La storia. Ecco perché maggio è il mese di Maria

Un Rosario di palloncini nel cielo egiziano (Ap)

di Riccardo Maccioni

(da Avvenire, 3 maggio 2017)
 
Maggio è tradizionalmente il mese dedicato alla Madonna. Dal Medio Evo a oggi, dalle statue incoronate di fiori al magistero dei Papi, l’origine e le forme di una devozione popolare molto sentita.

Il mese di maggio è il periodo dell’anno che più di ogni altro abbiniamo alla Madonna. Un tempo in cui si moltiplicano i Rosari a casa e nei cortili, sono frequenti i pellegrinaggi ai santuari, si sente più forte il bisogno di preghiere speciali alla Vergine. Alla base l’intreccio virtuoso tra la natura, che si colora e profuma di fiori, e la devozione popolare.

Un omaggio floreale alla Vergine del Rosario
 Il re saggio e la nascita del Rosario

In particolare la storia ci porta al Medio Evo, ai filosofi di Chartres nel 1100 e ancora di più al XIII secolo, quando Alfonso X detto il saggio, re di Castiglia e Leon, in “Las Cantigas de Santa Maria” celebrava Maria come: «Rosa delle rose, fiore dei fiori, donna fra le donne, unica signora, luce dei santi e dei cieli via (…)». Continua a leggere

«Se un milione di bambini pregheranno insieme il Rosario, il mondo cambierà». #UnMilioneDiBimbi

Campagna Rosario Bambini b

Un milione di bambini che recitano insieme il Rosario per l’unità e la pace. È l’invito che il 18 ottobre, ormai da dieci anni, Aiuto alla Chiesa che Soffre rivolge ai bambini di tutto il mondo.

L’iniziativa, chiamata “Un milione di Bambini in Preghiera”, è nata nel 2005 a Caracas in Venezuela. Mentre un gruppo di bambini pregava, alcune donne presenti hanno avvertito la presenza della Vergine. Una di loro si è ricordata allora della promessa di Padre Pio: «Se un milione di bambini pregheranno insieme il Rosario, il mondo cambierà».

Da allora ogni anno, il 18 ottobre, attraverso le 21 sedi nazionali di ACS presenti in quattro continenti, la fondazione pontificia esorta tutti i bambini ad unirsi in preghiera. Continua a leggere

Miracolo a Hiroshima e Nagasaki

Bomba - Fatima - IL SANTO ROSARIO E LA BOMBA ATOMICA  L’esplosione delle due bombe nucleari su Hiroshima e Nagasaki, il 6 ed il 9 agosto del 1945, vide rase al suolo la stragrande maggioranza delle abitazioni tranne pochi edifici.

A Hiroshima la piccola comunità di 8 gesuiti, situata in una canonica distante solo 8 isolati dallo scoppio della bomba, rimase miracolosamente illesa insieme alla casa, mentre non scampò alcuna persona nel raggio di un chilometro e mezzo dal centro dell’esplosione.

Per un giorno intero i quattro gesuiti furono avvolti in una specie di inferno di fuoco, di fumo e di radiazioni. Nessuno dei quattro Padri fu contaminato dalle radiazioni atomiche, e la loro casa era rimasta ancora in piedi, mentre tutte le altre case intorno furono distrutte e ridotte ad un cumulo di macerie incenerite. Nessuno dei duecento medici americani e giapponesi, seppero mai spiegare come mai, dopo 33 anni dallo scoppio dell’atomica, nessuno degli 8 Padri aveva mai sofferto o aveva riportato conseguenze da quella esplosione atomica e continuavano a vivere in ottima salute. Continua a leggere

Sfoderano il rosario in fabbrica contro la crisi economica. A Torino, padroni e operai assieme

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Se ne stanno lì, in piedi nella loro fabbrica, radunati intorno a un tavolino dove, tra fogli e attrezzi di lavoro, hanno sistemato una minuscola croce blu, fatta di legno. Se ne stanno lì, le guance ancora un po’ stropicciate dal sonno. Qualcuno, con le mani levigate dalla fatica, impugna fin quasi a nasconderlo un rosario. Sono operai, impiegati, ci sono perfino i “padroni”. Pregano. Tutti insieme. In un groviglio di fede e di dubbi che nessuno può giudicare chiedono alla Madonna di aiutarli ad uscire dalla crisi. «Dacci la forza – dicono – per affrontare con serenità questo periodo». «Ispiraci, fai rinascere un’economia che non si dimentichi delle persone».

