi sulla famiglia creato da papa Karol Wojtyla, loro amico di una vita. Non sono stati invitati. Ma avevano molto da dire ai padri sinodali. E l’hanno detto. Con chiarezza e coraggio.

di Sandro Magister

ROMA, 9 ottobre 2014 – Un sinodo “aperto” come si invoca da ogni parte, a cominciare da papa Francesco, è un sinodo pronto ad ascoltare anche le voci che gli arrivano da fuori, tanto più se da persone competenti.

Subito alla vigilia del sinodo, a far da ponte autorevole tra dentro e fuori le sue mura è stata l’assemblea plenaria tenuta a Roma dal 2 al 4 ottobre dal “Consilium Conferentiarum Episcoporum Europæ”. Continua a leggere

A Sua Immagine: Alla scoperta dei luoghi di San Filippo Neri a Roma

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Una bella puntata di “A Sua Immagine” dedicata alla figura di San Filippo Neri. Con la partecipazione del mitico Padre Maurizio Botta e del cantautore Angelo Branduardi che nel 1983 ha scritto la colonna sonora del film di Luigi Magni su San Filippo Neri.

Buona visione!

-> www.rai.tv

 

Trapianto di midollo, genitori sempre donatori

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Con una tecnica messa a punto dall’Ospedale Bambino Gesù di Roma i genitori di bambini con malattie per cui serve un trapianto di midollo diventano compatibili e possono salvare i figli. Il metodo ha già salvato un centinaio di bimbi con tumori del sangue e malattie rare , è stato presentato oggi a Roma e pubblicato sulla rivista Blood. La tecnica, hanno spiegato gli esperti, consiste nel ‘ripulirè le cellule del donatore, che può essere indifferentemente uno dei due genitori, eliminando solo quelle ‘cattivè che causano le principali complicazioni di questo intervento. Allo stesso tempo rimane una grande quantità di cellule immunitarie ‘buonè, che difendono il bambino dalle infezioni nel periodo successivo all’intervento.

“Con questa tecnica – ha spiegato Franco Locatelli, responsabile di Oncoematologia del Bambino Gesù – possiamo offrire la speranza di un trapianto per tutti e per tutte queste malattie. Nonostante i registri donatori e le banche di sangue cordonale, infatti, solo il 30-40% dei pazienti non trova un donatore”. Continua a leggere

Il grido della vita è più forte della morte

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Una mamma si oppone ai medici che davano per morto il feto e così dà alla luce il suo piccolo.
 
Accade a Roma. E accade per il desiderio che abbiamo tutti dentro il nostro cuore, specialmente in quello di una mamma: vivere. E far vivere.

Aborto “terapeutico”
Il figlio di Maria, una giovane mamma, ha tre mesi e mezzo ma per i medici del Pronto soccorso del San Giovanni Calibita Fatebenefratelli, non doveva vivere. Per loro non restava che la via dell’aborto “terapeutico”. Come riportato il 24 marzo da Il Messaggero, il feto per loro era morto, il cuoricino alla quinta settimana di gravidanza non batteva, l’ecografia era piatta. Ed invece quel bimbo è nato in perfetta salute, nello stesso ospedale. Continua a leggere

La nostra società gaia e vuota e quella inappagabile sete di “Grande bellezza”

Toni Servillo Sabrina Ferilli Giorgio Pasotti

Marina Corradi recensisce il film di Paolo Sorrentino vincitore dell’Oscar come miglior pellicola straniera.

Ne ho sentito parlare male. L’ho visto, e l’ho voluto rivedere la sera dopo. La Roma del film somiglia a quella che io, milanese, ho scoperto da bambina quando mio padre mi portò al Palatino e al Colosseo a Villa Borghese per la prima volta: un sogno, o un miracolo, l’essere rimaste in vita quelle pietre dopo millenni, e il loro starsene ancora sotto al sole, impregnate della sua luce d’oro. La Roma de La grande bellezza è quella che meraviglia un ragazzo la prima volta che la vede, e ancora più, immagino, se viene dal Nuovo Mondo: allora l’impatto deve essere travolgente, e forse anche questo spiega il successo americano del film. Certo, non è la Roma di Ignazio Marino, sull’orlo del default. È invece una metafora dell’Occidente più privilegiato e, all’apparenza, spensierato. Continua a leggere

La Manif pour Tous diventa europea

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di Luca Volontè

Più di 250,000, forse 500,000 a Parigi, 40,000 a Lione, decine di migliaia a Madrid e Varsavia, diverse centinaia a Roma, Budapest, Mosca, Bucarest, Bruxelles, Londra. Tutti in piazza ieri per questo primo tentativo di allargamento della Manif por Tous francese al resto d’Europa e per celebrare, insieme ai più di 200,000 cittadini europei che hanno sottoscritto la petizione di CitizenGO, la contrarietà alla ideologia “gender” che si vorrebbe imporre a livello europeo.

Una follia che rimarrà tale, nonostante la profusione di finanziamenti e le pressioni politiche che vengono dagli USA di Obama, qualunque sarà il voto sul rapporto Lunacek martedì al Parlamento Europeo. Al proposito, sino a tutta la giornata di oggi, spendendo un minuto per sottoscrivere la petizione (clicca qui), si può ancora fermare la folle corsa verso verso il nuovo totalitarismo ideologico che pare aver contagiato una parte del Parlamento Eu. Continua a leggere

“Manif pour tous”, manifestazione a Roma

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Una legge funzionale a un progetto ideologico preciso. «Oggi siamo qui per manifestare contro il progetto di legge sull’omofobia, ma sarà sempre più difficile farlo nelle piazze, sui giornali, in televisione e sui social network. Se passerà – avverte Francesco Belletti – non potremo più dichiararci contro i matrimoni gay e le adozioni alle coppie omosessuali».

Alla manifestazione di Manif pour tous Italia, c’è anche il presidente del Forum delle Associazioni familiari, che parla esplicitamente di rischi pesanti di censura preventiva e di repressione della libertà di opinione, insiti nel disegno di legge Scalfarotto. Una “legge-bavaglio”, ma anche una “legge grimaldello”, per aprire la strada alla legalizzazione – ad esempio – dell’utero in affitto, pratica di maternità surrogata per i gay che pretendono un figlio. E, sottolinea Belletti, un grande mercato per il business della provetta. Continua a leggere