Da qualche settimana tutto questo accade ogni giovedì mattina, tra le otto e le 8 e trenta, in un’azienda metalmeccanica del quartiere Barca, nella parte nord orientale della città. È qui che si svolge il gesto di preghiera di una delle prime “cellule” di “Impresa Orante”, l’iniziativa lanciata da Mariachiara Martina, imprenditrice torinese, supportata – per questa vicenda – dall’Opera dei Giuseppini del Murialdo. Continua a leggere

Beata Vergine Maria del Rosario

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Il Rosario è nato dall’amore dei cristiani per Maria in epoca medioevale, forse al tempo delle crociate in Terrasanta. L’oggetto che serve alla recita di questa preghiera, cioè la corona, è di origine molto antica.

Gli anacoreti orientali  (anacoreta è detto un religioso che abbandona la vita attiva e si allontana dagli uomini, vivendo isolato una vita ascetica e di contemplazione) usavano pietruzze per contare il numero delle preghiere vocali.

Nei conventi medioevali i fratelli laici, dispensati dalla recita del salterio per la scarsa familiarità col latino, integravano le loro pratiche di pietà con la recita dei “Paternostri”, per il cui conteggio, S. Beda il Venerabile, aveva suggerito l’adozione di una collana di grani infilati ad uno spago. Continua a leggere

Così Satana ha risposto all’esorcista Sante Babolin: «Io non sopporto che gli sposi si amino»

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«Io non sopporto che si amino!». È stata questa la risposta chiara, immediata e rabbiosa che un demone ha dato a monsignor Sante Babolin, esorcista della diocesi di Padova, autorevole esperto del preternaturale, che aveva chiesto al maligno perché tormentava la sposa di un suo amico.

Il fatto è stato raccontato dal sacerdote nei giorni scorsi in Messico – dove ha tenuto una serie di conferenze – al settimanale cattolico Desde La Fe.

Babolin ha spiegato che l’odio di Satana verso il matrimonio si deve al fatto che questo è il sacramento più vicino all’Eucaristica: «Mi spiego. Nell’Eucaristia noi offriamo al Signore il pane e il vino che per azione dello Spirito Santo si convertono nel corpo e sangue di Gesù. Nel sacramento del matrimonio si verifica qualcosa di analogo: per la grazia dello Spirito Santo l’amore umano si converte in amore divino, cosicché, in modo reale e particolare, gli sposi consacrati dal sacramento del matrimonio realizzano quello che dice la Scrittura: Dio è amore, chi conserva l’amore permane in Dio e Dio in lui». Continua a leggere

Un vescovo offre a tutti un “manuale” per recitare il Santo Rosario a favore della vita umana nascente

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Sul sito della diocesi di Conversano-Monopoli, dov’è vescovo mons. Domenico Padovano, si trova un utile documento in pdf contente il Rosario Meditato per la Vita. Da scaricare e utilizzare il più possibile.

«Si deve cominciare dal rinnovare la cultura della vita all’interno delle stesse comunità cristiane. Troppo spesso i credenti, perfino quanti partecipano attivamente alla vita ecclesiale, cadono in una sorta di dissociazione tra la fede cristiana e le sue esigenze etiche a riguardo della vita, giungendo così al soggettivismo morale e a taluni comportamenti inaccettabili. Dobbiamo allora interrogarci, con grande lucidità e coraggio, su quale cultura della vita sia oggi diffusa tra i singoli cristiani, le famiglie, i gruppi e le comunità delle nostre Diocesi».
San Giovanni Paolo II, Evangelium vitae, n. 95
 
dal sito della diocesi di Conversano-Monopoli

Fonte: Il Timone
 

Un cruciverba per arrivare in Cielo

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Per vivere la pienezza del Vangelo abbiamo bisogno di una fede “orizzontale” e “verticale”

di Carlo Climati

Una mamma mi ha raccontato che sua figlia si sta preparando alla prima comunione in parrocchia. Il catechista, qualche giorno fa, ha impiegato un’ora per spiegare ai bambini come si fa la raccolta differenziata e come si deve distribuire la spazzatura nei cassonetti.

Perché meravigliarsi? Anche questi argomenti sono parte di una formazione cristiana. Fare la raccolta differenziata significa dare il buon esempio e contribuire al rispetto per il Creato.

La stranezza è un’altra. Lo stesso catechista, nei suoi incontri con i ragazzi, ha detto ai bambini che il Rosario è una preghiera superata e ripetitiva. Secondo lui, bisognerebbe mettere da parte questa preghiera e meditare solo sulle Scritture. Continua a leggere

Io, poeta e soldato sud-vietnamita, nelle carceri comuniste ho incontrato Dio e la Vergine 

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Il 68enne J.B Nguyễn Hữu Cầu ha trascorso quasi 39 anni nelle prigioni di Hanoi. Egli è uno dei detenuti politici di più lungo corso del Paese asiatico. Rilasciato dietro amnistia presidenziale per le precarie condizioni di salute. In cella ha incontrato la fede in Gesù. Il Rosario e la Via Crucis fonte di forza per vincere il dolore e perdonare i suoi carcerieri. 
 
(AsiaNews) – Durante gli anni di prigionia ha incontrato il cristianesimo e ha deciso di convertirsi, facendosi battezzare; in seguito ha saputo trasformare la catena che lo teneva imprigionato, formata da 90 anelli, in un Rosario che recitava fino a cinque volte al giorno. Solo la fede gli ha permesso di affrontare e superare quasi 40 anni di permanenza nelle carceri vietnamite, il fisico segnato dalla sordità, dalla quasi totale cecità, dalle sofferenze, ma con uno spirito ancora capace di ringraziare per il dono della fede ricevuto. E persino di perdonare i suoi carcerieri: “L’amore di Dio e della Vergine Maria mi ha cambiato. Non odio più i miei ‘fratelli e sorelle’ (del regime comunista)”. Continua a leggere

Un angelo in prigione

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L’incredibile storia di madre Antonia Brenner, fondatrice di un ordine religioso dopo due divorzi e sette figli, passata dal lusso di Beverly Hils a servire il Signore fra i detenuti violenti del Messico

di Andrea Galli

L’ album dei fondatori è pieno di storie sorprendenti e improbabili. Quella di madre Antonia Brenner, che si è spenta lo scorso 17 ottobre a 86 anni, è certamente una di queste: ha fondato una famiglia religiosa, le Serve eudiste dell’undicesima ora, dopo metà della vita trascorsa in uno degli angoli più esclusivi d’America, Beverly Hills, e l’altra metà all’interno di una delle prigioni più violente del Messico, a Tijuana, avendo alle spalle non uno ma due divorzi, e con sette figli ancora in vita. Una di quelle storie le ricordano come Dio sa trarre il bene più grande anche dai fallimenti esistenziali e di come le sue vie sono veramente infinite. Continua a leggere

Il Padrone del Mondo, di Robert H. Benson

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Questo libro di Benson, “Il Padrone del Mondo“, è stato citato recentemente da Papa Francesco a proposito dello “spirito della mondanità che ci porta all’apostasia“.

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di Fracesco Pertici

Tutti quei sistemi teologici ed ideologici che pretendevano di raccontare l’uomo e la sua storia, di definirne un fine e di individuarne un significato sembrano aver fallito. L’ideologia contemporanea che li ha sostituiti e che sempre più prende campo, circondata da un alone di adorazione collettiva e d’indiscutibilità è l’Umanitarismo. Dissentire da esso, mostrarne gli errori e le falsità, magari professando la fede cristiana e cercando di farla vivere e darle sostanza nella propria vita significa essere additato come “nemico del progresso”, come residuo di un mondo sorpassato. Continua a leggere

Papa Francesco alle famiglie: «La fede non è un bene privato, ma da condividere con la testimonianza»

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Alle ore 10.30 di oggi, XXX Domenica del Tempo ordinario, il Santo Padre Francesco ha celebrato, sul Sagrato della Basilica Vaticana, la Santa Messa per la Giornata della Famiglia, in occasione dell’Anno della fede.
Pubblichiamo di seguito il testo dell’omelia che il Papa ha pronunciato dopo la proclamazione del Santo Vangelo:

OMELIA DEL SANTO PADRE

Le Letture di questa domenica ci invitano a meditare su alcune caratteristiche fondamentali della famiglia cristiana.

1. La prima: la famiglia che prega. Il brano del Vangelo mette in evidenza due modi di pregare, uno falso – quello del fariseo – e l’altro autentico – quello del pubblicano. Continua a leggere

Il Santo Rosario: dona forza a chi è stanco

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Un episodio della vita del beato Giovanni XXIII ci fa ben comprendere come la preghiera del Santo Rosario sostiene e dona la forza di pregare anche a chi è stanco. Forse per noi è facile scoraggiarci se dobbiamo recitare il Santo Rosario quando siamo stanchi, e invece, a rifletterci anche solo per poco, capiremmo che basterebbe un po’ di coraggio e di determinazione per fare un’esperienza salutare e preziosa: l’esperienza che la preghiera del Santo Rosario sostiene e fa superare anche la stanchezza.

Al papa Giovanni XXIII, infatti, legatissimo alla recita quotidiana delle tre corone del Rosario, capitò che un giorno, per il carico delle udienze, dei discorsi e degli incontri, arrivò a sera senza aver potuto recitare le tre corone. Continua a leggere

Una strada di grazia

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di Angelo Busetto
07-10-2013

L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Continua a leggere

Beata Vergine Maria del Rosario

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Il Rosario è nato dall’amore dei cristiani per Maria in epoca medioevale, forse al tempo delle crociate in Terrasanta. L’oggetto che serve alla recita di questa preghiera, cioè la corona, è di origine molto antica.

Gli anacoreti orientali  (anacoreta è detto un religioso che abbandona la vita attiva e si allontana dagli uomini, vivendo isolato una vita ascetica e di contemplazione) usavano pietruzze per contare il numero delle preghiere vocali.

Nei conventi medioevali i fratelli laici, dispensati dalla recita del salterio per la scarsa familiarità col latino, integravano le loro pratiche di pietà con la recita dei “Paternostri”, per il cui conteggio, S. Beda il Venerabile, aveva suggerito l’adozione di una collana di grani infilati ad uno spago. Continua a leggere

Maria ci sostiene nella lotta contro il contro il maligno

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Omelia del Santo Padre Francesco per la S. Messa nella solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria (15.08.13).

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Cari fratelli e sorelle!

Al termine della Costituzione sulla Chiesa, il Concilio Vaticano II ci ha lasciato una meditazione bellissima su Maria Santissima. Ricordo soltanto le espressioni che si riferiscono al mistero che celebriamo oggi: La prima è questa: «L’immacolata Vergine, preservata immune da ogni macchia di colpa originale, finito il corso della sua vita terrena, fu assunta alla gloria celeste col suo corpo e la sua anima, e dal Signore esaltata come la regina dell’universo» (n. 59). E poi, verso la fine, vi è quest’altra: «La Madre di Gesù, come in cielo, glorificata ormai nel corpo e nell’anima, è l’immagine e la primizia della Chiesa che dovrà avere il suo compimento nell’età futura, così sulla terra brilla come segno di sicura speranza e di consolazione per il Popolo di Dio in cammino, fino a quando non verrà il giorno del Signore» (n. 68). Continua a leggere

Il Rosario di Papa Francesco

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di Massimo Introvigne

Nella serata del 4 maggio Papa Francesco si è recato a Santa Maria Maggiore, dove ha voluto presiedere la recita pubblica del Rosario. Già nell’udienza generale del Primo maggio il Papa aveva richiamato «all’importanza e alla bellezza della preghiera del Santo Rosario», raccomandando in questo mese di maggio, il mese di Maria, di recitarlo «assieme in famiglia, con gli amici, in Parrocchia» anche per rendere «più salda la vita familiare».
Il Rosario ha un ruolo molto importante nella vita spirituale di Papa Bergoglio. Commemorando il beato Giovanni Paolo II (1920-2005) poco dopo la sua morte, nel 2005 l’allora cardinale Bergoglio raccontava come fosse stato proprio l’esempio di Papa Wojtyla, vent’anni prima, a determinarlo all’impegno, sempre mantenuto, di recitare ogni giorno quelli che allora erano i quindici misteri del Rosario (sarebbero diventati venti con l’introduzione dei misteri della Luce nel 2002). Continua a leggere

Il Rosario, scuola di contemplazione e di silenzio

“Il Rosario è scuola di contemplazione e di silenzio. A prima vista, potrebbe sembrare una preghiera che accumula parole, difficilmente quindi conciliabile con il silenzio che viene giustamente raccomandato per la meditazione e la contemplazione. In realtà, questa cadenzata ripetizione dell’Ave Maria non turba il silenzio interiore, anzi, lo richiede e lo alimenta. Continua a leggere

Rosario, arma di salvezza

(7 ottobre:  Beata Vergine Maria del Rosario)
 
Poco prima di morire, S. Luigi Maria de Montfort pronunciò a mo’ di testamento queste parole: «Vi prego vivamente, per l’amore che vi porto in Gesù e Maria, di recitare il Rosario tutti i giorni, perché al momento della vostra morte, benedirete il giorno e l’ora in cui m’avrete creduto, e dopo aver seminato nelle benedizioni di Gesù e Maria, raccoglierete benedizioni eterne in cielo».

Il Rosario, preghiera diffusa dai certosini fin dal XII secolo, che il mese di ottobre celebra solennemente, salterio dei poveri, “compendio di tutto il vangelo” per usare le parole di Pio XII, non è solo la preghiera più amata, ma anche quella che sta maggiormente a cuore alla Madonna se a Lourdes e a Fatima è apparsa con il Rosario in mano chiedendone la recita. A Fatima, poi, nel 1917, la madre di Gesù arrivò addirittura a dettare a suor Lucia la preghiera da recitare fra una decina e l’altra, “Gesù mio, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell’inferno…”. Continua a leggere